Pubblicato in: Fai da te del maestro, tecnochicche

Je compris…

No, non parlo francese, l’ho già detto nel post dell’11 Giugno “Partir c’est mourir un peu” ma non è colpa mia se, oltre ad essere elegante ed ispirare le romantiche e bohemien atmosfere parigine di Mont Matre, questa lingua ispira anche il nome di un’app didattica.

Ed è proprio questa, cari e care insegnanti, che vi presento un’app totalmente gratuita (si si, ho detto gratuita, mica poco) e sicura promossa e pubblicizzata da “le alternative”, canale telegram seguito dal mio compagno che cerca sempre alternative tecnologiche valide alle più comuni app e software che agiscono senza prendere dati o violare la privacy, cosa che nella scuola è argomento delicatissimo e le bucce di banana le trovi anche se stai attento (anche perché spesso non ti vengono date alternative appunto).

icona del gioco su Android.

L’app si chiama Gcompris, che ricorda appunto, e non a caso, il francese Je compris, che in francese significa appunto “io capisco” o “io ho capito”, correggetemi se sbaglio. L’app è pensata principalmente per Linus, ma gira anche su Windows, android e mi dicono anche IOS, quindi la si può utilizzare su monitor Promethean (che gira su android) e su monitor touch.

Onestamente finora l’ho provata solo sul mio smartphone e sul pc, ma adesso la proverò anche su tablet. Ma cominciamo con la presentazione di questa meravigliosa risorsa.

Prezzo: gratis, a meno che non vogliate donare qualcosa, ma a vostra volontà, non è obbligatorio. Io onestamente qualcosa verserò.

Target: dai 2 ai 10 anni. Pensata per bambini dall’infanzia fino alla fine della Primaria. Meglio di così…ottima sia per genitori che vogliono star tranquilli piazzando il bimbo davanti al tablet senza sentirsi in colpa, sia per insegnanti che cercando nuovi modi coinvolgenti per interessare i bambini.

Appena scaricato il gioco chiede se si vogliono scaricare contenuti aggiuntivi…nel dubbio l’ho fatto.

Apriamo l’app e la schermata che appare è semplice, graficamente parlando, ma accattivante.

Ogni animale corrisponde ad un gruppo di giochi divisi per argomenti e materie. Il gattino contiene giochi che aiutano il bambino a prendere dimestichezza con tastiera e mouse quindi per questo gruppo meglio il pc. Usare tastiera e mouse sarà per loro utile per imparare a scrivere ma anche a muoversi all’interno di uno spazio definito coordinando il movimento della mano con l’effetto visivo. Non è così scontato come saremmo portati a credere. Un giochino molto carino li aiuta poi a capire dove si trovano le lettere nella tastiera. Tenete presente che se anche alla primaria potrebbe non esser richiesta la tesina scritta al pc, alle secondarie invece viene richiesta eccome, ancor più che si diffonde l’uso di libri digitali, chromebook e tesine in pdf (con notevole risparmio di carta, che male non fa).

Passiamo al Pinguino, con i suoi ingranaggi, egli vuole amabilmente rappresentare i giochini di logica e coding, ma anche arti figurative e musica.

Nei giochini di logica direi che tutto è molto carino, le “luci spente” ammetto hanno fatto impazzire pure la sottoscritta. Non posso negare che mi sono divertita a sperimentare anche le attività della ferrovia, un memory game piuttosto semplice per noi adulti…ma per un bimbo?

Nelle arti figurative purtroppo per ora ci sono solo due giochini, trova i dettagli e assembla il rompicapo. Trova i dettagli lo reputo interessante perché spinge a osservare bene il quadro, cosa che a volte nemmeno gli adulti fanno. Assembla il rompicapo invece chiede di comporre dei quadri famosi, praticamente un puzzle digitale.

Musica: E qui abbiamo più giochi, almeno 9 tra cui “riproduci il ritmo”, melodia, memoria uditiva, strumenti musicali…insomma è molto completo e viene in aiuto a chi insegna musica senza aver mai messo le mani su uno strumento, ma ne ha comunque un’infarinatura generale. Averlo avuto gli anni passati sarei forse impazzita di meno ad inventarmi qualcosa.

Ora passiamo al Maialino che contiene le tematiche “esperimento” , “storia” e “Geografia”. Storia non è molto ricco, ha solo cinque giochini, adatti forse ai bimbi dall’infanzia fino al secondo anno di primaria, possiamo tirare forse fino al terzo dai. Geografia contiene solo tre giochini, ma a mio parere validi ed “esplora i monumenti” può essere considerato trasversale con arte, volendo.

Esperimento è la tematica più interessante a mio parere dal momento che vi si trovano molti giochi9 che spaziano dalla geografia all’arte, dalla tecnologia alle scienze, affrontando anche temi complessi come l’elettricità analogica e digitale in maniera giocosa e divertente.

Menzione speciale sono “miscela i colori della pittura” e “miscela i colori della luce”. I giochini, insieme, fanno capire che luce e colori in pittura non si mescolano allo stesso modo perché non funzionano allo stesso modo.

Sono giochini molto interessanti e, secondo me, fatti in classe prima di iniziare un argomento, sono di aiuto per far provare i bambini a ricavarsi la regola…anche se per alcuni di essi è bene leggere la spiegazione introduttiva.

Non ho ancora pilotato il sottomarino, ma proverò nei prossimi giorni.

Il Dinosauro, o lucertola…o coccodrillo… insomma quello che è, contiene 11 giochi tra cui labirinti, giochi di osservazione, memory, disegno, programmazione etc.

La pecora, con i numeri, contiene giochi raggruppati in tre tematiche principali: numerazione, aritmetica e Unità di misure. Credo abbiano messo la pecora perché si usa dire che per dormire bisogna contarle…credo.

La pecora contiene anche, nell’unità di misure, dei giochi per pagare in euro, per dare il resto includendo i centesimi e per imparare l’orologio. Poco ma sicuro che li userò.

In tutto sono 48 giochini. Tra questi a mio parere sono molo utili, per bambini dell’infanzia e della prima, e per bambini DSA “disegna i numeri” e “conta gli oggetti”. Il gioco di memoria di parole e numeri può essere utile specialmente in prima e in seconda. Insomma alla fine sta a voi insegnanti decidere, ma tra questi giochi non posso escludere possano essercene di molto utili per DSA. Ovviamente ritengo sempre opportuno vadano fatti con la guida di un insegnante per monitorare e controllare che non si vada “per tentativi ed errori” e basta, ma che si provi a ragionarci sopra.

Arriviamo al Panda! Il panda ha due pezzi un puzzle nelle zampe e contiene 8 giochi rompicapo tra cui il tangram e, cosa che sembra sciocca ma non è, “trova la tua mano destra e sinistra”. Altri giochi interessanti sono “Costruisci lo stesso modello”, che spinge all’osservazione attenta e attiva, e riproduci l’immagine mostrata.

Chiaramente io vi indico solo alcuni giochi, ma voi potete provarli tutti e ritenere utili altri. Non dobbiamo avere le medesime opinioni e non abbiamo le stesse esperienze, pertanto reputo che la cosa migliore sia provarli e poi decidere in base alla classe che si ha, o al figlio che ci si ritrova.

Andiamo alla mucca, cui è stato affidato l’italiano.

Non ho capito bene perché alla mucca proprio l’Italiano, ma è un animale che mi sta simpatico ed in effetti col suo latte nutre il proprio vitello ma anche i nostri bimbi…è inclusiva volente o nolente (direi inconsapevolmente). La muuuucca contiene in tutto 25 giochi suddivisi per aree tematiche: lettere, parole e glossario.

Nelle lettere, vedete nell’immagine a fianco, ci sono giochini molto carini anche per il braille. Non ho ancora provato quel gioco, ma trovo carino che ci sia anche per sensibilizzare i bambini al tema delle disabilità.

Nella sezione Parole ci sono esercizi di lettura orizzontale, verticale, dare un nome alle immagini, orientamento delle frasi e il sempreverde gioco dell’impiccato. Adorato dai bambini!

Nella sezione Glossario invece abbiamo giochini per arricchire il proprio vocabolario, dai colori alle categorizzazioni fino agli elementi corrispondenti (che su app però non funzionano molto bene).

La Rana non ha tematiche ma possiede 15 giochini famosi e non in cui i bimbi si possono cimentare. dal tris al forza 4, da mastermind a dama fino agli scacchi. Difficile? Non troppo.

Per ogni giochino c’è in basso il punto interrogativo che viene in aiuto. Basta cliccarci sopra e apparirà la spiegazione, ossia le istruzioni del giochino. Per gli scacchi forse è un tantino complesso e sono adatti ad una quarta o quinta primaria, ma a dama ci giocavano già in terza i nostri bimbi.

A tris, nemmeno a dirlo, i miei alunni ci giocavano già dalla prima, sprecando non so quanti fogli per fare sti tris (perché usavano un foglio A4 per un singolo tris).

Arriviamo all’ultima icona, ossia la lente di ingrandimento, che nel gergo iconico informatico significa : cerca.

Andando sull’icona appaiono tutti i giochi di tutti gli animali e ci basterà scorrere oppure scrivere il gioco che ci interessa.

L’icona della casetta che troviamo ad ogni gioco ci riporta alla schermata principale. Le icone, sempre in basso, delle freccette col numero in mezzo, ci permettono di adattare la difficoltà all’età dei nostri bambini. Possiamo decidere di partire dall’1 per poi lasciare che cresca automaticamente la difficoltà man mano che risolvono, oppure impostarla noi .Attenzione, alcuni esercizi hanno solo 6 o 7 livelli mentre altri più di 10, conviene controllarli magari, specie se volete farli fare in classe.

Se volete tarare sulla classe e sugli argomenti potete andare sull’icona viola con i punti e rigo bianchi. Appariranno gli argomenti contenuti e da lì potete selezionare solo quelli che vi interessano.

I vostri bambini vanno in primaria? Benissimo, potete impostare il target delle attività in base alle fasce d’età. Andate sull’icona azzurra con la chiave inglese in basso, nella schermata principale, e vi appare il menù di opzioni tra le quali, in fondo, il filtro di difficoltà.

1, 2 o 3 stelle gialle – dai 2 ai 6 anni

1, 2 o 3 stelle rosse – dai 7 anni in su

Impostate ed avrete meno preoccupazioni che gli esercizi siano troppo facili per la sua/loro età.

Questa simpatica app ha il pregio di una grafica molto semplice a fronte però di esercizi interessanti ed accattivanti e, a mio parere, se correttamente integrata, rappresenta un ottimo strumento per coinvolgere ed invogliare la classe a divertirsi manipolando gli elementi delle varie materie. Di certo la utilizzerò in classe come potenziamento. Tutti gli esercizi sono utili, a mio parere, alcuni mi sono piaciuti più di altri, ma non è detto che per questo siano più validi di quelli che voi riterrete più utili.

Unica pecca, tuttavia comprensibile, è che alcuni esercizi sono più fattibili con pc che su tablet, ma alla fine son pochi e si può chiudere un occhio.

Con questo articolo vi auguro un buon inizio anno scolastico a tutti e spero che con questa app i bambini di tutti impareranno ad amare di più anche certe materie considerate difficili.

Buon anno scolastico

la vostra

Maestra Imperfetta

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Presentazioni animate

si, lo so, le animazioni ci sono anche in power point e presentazioni di Google, ma durante una serata moscia, dopo aver visto una serie poco coinvolgente (per me), sono incappata in un canale youtube di cui parlava di app per professori. Non sono tutorial, solo presentazioni di app utili ma, come sostengo sempre, alla fine basta smanettare un poco tenendo il cervello acceso. Riconosco anche che il canale si chiama “app per prof“, cosa che esclude, già nel titolo, noi “inferiori” delle primarie, ma sono dell’idea che provare non costa nulla, metti mai che poi non si trovi una soluzione adattabile alle primarie.

Insomma, guardando un poco le varie anteprime, incappo in “Animaker” e, senza troppe aspettative, guardo la presentazione.

Sono andata in alto a destra dove c’è “iscriviti” e mi sono iscritta con l’account google.

Non è obbligatorio, ci si può anche iscrivere con altro account come vedete o senza usare i social (come consiglio), ma fate voi. Entro e mi si visualizza questo:

Metto un nome qualsiasi, in realtà pensando alla trasposizione cinematografica del Pigmalione di Bernard Shaw con Audrey Hepburn, dove cantano “La rana in Spagna gracida in campagna”. Vado su “crea” e mi compare questa finestra…

Si, si può creare un gruppo di persone con cui lavorare, bello vero? Metterò l’indirizzo diariodiunamaestra.gmail.com (ho creato l’account con altro indirizzo personale, per errore, ma gli errori possono essere trasformati in risorse). Ecco che mi si presenta questa schermata…facile decidere, in questo caso metterò “lavoro in ambito formativo”.

Ma non è finita qui la registrazione (che fatica), una volta deciso l’ambito formativo e inserito, come richiesto, il tipo di struttura dove lavoro (scuola, istituto di formazione etc) vado avanti e mi chiede questo

comincio a spazientirmi, ma paziento e metto “insegnante”. Ovviamente se coinvolgete bambini loro metteranno “studente”, diversamente i colleghi metteranno “insegnante”. Non è finita qui…te pareva, ma pare siamo alla fine. Qui sta a voi la decisione. Io per questo metterò l’opzione in basso, per vedere cosa possono fare i collaboratori.

Mi preparo ad altre richieste ma…

Almeno ringrazia dai, riconosciamoglielo. Ora possiamo iniziare a creare! Gratuitamente possiamo fare solo 5 video al mese (ma secondo me van più che bene). Abbiamo dei modelli tra cui scegliere ovviamente. Quello che suggerisco sempre è di guardare qualche modello per farsi un’idea delle potenzialità.

il 2D sono le grafiche con disegni normalissimi. Social media è per formati apposta per instagram, facebook etc, ma direi che non ci interessa come docenti.

Intro/Outro sono le animazioni per introdurre o per finire i nostri video. Se facciamo una lezione registrata per la DaD o per una flipped classroom è carino in effetti fare un’introduzione o una fine animata, accattiva gli adulti, figurarsi i bambini.

Spiegatore è quello che mi ha lasciata perplessa, forse perché la traduzione della parola non è compatibile con i contenuti. Comunque ho provato ad aprire un esempio di video già fatto in questa categoria. Per vederli basta andare sul video e cliccare col mouse su “anteprima”.

Sono andata sul video presentato come “consigli per il fitness”, giusto perché mi sembrava più adatto alla categoria “spiegatore” (non mi piace questa parola).

Se vi piace potete usarla come base per la vostra animazione andando su “USA”

HR ammetto che non ho ben capito di cosa si tratti, mi sembra uguale ad altri video, ossia presentazioni, consigli e via dicendo.

Presentazioni fotografiche invece mi sembra evidente, non credo necessiti di spiegazioni.

La cosa carina è che fornisce un tot di personaggi già fatti in 2D, sfondi e strumenti semplici per fare brevi video che possiamo fare in classe assieme ai bambini (o possono fare anche loro). Basta decidere gli argomenti. Il mio consiglio, da maestra ma anche da appassionata di animazioni, fumetti e grafica, è di smanettare, sperimentare direttamente, se poi non avete tempo o non avete voglia…la prossima settimana vi faccio un tutorial semplice semplice per fare assieme una piccola animazione.

Alla prossima settimana dunque

la vostra

Maestra Imperfetta

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GOOGLE Arts and Culture

Tempo fa, cercando tra le varie app di opere d’arte, per risolvere l’annoso problema del riconoscimento dell’opera che sto guardando ma porcacioppa non mi son segnata il nome e l’autore, sono incappata nell’app Google Arts&Culture.

Principalmente l’ho trovata su Android, sul playstore, perché avevo dietro il cellulare. Ho provato a cercarla dall’Ipad visto che usa anche la tecnologia AR e si…c’è anche per IOS.

Per curiosità, e comodità, ho provato a vedere se c’era anche la versione deskstop…si c’è, la trovate qui: GOOGLE ARTS&CULTURE.

Il mio consiglio è sempre quello di esplorare da soli per orientarsi nelle molteplici potenzialità e usi, ma sarò buona e mostrerò qualcosina in base alla mia esperienza (maturata finora).

Su smartphone e tablet si può, andando sull’icona della macchina fotografica:

1-Usare i filtri basati su artefatti dei musei

2- Farsi selfie e scoprire quali ritratti ci somigliano (con tanto di percentuale di somiglianza)

3- Trovare opere d’arte con gli stessi colori della propria foto.

Se poi il tuo smartphone o tablet supporta la tecnologia AR puoi fare anche di più. Ammetto che con Android è più agevole che IOS.

Oltre all’interazione con la fotocamera, c’è la possibilità di visitare musei da tutto il mondo con google street view, trovi già i link, è sufficiente addentrarsi e…eccomi al British Museum a guardar sarcofagi e altri reperti, o al Rijksmuseum ad Amsterdam, tra quadri meravigliosi tra i quali le opere di Veermer (Vi ricordate “la ragazza con l’orecchino di perla” ? Ecco, quel pittore)

Ma possiamo portarli a Mumbai, in Messico, a Firenze, Brasile, Los Angeles, Giappone…

Colleghiamo PC alla LIM, o se a distanza accediamo dal pc e mettiamo in condivisione schermo e loro potranno godere una visita virtuale ovunque. Certo, consiglio di visitare per primi e farsi una cultura o si rischia di non saperli guidare e crear confusione.

Dal menù in alto a sinistra si può accedere alle tante potenzialità divise per argomento, e c’è da perderci delle ore.

In mano ad un docente creativo e curioso questo strumento diventa potentissimo alleato per creare una didattica innovativa basata su un’esperienza diretta del tutto nuova. So che non è come essere sul posto, ma sarebbe stato impensabile fino a qualche anno fa saltare dalla Korea del sud a Berlino in un click.

MOVIMENTI ARTISTICI– clicca su questa dicitura ed ecco tutta la raccolta catalogata per movimenti artistici di ogni epoca. Puoi visualizzarli per indice alfabetico o…tienti forte…per DATA. Ti apparirà la timeline con i vari movimenti inseriti nell’arco di un centinaio di anni.

All’interno di ogni movimento puoi trovare ovviamente la stessa possibilità ma per Popolarità, Data o Colore. Stesso discorso per la dicitura ARTISTI.

COLLEZIONI– In questa sezione troverai le opere d’arte suddivise per collezione dei vari musei.

TEMI– cerchi un tema per qualche attività didattica? Qualcosa da approfondire o che possa ispirarti? Ecco che questa sezione fa per te, con interessanti proposte che coinvolgono anche la cultura in senso più ampio e non strettamente artistico.

ESPERIMENTI- ci sono anche i giochi, anche se sono ancora sperimentali, ma ho trovato molto interessante tra questi il cruciverba visuale poiché coinvolge ed obbliga a cercare di comprendere le associazioni. Nella sezione esperimenti trovi molto, ma avviso che è tutto in inglese.

MEZZI ESPRESSIVI– Vuoi indagare o mostrare opere fatte con quella particolare tecnica? Questa è la sezione che fa per te (l’avessi scoperta prima).

EVENTI STORICI– perché è google art si….ma anche Culture e la cultura si forma attraverso la storia. Organizzata come Movimenti artistici, artisti e mezzi espressivi, anche qui si può cercare tramite indice alfabetico o data, offre anche video correlati.

PERSONAGGI STORICI– come per gli artisti e i movimenti artistici, anche la storia ha i suoi personaggi. Volete approfondire questo o quel personaggio? Ecco la sezione fatta per voi, si può cercare tramite indice alfabetico o data, più facilmente mostra opere artistiche che rappresentano l’evento o il personaggio (anche foto).

LUOGHI – questa sezione è incantevole. Organizzata anche questa con possibilità di indice alfabetico, mostra tantissimi luoghi, alcuni dei quali hanno solo foto, ma altri sono visitabili con google maps. Merita un’esplorazione.

ESPERIENZE GIURASSICHE

Avete mai visto un Amurosaurus da vicino? No? Ebbene qui potete! Ricostruito in 3D lo si può avvicinare ed esplorare da ogni angolazione e senza rischi per l’incolumità.

RICOSTRUZIONI 3D

Oltre ai dinosauri e altre creature estinte, si può mostrare loro la ricostruzione in 3D di altre opere storiche, a partire dalla Caverna di Chauvet con le sue pitture rupestri straordinariamente dinamiche.

Basta ricordare che se si esplora dal web bisogna selezionare la dicitura apposita “visualizza sul web”

vuoi altri modelli 3D? Nessun problema, basta visitare la galleria e ne trovi 305 di tutte le epoche per tutte le tue esigenze, dal dinosauro all’Apollo 11.

Cosa molto bella e interessante, si può aggiungere ai preferiti l’opera o qualsiasi altra cosa (dalla mostra al luogo al tema, anche la sezione 3D) cliccando sul cuore.

l’icona vicino al cuore invece copierà il link (se lo si vuole salvare per usarlo in un secondo momento)

l’icona a destra è per condividere ed apparirà questa finestra:

Per concludere, non fosse che ogni tanto l’applicazione si pianta e si chiude, le darei cinque stelle, ma da browser la si gode appieno e se collegata ad una LIM si deve solo scatenare la fantasia. I miei consigli sono:

  1. visitare virtualmente il luogo prima di mostrarlo
  2. prepararsi prima di far vedere qualsiasi cosa ai nostri studenti, visionando prima anche le opere.
  3. Salvare il link della versione web per pc tra i preferiti del browser, così non si perde un attimo a cercare. Meglio ancora se si ricorda il percorso fatto per accedere a questa o quella funzionalità che si desidera usare.

Ultimo ma primo consiglio tra tutti è …DIVERTIRSI AD ESPLORARE le potenzialità dello strumento fino a conoscerle bene, ma attenzione, pericolo ingordigia.

A presto

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro

Spooky art

Chi lo ha detto che l’arte non può essere…spaventosa? In realtà può, lo sappiamo, basta vedere Momo (creata da un giapponese su base della loro mitologia spettrale) o tutti quei bellissimi costumi creati per il cinema (sono arte pure quelli). Lo era il primo nosferatu (ma anche il secondo non scherzava), dracula e frankenstein. Ma oggi…parlo di dipinti.

Avevo installato tempo addietro Google art&culture, presente sia come app per Android e IOS, sia online. Quando la fantasia si esaurisce e la memoria vacilla è un’ottimo strumento per il docente per trarre anche solo ispirazione. In periodo Halloween…eccoci con i quadri Spaventosi!

Scheletro con sigaretta- Van Gogh 1886

Apriamo con un bello scheletro che fuma. Tanto è già morto e di certo il cancretto non gli può venire, ma è un gioco di…tenetevi forte…Vincent Van Gogh, proprio lui. Disegnare scheletri è un esercizio nelle accademie di Arte da sempre, per questo lui si è divertito così, riproducendo uno scheletro che fuma come una persona viva, quasi qualcosa di inanimato tornasse ad avere una volontà propria.

La tentazione di S. Antonio – Joos Van Craesbeeck –

Questo forse è un tantino forte per i bimbi, ma forse no, in fondo sono abituati ad It, alla bambola assassina e altri orrori, cosa volete che sia questo gigante da cui escono figure inquietanti come cattivi pensieri? L’ispirazione di questo artista viene da Bosh (altro pittore che adoro).

Il sabba delle streghe- Francisco Goya

Il nostro amato Goya era molto interessato alle streghe, vuoi perché l’inquisizione c’era ed era fin troppo attiva anche se morente, vuoi perché in fondo ogni artista che mi piace ha la sua ossessione per il lato più oscuro e nascosto dell’umanità. I bambini vengono offerti al diavolo come iniziazione alla stregoneria…non è un quadro per bimbi ovviamente. Molti hanno visto questo quadro come una critica al fervore religioso, e non è sbagliatissimo, tuttavia egli criticava l’irrazionalità, l’ignoranza che portano a certe pratiche superstiziose.

Ed eccoci ad un autore giapponese : Utagawa Kuniyoshi.

Quello che amo di certe stampe giapponesi è proprio lo stile molto fumettistico da cui inevitabilmente abbiamo preso. Ogni tavola racconta una storia o una parte di essa, ma tendono a comporre una narrazione. Utagawa amava raccontare miti e leggende e storie nelle sue xilografie.

Qui la principessa Takiyasha (sulla sinistra), evoca da una pergamena uno spettro scheletro per spaventare il nostro eroe Oya no Mitsukuni (al centro, non molto spaventato in effetti).

Kuniyoshi è uno degli artisti della scuola pittorica denominata “ukiyo-e” fiorita dall’inizio del 17° alla fine del 19° sec. Questa scuola merita un articolo a parte tuttavia, per ora vi basti la traduzione «pittura della vita che passa, del mondo fluttuante». Si dedicarono soprattutto all’incisione in legno e realizzarono opere a grande tiratura.

Ovviamente non può mancare il mio preferito…l’URLO di E. Munch

L’Urlo- Edvard Munch

Una delle opere più famose, e rubate, della storia. Munch ha basato quest’opera sull’esperienza vissuta mentre passeggiava con amici a Ekebergasen, in Norvegia.

Stava passeggiando quando il cielo divenne rosso sangue e lui, esausto, si appoggiò alla staccionata. C’erano sangue e lingue di fuoco sopra il fiordo blu-nero e la città. Gli amici proseguirono e lui rimase lì tremante di angoscia, con un urlo senza fine che attraversava la natura.

Il quadro non rappresenta uno spettro, ma qualcosa che fa ben più paura di esso…la paura stessa.

Ed ora…passato Halloween, dati i dolcetti e/o subiti gli scherzetti, dopo questa carrellata nella storia dell’arte, auguro un buon 1 Novembre.

La vostra

Maestra Imperfetta