Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Nomi e pattern – unità didattica o lezione

Navigando nel mare magnum di idee su Pinterest e gruppi facebook, tra gli infiniti blog di maestre più esperte e più capaci di me, ho trovato qualcosa che mi ha accattivata e che intendo proporre ai bambini quest’anno.

Prima di tutto occorre fargli qualche lezione sui pattern…io dico qualche ma alla fine sono i nostri piccoli dittatori urlanti che decidono i tempi con i loro ritmi di apprendimento e le geometrie di classe, e per la lezione sui pattern rimando all’articolo apposito pubblicato il 24 Settembre.

Una volta presa un poco di confidenza con i pattern, ed imparato a far viaggiare la fantasia, ecco che si può provare questa piccola attività. Non so dirvi onestamente quanto tempo richiede e mi son sempre domandata come si fa a stabilire dei tempi visto che spesso, in particolare in arte, attività che prevedi durino due ore te la fanno in cinque minuti e viceversa (nemmeno a fartelo apposta).

Divido quindi questa attività in Fasi che deciderete poi voi, se volete applicarla in classe, di suddividerla o modificarla a vostro piacimento e secondo vostre esigenze

FASE 1 – Lezione sui pattern con tanto di esempio pratico della maestra e successivo sguinzagliare la fantasia loro.

FASE 2– Scrittura del proprio nome cercando di riempire un intero foglio A4 (formato di foglio normale per stampante o fotocopia). Fatelo fare a matita perché ho visto che pochi riescono a regolarsi facilmente. Va bene anche fare le lettere ad altezza differente, non per forza sulla stessa linea, o magari, per nomi lunghi, in diagonale…aiutateli a trovare la loro strada.

Pensate sempre alle difficoltà di chi, come me, ha un nome lungo

FASE 3 – con matita o penna nera devono tracciare delle linee attorno alle lettere del loro nome in modo da non toccare la linea a matita, così da formare delle lettere da riempire.

una volta finito possono cancellare il segno a matita. Le lettere possono sovrapporsi ma mai le linee, non al primo tentativo almeno.

FASE 4– Cominciare a riempire ciascuna lettera del proprio nome con un pattern diverso.

Ho cominciato a riempire con pattern differenti, improvvisati.
Esempio di come dovrebbe uscire.

In alternativa si può fare il proprio nome con lo stesso pattern e lo sfondo con pattern differente. Magari potete fargli lasciare il nome in bianco e fargli fare solo i pattern di sfondo come nell’esempio

Altra variante è il proprio nome con un pattern differente per lettera e uno sfondo con pattern unico. Insomma qui potete davvero sbizzarrirvi, il risultato è molto carino e d’effetto e si può appendere in classe se si vuole o in corridoio.

Per questo genere di lavoro prevedo una durata molto lunga, tuttavia il risultato finale sarà senza dubbio molto bello.

Come vedete non ho proposto nulla di nuovo e nemmeno originale, ma devo riconoscere che questa attività mi ha ispirata ed ho solo voluto pensare a come presentarla ai bambini. In fondo Picasso stesso diceva “I grandi artisti rubano”…e noi, con i nostri bimbi, non possiamo che omaggiare chi ha creato questo nuovo modo di illustrare rubandone l’idea per diffonderla.

E voi? Avete mai provato? Come è andata?

Se non avete mai provato intendete farlo? Come pensate di procedere?

Al prossimo “furto” di idee con la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Disegna con me lezione 5- le textures…o pattern

Sai disegnare delle figure geometriche giusto? Non dire di no! Tutto si riduce a figure geometriche semplici o complesse, il palloncino è simile ad un cerchio con un triangolo rovesciato sotto, una bottiglia diventa un rettangolo grande con un cono e un rettangolo piccolo come tappo, una cattedrale può essere disegnata con rettangoli, quadrati e triangoli (ed un cerchio per il rosone). Se te lo sei perso….ecco il tutorial.

Insomma non c’è forma (nemmeno quella umana) che sfugge al riassunto in geometrie. Ebbene partendo da qui, dobbiamo solo riempire queste geometrie per rendere accattivante il nostro disegno. Come fare?

Esistono i “pattern”, ossia fantasie, motivi, ripetitivi, che vanno a riempire le nostre forme dando consistenza, e se ben usati anche volume, ad esse. I pattern possono essere formati con semplici linee rette, orizzontali o verticali, a distanza e spessore variabili, oppure possono essere linee curve, seghettate, spezzate…l’importante è il ritmo di queste per dare uniformità. Basti pensare che dai “pattern” è nata pure una forma di meditazione chiamata “Zentagle” che consiste nel riempire spazi con dei pattern senza concedersi l’uso della gomma, ma lasciamo a ciascuno la scelta dello strumento.

Le parole chiave da tenere a mente sono “riempimento” e “ritmo”. Se decido di riempire con spirali non avrà senso metterci un solo quadrato. Se decido di mettere puntini alternati a righe non dovrò spezzare il ritmo. Posso anche metterci due o tre elementi, ma non di più, a meno che la superficie non sia abbastanza grande da poter riempire con quegli elementi che dovranno ripetersi.

Un esempio di Pattern ci viene dall’artista Sam di colormademehappy

Poiché tuttavia ci piace avere un qualcosa, un prodotto finale che ci soddisfi anche visivamente, e che possiamo proporre ai nostri pargoli…eccoci qui con un tutorial per imparare producendo.

OCCORRENTE:

-penna (bic se possibile, se volete anche gel, del colore che si vuole)

-carta (qualsiasi, bianca, a righe, a quadretti, a puntini…come vi piace)

PRATICA.

Prima di tutto facciamo dei rettangoli o quadrati di varia grandezza sul nostro foglio, possiamo usare il righello questa volta, se ci sentiamo più sicuri, o per riprodurre i cerchi basta usare un bicchierino da caffè (pochi centesimi al supermercato e li usate pure per gli acquarelli e le tempere) o il tappino di una bottiglia, quello che la fantasia suggerisce.

Facciamo questi quadrati, o cerchi, a distanze bene o male regolari, senza stare a misurare con il righello, basta andare a occhio.

Cominciate dal cerchio o quadrato che volete, e iniziate con righe diagonali, poi verticali e orizzontali in differenti quadrati.

Ho imparato a mie spese che i bambini non sono capaci di andare a fantasia se non hanno una guida davanti. La prima volta suggerisco quindi di fargli fare esercizi voi (se volete sentirvi sicuri magari fateveli a casa prima) iniziando con riempimenti di righe e cerchietti o altro tra una riga e l’altra. Ho fatto un esempio velocissimo per darvi un’idea di ciò che intendo.

Io uso abitualmente la stilografica ma si può utilizzare qualsiasi penna, a gel, biro, pennarello o matita, come la fantasia e la praticità vi suggerisce.

Una volta fatta pratica di idee con le righe, possiamo cominciare a usare linee curve, cerchietti e pallini, linee spezzate o provare addirittura due ritmi nello stesso quadrato (o cerchio). Si può spaziare con la fantasia, ma quello che conta è “prenderli per mano” mostrandogli inizialmente cosa fare per poi lasciarli prendere il volo se vogliono prendere iniziativa.

a destra un esempio iniziato di riempimento tra le righe

Consiglio, con i bimbi, di cominciare con la matita e ripassare a penna. Facciamogli usare la penna solo quando si sentiranno sicuri di poterlo fare. Trovo difficile uscire dalla comfort zone usando solo la penna, ma aiuta ad acquisire fiducia in sé.

Appoggiare sempre l’iniziativa e limitare l’uso del righello aiutano i nostri piccoli a concentrarsi su ciò che stanno facendo. Cercheranno di essere più dritti che possono perché ci tengono a fare il meglio a dispetto di quanto si può pensare.

Se avete dubbi, esperienze pregresse o suggerimenti scrivetemi e sarò ben lieta di confrontarmi e magari integrarle nelle mie lezioni a scuola.

Alla prossima “lezione”

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., opinionibus

No Mente!

Non significa che non devi raccontare bugie, nemmeno che qualcuno o qualcosa non racconta bugie.

“No mente” è un mantra che ho sentito nel film “L’ultimo Samurai” con Tom Cruise (2003). In questo villaggio uno dei pochi samurai rimasti cerca di istruire il nostro protagonista e gli ripete sempre “no mente”. Significa che non devi usare la testa quando usi un’arma? No non significa propriamente questo ed al tempo stesso si, significa questo.

Ci ho messo un poco per capirlo in effetti ma non è difficile, assicuro.

Quando ci “addestriamo” a qualcosa, che sia uno sport, una disciplina marziale, o nel mio caso nel disegno, metterci la testa significa proprio bloccarsi dinnanzi ad ogni difficoltà, procrastinare e non produrre più.

Spesso diciamo ai nostri bambini che devono usare la testa, e non è sbagliato sia chiaro, ma una volta che hai cominciato a disegnare qualcosa non devi pensare…al resto. No mente significa banalmente “concentrati solo su quello che stai facendo tu qui e ora”. Lo traduco così almeno. Ma può anche significare semplicemente “agisci così come ti sei allenato a fare”. Il segno grafico altro non è che un allenamento di occhio e mano per lavorare di concerto.

Paradossale vero?

Prova ora a prendere la penna, un foglio e disegna a caso fiorellini o quel che ti passa per la testa senza stare troppo a rifletterci sopra. Goditi il fruscio della penna, o magari il colore sul foglio, ignora il resto.

Ora guarda un oggetto, non pensare se lo sai o non lo sai disegnare, non ha importanza, non devi esporre al Guggenheim nè al MET. Prendi un oggetto semplicissimo, osservalo e muovi la mano per cercare di riprodurlo. Hai sbagliato? Nessun problema, lascia lì l’errore ma non pensare “è sbagliato” e non pensare nemmeno se piacerà o non piacerà, non farlo vedere piuttosto, se fai le cose per farle vedere sbagli in partenza.

Usa il disegno come forma di meditazione. Potresti cominciare a tenere un quaderno qualsiasi, da pochi centesimi, in cui disegni quel che ti pare, anche solo righe e linee senza alcun nesso. Non farlo vedere a nessuno, tienitelo per te, è il tuo momento meditativo, non quello di altri. Ascolta anche della musica mentre disegni, in fondo male non fa, ma non pensare a quello che hai attorno. Svuota la testa, o come diceva la mia insegnante di matematica alle superiori, Prof.ssa Roncallo, apri la porta e fai uscire tutti i tuoi pensieri per il tempo che ci metterai a fare questa attività, li farai rientrare dopo.

Il disegno diventa una piccola routine medidativa e vedrai che probabilmente, col tempo, migliorerai.

Quindi NO MENTE

Maestra Imperfetta