Capita che ti ritrovi ad insegnare scienze in terza primaria. Capita che per prima cosa ti ritrovi sul libro il metodo scientifico e gli strumenti dello scienziato! Benissimo…ma capita anche che sei una maestra curiosa e affamata di nuovi gadgets…ma il microscopio è troppo sia come prezzo che come ingombro. Ecco che la tecnologia mi viene in aiuto con un “giocattolino” tecnologico di quelli che piacciono a me: il microscopio usb.
Non cercavo ovviamente qualcosa di professionale, d’altronde mi serviva giusto per fare qualche esperimentuccio con i bambini, ma ho trovato in questo bel giocattolino un ottimo compromesso tra necessità e prezzo. Io l’ho pagato, in offerta su Amazon, 19,14€, ma il mio modello non ha Wi-fi ed in effetti avrei potuto prenderlo, ma chissene, in fondo basta una LIM con usb e magari una prolunga o la cattedra vicino alla LIM per ovviare.

Nella scatola ho trovato la basina in metallo e plastica (comoda, ma anche scomoda per una come me), qualche vetrino già predisposto, una busta di stoffa per tenervi il microscopio e il microscopio stesso con tre attacchi: usb-c, micro usb e usb-A (quello che potete attaccare ai pc per intenderci).

Non aspettatevi grandi ingrandimenti, non vedrete i globuli in una goccia di sangue nè il coronavirus, ma vi permette comunque di ingrandire molto e molto bene e scattare foto, così come fare piccoli video di ciò che osservate.
Funziona con app android “inskam” ed è compatibile anche con Windows 10 (provato) e Mac (ma non ho il Mac quindi non posso garantire).
Un comodo pulsantino sul microscopio vi consente di catturare l’immagine velocemente, se non volete farlo da app, oltre a darvi un riferimento per muoversi con il microscopio (verso l’alto).

ed una parte grigia dentellata vi consente, ruotandola a destra o sinistra secondo il caso, di mettere a fuoco.


Infine una rotella presente sul cavo del microscopio vi permette di regolare la luminosità del led, cosa non da poco quando vai a curiosare su superfici riflettenti o c’è molta luce ambientale.
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Consiglio di provarlo un poco e far pratica prima di usarlo in classe, giusto per regolarsi bene e muoversi agevolmente senza far pessime figure, ma nessun problema, bastano pochi minuti e ci si impratichisce subito.
Con smartphone l’app si attiva direttamente come si attacca il microscopio, con PC bisogna far partire il programma e poi attaccare il microscopio.

Al di là dei 12 vetrini in dotazione, utili e divertenti, mi sono subito cimentata a provarlo su altro…per esempio l’unghia tagliata di un mio ex cane delle praterie, chiamato Cippo
o il dente che un altro cane delle praterie (Bis, purtroppo passato a miglior vita) ci ha gettato alquanto infastidito.

Interessante da notare sia la forma sia il colore del dente. Nessun problema, il dente poi è ricresciuto, per fortuna sono animali i cui denti sono a crescita continua, anche se è sempre bene evitargli traumi che gli facciano rompere gli incisivi.
Ma, senza andare a cercare animali strani, se si vuol andare oltre i vetrini e non acquistarne altri, si può anche invitare a raccogliere fiori e foglie ed osservarne la trama, come queste foglie di Acero.


Insomma ci si può sbizzarrire come si vuole, ma consiglio la supervisione di un adulto per maneggiare questo interessante microscopio. Io lo proverò in classe, anche se credo solo su foglie e fiori visto che su insetti risulta difficile.
Non so garantire quanto duri il “giocattolo”, ma credo, come tutti, che meglio lo si tratta maggiore è la durata. Di certo c’è che aveva ottime recensioni su Amazon ed è questo che mi ha convinta ad acquistarlo.
Fatemi sapere, se volete, come e per cosa lo avete usato in classe (o per i fatti vostri) e, se volete, pubblicherò le idee migliori sul blog con tanto di autore.
A presto, la vostra
Maestra scientificamente Imperfetta
