Pubblicato in: diario di una maestra, insegnarte

Le ho prestato le mie ali…

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre

[ I sommersi e i salvati- Primo Levi]

Come ogni anno il 27 Gennaio c’è il giorno della memoria ed ogni scuola, come ogni anno, contribuisce alla diffusione di un messaggio che deve rimanere ben inciso nelle nostre coscienze. Non starò a farvi la solita considerazione sulla Shoah, ebrei, campi di sterminio e di concentramento, con tanto di carrellata su film e libri consigliati o meno.

Per fortuna sono cose che oramai tutti sanno, come è giusto che sia, e per fortuna molti docenti e famiglie ci mettono del loro per spiegare ai bambini e ragazzi un fenomeno che a noi sembra tanto distante quanto orrorifico…o forse lo percepiamo talmente terribile da sembrare a tratti solo un incubo, pur sapendo che è verità.

Non ho scelto la solita immagine, se pur forte, della oramai celeberrima bimba dal cappottino rosso, ma ho scelto un’immagine, sempre dal film “Shindler’s list” che mi ha colpita al punto da rendere ovattato tutto il resto. Quando è uscito il film nelle sale avevo 17 anni e mia sorella 12. Nostro padre decise che dovevamo vederlo tutti assieme, insomma era di Spielberg e trattava un argomento che lui sentiva molto, e così andammo al cinema. Ricordo questo bambino/a, non ricordo onestamente il sesso, che per fuggire alla cattura correva disperato fino a tuffarsi in questa merda (si si, non userò termini dolci). Ricordo lo sguardo, ed è questo sguardo che mi ha accompagnata negli anni a venire, assieme ad un Shindler’s disperato perché avrebbe potuto fare di più secondo lui…nonostante gli dicessero che aveva fatto già più di quanto pensasse. Gli occhi parlano! Per quanto il film di Benigni “La vita è bella” sia stupendo, niente mi leva dalla testa questo sguardo.

Una mia collega mi ha chiesto tempo fa di fare un’attività a classi unite, chiedendomi un consiglio per le letture. Io scelsi, a naso a dire il vero, il libro “il volo di Sara” di Lorenza Farina. Il libro merita e ne consiglio vivamente l’acquisto, bellissime illustrazioni ma ancor più bella è la storia, molto delicata e con più piani di lettura. Se, tuttavia, volete conoscerlo meglio prima di acquistarlo eccovi la lettura dal canale Youtube Racconti in Soffitta.

La mia collega lo ha letto ed insieme ai bambini, due classi di terza primaria, abbiamo riflettuto sulle emozioni, sul messaggio, sul simbolo del passerotto. Uno dei bambini ha detto “il passerotto è simbolo di libertà”…in realtà pare simboleggi la vita, ma tutto sommato trovo molto bella questa visione.

Abbiamo fatto un cartellone lungo orizzontalmente uno sfondo con tre colori: nero, grigio e grigio blu, lasciando una parte bianca che desse l’idea di luce. La luce d’altronde è data dall’assenza di ombre pertanto basta non metterci del colore.

Io ho solo aggiunto una figura che richiamasse la bambina rasata ed emaciata con il “pigiama a righe”, il resto lo han fatto loro con le mie istruzioni.

In seguito ho fatto dei passerotti, fotocopiati, da colorare e incollare. I passerotti sono fatti in modo che un’ala e il corpo vanno incollati al cartellone.

Ho colorato il passerotto per mostrare un esempio alle colleghe con cui stavo collaborando.

Ogni bambino ha colorato il passerotto secondo il proprio sentire, le proprie emozioni e il gusto personale.

In seguito ciascuno ha piegato la parte inferiore dell’ala verso l’esterno, applicandovi poi un poco di colla stick.

Una volta colorato e incollata l’ala, i bambini hanno incollato, con un piccolo aiuto degli insegnanti, il corpo dei passerotti sul cartellone, inclinati in modo da ricordare il volo e posizionati da sembrar uscire dallo spazio chiuso del cartoncino.

Ed ecco il risultato, ogni bambino delle due classi si è trasformato in un passerotto, spiccando il volo verso il futuro, verso la vita!

Ringrazio le colleghe che hanno collaborato e contribuito a questa attività: La maestra Luana e la maestra Chiara e ancor più ringrazio questi bambini che hanno saputo conquistarmi e contribuire alla mia rinascita.

Alla prossima attività la vostra

Maestra Imperfetta