Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Esercizi per maestre (e non): 1- oggetti comuni!

E siam sempre qui, in casa con emergenza caldo fuori e barricati dentro. In realtà oggi sembra persino dar tregua, ma sento la nuvoletta fantozziana del docente che mi aspetta per farmi il dispetto come esco di casa.

Scherzi a parte, in questo giorno in cui attendo temperature più clementi resistendo alla voglia di gelato per non rischiare di non entrare più a Settembre nei jeans appena presi, mi sono fermata a pensare…e se proponessi degli esercizietti di disegno da fare assieme? Magari chi vuole li può mettere nel gruppo facebook o mandarmeli, o semplicemente farli e goderseli, d’altronde di un esercizio di disegno il fine non è il prodotto ma il piacere nell’esecuzione.

Sono capitata, al mio solito per puro caso, in uno di quei libri che acquisto e poi dimentico di aver acquistato perché finito in una coda di lettura che nemmeno nella Salerno-Reggio Calabria in piena alta stagione ed ecco qui che mi è venuta l’idea di proporvi esercizi. Liberi di non farli, ma tanto che avete da perdere? E magari diventa pure un simpatico passatempo sotto l’ombrellone o in montagna.

Arnesi (occorrente è bello, ma arnesi rende meglio) :

  • quaderno (quadretti, righe, bianco, sketchbook figo preso da negozio di belle arti, fate voi, a vostro gusto, ma non serve spender tanto)
  • matita e gomma o penna (nera). La penna può essere biro, gel, stilografica, quello che vi pare, basta vi piaccia scriverci e vi ci troviate a vostro agio. Evitate magari le penne mont blanc o costosissime che se le perdete in spiaggia poi…
  • occhi! I vostri ovviamente! Sono lo strumento essenziale senza il quale non potete far nulla.

ESERCIZIO 1 – linee continue

Scegliete un oggetto che vi è caro, cui siete affezionati, oppure un oggetto che vi siete portati dietro (vale anche il portavivande), persino la borsa frigo va bene. Scelto? Uno solo eh, per ora va benissimo uno. Non importa se ha una forma semplicissima, a voi basta disegnare.

Ho scelto la prima cosa alla mia destra cui sono particolarmente legata sentimentalmente in questi giorni.

Regola fondamentale: Non concentratevi sul disegno, se è bello, se piace, se ci sono errori, concentratevi piuttosto sul disegnare e basta, godetevi il momento.

Ora, osservate bene l’oggetto e disegnatelo cercando di staccare il minimo indispensabile la punta della penna dal foglio. Cominciate magari dal contorno dell’immagine seguendo con l’occhio mentre tracciate con penna. Passate quindi all’interno della figura. Non importano gli errori, non vi devono importare, disegnate su di essi.

Cercate di staccare la penna il meno possibile dal foglio! Se riuscite con un oggetto, provate a fare una composizione (un insieme di oggetti). Mettete per esempio la borsa frigo con la bottiglietta vicino e le ciabatte da mare.

Lo zaino da montagna con la bottiglietta e il cappellino.

Insomma scegliete voi.

Finito? Ebbene ora, bello o no, potete scrivere data, dove siete, con chi siete, magari qualche frase divertente origliata nell’ombrellone dei vicini o l’altezza e il nome del rifugio di montagna…se poi avete una scatoletta di acquarelli con voi, meglio ancora, due colori e via, senza essere grandi pittori, basta ricordarvi che bastano due tonalità dello stesso colore per dare un minimo di tridimensionalità. Non vi va di colorare? Non fatelo!

Per chi non si sente grande pittore ma vuole comunque provare a portarsi dietro qualcosina, io uso questo set portatile di acquarelli utilissimo di mezze pastiglie, ottimo anche per i bambini.

Fuumuui Set di Colori ad Acquerello portatile- clicca sull’immagine se vuoi guardare meglio ed acquistare

Bello o no è un ricordo migliore di una fotografia e vi farà sorridere quando lo rivedrete.

Potete proporre questo esercizio anche in classe, perché no, con i bambini! Aiuta ad esercitare l’osservazione e la coordinazione occhio-mano. Il risultato sarà senza dubbio divertente, ancora più se li sfidate ad alzare il meno possibile la penna dal foglio.

Al prossimo esercizio

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Disegni semplici ma belli

Chi lo ha mai detto che bisogna fare dei disegni iperrealistici per fare qualcosa di bello? Onestamente l’iperrealismo mi fa l’effetto degli esercizi di ginnastica artistica o pattinaggio di figura estremamente tecnici ma poco artistici: noia.

Sono quegli esercizi in cui dici “bello si ma…quando finisce?” e ti salva solo la musica coinvolgente, se il brano scelto piace ovviamente. Ebbene lo stesso effetto me lo fanno anche i quadri iperrealistici al punto da sembrare fotografie, bellissimi dal punto di vista tecnico ma finisce lì, e preferisco libri dove i disegni sono decisamente meno fotografici ma più accattivanti. Ma dove voglio arrivare di preciso?

Quando si insegna arte e disgraziatamente sai disegnare, il problema più grosso è proprio dover tradurre in una sequenza di istruzioni da seguire per ottenere quel risultato.

Oggi facciamo un grattacielo senza riferimento fotografico!

Non prendiamo nessuna foto ma solo righello, matita e solo alla fine una penna o un pennarello nero. Per l’occasione ho sfoderato il mio meraviglioso quaderno nuovo (quaderno ad anelli in offerta da risparmio casa e pieno di fogli a buchi bianchi presi dai cinesi vicino alla scuola).

Questo semplicissimo grattacielo l’ho preso dal libro “Art starts with a line” di Erin McManness. L’ho sperimentato io per prima e l’ho trovato fattibile anche dai bambini di terza, basta usare il righello.

Libro molto bello, tutto in inglese, ma fruibilissimo anche da chi non mastica la lingua. Cominciamo con l’attività.

  1. Righello in orizzontale e tracciamo una bella linea lunga orizzontale.

2. Ora, sempre col righello, faremo una linea verticale lunga sulla sinistra, ma non proprio all’estremità.

3. Adesso dovremo fare altre linee verticali. Una sulla sinistra, un poco più bassa di quella principale.

Ora una linea verticale a destra, più lontana e ancora più bassa. di quella appena fatta.

Adesso proseguite con un’altra linea verticale a destra dell’ultima fatta, più bassa (ma non troppo).

Tracciamo una linea orizzontale dall’estremità dell’ultima linea tracciata sulla destra, che sia perpendicolare alla linea verticale sulla sinistra, come da immagine.

Adesso uniamo tra loro le altre estremità delle linee verticali.

Ora comincia a sembrare uno…anzi due grattacieli. Dobbiamo giusto aggiungere qualche dettaglio. Cominciamo dal rettangolo a destra.

Cominciamo con un rettangolo più piccolo che faccia da mezza “cornice” e proseguiamo tracciando prima righe orizzontali (meglio se a mano libera, ma se si sentono più sicuri col righello fa lo stesso).

E facciamo delle righe orizzontali..

Ora sembra un palazzo con le finestre. Ci manca solo l’edificio sulla sinistra.

Dobbiamo tracciare delle linee orizzontali a distanze più o meno regolari…così

In corrispondenza delle linee verticali dovremo fare quelle diagonali sul lato sinistro, come da figura

E continuare a fare tante linee diagonali quante sono quelle orizzontali.

Ultimo tocco, giusto per far capire che sono due palazzi, qualora non si capisse…due alberelli. Niente di complicato, con poche linee eccoli fatti

Bastano due lineette verticali a mano libera e una in diagonale ed ecco il tronco. Aggiungeremo le foglie disegnando una specie di nuvoletta.

Ed ecco il nostro grattacielo con tanto di palazzo adiacente e alberelli che danno la misura dell’altezza del palazzo.

Ora, se volete, potete far ripassare loro a penna o pennarello tutto il lavoro svolto. Tenete presente che qui vedete bello nero perché ho fatto direttamente a penna.

Se non avete voglia di seguire passo passo e vi trovate a vostro agio con un videotutorial…eccolo! Ho pensato anche a questo, da far vedere ai bambini oppure studiarlo e poi proporlo in classe…o guardarlo e pensare ad altro…a scelta insomma.

Alla prossima attività

la Vostra

Maestra Imperfetta

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Bimbi, oggi si disegna il Taj Mahal

Nei loro occhietti vedo l’espressione tipica di chi pensa mi sia bevuta il cervello ma non osa dirmelo…la solita espressione che assumono tutto l’anno quando toccano le lezioni di arte con me.

Qualcuno azzarda un “io mi dissocio”, va a capire dove l’han sentito, ma viene troncato con un “dissociati pure ma disegni lo stesso”. Certo, non sono partita con qualcosa di facile, eppure non è nemmeno difficile. Il segreto, come per la cattedrale di San Lorenzo, è tutta nell’individuare le forme geometriche e scegliere sempre un’inquadratura frontale dell’edificio, sono pur sempre bimbi di terza.

Ho una terza primaria, la prospettiva non l’abbiamo fatta, ma ne hanno un qualche istinto.

Per chi ha una LIM in classe basta guardare su internet o spulciare le immagini su Google art & Culture per cercare anche informazioni su questo affascinante edificio che scatena tutto il romanticismo e l’incanto esotico del nostro immaginario. Consiglio di non fare come me e prepararsi l’immagine prima.

Questa va bene essendo frontale. Ora dovremo solo metterla sulla LIM e disegnarci sopra le figure geometriche man mano che i bimbi seguono.

Regola n.1 – niente righello

Regola n.2 – non guardare cosa fa il compagno, niente confronti, ognuno ha il suo stile

Regola n.3- non andare avanti ma seguire l’insegnante, a meno che non si trovano altre figure geometriche ma, nel caso, segnalarle sempre a tutta la classe.

Regola n.4 – Niente paura e partire sempre a disegnare dal basso e dalle colonne esterne.

Ho semplificato al massimo i contorni concentrandomi sulle figure geometriche. Son partita dal rettangolo in basso, la base, poi i coni laterali (le colonne). Abbiamo la “cornice” che ci fa da riferimento per il restante edificio.

Gli ho fatto piegare il foglio a metà e tracciare una linea sottile e leggera su quella metà ottenuta per poi cominciare disegnando prima metà del portone centrale. I bambini dovranno disegnare l’altra metà speculare e simmetrica.

Ho scelto di partire dal centro per fargli comprendere le simmetrie, quello che si disegna da un lato dovrà essere identico (stessa misura) dal lato opposto.

La cupola sarà come il “sedere” di un’ape, come gli ho spiegato io, ma senza dimenticare di usare liberamente termini quali “arco”, “cupola” o altri, sempre spiegando loro il significato.

Spiegate loro che le colonne interne sono più basse perché più lontane. In realtà alcuni dei miei alunni ci erano arrivati da soli, ma si sa che dirlo non nuoce.

Una volta finite le linee principali, si lavora sui dettagli, le decorazioni, approssimando ovviamente. Si fanno dei ghirigori, lineette e quanto altro che possa ricordare che in quei punti ci sono delle decorazioni.

Alla fine di tutto ripassare con pennarello o matita nera. Questo darà un effetto artistico molto grazioso e gradevole qualsiasi disegno abbiano fatto.

Ripassato tutto con il nero, dovranno solo limitarsi ad accennare un poco di azzurro con la matita (no pennarello) a richiamare il cielo, senza colorare tutto lo sfondo.

Se vi sentite arditi/e potete anche farlo alla lavagna, perché no, risulterà carino anche per loro fare qualcosa tutti assieme.

Io ho dovuto fare in una classe da LIM e nell’altra da lavagna visto che non hanno la LIM, ma il risultato non è cambiato.

Chiaramente i miei bimbi, sapendo che disegno di mio e porto sempre con me il mio fidato sketchbook, mi hanno invitata caldamente (leggi obbligata) a fare anche io il lavoro mentre lo facevano loro. Colore a parte, che ancora non ho messo, devo ammettere che è stato molto divertente farlo tutti assieme ed i bambini hanno apprezzato il proprio lavoro e anche quello dei compagni, complimentandosi a vicenda.

Come intermezzo, mentre disegnano, potete raccontare la leggenda del Taj Mahal e la storia. Mentre i bimbi sono impegnati a disegnare ascoltano volentieri e memorizzano molto bene, specialmente se gli si racconta la storia come una favola, senza l’ansia di doverla ricordare.

Ed eccoci qua, il Taj Mahal è bello che finito! Io faccio sempre scrivere l’edificio che hanno disegnato perché possano ricordare e magari andarselo a vedere su internet se vogliono. Devo ammettere che mi sono divertita anche io. Per il mio Taj Mahal ho usato la penna da calligrafia “Tombow Fudenosuke” trovata all’Ipercoop per 5.90€, ma loro hanno usato matita, pennarello o matita nera qualsiasi e il quaderno di arte (niente album, i fogli si perdono).

Spero l’attività vi sia piaciuta o vi abbia ispirati, magari se provate a farla mandatemi disegni dei vostri bimbi a diariodiunamaestra@gmail.com ricorando di mettere il nome (no il cognome) e l’età, saranno graditi anche vostri commenti riguardo eventuali difficoltà riscontrate e/o suggerimenti.

Alla prossima attività

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Impara a disegnare con me., insegnarte

Disegna con me lezione: pattern per dare volume

Avete imparato i pattern, vi siete sbizzarriti a decorare nomi e chissà cosa altro, adesso…rullo di tamburi che ci sta sempre…usiamo le righe per dare volume. Partiamo da un esercizio facilissimo.

Manina sul foglio e tracciare i contorni con la matita. Fatto? Semplice vero? Pazienza se non è perfetta, la perfezione non esiste ed è inutile cercarla.

Ora cominciamo a fare righe orizzontali con una penna nera o un pennarello fino ai confini della mano disegnata, quando si arriva alla mano la linea diventa curva. Faremo prima una curva verso l’alto quando incontreremo le dita e la mano. Non è difficile, serve solo concentrazione.

Cancelliamo la matita sotto e….magia

L’effetto finale è una mano che sembra sollevarsi dal foglio.

Ora facciamo la stessa cosa precedente, ma con le curve verso il basso. Che effetto darà?

Sperimentare il potere delle linee e la possibilità di dare volume con delle righe, senza niente di particolarmente complesso, li entusiasmerà.

una volta fatto il lavoro a matita, possiamo fargli usare i pennarelli colorati per ripassare le linee! Possono fare tutto con pennarello nero o usare colori complementari.

Si possono usare anche altri pattern o altre forme (non necessariamente la mano). Insomma potete sbizzarrirvi e farli sbizzarrire a creare volumi. Soddisfazione assicurata.

Questo esercizio ottiene un effetto molto suggestivo permettendo ai bambini di prendere confidenza con il disegno e con la penna. Quello che conta è che persino i bambini che pensano di non saper disegnare, di non essere all’altezza o non sono soddisfatti delle proprie capacità artistiche, prendono maggiore confidenza con l’espressione artistica provando la soddisfazione di creare qualcosa di cui non si pensavano nemmeno capaci.

E voi avete già provato o proverete? In ogni caso sarei curiosa di vedere le opere dei vostri bimbi (che siano figli o alunni…o entrambi).

Alla prossima piccola attività

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Nomi e pattern – unità didattica o lezione

Navigando nel mare magnum di idee su Pinterest e gruppi facebook, tra gli infiniti blog di maestre più esperte e più capaci di me, ho trovato qualcosa che mi ha accattivata e che intendo proporre ai bambini quest’anno.

Prima di tutto occorre fargli qualche lezione sui pattern…io dico qualche ma alla fine sono i nostri piccoli dittatori urlanti che decidono i tempi con i loro ritmi di apprendimento e le geometrie di classe, e per la lezione sui pattern rimando all’articolo apposito pubblicato il 24 Settembre.

Una volta presa un poco di confidenza con i pattern, ed imparato a far viaggiare la fantasia, ecco che si può provare questa piccola attività. Non so dirvi onestamente quanto tempo richiede e mi son sempre domandata come si fa a stabilire dei tempi visto che spesso, in particolare in arte, attività che prevedi durino due ore te la fanno in cinque minuti e viceversa (nemmeno a fartelo apposta).

Divido quindi questa attività in Fasi che deciderete poi voi, se volete applicarla in classe, di suddividerla o modificarla a vostro piacimento e secondo vostre esigenze

FASE 1 – Lezione sui pattern con tanto di esempio pratico della maestra e successivo sguinzagliare la fantasia loro.

FASE 2– Scrittura del proprio nome cercando di riempire un intero foglio A4 (formato di foglio normale per stampante o fotocopia). Fatelo fare a matita perché ho visto che pochi riescono a regolarsi facilmente. Va bene anche fare le lettere ad altezza differente, non per forza sulla stessa linea, o magari, per nomi lunghi, in diagonale…aiutateli a trovare la loro strada.

Pensate sempre alle difficoltà di chi, come me, ha un nome lungo

FASE 3 – con matita o penna nera devono tracciare delle linee attorno alle lettere del loro nome in modo da non toccare la linea a matita, così da formare delle lettere da riempire.

una volta finito possono cancellare il segno a matita. Le lettere possono sovrapporsi ma mai le linee, non al primo tentativo almeno.

FASE 4– Cominciare a riempire ciascuna lettera del proprio nome con un pattern diverso.

Ho cominciato a riempire con pattern differenti, improvvisati.
Esempio di come dovrebbe uscire.

In alternativa si può fare il proprio nome con lo stesso pattern e lo sfondo con pattern differente. Magari potete fargli lasciare il nome in bianco e fargli fare solo i pattern di sfondo come nell’esempio

Altra variante è il proprio nome con un pattern differente per lettera e uno sfondo con pattern unico. Insomma qui potete davvero sbizzarrirvi, il risultato è molto carino e d’effetto e si può appendere in classe se si vuole o in corridoio.

Per questo genere di lavoro prevedo una durata molto lunga, tuttavia il risultato finale sarà senza dubbio molto bello.

Come vedete non ho proposto nulla di nuovo e nemmeno originale, ma devo riconoscere che questa attività mi ha ispirata ed ho solo voluto pensare a come presentarla ai bambini. In fondo Picasso stesso diceva “I grandi artisti rubano”…e noi, con i nostri bimbi, non possiamo che omaggiare chi ha creato questo nuovo modo di illustrare rubandone l’idea per diffonderla.

E voi? Avete mai provato? Come è andata?

Se non avete mai provato intendete farlo? Come pensate di procedere?

Al prossimo “furto” di idee con la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

IMPARIAMO A DISEGNARE CON I DOODLEs

Primo anno di insegnamento, una prima, una bimba di sei anni uno dei primi giorni di scuola mi disse “no maestra non voglio disegnare” 

Io sospiro e domando “perché non hai voglia?” 

Lei ci pensa un poco su e poi mi guarda con aria da cane bastonato “perché io non so disegnare” 

Puoi dirgli tutte le belle parole e frasi ad effetto che vuoi, ma non servirà. Occorre pratica! L’ho chiamata alla lavagna, le ho dato un gessetto in mano e le ho dato piano piano le istruzioni per disegnare alcune forme geometriche…risultato: un pulcino! La meraviglia nei suoi occhi era commovente e da allora non ha più avuto paura di provare ciò che non sapeva. 

oggi sono in vena di parlare di uno stile di disegno chiamato “doodle”. Il Doodle è un tipo di disegno molto semplice, simile ad uno scarabocchio, fatto mentre la testa è occupata in altro, ed è principalmente composto da linee a casaccio che formano disegnini molto semplici. Qualcuno deve essersi reso conto che il prodotto finale è accattivante ed è diventato uno stile vero e proprio.

Ma la parola “doodle” ha origine nel secolo XVII ed indicava un folle o uno con molta poca intelligenza (ritardo mentale probabilmente). Nel secolo XVIII la parola assume il significato di “far impazzire per qualcosa”. Nel 1930 assume il suo significato attuale derivante dal verbo “dawdle” che significa “trastullarsi”, “gingillarsi”, “ciondolare”.

EFFETTI SULLA MEMORIA
Secondo studi pubblicati sul Applied Cognitive Psychology, questo tipo di disegno aiuta la memoria purché non si spenda energia nel farli. Se si vuole fare “doodling” non bisogna prestare attenzione a ciò che si disegna, o, per meglio dire, l’attenzione prestata deve essere marginale. Scarabocchiare aiuta a mantenere l’attenzione sul presente.Lo studio è stato condotto dalla professoressa Jackie Andrade, della School of Psychology dell’Università di Plymouth. Coloro che disegnavano doodles hanno richiamato 7,5 informazioni (su 16 in totale) in media, il 29% in più rispetto alla media di 5,8  del gruppo di controllo composto da chi non disegnava doodles.

COME SI FA?  Non serve essere grandi artisti nè avere doti di disegno per fare dei doodles. Probabilmente con un poco di pratica ti ci appassioni pure e ti viene naturale farli. Su Pinterest si trovano tantissimi esempi per doodles, basta cercare “Doodle” e ti compare un mondo di disegnini facili da fare e far fare ai nostri bambini di qualsiasi età.

HALL OF FAME – FAMOSI SCARABOCCHIATORI
Nella storia ci sono “doodlers” illustri…l’ho scoperto documentandomi un poco per questo post.  Alexander Pushkin ne faceva uso e abuso di doodles a margine riguardando amici, piedi e mani…

Anche Samuel Beckett pare fosse un doodler 

John Keats pare che facesse i suoi doodles a margine degli appunti medici… Sylvia Plath Il nobel per la letteratura Rabindranath Tagore pare facesse doodles sui suoi manoscritti.  Anche tre presidenti americani sono dei doodlers: Jefferson, Reagan e Clinton, sembra avessero l’abitudine di fare doodles durante le riunioni, convegni e congressi, ed erano conosciuti per questo. 

Ok tutto bello, ma come faccio io che non so tenere nemmeno una matita in mano?

Non ti preoccupare, è facilissimo!

Premesso che su Pinterest si trovano tantissimi esempi di doodles, facilissimi e divertenti, ricordo che gli unici strumenti di cui abbiamo bisogno è la nostra mano, una penna (si si penna, non matita o cancellate troppo) e un foglio e poi dobbiamo solo osservare e copiare, copiare copiare e copiare ancora.

I doodles altro non sono che semplificazione di oggetti che abbiamo attorno alle loro forme. Un limone sarà un’ellisse, una fetta di lime o di anguria sarà un semicerchio, un vaso altro non è che un tronco di cono e così via.

nell’immagine sopra, presa da Pinterest, potete vedere un esempio utile del procedimento per disegnare qualche doodle (e spiegarlo anche ai bimbi).

Possiamo esercitarci riempiendo una pagina di disegnini di oggetti per tema, e di temi ce ne son tanti, dalle piante grasse, agli oggetti della cucina, gli oggetti di scuola e così via. Io mi son divertita a fare una cosa del genere con l’argomento cucina.

Come vedete non è difficile. Ho fatto questa attività con i bambini, ma con i cappelli! Sul quaderno ho fatto scrivere il titolo e la data e poi via di suggerimento sui cappelli da disegnare tra quelli che conoscevano.

Hanno avuto ragionevoli e comprensibili difficoltà col cappello da Capitan Uncino, ma sono stati bravissimi. Regolette per i doodles?

  1. Non devono essere precisi nè dettagliati
  2. Vanno fatti divertendosi
  3. Niente paura, come viene viene, l’obiettivo è rilassarsi. Paradossalmente è proprio così che vengono bene le cose.

E voi insegnanti? Pronti a disegnare doodles? Ebbene andate su Pinterest, digitate “doodles” e sbizzarritevi a riempire quaderni, agende, diari con disegnini semplici ed accattivanti.

Alla prossima

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me.

DISEGNA CON ME- Lezione 4 – Specchio specchio delle mie brame…chi disegna peggio del reame?

Ovviamente scherzo, non sei tu certo, stai migliorando scommetto, anche se non ne sei convinto. Metti a tacere la scimmia nel cervello, quella è dispettosa e non vuole che tu migliori.

Sai che noi siamo…asimmetrici? Lo sai? Ottimo, allora non devo spiegarti nulla, ma se non lo sai…vai allo specchio ed osservati bene. Tempo fa in una mostra durante il Festival della Scienza a Genova, ho avuto la possibilità di vedermi se fossi stata simmetrica…orrore! Non che sia di mio na gran bellezza, ma simmetrica mi vedevo proprio orrenda.

L’anno scorso, giocando con la fotocamera e le app dell’ipad mi son divertita a farmi simmetrica…l’effetto eccolo qua…

Se hai quindi app che fanno questo effetto usala e divertiti senza sensi di colpa. Ma torniamo alle simmetrie nel disegno.

Potremmo fare le cose asimmetriche, nessuno ce lo vieta, ma se disegnamo un vaso è meglio farlo simmetrico. Ma come è un vaso? Nessuna paura! Ogni cosa va affrontata con l’ABC del disegno: linee, punti, curve, angoli. Un vaso non è che un insieme di questo.

Questa attività va bene sia che si sappia disegnare che per i meno bravi e più insicuri e, a mio parere, si può proporre anche ai bambini.

Prenderò la foto di un vaso…possiamo cominciare da un vaso semplice da piantina.

Taglio la foto a metà e la posiziono sul foglio.

Ripasso il contorno della metà del vaso con attenzione usando una matita, una penna, un pennarello, a seconda di quello che fa piacere. Col righello mi segno la metà tracciando una linea leggera a matita sul foglio, lungo la metà della foto.

Tolgo la foto del vaso e la butto via (non mi serve più).

Comincio con la penna, matita o pennarello nero se preferite, a ricostruire l’altra metà del vaso basandomi su quella disegnata, ossia cerco di copiare simmetricamente quella metà.

Finito il contorno, posso aggiungerci dei dettagli a mio piacere, ma cercando di essere sempre simmetrica, pertanto se faccio un pallino nel lato sinistro, lo farò anche nel destro e così via.

NOTA: puoi proseguire con vari tipi di vasi che trovi su internet, basta che siano simmetrici. Non avere fretta di fare subito cose complicate e ricorda sempre che sono solo linee, angoli, curve…

Un effetto molto molto accattivante si può ottenere usando un pennarello grande nero per il contorno ed un pennarello a punta sottile per i dettagli.

Alternative per maestri/e:

Anziché la foto potete disegnare una metà di un vaso su un foglio e fotocopiarla, per poi darla ai vostri studenti affinché disegnino l’altra metà.

Potete fare così diversi vasi su carta trasparente da lucido e farli colorare con le matite per poi incollarli sovrapposti come su uno scaffale, è carino vedere i colori che si sovrappongono.

Oltre ai vasi si può usare lo stesso metodo per sarcofagi, vasi canopi e gioielli egizi (per le classi quarte della Primaria).

Se i vasi proprio non van giù…si può provare con linee a caso fatte su metà foglio e proposte agli alunni da copiare nell’altra metà vuota, l’effetto sarà astratto ma comunque interessante.