Pubblicato in: diario di una maestra, strumenti per docenti

INVALSI

Come ogni anno arriva per tutti l’INVALSI e, come ogni anno, mi ritrovo a sentirmi dire “ma alla fine l’Invalsi serve a giudicare il docente”. Non serve spiegare, provare a far capire che sono leggende metropolitane, che le indagini statistiche offrono una fotografia che serve a far riflettere sulle criticità al fine di migliorare etc etc etc…come per i fantomatici 3 mesi di ferie, mi sento dire la frase fatidica.

Come sempre accade, conoscere la storia forse può aiutarci a comprendere dei test così controversi. Occorre partire dall’oramai lontano 1994 quando emanarono il Dlgs 297 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione” dove per la prima volta si introduce il tema della “Valutazione del sistema scolastico”. L’art 603 del Dlgs 297 affidava all’allora Ministro della Pubblica Istruzione l’individuazione di metodi di rilevamento dei processi e risultati del servizio scolastico. Ma come sempre il Ministro, e lo Stato in generale, non può far tutto da solo, pertanto si è dovuto avvalere del Centro Europeo dell’Educazione (CEDE) e della Biblioteca di Documentazione Pedagogica (BDP, futuro INDIRE), di istituto regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento.

Ora dovete sapere che il CEDE è il futuro INVALSI, ma la storia continua. Hanno stabilito che il Sistema scolastico andasse valutato, hanno stabilito di chi avvalersi come collaboratori, ma i tempi? Ed ecco che nel 1997 con il DPR275 si stabilisce un Regolamento sull’autonomia scolastica che in materia di valutazione e qualità del sistema si limita a prevedere che il Ministero della Pubblica Istruzione fissi metodi e scadenze per valutazioni periodiche per la verifica del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e standard di qualità del servizio. Comincia a suonarvi qualche campanello? Si, vero?

Arriva la Moratti che, piaccia o non piaccia, con la L.53/03 che, rispettando le tradizioni italiane, delega al Governo la definizione delle norme sull’istruzione, tra cui, art 3, la valutazione degli apprendimenti e della qualità del sistema educativo di istruzione e di formazione. Tra i principi ed i criteri direttivi del futuro decreto attuativo ci sono la valutazione periodica e annuale degli apprendimenti e del comportamento e…rullo di tamburi…le verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche e formative, per le quali ci si avvale della collaborazione dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione (altro che campanelli, qui son concerti di campane che nemmeno a Notre Dames).

A dare attuazione alla Legge Moratti è il Dlgs 286/04 che istituisce il “Servizio Nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, nonché il riordino dell’omonimo istituto”.

Obiettivo: valutare l’efficienza e l’efficacia del Sistema educativo di istruzione e formazione inquadrando la valutazione nel contesto internazionale.

Collaboratori: Istituto Nazionale di Valutazione (riordinato e denominato INVALSI) e le istituzioni scolastiche e formative,

Valutare il sistema non è valutare il singolo ma l’insieme…giusto o sbagliato che sia l’intento non è poi così deplorevole se ci consideriamo inseriti in un più ampio contesto quale quello europeo.

Prima di arrivare ai nostri beneamati (o beneodiati) test, ci sono stati i Progetti Pilota, VSQ(Sviluppo della Qualità delle Scuole), Valorizza e VALeS, un po’ come le sperimentazioni dei farmaci o dei vaccini. A collaborare erano i sempre presenti INVALSI e INDIRE.

  • Progetti PILOTA avevano lo scopo di verificare l’applicabilità tecnica ed economica del modello proposto dal Sistema Educativo Nazionale.
  • VSQ valorizzazione del merito delle scuole con erogazione di premi e azioni di supporto alle scuole, analisi del contesto scolastico attraverso i risultati degli apprendimenti e calcolo del valore aggiunto analizzato da INVALSI, processi di miglioramento progettati dalle scuole supportati da INDIRE.
  • VALORIZZA era una sperimentazione tesa a indivudare e premiare gli insegnanti che si erano distinti per un generale e comprovato apprezzamento professionale nella scuola (metodi: autovalutazione professionale, apprezzamento nella scuola e apprezzamento dell’utenza…una fregatura insomma).
  • VALES (Valutazione e Sviluppo scuola). Furono coinvolte nel 2012 ben 288 istituzioni scolastiche su 800 che avevano fatto domanda. La parte valutativa è stata affidata a INVALSI e il supporto al miglioramento all’INDIRE. Il processo comincia con Autovalutazione della scuola attraverso un Rapporto di Autovalutazione (RAV) che prevede il coinvolgimento delle componenti la comunità scolastica e prende il via dai risultati delle rilevazioni INVALSI. Obiettivo di questa azione è stimolare le scuole a costruire percorsi valutativi attraverso procedure, protocolli e rapporti mentre l’INDIRE ha aiutato e supportato le scuole nella pianificazione. Andavano analizzati i documenti della scuola e verificata la coerenza tra quanto dichiarato dalla scuola e l’effettivo agito, analisi delle politiche scolastiche e funzionamento.

Se per il momento tutto ciò vi ha fatto sentire più campane che una chiesa durante il matrimonio di qualche reale, se avete pazienza, arriviamo al DPR 80/13 che, per allinearsi agli altri paesi europei sul versante della valutazione dei sistemi formativi pubblici, regolamenta il SNV (Sistema Nazionale di Valutazione). Il nostro SNV valuta l’efficienza e l’efficacia del sistema educativo di istruzione e formazione per migliorare la qualità dell’offerta formativa e poggia su:

  • INVALSI
  • INDIRE
  • Contingente Ispettivo
  • Istituzioni scolastiche

Ho volutamente sottolineato le istituzioni scolastiche perché, nonostante la percezione non sia proprio questa, le scuole sono una delle colonne del Sistema Nazionale di Valutazione, anche perché non c’è generale senza soldati e alla fine il grosso del lavoro lo si fa in trincea.

INVALSI assume il coordinamento funzionale del sistema di valutazione, è un ente di ricerca con personalità giuridica di diritto pubblico soggetto alla vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione e, oltre ai nostri ben conosciuti test…

  • assicura il coordinamento funzionale del SNV
  • propone protocolli di valutazione e programma visite alle scuole
  • definisce indicatori di efficienza ed efficacia
  • definisce gli indicatori per la valutazione dei Dirigenti scolastici (si, avete letto bene, anche loro sono soggetti a valutazione)
  • cura la selezione e formazione degli esperti dei nuclei per la valutazione esterna
  • redige relazioni per il Ministro e rapporti sul sistema scolastico e formativo per una comparazione su base internazionale
  • partecipa ad indagini internazionali

Questa ovviamente è solo storia, allo stato attuale ogni anno, tra Aprile e Maggio, si svolgono i test INVALSI e tutte le informazioni circa le prove, come hanno origine, cosa misurano o anche solo per cimentarvi e provare voi stessi, le si trovano su INVALSI OPEN, sito ufficiale che offre tutte le informazioni necessarie per addentrarsi in questo argomento piuttosto ostico ma, credetemi, decisamente interessante se si guarda oltre il pregiudizio.

Se dopo tutto questo merdaviglioso escursus storico siete ancora qui a leggermi vi ringrazio, e vi ammiro per la pazienza, perché mi sarei già stancata parecchie righe fa. Lo scopo di questo articolo non è e non è mai stato farvi cambiare idea su questo strumento, questo non lo farei mai, ma offrirvi una prospettiva differente attraverso la storia e la ratio con cui è stato concepito e si è sviluppato. Come tutti gli strumenti umani non è perfetto e non ha la pretesa di esserlo; è perfettibile e sicuramente subirà evoluzioni ma per questo dovremo attendere e guardare. Nel mentre consiglio di farci un minimo di cultura sulla lettura delle statistiche per comprendere meglio anche i risultati delle rispettive scuole invitando ad evitare populismi e sentenze che vanificherebbero ogni sforzo di miglioramento da parte delle istituzioni (e li fanno questi sforzi).

Per oggi è tutto, la vostra

Maestra Imperfetta