
Sarà perché sono sotto i fumi di un rimbecillimento da raffreddore potente (con qualche lineetta di febbre), sarà che son due giorni che non dormo, sarà che è da ieri che facciamo riunioni perché i tempi della scuola, almeno di quella dove lavoro attualmente, sono a dir poco frenetici, oggi articolo extra.
Dopo qualche vicissitudine personale privata dovuta a disservizi del Sistema Sanitario locale, e vicissitudini dovute a tempistiche assurde nella consegna dei PEI che chiedono in una settimana di fare 12 pagine per bambino di roba nuova e articolatissima…mi collego e …GIORNATA MONDIALE DEGLI INSEGNANTI!
Ammetto l’istinto è stato quello di ridere amaramente, ironicamente, sarcastica se vogliamo. Mi sono un tantino presa in giro, lo ammetto.
Per politica personale ho sempre pensato che la giornata di questa o quella cosa sia un poco ipocrita. Per non dimenticare per esempio…non serve un giorno, non bisogna dimenticare mai. O la giornata mondiale dell’alimentazione…abbiamo bisogno di un giorno per ricordarci che mangiare bene è utile per la salute? Stessa cosa per tutte le altre giornate. Se da un lato possono essere utili come memento per determinati argomenti, dall’altro hanno, almeno nella mia bocca, il retrogusto amaro dell’ipocrisia.
Sia chiaro, è una mia opinione pertanto non mi sognerei mai di imporla o di spacciarla per verità assoluta, ma sono aperta al dialogo ed al confronto.
Torniamo però alla giornata mondiale dell’insegnante e, mettendo da parte una certa caustica ironia che talvolta mi contraddistingue, andiamo a vedere che cosa scrive wikipedia in merito.
“La giornata mondiale degli insegnanti (conosciuta anche come “giornata internazionale degli insegnanti“) si tiene ogni anno il 5 ottobre dal 1994, commemorando le organizzazioni di insegnanti in tutto il mondo. Il suo obiettivo è quello di mobilitare il sostegno agli insegnanti e di garantire che i bisogni delle future generazioni continuino ad essere soddisfatte dai docenti.”
Si potrebbero aprire capitoli su queste affermazioni ma mi limiterò a dire che no, il sostegno non c’è. Non è per me personalmente una questione di aumenti di stipendio, casomai preferirei un adeguamento all’inflazione ed al costo della vita nella zona in cui vivo, ma di sostegno vero e proprio con forniture di materiale didattico, stampanti, toner e cartucce, LIM etc . Sostenetemi così senza che debba comprarmi io ste cose che mi servono per lavorare. Ma mi basterebbe anche solo avere tutti i bimbi con libri e quaderni e materiale richiesto quando lo chiedo, sono una maestra semplice.
“Nel 2020, la Giornata mondiale degli insegnanti ha onorato i docenti con il tema “Insegnanti: guidare nelle situazioni di crisi, reinventare il futuro“”
E qui possiamo aprire un altro interessante capitolo. La DaD! Se chi mi legge è un genitore o una qualsiasi persona all’esterno del mondo della scuola deve prestare attenzione e conoscere quanto accaduto dal punto di vista di un docente, nel mio caso di primaria, per capire davvero. Primi giorni di lock down, tanti dubbi, sarebbe continuato? Avremmo riaperto? E i bambini? Si abbiamo pensato a loro! Nel dubbio abbiamo dato qualche ripasso da fare.
Primo prolungamento del lock down, il dubbio stava divenendo certezza e alcuni docenti hanno pensato che bisognasse far qualcosa per non far perdere tempo prezioso ai bambini, così, in accordo con le rappresentanti di classe, si è messo su un progetto, un’organizzazione degli orari, non sapendo nemmeno quanto potevamo chiedere. Alcune famiglie non hanno nemmeno potuto permettersi il collegamento per problemi economici.
Nessun aiuto, nessuna assistenza, nessuna direttiva, ma ci siamo organizzati, chi con skype, chi con la GSuite, insomma si è cercato di fare quello che si poteva muovendosi in un tunnel completamente buio, senza vedere al di là del proprio naso, a volte manco il naso, e senza sapere quanto era largo e lungo, se aveva delle curve o no. Eroi? No! Missione?No! Responsabilità? Si! Il senso di responsabilità ci ha mossi. E ci siamo dovuti reinventare, reinventare i modi, i tempi, le metodologie. Non è stato facile! Ribadisco, non avevamo indicazioni ma avevamo tantissimi detrattori che dall’alto della loro estraneità al mondo scolastico dicevano solo “La DaD non è questo”…ma nessuno ci diceva cosa fosse.
“A un anno e mezzo dall’inizio della pandemia di COVID-19, la Giornata mondiale degli insegnanti 2021 sottolineerà il supporto che deve essere fornito agli insegnanti per partecipare pienamente al processo di recupero. Il tema scelto è “Insegnanti al centro del recupero dell’istruzione”“
Non contenta sono andata a vedere sul sito dell’UNESCO trovando una graziosa lettera, messaggio del Direttore Generale dell’UNESCO Irina Bokova in occasione della Giornata degli insegnanti.
“in tutto il mondo, troppi insegnanti non hanno la libertà e il sostegno di cui hanno bisogno per svolgere il proprio lavoro, che è di vitale importanza. È per questo che il tema della Giornata Mondiale degli Insegnanti di quest’anno – “Teaching in Freedom, Empowering Teachers” – ribadisce il valore degli insegnanti e riconosce le sfide che molti incontrano nel corso della loro vita professionale in tutto il mondo.”
Libertà di insegnamento deve essere accompagnata ad adeguata preparazione e meno scartoffie possibilmente. La burocrazia purtroppo uccide tale libertà, o se non la uccide, quanto meno la mutila.
“A tutti i livelli di istruzione, la pressione politica e gli interessi commerciali possono porre dei freni alla capacità degli educatori di insegnare in libertà. Gli insegnanti che vivono e che lavorano in paesi e comunità colpiti da conflitti e instabilità affrontano spesso sfide maggiori, tra cui aumento dell’intolleranza, discriminazione e restrizioni sulla ricerca e sull’insegnamento.”
Ed ecco la mina che mi aspettavo, il pugno allo stomaco che ti fa comprendere che ci lamentiamo tanto, a ragione, ma c’è chi sta peggio e dovremmo tutto sommato pensare anche a loro quando ci lamentiamo troppo. A tal proposito suggerisco la lettura di un libro, a mio parere bellissimo, sul diritto allo studio e su di un’insegnante, universitaria, che ha vissuto un periodo durissimo, ma continuando la sua istruzione alle donne in segreto, sfidando le leggi talebane: “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi. Quando ho letto questo libro, quando leggo della situazione dell’istruzione per le bambine in taluni paesi mi domando seriamente cosa farei io se fossi al posto di quegli insegnanti. Non ho una risposta. In certe situazioni bisogna trovarcisi per poter dire con certezza cosa si farebbe, e per fortuna non mi ci trovo.
“Significa fornire agli insegnanti formazione e sviluppo. Significa aumentare il numero di insegnanti di qualità, soprattutto in quei paesi con un elevato numero di insegnanti impreparati.“
Altro tasto dolente, e qui rischio di farmi nemici e perdere follower, ma per onestà intellettuale e correttezza devo riconoscere che ci sono insegnanti impreparati, ed il guaio è che non sono esclusivamente in una categoria. Ci sono precari preparatissimi e ci sono precari impreparati, ma la stessa cosa vale, purtroppo, anche per gli insegnanti di ruolo. Più corsi di formazione? Basterebbe meno corsi di formazione ma più mirati e meno pieni di aria fritta, accessibili gratuitamente anche ai precari fin quando lavorano in una scuola, più concorsi selettivi, più programmi di recupero intra scolastico per i bambini che arrivano senza parlare né leggere la nostra lingua, ma sbattuti in classe in nome dell’inclusione (che tale non è perché hanno difficoltà a capire i compagni). Volete aiutarci? Cominciate dalle piccole cose. Meno critiche, meno belle parole e maggiori aiuti concreti.
Una maestra
Maestra Imperfetta