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Il coraggio di andare a scuola

Non è un articolo polemico, assolutamente no! In seguito a qualche insulto razzista volato tra i miei bimbi (ho una classe multietnica) riportatomi da uno di loro, sicuramente lanciato senza malizia, ma comunque da reprimere assolutamente, un giorno ho abbandonato l’idea dei girasoli su fondo azzurro saturo e mi sono dedicata a raccontargli la storia di Ruby Bridges.

La bimba, a 6 anni, superò il test ,assieme ad altri due bambini di colore, per entrare in una scuola di “bianchi” William Frantz Elementary. Gli altri due non ci andarono, ma la madre di lei, forte del fatto che voleva dare un’istruzione migliore alla figlia e fare un passo avanti per tutti i bambini afro-americani, spedì la figlia alla scuola.

Il primo giorno lo trascorsero nell’ufficio del Preside, dal secondo giorno la bambina entrò in aula. Successe che tutti i genitori non mandarono i figli a scuola, che una donna “bianca” minacciò una bambina di 6 anni di avvelenamento solo perché di colore…successe che si dovette ricorrere a far scortare la bambina da 4 U.S. Marhal…successe che solo una maestra accettò di insegnare, perché era una bambina come altre. Accadde quindi che, giorno dopo giorno, la bambina, semplicemente andando a scuola, cominciò a cambiare le cose, a cambiare le teste.

Piano piano la gente mandò i figli a scuola e la classe si riempì, le proteste cominciarono a calmarsi e la famiglia tornò alla vita tranquilla. Perché ho raccontato questo episodio? Perché l’arte prende ispirazione anche da questi eventi, l’arte denuncia, comunica, colpisce a volte come un pugno allo stomaco. In questo caso un artista americano Norman Rockwell dipinse il quadro “The problem we all live with” (Il problema con cui tutti conviviamo), che scatenò polemiche ovviamente per i contenuti e il tema, ma che è simbolico di un’America che sta cambiando.

The Problem we all live with – Norman Rockwell 1964

Il quadro e la storia sono piaciuti così tanto che i bambini, entusiasti, mi hanno chiesto di provare a copiare il quadro. Lo avrei chiesto io comunque, ma mi fa piacere che sia venuta da loro la richiesta, almeno sono più motivati.

Regola principale, calcolare le distanze! Senza righelli, ma basta far notare loro che la distanza tra la bambina e le guardie alle spalle è maggiore di quella con le guardie davanti.

Far notare che la testa della bambina arriva al gomito della guardia con la giacca grigio chiaro davanti a lei.

Il pomodoro a terra sulla destra sarà sopra il piede della guardia a destra con il completo grigio chiaro.

Fate anche notare che i piedi sono a differenti altezze, questo non è certo perché una gamba è più corta, ma perché è più distante (piccoli trucchi che a loro piaceranno).

Sono piccole cose ma che nel complesso li aiuteranno a fare un disegno bene e soddisfacente per loro. Mi raccomando, mai pretendere lo facciano identico, va bene se variano un poco, ciascuno ha il suo stile. Copiare a loro piace, ma bisogna ricordare loro che anche se sei bravissimo, non sei una fotocopiatrice.

Sono venuti dei lavori molto belli, accattivanti, ma li ho fatti fare sul quaderno perché rimanga a loro, come diario visuale di un anno scolastico.

Se volete farmi vedere i lavori dei vostri bambini inviatemi pure i lavori a diariodiunamaestra@gmail.com.

Alla prossima attività

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Impara a disegnare con me., insegnarte

Scarabei

Si pensa che solo le farfalle siano bellissime perché hanno dei bellissimi colori, sono aggraziate e leggere. In verità i colori sono dappertutto e ce ne sono di meravigliosi, anche dove non ci si aspetta.

Gli egiziani lo avevano capito gli egiziani sfruttando i bellissimi colori metallici degli scarabei per farne gioielli anche molto belli e, diciamolo pure, immortali, manifestazione divina del sole del mattino

Nell’art nouveau avevano addirittura preso le libellule ad esempio, ma oggi parliamo dei brutti, ma belli, scarabei. Per i bambini è un discorso che va oltre i colori, è la bellezza laddove non immagini, anche se è sotto i nostri occhi.

Prendete matite, foglio e occhi perché oggi disegniamo gli scarabei .

Per tre scarabei ci ho messo almeno un’ora, ma ero in DDI quindi c’era la difficoltà di spiegare, illustrare, spostare la webcam e minacciare gli studenti a casa per farli smettere di parlare di punteggi di Fortnite…

Classe IV

Occorrente LIM dove far vedere gli scarabei (vi consiglio di cercare delle immagini prima da proporre una volta in classe o si perde tempo)

Carta, matita, matite colorate e pennarello nero

Io ho fatto scrivere la data è fatto fare tre rettangoli in alto, sotto la data. Non servono grandi sia chiaro, ma alla fine sta al docente decidere.

Mostrate loro uno scarabeo e chiedete loro di individuare le forme geometriche nel quale può essere disegnato. Se è troppo complesso aiutateli facendo vedere loro come si disegna partendo da forme semplici.

Questa attività ovviamente si può fare anche solo con un solo scarabeo, ma aumentate le dimensioni sul foglio. Pronti? Allora partiamo.

Ho scelto questo scarabeo per i colori. Tenete presente che non devono per forza riprodurre tutte le sfumature alla perfezione, ma sarà sufficiente che individuino i colori nella livrea dell’insetto e li mettano correttamente.

Cominciamo col disegnarlo, non è difficile credetemi, il segreto sta sempre nell’individuare le geometrie nelle quali può essere chiuso. Se gli semplificate l’immagine di certo capiranno molto meglio.

In questa immagine ho semplificato al massimo le linee in modo da dare risalto al disegno principale, facilmente copiabile anche da loro. I bambini hanno compreso bene anche se si sono confusi un poco con le dimensioni. Ricordate loro di usare sempre riferimenti visivi. le zampe in basso finiscono sotto la sommità inferiore. le quattro zampe inferiori sono rivolte verso il basso e due zampe anteriori verso l’alto. La parte inferiore del corpo è poco più grande di quella superiore etc etc.

Ora cominciamo col colorare. Partiamo dal centro individuando i colori. Io sono partita dal verde e dal nero. Ho volutamente usato matite da poco perché è quello che alla fine posseggono, quindi non ho usato colori che non trovano nel loro astuccio o in una qualsiasi confezione da 12 matite.

Ora andiamo ad aggiungere l’azzurro. Dove ne vediamo lo mettiamo. Cerchiamo ovviamente di osservare bene l’immagine e per questo, se la LIM non è chiara per problemi tecnici o per luminosità ambientale, meglio aiutarli.

Ho fatto anche delle linee laterali gialle che danno il riflesso e la sensazione di profondità del carapace.

Adesso andiamo col colore principale e più evidente della livrea: il viola. Io non ho dato loro dictat sulla sfumatura di viola, quella che hanno nell’astuccio va bene, mica possiamo pretendere.

Ultimo ritocco, le antenne e le zampe. Ecco il risultato. Commento dei bambini “maestra hai colorato male”….e da che pulpito mi è venuta la predica, proprio dallo stesso bambino che mi lascia certi spazi bianchi e rigacce…ma pazienza.

Mi scuso per non aver potuto fare il video ma purtroppo la lampada che usavo mi si è rotta (grazie al mio compagno che ha pensato bene di usarla come lampada fissa da scrivania). Appena ne acquisterò una nuova tornerò anche ai video. Intanto spero di essere stata chiara ed esaustiva con questo semplicissimo tutorial. Sarei proprio curiosa di vedere i lavori dei vostri bambini, siano essi figli o alunni. Nel frattempo ricordiamoci che non serve essere farfalle per avere colori bellissimi.

La vostra

Maestra Imperfetta