Pubblicato in: diario di una maestra

Il fabbricante di…libri

Non parlo di editori, non parlo nemmeno di autopubblicazione o altro…niente di tutto ciò. Nei giorni passati, spinta da recensioni positive e negative e curiosità, ho letto il libro, e visto il film tratto da esso, intitolato “Il fabbricante di lacrime” di Eric Doom, nome de plume di una certa Matilde nonsocosa. Sul libro meglio che non mi pronunci e sul film men che mai, ma mi è capitato un articolo con un’intervista all’autrice che, nella sperticata difesa del genere “romance”, ha rivelato di aver iniziato scrivendo su una piattaforma online chiamata Wattpad: potevo non andare a curiosare? Giammai!

Nemmeno mi sono domandata cosa fosse che già avevo avviato la ricerca su google e trovato in meno di un nanosecondo “Wattpad: where stories live” traducibile col modestissimo Wattpad: dove le storie prendono vita.

Fatto trenta, famo trentuno e mi ci sono iscritta! Puoi leggere o scrivere (o entrambe suppongo). Inseriti i dati per la registrazione mi è apparsa questa schermata

Niente di che, ti chiede se ti piace leggere, scrivere o entrambi. Successivamente chiederà se sei uno scrittore professionista, se ti piacerebbe esserlo o niente di tutto ciò e, infine, tre generi che ti piacciono con tanto di richiesta se sei una lei, un lui o un boh.

Vi avviso che mette subito in inglese, di default, ma potete cambiare lingua andando sul menù in alto a sinistra e cliccando su “Language: english”. Non fate come me, salvate o non vi cambia nulla. Una volta salvato nella lingua scelta, vi apparirà tutto come desiderate. Ora non resta che scegliere tra storie che vi ispirano, seguirle o scriverle voi stessi/e.

A me, neanche a dirlo, è caduto l’occhio sulla “fiction per ragazzi” vincitrice dei Wattys 2023, che suppongo essere qualche premio della piattaforma, così…a naso. Si tratta di una storia completa così non dobbiamo stare ad aspettare che lo scrittore o scrittrice pubblichino il capitolo, ed ha ricevuto il premio per la miglior trama (che essendo il Fabbricante di lacrime uscito da questa piattaforma non vuol dire molto). Non l’ho ancora letto, ma chissà, magari un giorno lo farò.

Intanto curioso tra gli strumenti dello scrittore. In alto a destra c’è proprio la dicitura “scrivi” da cui si apre il menù a tendina.

Avviso che tra i concorsi ce ne sono alcuni che potrebbero andare bene per la scuola! Per il momento molti son chiusi, ma vale la spesa tenere d’occhio in modo da non lasciarsi perdere i prossimi.

Provo a Creare una nuova storia e mi appare questa schermata. La copertina, nemmeno a dirlo, è l’ultimo dei nostri problemi visto che una storia ancora non l’abbiamo. Mettiamo per ipotesi di averla ed ecco che dobbiamo inserire Titolo, descrizione, i nomi dei personaggi principali (ma perché?), una categoria (science, fiction, fun-fiction, romance etc), dei tag che sono indispensabili per farti trovare (per esempio egitto, se la storia è ambientata lì): ricordate che più tag si mettono più facile è per gli altri trovare la nostra storia)

Scorrendo ci sono altri dettagli da mettere quali il pubblico di riferimento (adolescenti, giovani o adulti), lingua e copyright nonché classificazione.

Per ultima cosa, ma non meno importante, la copertina! Si può inserire una copertina già fatta o farne una da zero e vi rimanda a Canva.

Ovviamente la copertina la si può anche mettere in un secondo momento, niente lo vieta. Come si inizia a scrivere salva la bozza, ma pubblica solo se voi date il via cliccando sulla dicitura “pubblica”.

Onestamente non so dirvi se lo strumento è valido o meno, posso solo dire che in base al numero di stelle, dato da chi legge la vostra “opera” può trasformarsi in un film come è successo ad Erin Doom. Chi lo sa? Magari potete accontentarvi di partecipare ad uno dei contest dove si rischia di vincere 1500€ per la propria scuola, e non è poco, o magari potreste partecipare, vincere e vedere la vostra opera su Netflix, sognare è gratis.

Che decidiate di usarlo come strumento didattico o meno, ovviamente tenendo presente sempre tutte le dovute precauzioni per non violare la privacy dei vostri alunni, ritengo possa essere un interessante strumento anche per capire i gusti del pubblico, dei grandi numeri, e magari leggere qualcosa che altrimenti non leggereste perché non volete comprarlo ma ne siete incuriositi.

Come sempre non è lo strumento il male (o il bene) ma è l’uso che se ne fa a determinarne la positività o negatività. E voi lo userete? Se si, come?

A presto la vostra

Maestra Imperfetta