No, non sono impazzita e non ho mentito sul mio nome, e nemmeno sono convertita o altro. Oggi vi parlo di un libro, sempre per bambini, che affronta due temi molto delicati ma sempre attualissimi (praticamente dei sempreverdi): il terrorismo e i pregiudizi.
Il libro si intitola appunto “Io sono BellaQ”
Un bambino di 9 anni, musulmano, viene prelevato a scuola da una squadra in mimetica arrivata in elicottero per portarlo ad essere interrogato quale responsabile di un attacco terroristico…di cui stava parlando in classe con la maestra.
Il libro affronta tutta la procedura di interrogatori con delicata ironia, un linguaggio che arriva ai bambini ed un’innocenza tale che mi ha fatto vergognare di essere adulta. Tra poliziotti buoni e poliziotti cattivi (ma perché qualcuno rimane troppo rigidamente ancorato alla procedura), il bambino vive una giornata in cui in effetti capisce ben poco, ma alla fine potrà riabbracciare i genitori e si scoprirà il motivo di tutta questa confusione.
Pregio principale del libro è un linguaggio molto vicino ai bambini, dialoghi che ho anche sentito da loro, vita scolastica assolutamente normale e un imprevisto affrontato in maniera ironica ma che lascia comunque il segno e non minimizza l’argomento.
Utile secondo me nelle nostre scuole dove purtroppo non siamo ancora completamente tolleranti e perfettamente integrati e, di tanto in tanto, purtroppo si percepisce e si sente uno strisciante e subdolo adeguamento, che nulla ha a che vedere con la reale integrazione.
Sono molto critica, ne sono consapevole, ma purtroppo ho sentito qualche uscita “infelice” da parte di adulti. Dai bambini posso anche aspettarmelo lo scivolone, sono frutto dell’ambiente in cui crescono e stanno imparando, ma dagli adulti no!
A presto
la vostra
Maestra Imperfetta
