Pubblicato in: diario di una maestra, Sopravvivenza Docenti

SETTEMBRE: QUANDO LA REALTÀ INCONTRA (O SI SCONTRA?) CON I BUONI PROPOSITI

E siamo qui. Di nuovo al primo giorno di lezioni di settembre. Per alcune regioni il 15, per altre prima o dopo e per le scuole private…boh, ma per tutti i docenti è il giorno in cui tutti i bei piani estivi incontrano la dura realtà della prima campanella.

Durante l’estate, seduti comodamente su quella sdraio (vera o immaginaria che fosse), avevamo tutto pianificato perfettamente. Eravamo diventati la versione premium (pagamento in gelati e souvenir) di noi stessi: zen, organizzati, pieni di energie rinnovabili e idee innovative (o rinnovate). Quest’anno sarebbe stato DIVERSO.

“Quest’anno sarò più paziente”, ci siamo detti mentre guardavamo il tramonto con un cocktail in mano.

“Quest’anno organizzerò tutto nei minimi dettagli”, abbiamo sussurrato accarezzando quell’agenda nuova di zecca comprata con entusiasmo ad agosto (ma quanto è bella la copertina…non vedo l’ora di usarla e ci sono pure attività didattiche).

“Quest’anno rivoluzionerò la mia didattica!”, abbiamo dichiarato mentre pinnavamo su Pinterest attività creative che richiederebbero un team di 47 assistenti e un budget della NASA.

È un po’ come quando a Capodanno decidiamo che andremo in palestra tutti i giorni, mangeremo solo verdure bio, cibi integrali o ricchi di fibre e tante proteine e mediteremo per 30 minuti ogni mattina. Poi il 2 gennaio realizziamo che la palestra è chiusa, le verdure bio costano come un mutuo e gli unici 30 minuti di meditazione li passiamo a fissare il soffitto chiedendoci dove abbiamo messo le chiavi di casa.

La differenza è che a scuola non puoi rimandare al prossimo anno. Lunedì suona la campanella, che tu sia pronto o no. Che tu abbia completato tutti quei meravigliosi progetti estivi o che ti sia accorto solo domenica sera che forse, FORSE, avresti dovuto iniziare prima a preparare qualcosa.

BUON PROPOSITO: “Arriverò sempre a scuola 30 minuti prima per prepararmi con calma” REALTÀ: Arrivi trafelato 2 minuti dopo la campanella perché hai passato 20 minuti a cercare quella maglietta che “doveva essere nell’armadio” e altri 15 a convincere la macchina che sì, deve partire anche se è lunedì mattina (lo fai tu, perché non deve farlo lei?).

BUON PROPOSITO: “Terrò un registro perfetto, aggiornato quotidianamente” REALTÀ: Giovedì ti accorgi che hai ancora il registro chiuso dalla settimana prima e cominci a ricostruire quello che hai fatto durante la settimana, sperando che nessuno vada veramente a guardare.

BUON PROPOSITO: “Preparerò attività coinvolgenti e innovative per tutti” REALTÀ: “Ragazzi, oggi facciamo un bellissimo… ehm… ripasso creativo di quello che abbiamo fatto l’anno scorso!” (traduzione: non ho avuto tempo di inventarmi niente di nuovo e sto improvvisando malamente).

Verso mercoledì della prima settimana arriva quella sensazione che conosco bene: è come quando ti accorgi che hai dimenticato di comprare il regalo per il compleanno di tua nipote e la festa è tra un’ora. Il panico ti assale, ma stranamente ti rende anche più efficiente di quanto tu sia mai stato in vita tua.

È il momento in cui realizzi che:

  • No, non riuscirai a trasformare la tua classe nella versione italiana di una classe giapponese perfettamente rispettosa delle regole e coordinata
  • Sì, probabilmente anche quest’anno userai quelle fotocopie dell’anno scorso (ma con orgoglio, perché funzionavano! Ma alla fine usi l’eserciziario che almeno non ti tocca conservare materiale)
  • La tua programmazione perfetta si trasformerà in un documento “work in progress” che aggiornerai man mano che capisci cosa funziona davvero…ma sapendo che il documento che verrà aggiornato è solo nella tua fantasia e andrai a memoria sperando che Santa Caffeina ti aiuti nel ricordare.

E qui succede la magia. Perché noi maestri siamo come MacGyver, ma con meno capelli perfetti e più macchie di pennarello sui vestiti. Sappiamo trasformare una situazione di emergenza in un’opportunità didattica.

Non hai preparato la lezione di scienze? “Oggi faremo un esperimento di osservazione spontanea!” (ovvero guardiamo fuori dalla finestra e descriviamo quello che vediamo).

Ti sei dimenticato di stampare le schede? “Attività collaborativa! Lavoriamo a gruppi per risolvere un problema!”

Il monitor touch non funziona? “Torniamo alle origini, ragazzi! Oggi facciamo tutto con carta e penna come i nostri nonni!” (che poi è anche vero e funziona benissimo).

Alla fine, dopo 9 anni di settembri (che mi sembrano 18), ho capito una cosa: i buoni propositi non sono il nemico. Il problema è quando diventano una gabbia dorata che ci fa sentire inadeguati.

La verità è che la scuola funziona proprio grazie alla nostra capacità di adattarci, di improvvisare, di trovare soluzioni creative ai problemi quotidiani. Non è un difetto, è una competenza professionale da medaglia d’oro olimpica.

Quegli alunni che entrano in classe lunedì mattina non hanno bisogno della versione “perfetta” di noi. Hanno bisogno di noi, con tutte le nostre imperfezioni umane, la nostra capacità di ridere delle difficoltà e di trasformare anche il più grande imprevisto in un’occasione di crescita.

Quindi, cari colleghi alle prese con lo scontro tra sogni estivi e realtà settembrine, ricordate:

Non è importante avere tutto sotto controllo. È importante saper navigare il caos con un sorriso.

Non è importante aver pianificato tutto. È importante saper cogliere le opportunità che nascono dall’imprevisto.

E se qualcuno vi chiederà “Come va quest’anno?”, potete rispondere con orgoglio: “Stiamo improvvisando brillantemente, come sempre!”

Perché alla fine, cari colleghi imperfetti, noi non siamo solo insegnanti. Siamo equilibristi, psicologi, animatori, mediatori, inventori di soluzioni e, soprattutto, campioni mondiali della categoria “fare miracoli con quello che si ha a disposizione”.

E questo, nessun buon proposito estivo (e nessun pedagogista o altra figura professionale) potrà mai insegnarcelo meglio della realtà di ogni singolo lunedì mattina.

Buon anno scolastico (vero) a tutti!

La vostra solidale (e sempre così in ritardo sui buoni propositi che alla fine li abbandona)

Maestra Imperfetta

P.S. Se qualcuno ha davvero mantenuto tutti i buoni propositi estivi, per favore non scrivetelo nei commenti. Abbiamo già abbastanza sensi di colpa per questa settimana, grazie.