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Raccontare una storia

C’era una volta una maestra che voleva far vedere l’Era glaciale ai suoi alunni, ma il cattivissimo PC decise di non leggere il DVD così dovette risolvere con Netflix.

Su Netflix non c’era l’Era Glaciale così la maestra decise di condividere una vecchia gloria della sua infanzia “La storia infinita”. Quel giorno tuttavia non c’erano tutti i bambini e non bastò il tempo per vedere tutto il film. Fu così che la maestra, la volta seguente, potendo far vedere il restante, prima chiese di riassumere quanto visto per i compagni che erano assenti la volta precedente. Interviene una bimba entusiasta che, con sicurezza e gioia riassume

è la storia di un cavallo che muore“.

Qualcosa non va! Ammetto che è un episodio molto toccante del film, io stessa a volte ci piango ancora, ma è fuori dubbio che non è il fulcro della narrazione nè riassume bene quanto accaduto.

Cosa fare?

Me lo sono domandata tante volte ed ammetto che ogni soluzione pensata…veniva scartata puntualmente. Ho cominciato dunque a “guidarli”. Ignorando bellamente che ci fossero assenti, tanto non li becco mai tutti assieme, ho fatto vedere cortometraggi e un film ed ho obbligato a “riassumere” quanto visto prima per gli assenti.

Stessa cosa ho fatto per i libri che stanno leggendo.

Ma come guidarli?

Non puoi dire “riassumi” e basta, altrimenti ti senti una sfilza di “e poi” e salti temporali che non ti fan capire nemmeno se ha guardato il medesimo film (oddio a volte mi capita pure con gli adulti questo, figuriamoci con i bimbi). Che possiamo fare? Domande, io faccio domande!

Chi è il protagonista?

Dove è ambientata la storia?

Cosa deve fare il protagonista? Chi lo aiuta e perchè?

Chi è il “cattivo?”

Cosa fa il cattivo?

Attenzione alla sequenza temporale. Occorre pensare come uno story board della narrazione, magari facendogli fare anche dei disegni.

Non sai cos’è uno Story board?

Uno story board è una sequenza di piccoli disegni, spesso molto accennati da rendere l’idea dei personaggi e dell’ambientazione, con relative inquadrature. Si tratta di una vera e propria base per registi e fumettisti ed è indispensabile per poter poi fare dei disegni più precisi e dettagliati oppure per girare un film o un’animazione (corta o lunga) seguendo le sequenze, le inquadrature e via dicendo. Lo storyboard è utilissimo anche se si programmano attività di Stop Motion.

Raccontare una storia attraverso uno storyboard potrebbe essere divertente, ma, nel nostro caso, occorre necessariamente ridurre all’osso, quindi illustrazioni, una per bambino magari, con scene chiave della narrazione per esempio.

ATTIVITA’

Si comincia a spiegare che ogni storia ha un ordine degli eventi: inizio, svolgimento, fine. Quest’ordine è chiamato Cronologia di una storia.

Si spiega loro che si procederà a fare assieme uno storyboard, chiarendo ovviamente cosa è uno storyboard e cosa serve, rassicurandoli che lo si farà assieme.

Possiamo usare una qualsiasi storia, possibilmente semplice, per iniziare. Possiamo leggere una storia in classe o usare una storia già affrontata. Si può, volendo, proiettare sulla LIM lo storyboard già disegnato o da disegnare.

Ora, cominciamo somministrando una prima scheda “riassuntiva”, che possiamo far disegnare in realtà, seguendo lo schema sotto. Spieghiamo che si tratta di una “timeline”, ossia una sequenza temporale utile per organizzarci la narrazione.

questo schema è utilissimo per mettere in ordine gli eventi della storia.

Successivamente passeremo a suddividere gli eventi in tre parti: Inizio, svolgimento, fine. Ciascuna parte sarà a sua volta suddivisa in tre principali, qui stabiliremo quali scene saranno da disegnare.

Ora che abbiamo suddiviso e stabilito quali disegni fare per ogni parte, si passa a consegnare la seguente scheda (Caricherò queste schede nell’apposita sezione Classroom dedicata ad attività didattiche varie).

Dovranno solo disegnare le scene stabilite e scrivere nelle righe cosa accade.

Questo tipo di attività va fatto dapprima assieme, solo successivamente, in base ovviamente alle geometrie di classe ed all’apprendimento e confidenza dei bimbi, potranno farlo autonomamente per le storie da loro inventate e/o lette.

Al di là dell’esecuzione, ed in questo ogni docente si regola in base alla classe che ha ed alle esigenze, quello che è essenziale è la “programmazione” del lavoro. Stabilire quali scene disegnare e come, cosa inserire e cosa omettere (perché non determinante), se usare un film, un’animazione, un libro letto da loro o letto dal docente…le attività possono essere molte, ma quello che conta non è solo far leggere, ma far capire quello che leggono.

E dopo questa perla di ovvietà (per molti suppongo) vi saluto e vi auguro Buona Domenica

la vostra

Maestra Imperfetta