Sai disegnare delle figure geometriche giusto? Non dire di no! Tutto si riduce a figure geometriche semplici o complesse, il palloncino è simile ad un cerchio con un triangolo rovesciato sotto, una bottiglia diventa un rettangolo grande con un cono e un rettangolo piccolo come tappo, una cattedrale può essere disegnata con rettangoli, quadrati e triangoli (ed un cerchio per il rosone). Se te lo sei perso….ecco il tutorial.
Insomma non c’è forma (nemmeno quella umana) che sfugge al riassunto in geometrie. Ebbene partendo da qui, dobbiamo solo riempire queste geometrie per rendere accattivante il nostro disegno. Come fare?
Esistono i “pattern”, ossia fantasie, motivi, ripetitivi, che vanno a riempire le nostre forme dando consistenza, e se ben usati anche volume, ad esse. I pattern possono essere formati con semplici linee rette, orizzontali o verticali, a distanza e spessore variabili, oppure possono essere linee curve, seghettate, spezzate…l’importante è il ritmo di queste per dare uniformità. Basti pensare che dai “pattern” è nata pure una forma di meditazione chiamata “Zentagle” che consiste nel riempire spazi con dei pattern senza concedersi l’uso della gomma, ma lasciamo a ciascuno la scelta dello strumento.
Le parole chiave da tenere a mente sono “riempimento” e “ritmo”. Se decido di riempire con spirali non avrà senso metterci un solo quadrato. Se decido di mettere puntini alternati a righe non dovrò spezzare il ritmo. Posso anche metterci due o tre elementi, ma non di più, a meno che la superficie non sia abbastanza grande da poter riempire con quegli elementi che dovranno ripetersi.
Un esempio di Pattern ci viene dall’artista Sam di colormademehappy

Poiché tuttavia ci piace avere un qualcosa, un prodotto finale che ci soddisfi anche visivamente, e che possiamo proporre ai nostri pargoli…eccoci qui con un tutorial per imparare producendo.
OCCORRENTE:
-penna (bic se possibile, se volete anche gel, del colore che si vuole)
-carta (qualsiasi, bianca, a righe, a quadretti, a puntini…come vi piace)
PRATICA.
Prima di tutto facciamo dei rettangoli o quadrati di varia grandezza sul nostro foglio, possiamo usare il righello questa volta, se ci sentiamo più sicuri, o per riprodurre i cerchi basta usare un bicchierino da caffè (pochi centesimi al supermercato e li usate pure per gli acquarelli e le tempere) o il tappino di una bottiglia, quello che la fantasia suggerisce.
Facciamo questi quadrati, o cerchi, a distanze bene o male regolari, senza stare a misurare con il righello, basta andare a occhio.
Cominciate dal cerchio o quadrato che volete, e iniziate con righe diagonali, poi verticali e orizzontali in differenti quadrati.
Ho imparato a mie spese che i bambini non sono capaci di andare a fantasia se non hanno una guida davanti. La prima volta suggerisco quindi di fargli fare esercizi voi (se volete sentirvi sicuri magari fateveli a casa prima) iniziando con riempimenti di righe e cerchietti o altro tra una riga e l’altra. Ho fatto un esempio velocissimo per darvi un’idea di ciò che intendo.
Io uso abitualmente la stilografica ma si può utilizzare qualsiasi penna, a gel, biro, pennarello o matita, come la fantasia e la praticità vi suggerisce.
Una volta fatta pratica di idee con le righe, possiamo cominciare a usare linee curve, cerchietti e pallini, linee spezzate o provare addirittura due ritmi nello stesso quadrato (o cerchio). Si può spaziare con la fantasia, ma quello che conta è “prenderli per mano” mostrandogli inizialmente cosa fare per poi lasciarli prendere il volo se vogliono prendere iniziativa.

Consiglio, con i bimbi, di cominciare con la matita e ripassare a penna. Facciamogli usare la penna solo quando si sentiranno sicuri di poterlo fare. Trovo difficile uscire dalla comfort zone usando solo la penna, ma aiuta ad acquisire fiducia in sé.
Appoggiare sempre l’iniziativa e limitare l’uso del righello aiutano i nostri piccoli a concentrarsi su ciò che stanno facendo. Cercheranno di essere più dritti che possono perché ci tengono a fare il meglio a dispetto di quanto si può pensare.
Se avete dubbi, esperienze pregresse o suggerimenti scrivetemi e sarò ben lieta di confrontarmi e magari integrarle nelle mie lezioni a scuola.
Alla prossima “lezione”
la vostra
Maestra Imperfetta