Non è un articolo polemico, assolutamente no! In seguito a qualche insulto razzista volato tra i miei bimbi (ho una classe multietnica) riportatomi da uno di loro, sicuramente lanciato senza malizia, ma comunque da reprimere assolutamente, un giorno ho abbandonato l’idea dei girasoli su fondo azzurro saturo e mi sono dedicata a raccontargli la storia di Ruby Bridges.

La bimba, a 6 anni, superò il test ,assieme ad altri due bambini di colore, per entrare in una scuola di “bianchi” William Frantz Elementary. Gli altri due non ci andarono, ma la madre di lei, forte del fatto che voleva dare un’istruzione migliore alla figlia e fare un passo avanti per tutti i bambini afro-americani, spedì la figlia alla scuola.
Il primo giorno lo trascorsero nell’ufficio del Preside, dal secondo giorno la bambina entrò in aula. Successe che tutti i genitori non mandarono i figli a scuola, che una donna “bianca” minacciò una bambina di 6 anni di avvelenamento solo perché di colore…successe che si dovette ricorrere a far scortare la bambina da 4 U.S. Marhal…successe che solo una maestra accettò di insegnare, perché era una bambina come altre. Accadde quindi che, giorno dopo giorno, la bambina, semplicemente andando a scuola, cominciò a cambiare le cose, a cambiare le teste.
Piano piano la gente mandò i figli a scuola e la classe si riempì, le proteste cominciarono a calmarsi e la famiglia tornò alla vita tranquilla. Perché ho raccontato questo episodio? Perché l’arte prende ispirazione anche da questi eventi, l’arte denuncia, comunica, colpisce a volte come un pugno allo stomaco. In questo caso un artista americano Norman Rockwell dipinse il quadro “The problem we all live with” (Il problema con cui tutti conviviamo), che scatenò polemiche ovviamente per i contenuti e il tema, ma che è simbolico di un’America che sta cambiando.

Il quadro e la storia sono piaciuti così tanto che i bambini, entusiasti, mi hanno chiesto di provare a copiare il quadro. Lo avrei chiesto io comunque, ma mi fa piacere che sia venuta da loro la richiesta, almeno sono più motivati.
Regola principale, calcolare le distanze! Senza righelli, ma basta far notare loro che la distanza tra la bambina e le guardie alle spalle è maggiore di quella con le guardie davanti.
Far notare che la testa della bambina arriva al gomito della guardia con la giacca grigio chiaro davanti a lei.
Il pomodoro a terra sulla destra sarà sopra il piede della guardia a destra con il completo grigio chiaro.
Fate anche notare che i piedi sono a differenti altezze, questo non è certo perché una gamba è più corta, ma perché è più distante (piccoli trucchi che a loro piaceranno).
Sono piccole cose ma che nel complesso li aiuteranno a fare un disegno bene e soddisfacente per loro. Mi raccomando, mai pretendere lo facciano identico, va bene se variano un poco, ciascuno ha il suo stile. Copiare a loro piace, ma bisogna ricordare loro che anche se sei bravissimo, non sei una fotocopiatrice.
Sono venuti dei lavori molto belli, accattivanti, ma li ho fatti fare sul quaderno perché rimanga a loro, come diario visuale di un anno scolastico.
Se volete farmi vedere i lavori dei vostri bambini inviatemi pure i lavori a diariodiunamaestra@gmail.com.
Alla prossima attività
La vostra
Maestra Imperfetta







