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Indicazioni Nazionali 2025

In questi giorni di marasma nella mia scuola, tra INVALSI, verifiche, cambiamenti di valutazione e casini col registro elettronico che non si adegua alla nuova valutazione nonché genitori che giustamente pretendono un registro che funzioni, noi Malaussene della scuola ci ritroviamo ogni tanto a chiacchierare sulle Nuove Indicazioni Nazionali 2025.

Il tema è complesso perché c’è tanta carne al fuoco e poco tempo per affrontare tutto con dovizia e, soprattutto, in un mondo che sembra soffrire sempre di più di incontinenza verbale, io amo schemi e riassunti.

Fatta questa doverosa premessa arriviamo alle Indicazioni Nazionali. Dopo aver ascoltato e letto diversi pareri da parte di sindacati e colleghi, mi ritrovo a confrontare le tre indicazioni nazionali: 2012, 2018 e 2025.

Perché questo confronto? Perché leggendole ho notato che spesso si ripeteva ciò che già si fa nelle scuole, insomma, nulla mi pare cambiato se non giusto sulla carta (qualche supercazzola in più come se fosse Antani). Son partita dal principio e ne è venuto fuori questo schema riassuntivo dei documenti confrontati.

Le prime Indicazioni Nazionali, quelle del 2012, sono state formalizzate nel D.M. 254 del 2012, elaborate da consulenti esperti sotto supervisione del Sottosegretario di Stato Marco Rossi-Doria e accompagnate da tre anni di sperimentazione assistita. Le Indicazioni Nazionali 2018 sono state elaborate dal Comitato Scientifico Nazionale e riflettono sui cambiamenti prefigurati nel 2012 invitando ad una riflessione sul testo precedente alla luce dei nuovi scenari. Le Nuove Indicazioni del 2025 sono state elaborate da una commissione di esperti di didattica, curricolo e discipline nominata con decreti ministeriali. Sulla carta pare ci sia uno studio preliminare sui cambiamenti socio-economici ed educativi e nodi cruciali della ricerca pedagogica accompagnato da numerose audizioni.

2012: importanza dei nuovi media e tema dell’inclusione

2018: sottolineatura dell’importanza delle competenze digitali, metacognitive e medotodologiche, nonché sociali

2025: evidenziazione delle sfide come la sicurezza informatica, protezione della privacy, migrazioni e conflitti, necessità di una nuova alfabetizzazione digitale che include l’Intelligenza artificiale e introduzione dell’informatica fin dalla scuola primaria.

2012: definiscono gli obiettivi di apprendimento di ciascuna disciplina e suggeriscono integrazione tra discipline e aggregazione in aree.

2018: propongono una ricalibratura degli insegnamenti esistenti invece di aggiungerne di nuovi

2025: propongono una verticalizzazione del curricolo con maggiore coerenza tra gradi scolastici (già si fa nelle scuole). Suggeriscono di individuare le conoscenze essenziali e rivedere i nuclei fondanti delle discipline, meno quantità a favore di approfondimenti, però introducono l’informatica dalle primarie e prevedono un potenziamento delle STEM.

Il salto in questo caso è dalle indicazione del 2012 a quelle del 2025. Le indicazioni del 2012 definiscono i traguardi come criteri per la valutazione delle competenze attese e prevedono una certificazione di esse al termine del primo ciclo (terza secondaria di primo grado). Le nuove indicazioni 2025 promuovono una cultura della valutazione il cui fine è sostenere l’apprendimento (ma non lo era già?) sottolineando l’importanza della documentazione e osservazione.

Le Nuove Indicazioni 2025 costituiscono un aggiornamento più sostanziale, che tiene conto di ulteriori evoluzioni e nuove sfide, introducendo principi come “non multa, sed multum” e la verticalizzazione del curricolo, con un focus specifico sull’integrazione dell’informatica e delle competenze digitali fin dalla primaria, e una rinnovata attenzione alla complessità e all’interdisciplinarità.

Non ho affrontato nel dettaglio le discipline in questo articolo ma, se siete curiosi o interessati fatemelo sapere e lo farò.

Al solito spero di esservi stata in qualche modo utile ma consiglio sempre di andare a rileggersi personalmente i documenti perché sono umana e sono fallibile e, per quanto mi sforzi di essere intellettualmente onesta ed imparziale, qualche bias probabilmente mi condiziona.

Alla prossima

La vostra

Maestra Imperfetta

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Autore:

Sono una giovane maestra (giovane come anni di insegnamento, non come età...ma è relativo). Insegno arte, musica, inglese e tecnologia, ma non posso escludere che in futuro non mi trovi ad insegnare altro. Ho trovato nella scuola dove insegno colleghi simpatici e collaborativi, un ambiente famigliare e attivo che continua a fornire stimoli culturali cui attingo a piene mani. La mia gratitudine è a loro ed a tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado che hanno contribuito e contribuiscono, senza saperlo, a rendermi quella che ritengo di essere oggi...una maestra consapevole.

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