Pubblicato in: Covid 19 - DaD, opinionibus

Anno scolastico 2020/21…finito

9 Giugno 2021…fine di questo anno scolastico che, a dirla tutta, peggio non poteva andare. Le nuove disposizioni anti covid hanno appesantito notevolmente l’atmosfera tra le mura scolastiche obbligando a dire molti “no” e rimproverando di nuove mancanze i bimbi.

Non sono contraria al rimbrotto, al rimprovero, sono parte dell’educazione come le punizioni, purché realmente commisurate all’entità del “danno”.

Ho sempre avuto cani delle praterie, e vi starete chiedendo cosa c’entra, ebbene entra nel discorso perché per educandoli mi trovo ad applicare regole che, spesso, mi sono sembrate molto valide ed analoghe a quelle che si applicano, o si dovrebbero applicare, per i bimbi.

Va da sè che le pene corporali non si usano e le mani addosso non si mettono mai, ma la regola aurea, almeno per me, è la coerenza.

Coerenza significa sgridarli e punirli per gli stessi errori, o analoghi, senza farsi trasportare dal momento no, dalle difficoltà personali o dall’umore pessimo della giornata. Coerenza è che un no rimane un no, senza eccezioni.

Se prima dico no e poi, per la medesima cosa, dico si…vuoi per stanchezza, perché ho la testa altrove o altro, i bambini mi percepiscono come inaffidabile e non mi rispetteranno

Secondo elemento fondamentale che ho osservato essere necessario è la chiarezza. Cammina a braccetto con la coerenza e consiste nello spiegare l’errore. Ti punisco è vero, ma ti spiego dove hai sbagliato e perché quell’atteggiamento è considerato errato. I bambini stanno crescendo, come i cuccioli non sanno dosare energie, forza, voce e imparano per tentativi ed errori. Coerenza e chiarezza li aiutano in questo, anche se saranno recidivi. Qui entra in gioco un altro elemento fondamentale che è la Pazienza.

Così come per gli animali, anche per i bimbi ce ne vuole una bella dose. Ovviamente nessun bambino è immune alla recidiva. I comportamenti recidivanti tuttavia ritengo appartengano sempre all’indole naturale del “cucciolo”. Provo e riprovo perché non si sa mai che incappo nell’eccezione. Per questo Coerenza e Pazienza sono fondamentali. Ripetiamo le stesse cose dieci volte in cinque minuti, ebbene…dobbiamo pazientare e ripetere in continuazione perché loro aspettano solo un cedimento. Ci mettono alla prova, ovviamente, perché devono capire anche loro come funziona il mondo.

A questo punto subentra a mio parere l‘empatia! Fondamentale quando si ha a che fare con ogni forma di vita, animale e umana, l’empatia ci permette di avvicinarci al loro punto di vista ed ottenere molto più riducendo lo stress anche per noi (si badi bene, ridurre non è eliminare). Quando qualcuno dei miei la fa grossa non ammetterà certo l’errore, perché quello di cui si ha più paura è la rabbia, la delusione nell’altro di cui si ha fiducia. Attenzione massima alle parole che si usano! I bambini interiorizzano molto e noi stessi in fondo lo facciamo, quindi niente parole offensive, d’altronde ci offenderemmo noi per primi. Se sta per scappare magari fermiamoci e pensiamo a cosa proveremmo. Sarebbe meraviglioso se usassimo l’empatia anche tra adulti, ma spesso si entra in quel circolo vizioso per cui si vuol dare per scontato che l’altro adulto capisca e sappia cosa ci passa per la testa, dimenticando che nessuno legge nel pensiero.

Sono da pochi anni maestra, lo so, ma ho appurato che paga di più dire un “guardate che non mi arrabbio, basta mi diciate la verità, la punizione arriverà comunque ma non sarò arrabbiata”. Nell’arco di un’oretta al massimo vengono a confessare e saltano fuori i colpevoli, pur beccandosi la punizione, ma fa più male la rabbia che la punizione in sè.

Ultima cosa, ma non meno importante, correlata alla reazione emotiva dell’adulto alla marachella è appunto la punizione. Per punizione io intendo qualcosa di misurato e calibrato. In ogni caso van sempre avvisati prima del tempo e delle regole di gestione del tempo di punizione.

Stai correndo in classe durante la ricreazione? Ti siedi per un tot di minuti (di solito io avviso e metto il timer per fargli vedere che non è discrezionale)

Stai urlando in palestra durante un gioco? Ti siedi in panchina per un minuto, se poi parli mentre sei seduto o inciti i compagni alzando la voce allungo il tempo di 30 secondi alla volta. Sanno regolarsi.

Ti sei fatto gli affari tuoi a lezione? Passi la ricreazione a finire quello che a lezione non hai fatto.

Le punizioni vanno sempre accompagnate da spiegazione e da illustrazione chiara delle regole in modo che possano gestirsi, e mai dare punizioni senza spiegare loro il motivo.

Le punizioni NON devono essere umilianti. Ovviamente si pensa che questo sia impossibile, ma se si mette in mezzo l’empatia si può anche capire cosa può essere umiliante e cosa no. Se durante arte si sporcano di certo non vado a punirli, d’altronde è più che comprensibile. Insomma sta all’insegnante stabilire la punizione, ma ricordare sempre che essa deve arrivare puntuale, coerente, ben chiara e non vessatoria nè umiliante.

Queste sono le mie regole ovviamente, sono più che opinabili e a volte anche io ho faticato ad attenermici, vuoi per momenti particolarmente difficili nella mia vita privata, vuoi per momenti particolarmente difficili sul lavoro (l’ho detto che non è stato un anno facile). Come tutte le regole personali non ho pretesa siano la bibbia, sono frutto della mia esperienza da figlia, da alunna, da nipote e poi maestra.

Per me insomma le parole chiave per gestire la classe sono :

Coerenza

Chiarezza

Empatia

Pazienza

Ironia

Attenzione ad usare l’ironia, non deve essere mai volta ad umiliare ma sempre chiaramente intesa a scherzare assieme ed insegnare a scherzare su di sè. Io uso tanto l’ironia, ma prima di tutto la rivolgo a me stessa come esempio per loro, per far capire che bisogna scherzare su di sè ma c’è modo e modo di scherzare. Su quest’ultimo concetto si può aprire un dibattito, ma lo rimando ad altra occasione .

Per ora è tutto, il sunto di un annata un tantino pessima, ma è finita.

Ora mi metto forse in pausa per questi mesi…forse…per preparare giochini e attività che pubblicherò qui sul blog.

A presto la vostra

Maestra Imperfetta

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Pronti, ai posti…via, ma a casa!

No, non sono una pessimista e no, a scanso di equivoci non auguro lockdown. Devo ammettere che per me la scuola è ripresa dal 31 Agosto, tra materiale tecnologico finalmente arrivato (perché il governo si fa bello ma le scuole devono attendere ed arrangiarsi), riunioni varie e preparazione all’inizio delle scuole.

La scuola deve riaprire

Sacrosanto, per carità e non dico il contrario, però aprirle quando dopo una settimana devi chiuderle per elezioni non mi sembra questo gran colpo di genio. I banchi singoli? Ben venga, non quelli a rotelle sia chiaro, ma quelli classici che non abbiamo in tutte le classi, ma ci arriveranno chissà quando…e la mia ironia mi spingerebbe a dire che arriveranno sicuramente quando Gigino piange, Sofonisba litiga con Pippicalzelunghe perché non la fa giocare e siamo in piena ricreazione. Ma tanto che ce frega? Devon far le mummie, e quest’anno non facciamo nemmeno gli egizi, quindi dovremo forse dirgli di fare i murales delle grotte…fermi nella stessa posizione mentre gli operai mettono i nuovi banchi, magari a Maggio quando non servono più.

I dirigenti scolastici? Non li invidio proprio e non vorrei mai, vedendo con i miei occhi, essere al loro posto nemmmeno per il triplo del loro stipendio. Senza direttive fino alla fine se non un “i soldi son questi, le responsabilità queste altre, fate voi ma occhio che poi se va male pagate caro eh” . E oltre a sentirsi le critiche dei docenti (perché qualsiasi decisione prendano starà bene ad una parte ma all’altra no), si beccano pure una serie di articoli su varie testate giornalistiche pronte a puntare il dito sulla presunta inadeguatezza delle misure adottate, accuse spesso prive di tentativo anche minimo di provare a mettersi nei loro panni.

La cartellonistica ce la siamo dovuta mettere noi, e può anche starci, per carità, per poi sentirci dare una serie di regole talmente restrittive che, man mano che me le snocciolavano, buttavo via i post it mentali di attività che avevo pensato di fargli fare durante l’anno (e sia chiaro che non è colpa del Dirigente scolastico).

I colleghi precari…tasto dolentissimo. Al di fuori di critiche su diplomati magistrali, stabilizzazioni, concorsi, ma nessuno può comprendere appieno cosa prova una collega o un team di maestre che si son trovate bene con due o più colleghe precarie, a dover ogni anno attendere chi arriva. Ci si chiede “sarà la stessa?” passando per il “se è un’altra, come sarà? Si troverà bene con noi? Ci troveremo bene con lei?” ed in contemporanea “capirà la delicatezza della situazione di Pipino? Capirà che con Ninuzza deve essere più ferma e con Petruzzo deve essere più morbida?”. Le domande, le ansie, la preoccupazione è tanta ed il senso di incertezza non ci fa stare bene.

Insomma Lunedì si riapre tra gel, mascherine, disinfettanti, spruzzini si e spruzzini no, responsabilità più grosse di quelle che già si hanno e critiche a pioggia perché siamo insegnanti, la categoria più criticata da una buona parte della massa, talvolta a ragione, più spesso a torto, ed ovviamente rimane il nocciolo duro di persone, genitori e non, che comprendono le nostre difficoltà.

Come arriveranno? Come vivranno le nuove regole se già a fatica si adattavano a quelle precedenti? Come gli faremo capire? I bambini tirano fuori risorse che mai più si sarebbe pensato e devo ammettere che mi hanno stupita già durante la DaD. Sono fiduciosa, anche se con qualche riserva, e credo che tutto dipenda da come noi gli faremo vivere queste regole. Allegria, serenità, evitando allarmismi ma rimanendo ferme e coerenti nel rispetto delle regole. Dobbiamo resistere e farci vedere calme, decise ma senza ansie e, soprattutto, dare l’esempio col nostro comportamento.

Questa è la mia personalissima visione della situazione dopo aver passato un’estate a sentire tutte le testate giornalistiche di ogni orientamento e podcast vari, social e quanto altro parlare di scuola, a volte con cognizione di causa, più spesso a vanvera.

Un sincero in bocca al lupo a tutti i colleghi e le colleghe dunque, che spesso e volentieri lavorano e tacciono, che provano la frustrazione ed il senso di impotenza nel non poter intervenire in talune situazioni e che ora sono decise più che mai a fare da scudo tra ansie da Covid e gli alunni.

La differenza possiamo farla proprio noi maestri, a scuola. Noi siamo la resistenza! (dai, faceva bello dirlo)

Maestra imperfetta

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COVID-19 e scuole- Didattica a Distanza

Buongiorno
Se sei capitato/a qui…scappa finché sei in tempo!
Se proprio ti senti coraggioso/a continua…ma non ti ho obbligato io.

In queste settimane abbiamo assistito all’arrivo del Coronavirus e la sua diffusione, agli effetti di un’informazione non corretta agli effetti del panico. Abbiamo assistito a fenomeni di isteria di massa che confermano quello che un sociologo diceva “la massa è ignorante”. Potremmo sviscerare l’argomento tirando fuori luoghi comuni, atteggiamenti differenti e quanto altro ma quello che preme ora è capire COME FARE DIDATTICA A DISTANZA.
Lungi da me il voler insegnare qualcosa a chi è più esperto di me, mi limito a segnalare alcune delle soluzioni proposte (alcune osservate ed usate) dalla scuola, dal MIUR, da INDIRE e da colleghi.

Prima cosa occorre informarsi bene, ascoltare chi ha già adottato queste metodologie ed informarsi sull’aspetto privacy.
Interessante a proposito è il ciclo di webinar promossi dall’Indire, ascoltabili in diretta o in differita.

Il Miur invece offre in una pagina tutti gli strumenti necessari alla didattic a distanza, dalla Gsuite a Microsoft, materiali offerti dalla RAI, dalla treccani e materiali, metodologie….

Specifico per l’Inglese ecco il British Council, con giochini interattivi già fatti. Utilissimo per farli ripassare in modo divertente. Avviso che i giochi sono in inglese ma non dubito che i nostri pargoli impareranno a capire cosa gli si chiede (anche solo per tentativi ed errori, che è il modo con cui si impara)

Questi sono solo alcuni degli strumenti disponibili per la didattica. Ovviamente io mi occupo principalmente della didattica per i bambini delle primarie, ma Learningapps offre esercizi e giochi anche per le secondarie. 
Altri modi per far didattica a distanza li offrono i software per registrare lezioni da caricare poi dove si vuole. Tra questi 

screencast-o-matic

Obs studio

Per chi invece vuole imparare ad usare questi strumenti perchè non si sentono competenti a sufficienza oppure desiderano approfondire, segnalo il webinar gratuito “Crea i tuoi video didattici” di Aretè formazione, decisamente utile ed a prova di chi non sa nemmeno accendere un pc. Due ore di corso con attestato, riconosciuto dal MIUR che apriranno un mondo di possibilità.

Crea i tuoi video didattici

Sperando di aver contribuito in qualche modo al disorientamento generale in tutti noi, invito caldamente a seguire le indicazioni degli esperti, evitare il panico, non farsi prendere da romanticismi fuori luogo e pericolosi per la salute pubblica e rimanere quindi a casa, evitando affollamenti e muovendosi giusto per motivi strettamente indispensabili. Questo è il momento di fare per i nostri bambini, quindi rimbocchiamoci le maniche!
Maestra Imperfetta