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Tecnocarta- piccoli proiettori nascono

UUUUH la festa più amata dai bimbi sta arrivando…no non è Natale come piacerebbe credere, bensì Halloween uuuuh.

Dal momento che al solito mi riduco all’ultimo e non ho mai idee per tempo per i “lavoretti” tanto odiati dalla sottoscritta, in una Domenica di ozio dovuto ai bei propositi sfumati al primo capriccio dei miei animali, mi sono messa a guardare un bicchiere di carta che tengo per gli acquarelli e occhieggiare alla pellicola da cucina.

Perché no! Preso il bicchiere di carta, gli ho fatto un foro al centro, sul fondo, e su un pezzo di pellicola da cucina, con un pennarello da dvd, ho disegnato uno scheletrino. Sono andata nella stanza più buia della casa, ho acceso il flash dello smartphone e….magia! Lo sheletrino si è proiettato sul muro. Tuttavia non ero pienamente soddisfatta! Si può sempre migliorare.

Ho addocchiato dei vecchi cartoncini neri di cui non ricordavo l’esistenza, le forbici, ed ho provato ad utilizzare il disegno fatto sulla pellicola da cucina adattandolo al cono improvvisato. Accettabile ma ancora c’era da migliorare.

Fogli acetati che ho da almeno 15 anni, comprati per non ricordo nemmeno più quale motivo, e senza accorgermene ero già all’opera per fare qualcosa di fattibile con i bambini.

OCCORRENTE

-forbici

-taglierino (quello meglio che lo usi solo io)

-pinzatrice o scotch

-cartoncino nero (preferibilmente nero, altrimenti blu o comunque scuro)

-fogli di carta da trasparente o acetata (quelli per lavagne luminose, si trovano anche su amazon)

-fogli da stampante

-penne o pennarelli punta fine per scrivere su DVD

-matita

-gomma

PROCEDIMENTO

IL CONO

  • Piegate in due il cartoncino nero, ma non perfettamente, giusto per segnare la metà. Tenete con una mano il cartoncino e con l’altra tracciate un semicerchio facendo perno sul centro del foglio, puntando la matita su una delle estremità laterali il centro e ruotando la matita.
  • Fate ora lo stesso procedimento ma tracciando un arco più piccolo al centro del semicerchio
  • Con un taglierino tagliate quell’arco più piccolo
  • Ritagliate il semicerchio
  • Unite le due estremità a formare un cono e pinzate con la pinzatrice o unite con lo scotch. Ricordatevi di tagliare di un paio di millimetri la punta, ci deve essere un buco
  • Mettete da parte il cono.

IL DISEGNO

Ora abbiamo due possibilità, la scelta sta a seconda dei bambini che si hanno e delle loro capacità, ma comunque, in entrambi i casi, è opportuno tracciare un cerchio sul foglio di carta da stampante e/o uno di carta trasparente grande quanto la base del nostro cono. Basta appoggiare la base del cono e, senza premere, tracciare il contorno a matita o penna o pennarello.

Prima possibilità

  1. Far fare un disegno sul foglio di carta da stampante nel cerchio tracciato
  2. Appoggiare il foglio di carta trasparente sopra il disegno e far ricalcare su di esso
  3. Ritagliare il cerchio (anche più piccolo, deve poter entrare nell’arco che abbiamo fatto nel cono)

Seconda possibilità

  1. Far fare un disegno con la penna per dvd sul foglio trasparente nel cerchio che abbiamo fatto
  2. Ritagliare il cerchio (anche più piccolo, deve poter entrare nell’arco che abbiamo fatto nel cono)
come vedete è un disegno molto semplice

Sia che decidiate per una o per l’altra procedura…il cerchio su foglio trasparente che avranno ritagliato (non fatelo voi altrimenti non imparano) andrà inserito nell’arco che abbiamo fatto quando abbiamo creato il cono.

Ecco, ora cercate un angolo buio e accendete la luce del cellulare, o una torcia. appoggiate la punta del cono sul led dello smartphone, inclinandolo in modo che il fascio di luce colpisca correttamente l’immagine e puntate su un muro bianco…vedrete l’immagine proiettata sul muro. Sarà un poco sfocata, è normale, basterà allontanarvi o avvicinarvi per cercare una migliore messa a fuoco. Fatelo però sperimentare ai bambini.

questo piccolo cono l’ho ottenuto dividendo un A4 in due e facendo il semicerchio su una delle metà.

Io mi sono divertita a fare questo lavoro, e magari qualcuno si è divertito prima di me, ma stavo meditando come presentarlo ai bambini dal momento che, al di là del semplice “fare” vorrei che imparassero, deducessero e scrivessero le loro impressioni su quanto hanno fatto.

Ognuno può decidere arbitrariamente il tema, la lunghezza del cono e se fare una premessa o farli sperimentare e scrivere le loro impressioni, quello va a discrezione del docente, o genitore che sia.

Dato che Halloween è alle porte ho pensato ad unire arte e tecnologia in un’attività fatta per divertirsi, esercitarsi per la motricità fine e ragionare sulla messa a fuoco ed il concetto e fenomeno alla base del funzionamento della proiezione e della fotografia.

Che dire? Senza dubbio proverò con i miei alunni, ma ammetto che, facendo, non mi sembra così complesso, se pure abbia notato in molti bambini di oggi, difficoltà nel ritaglio che, quando ero bambina io, non aveva nessuno, eccetto pochissimi.

Alla prossima attività e idea sicuramente non originale

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Halloween con silhouette, tempere e collage

Cosa mai starà meditando la maestra imperfetta? Al mio solito parto con un’idea e finisco per fare tutt’altro. Alle prese col solito dramma dei “lavoretti” che tutti si aspettano da chi insegna arte, e che odio perché poi tanto so che finiscono nella differenziata (nel più ecologico dei casi almeno), ho spulciato la guida edita Raffaello “Insegnarelim Arte e Musica”. Bellissimi lavori, ci mancherebbe, ma al solito richiedono l’acquisto di materiali che, per chi ha due classi con almeno 40 alunni, diventa un incubo. Si può chiedere alle famiglie, è vero, ma poi non hai mai quello che serve nel momento in cui ti serve. Rimane comunque un’ottima guida per il docente e la consiglio vivamente.

Presa da una specie di irrequietezza, chiudo la guida e apro Pinterest, fonte inesauribile di idee ed ecco che incappo nelle silhouette di topos di Halloween: gatti neri, streghe, case, fantasmi, zombies e pipistrelli e chi più ne ha più ne metta.

Accantono l’idea di far fare un’attività di arte con le silhouette (d’altronde è una tecnica delle arti visive nata nella seconda metà del XVIII secolo in Francia) e provvedo a pensare qualcosa per Halloween.

OCCORRENTE:

  • cartoncino (non carta ma meglio cartoncino)
  • tempere arancione, viola, blu, rosso, nero e bianco
  • bicchieri e bicchierini di plastica
  • carta, o cartoncino giallo
  • matita (se si vuole)
  • compasso (facoltativo)
  • pennelli
  • colla
  • fotocopie con silhouette di oggetti e soggetti a tema Halloween

PROCEDIMENTO

-Distribuite tre bicchierini ciascuno (o a banco) con un colore mescolato col bianco e un colore puro e un bicchiere con l’acqua.

-Con il pennello i bambini dovranno fare un cerchio piccolo in alto sulla sinistra del cartoncino.

-Con il colore puro dovranno fare un altro cerchio a contorno del primo

-Ora aggiungeranno una o due parti di nero per scurire il colore. Tracceranno un altro cerchio attorno al più

recente.

-Andranno avanti così fino a riempire il foglio con cerchi sempre più scuri.

Attendere che la tempera si asciughi.

Una volta asciugata la tempera gli diamo il foglio con le silhouette prestampate da ritagliare. Non saranno obbligati a incollarle tutte ma solo quelle che decideranno essere più adatte alla loro composizione.

Ricordate loro la regola aurea “Less il more” ossia meno è di più. Lo ripeto sempre ai miei bimbi per ricordare che non serve riempire la pagina e a volte pochi ma giusti dettagli rendono meglio che tanti e confusionari. Potete stabilire un numero fisso oppure lasciare fare a loro. A vostra o loro scelta!

Io ho preso queste silhouette da Pinterest, dove ne potete trovare tantissime altre di vostra ispirazione, ed elaborate con la mia Wacom Cintiq.

Dovranno ora ritagliare le figure che interessano ma per incollare devono ricordare che le figure grandi sono in primo piano e quelle più piccole sono lontane. Devono riflettere sulle dimensioni per capire cosa in primo piano risulta grande e cosa può rimanere piccolo in primo piano.

Alla fine farei riempire le finestre della casa con il giallo (pennarello, matita, decidete voi) ed ecco il nostro paesaggio spettrale finito.

Io ho usato il viola, ma potete provare con Arancione, Giallo o mescolando bianco e nero. Colorare con le tempere lo sfondo gli piacerà senza dubbio perchè è veloce e ne usciranno soddisfatti.

Che usiate tempere o acrilici, consiglio cartoncino da 200g e ricordare loro che non serve riempire di litri di colore il foglio.

Se decidete di fare questo lavoro nelle vostre classi sarò ben felice di vedere i risultati, se volete mandarmeli, e magari inserirli nella galleria del sito e farne un articolo. Ricordate però di inviarmi il nome della scuola, classe e sezione ma nessuna foto dei vostri bambini. Pubblicherò solo foto dei prodotti finiti.

Alla prossima attività

La Vostra

Stregaccia Imperfetta

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Maestra, hai sbagliato

E parte l’embolo…in realtà non troppo. Sono una maestra e un essere umano, quindi fallibile, e può sfuggire qualcosa, è normale. Quando però è un bambino, tuo alunno, a farlo notare…brucia un poco e credo sia anche questo normale. In realtà, dopo l’iniziale effetto unghie sulla lavagna, dovuto forse ad un mio perfezionismo sciocco, ho riflettuto.

Prima cosa ho risposto al bambino, tramite classroom, che lo ringraziavo ma quando si segnala che c’è un errore bisogna anche indicare dove si trova l’errore e in cosa consiste altrimenti non si concede l’opportunità di correggersi. Devo ammettere che il bambino è stato pronto nel ringraziare e indicarmi dove era l’errore. Aveva ragione.

La ragione dell’alunno non mi ha colpita, ero contenta invece che l’avesse perché vuol dire, ad un’attenta analisi, che qualcosa gli ho insegnato altrimenti non se ne sarebbe accorto. Sono andata a vedere il programma, si trattava di un esercizio fatto con “learning apps” ed ho spulciato nella programmazione dello stesso scoprendo che era una spunta di troppo ad aver generato l’errore.

Ciò su cui tuttavia mi fermo a riflettere è l’iniziale fastidio provato, di cui mi vergogno onestamente. Tutti noi proviamo fastidio quando ci viene appuntato un errore, quando l’altro non condivide le nostre idee e così via, ed è naturale e umano, dobbiamo farci i conti. Quello che importa è l’entità di tale fastidio e il controllo su questa sensazione.

Quanto realmente mi infastidisce che l’altro non sia d’accordo con me? Potrei dire personalmente che dipende dall’argomento. Politicamente, religiosamente, socialmente etc non mi infastidisce nella misura in cui l’interlocutore non cerca di imporsi, di umiliarmi o di prevaricare.

Se un alunno mi segnala un errore in qualcosa che ho fatto, quanto posso infastidirmi? Il fastidio è endemico, normale e ragionevole, tanto più quando è un bambino che, nell’immaginario comune, dovrebbe solo imparare e non insegnare, tuttavia ritengo sia giusto e doveroso compensare il pargolo per l’attenzione. Insegniamo a noi stessi ed ai bambini a dominare il fastidio, ad argomentare e riconoscere i meriti altrui e avremo forse una società che comunica con maggiore civiltà. Possiamo farlo prima di tutto attraverso l’esempio, come in tutte le cose.

Ricordiamoci che come noi valutiamo loro, anche loro hanno diritto a valutare noi e lo fanno, senza dir nulla o lanciando messaggi più o meno velati. Quando correggiamo i loro errori ricordiamo che pure noi possiamo commetterne, pertanto l’errore diventi spunto di riflessione anziché segnarlo e riferire la risposta corretta. Ricordiamo che anche noi abbiamo imparato sbagliando, ma quanto eravamo felici quando il/la maestro/a ci gratificava anche solo con un sorriso e un complimento?

Quando sbagliamo, e può succedere visto che siamo umani, fermiamoci, riflettiamo, accantoniamo il fastidio per fare una seria ed approfondita riflessione su noi stessi e sui bambini che stiamo crescendo, non può che uscirne un percorso di crescita personale che innesta un circolo virtuoso perché non c’è niente di più gratificante per un alunno di sentirsi dire “bravo, hai scoperto da solo un errore, vuol dire che hai imparato”, lo spingerà a fare solo meglio.

E voi? Cosa ne pensate?

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Nomi e pattern – unità didattica o lezione

Navigando nel mare magnum di idee su Pinterest e gruppi facebook, tra gli infiniti blog di maestre più esperte e più capaci di me, ho trovato qualcosa che mi ha accattivata e che intendo proporre ai bambini quest’anno.

Prima di tutto occorre fargli qualche lezione sui pattern…io dico qualche ma alla fine sono i nostri piccoli dittatori urlanti che decidono i tempi con i loro ritmi di apprendimento e le geometrie di classe, e per la lezione sui pattern rimando all’articolo apposito pubblicato il 24 Settembre.

Una volta presa un poco di confidenza con i pattern, ed imparato a far viaggiare la fantasia, ecco che si può provare questa piccola attività. Non so dirvi onestamente quanto tempo richiede e mi son sempre domandata come si fa a stabilire dei tempi visto che spesso, in particolare in arte, attività che prevedi durino due ore te la fanno in cinque minuti e viceversa (nemmeno a fartelo apposta).

Divido quindi questa attività in Fasi che deciderete poi voi, se volete applicarla in classe, di suddividerla o modificarla a vostro piacimento e secondo vostre esigenze

FASE 1 – Lezione sui pattern con tanto di esempio pratico della maestra e successivo sguinzagliare la fantasia loro.

FASE 2– Scrittura del proprio nome cercando di riempire un intero foglio A4 (formato di foglio normale per stampante o fotocopia). Fatelo fare a matita perché ho visto che pochi riescono a regolarsi facilmente. Va bene anche fare le lettere ad altezza differente, non per forza sulla stessa linea, o magari, per nomi lunghi, in diagonale…aiutateli a trovare la loro strada.

Pensate sempre alle difficoltà di chi, come me, ha un nome lungo

FASE 3 – con matita o penna nera devono tracciare delle linee attorno alle lettere del loro nome in modo da non toccare la linea a matita, così da formare delle lettere da riempire.

una volta finito possono cancellare il segno a matita. Le lettere possono sovrapporsi ma mai le linee, non al primo tentativo almeno.

FASE 4– Cominciare a riempire ciascuna lettera del proprio nome con un pattern diverso.

Ho cominciato a riempire con pattern differenti, improvvisati.
Esempio di come dovrebbe uscire.

In alternativa si può fare il proprio nome con lo stesso pattern e lo sfondo con pattern differente. Magari potete fargli lasciare il nome in bianco e fargli fare solo i pattern di sfondo come nell’esempio

Altra variante è il proprio nome con un pattern differente per lettera e uno sfondo con pattern unico. Insomma qui potete davvero sbizzarrirvi, il risultato è molto carino e d’effetto e si può appendere in classe se si vuole o in corridoio.

Per questo genere di lavoro prevedo una durata molto lunga, tuttavia il risultato finale sarà senza dubbio molto bello.

Come vedete non ho proposto nulla di nuovo e nemmeno originale, ma devo riconoscere che questa attività mi ha ispirata ed ho solo voluto pensare a come presentarla ai bambini. In fondo Picasso stesso diceva “I grandi artisti rubano”…e noi, con i nostri bimbi, non possiamo che omaggiare chi ha creato questo nuovo modo di illustrare rubandone l’idea per diffonderla.

E voi? Avete mai provato? Come è andata?

Se non avete mai provato intendete farlo? Come pensate di procedere?

Al prossimo “furto” di idee con la vostra

Maestra Imperfetta

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5 Ottobre Giornata Mondiale dell’Insegnante

Sarà perché sono sotto i fumi di un rimbecillimento da raffreddore potente (con qualche lineetta di febbre), sarà che son due giorni che non dormo, sarà che è da ieri che facciamo riunioni perché i tempi della scuola, almeno di quella dove lavoro attualmente, sono a dir poco frenetici, oggi articolo extra.

Dopo qualche vicissitudine personale privata dovuta a disservizi del Sistema Sanitario locale, e vicissitudini dovute a tempistiche assurde nella consegna dei PEI che chiedono in una settimana di fare 12 pagine per bambino di roba nuova e articolatissima…mi collego e …GIORNATA MONDIALE DEGLI INSEGNANTI!

Ammetto l’istinto è stato quello di ridere amaramente, ironicamente, sarcastica se vogliamo. Mi sono un tantino presa in giro, lo ammetto.

Per politica personale ho sempre pensato che la giornata di questa o quella cosa sia un poco ipocrita. Per non dimenticare per esempio…non serve un giorno, non bisogna dimenticare mai. O la giornata mondiale dell’alimentazione…abbiamo bisogno di un giorno per ricordarci che mangiare bene è utile per la salute? Stessa cosa per tutte le altre giornate. Se da un lato possono essere utili come memento per determinati argomenti, dall’altro hanno, almeno nella mia bocca, il retrogusto amaro dell’ipocrisia.

Sia chiaro, è una mia opinione pertanto non mi sognerei mai di imporla o di spacciarla per verità assoluta, ma sono aperta al dialogo ed al confronto.

Torniamo però alla giornata mondiale dell’insegnante e, mettendo da parte una certa caustica ironia che talvolta mi contraddistingue, andiamo a vedere che cosa scrive wikipedia in merito.

“La giornata mondiale degli insegnanti (conosciuta anche come “giornata internazionale degli insegnanti“) si tiene ogni anno il 5 ottobre dal 1994, commemorando le organizzazioni di insegnanti in tutto il mondo. Il suo obiettivo è quello di mobilitare il sostegno agli insegnanti e di garantire che i bisogni delle future generazioni continuino ad essere soddisfatte dai docenti.”

Si potrebbero aprire capitoli su queste affermazioni ma mi limiterò a dire che no, il sostegno non c’è. Non è per me personalmente una questione di aumenti di stipendio, casomai preferirei un adeguamento all’inflazione ed al costo della vita nella zona in cui vivo, ma di sostegno vero e proprio con forniture di materiale didattico, stampanti, toner e cartucce, LIM etc . Sostenetemi così senza che debba comprarmi io ste cose che mi servono per lavorare. Ma mi basterebbe anche solo avere tutti i bimbi con libri e quaderni e materiale richiesto quando lo chiedo, sono una maestra semplice.

“Nel 2020, la Giornata mondiale degli insegnanti ha onorato i docenti con il tema “Insegnanti: guidare nelle situazioni di crisi, reinventare il futuro“”

E qui possiamo aprire un altro interessante capitolo. La DaD! Se chi mi legge è un genitore o una qualsiasi persona all’esterno del mondo della scuola deve prestare attenzione e conoscere quanto accaduto dal punto di vista di un docente, nel mio caso di primaria, per capire davvero. Primi giorni di lock down, tanti dubbi, sarebbe continuato? Avremmo riaperto? E i bambini? Si abbiamo pensato a loro! Nel dubbio abbiamo dato qualche ripasso da fare.

Primo prolungamento del lock down, il dubbio stava divenendo certezza e alcuni docenti hanno pensato che bisognasse far qualcosa per non far perdere tempo prezioso ai bambini, così, in accordo con le rappresentanti di classe, si è messo su un progetto, un’organizzazione degli orari, non sapendo nemmeno quanto potevamo chiedere. Alcune famiglie non hanno nemmeno potuto permettersi il collegamento per problemi economici.

Nessun aiuto, nessuna assistenza, nessuna direttiva, ma ci siamo organizzati, chi con skype, chi con la GSuite, insomma si è cercato di fare quello che si poteva muovendosi in un tunnel completamente buio, senza vedere al di là del proprio naso, a volte manco il naso, e senza sapere quanto era largo e lungo, se aveva delle curve o no. Eroi? No! Missione?No! Responsabilità? Si! Il senso di responsabilità ci ha mossi. E ci siamo dovuti reinventare, reinventare i modi, i tempi, le metodologie. Non è stato facile! Ribadisco, non avevamo indicazioni ma avevamo tantissimi detrattori che dall’alto della loro estraneità al mondo scolastico dicevano solo “La DaD non è questo”…ma nessuno ci diceva cosa fosse.

A un anno e mezzo dall’inizio della pandemia di COVID-19, la Giornata mondiale degli insegnanti 2021 sottolineerà il supporto che deve essere fornito agli insegnanti per partecipare pienamente al processo di recupero. Il tema scelto è “Insegnanti al centro del recupero dell’istruzione”

Non contenta sono andata a vedere sul sito dell’UNESCO trovando una graziosa lettera, messaggio del Direttore Generale dell’UNESCO Irina Bokova in occasione della Giornata degli insegnanti.

in tutto il mondo, troppi insegnanti non hanno la libertà e il sostegno di cui hanno bisogno per svolgere il proprio lavoro, che è di vitale importanza. È per questo che il tema della Giornata Mondiale degli Insegnanti di quest’anno – “Teaching in Freedom, Empowering Teachers” – ribadisce il valore degli insegnanti e riconosce le sfide che molti incontrano nel corso della loro vita professionale in tutto il mondo.”

Libertà di insegnamento deve essere accompagnata ad adeguata preparazione e meno scartoffie possibilmente. La burocrazia purtroppo uccide tale libertà, o se non la uccide, quanto meno la mutila.

A tutti i livelli di istruzione, la pressione politica e gli interessi commerciali possono porre dei freni alla capacità degli educatori di insegnare in libertà. Gli insegnanti che vivono e che lavorano in paesi e comunità colpiti da conflitti e instabilità affrontano spesso sfide maggiori, tra cui aumento dell’intolleranza, discriminazione e restrizioni sulla ricerca e sull’insegnamento.”

Ed ecco la mina che mi aspettavo, il pugno allo stomaco che ti fa comprendere che ci lamentiamo tanto, a ragione, ma c’è chi sta peggio e dovremmo tutto sommato pensare anche a loro quando ci lamentiamo troppo. A tal proposito suggerisco la lettura di un libro, a mio parere bellissimo, sul diritto allo studio e su di un’insegnante, universitaria, che ha vissuto un periodo durissimo, ma continuando la sua istruzione alle donne in segreto, sfidando le leggi talebane: “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi. Quando ho letto questo libro, quando leggo della situazione dell’istruzione per le bambine in taluni paesi mi domando seriamente cosa farei io se fossi al posto di quegli insegnanti. Non ho una risposta. In certe situazioni bisogna trovarcisi per poter dire con certezza cosa si farebbe, e per fortuna non mi ci trovo.

Significa fornire agli insegnanti formazione e sviluppo. Significa aumentare il numero di insegnanti di qualità, soprattutto in quei paesi con un elevato numero di insegnanti impreparati.

Altro tasto dolente, e qui rischio di farmi nemici e perdere follower, ma per onestà intellettuale e correttezza devo riconoscere che ci sono insegnanti impreparati, ed il guaio è che non sono esclusivamente in una categoria. Ci sono precari preparatissimi e ci sono precari impreparati, ma la stessa cosa vale, purtroppo, anche per gli insegnanti di ruolo. Più corsi di formazione? Basterebbe meno corsi di formazione ma più mirati e meno pieni di aria fritta, accessibili gratuitamente anche ai precari fin quando lavorano in una scuola, più concorsi selettivi, più programmi di recupero intra scolastico per i bambini che arrivano senza parlare né leggere la nostra lingua, ma sbattuti in classe in nome dell’inclusione (che tale non è perché hanno difficoltà a capire i compagni). Volete aiutarci? Cominciate dalle piccole cose. Meno critiche, meno belle parole e maggiori aiuti concreti.

Una maestra

Maestra Imperfetta