Pubblicato in: insegnarte

Colori caldi, freddi e scale di grigi.

Preparate matite, righelli, pastelli o pennarelli. In realtà non ci sono video tutorial per questo ma solo istruzioni scritte.

In una mattina in cui non ho pulizie da fare, mi son messa sul divano, col marmotto (ebbene sì ho un cane delle praterie a casa) addosso, in grado solo di disegnare dal tablet. Tuttavia il tablet ha giusto un’app che simula vari strumenti, dalle matite ai pastelli, dai pennarelli agli acquarelli e tempere (che caso)…e allora…via con la fantasia.

Pastello nero e righello

Ho fatto righe verticali per disegnare i palazzi e poi riempito con righe orizzontali o verticali come per il lavoro con i pattern, ma usando il righello.

Se avete possibilità di fotocopiare, va benissimo fare due fotocopie, diversamente potete appoggiare il foglio alla finestra, metterci sopra l’altro foglio su cui disegnare e con la matita ricalcare tracciando linee leggere. Una volta ricalcato ripassate con il pastello nero e il righello per aiutarvi a fare le linee belle dritte.

Avete fatto? Avete tre disegni uguali davanti a voi? Allora state procedendo bene.

Ora prendete i colori rosso, giallo e arancione e cominciate a colorare. Una riga di un colore e quella sotto o vicina di un altro, mi raccomando alternate i colori.

Il paesaggio con i colori caldi

Ci siete? Vi piace? Se si, continuiamo con una delle due copie che avete fatto. Questa volta useremo viola, azzurro ( anche blu) e verde. Io ci ho messo anche del verde ottenuto con un poco meno di blu e più giallo. Come prima, ogni riga un colore diverso da quella vicina o sopra e sotto

Finito? Vi piace? Benissimo, ora la parte più difficile.

I grigi! Il grigio si ottiene mescolando nero e bianco.

Se avete acquarelli avrete diversi grigi a seconda di quanta acqua mettete.

Con le matite colorate dipende dalla pressione della matita era sul foglio, ma potete usare anche quella per disegnare.

Se usate le tempere invece basterà variare la quantità di bianco. Più bianco mettete più chiaro sarà il grigio e viceversa, più nero e meno bianco vi farà venire un grigio scuro.

Come prima, ogni riga un colore diverso da quella vicina o sopra e sotto.

Ora che avete tutti e tre potete appenderli assieme, vicini, in orizzontale o in verticale, nell’ordine preferito.

Ricordate, e non fate come me, mettete la vostra firma come dei veri artisti e la data in cui avete fatto il lavoro (quella magari dietro il foglio). Raccogliete questi lavori e altri che farete, magari trovati in questo blog, in una cartellina e conservateli.

Quando li riguarderete saranno un bellissimo ricordo!

Come sempre, se volete mandarmi i vostri lavori li pubblicherò ben volentieri nella gallery del blog e in calce a questo articolo, basterà scrivermi a diariodiunamaestra@gmail.com

Se volete commentare, condividere le vostre esperienze, sentitevi liberi di commentare.

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: opinionibus

L’ultima Domenica…tirando le somme in un anno straordinario (in molti sensi)

Siamo alla fine, agli sgoccioli si direbbe ed io, come tutti, mi sento prosciugata di energie. Per mesi nei podcast vari si sono spese parole sulla DaD ( gli acronimi sono meravigliosi), la famigerata Didattica a Distanza. Tra detrattori (tanti) e promotori (rari come una specie in via di estinzione) la DaD è entrata in punta di piedi, facoltativa perché tanto promuovevano tutti, per poi imporsi come obbligatoria anche per le famiglie, costringendo gli insegnanti a reinventarsi.

Ho atteso a farmi un’opinione chiara, netta, ben definita della DaD, ed ho atteso la fine di questo anno scolastico folle. Per quei bambini le cui famiglie hanno difficoltà economiche non è stato semplice ed hanno fatto sacrifici. Le regioni si son fatte belle promettendo contributi per l’acquisto di devices, ma chiedendo poi di anticipare dei soldi che le famiglie non potevano permettersi.

Dal MIUR sono arrivati dei contributi, ma non bastavano per tutti e si è dovuta fare una penosa cernita (penosa perché chi conosce le varie situazioni sa che inevitabilmente si escludono troppi). Quei bambini che hanno situazioni molto difficili in casa e traevano benefici dalla frequentazione in presenza, sono stati penalizzati.

Parliamo anche dei genitori? Massi dai! Ci sono stati genitori che suggerivano, che facevano i compiti dei figli (bravi eh, nessun errore, bella grafia…) dimostrando di capire bene le lezioni e facendomi meditare sull’insegnamento agli adulti (quasi quasi..). Ci sono stati genitori che non mandavano mai i compiti, quelli che li mandavano in ritardo, quelli che li mandavano la Domenica alle 21 quando avevi lezione la mattina seguente. I genitori che giravano in mutande, forse perché in fondo ci percepivano come di famiglia (voglio sperare sia così). Ci sono stati pure genitori che han fatto saltare lezioni perché il figlio non aveva voglia di seguire…

Le mie lezioni in DaD con Skype, scelto dai genitori perché dovevano già usarlo per altri figli.

Eppure…

Eppure io salvo la DaD! La salvo perché

1. Ho potuto lavorare in piccoli gruppi, che mi ha consentito di seguire quasi individualmente come non potevo in classe.

2. I bambini erano contenti, mi facevano vedere casa, mi raccontavano, intervenivano anche quelli che in classe tendono al silenzio.

3. Ci sono stati i genitori collaborativi, quelli sempre puntuali nell’invio, pazienti, rispettosi e comprensivi. Quelli che non hanno fatto saltare una sola lezione e con cui noi maestre abbiamo fatto squadra. Quei bellissimi genitori che hanno capito che non siamo nemici, siamo con loro, per loro, nell’interesse dei loro figli. a questi genitori meravigliosi un grazie è fin poco perché mi hanno fatto amare il mio lavoro.

4. Non tutti i bimbi erano entusiasti, come non capirli dal momento che non potevano uscire e giocare con gli amici, eppure il 90% ha mostrato dei miglioramenti nelle prestazioni. Erano divertiti dai contenuti interattiivi, dai giochini online creati per loro, dai tutorial che potevano fare quando volevano, rivederli se necessario e condividere con i compagni.

5.il mezzo digitale a loro piace! È accattivante e li interessa e poter apprendere nella loro casa permette di apprendere meglio perché inseriti in un ambiente familiare ed affettivo che la scuola, per quanto faccia molto, non può sostituire nè sopperire.

6. C’è da faticare più di quanto si possa pensare, ma per me ha significato poter sfruttare tutte le risorse della rete, dalle presentazioni power point, i giochini didattici interattivi ad hoc, spaziare assecondando le loro curiosità, mostrare loro come usare la rete, fargli visitare musei virtualmente…

7. Rafforzare i legami. Gli orari fissi, se pure ridotti, erano una routine e loro amano le routine, li rassicura. Come ha detto una mamma, gli sembrava un poco come a scuola.

8, I genitori hanno potuto vedere come noi maestre ci rapportiamo, come insegnano, come apprendono i loor figli e, soprattutto, quanto li difendiamo dall’impazienza naturale degli adulti per aiutarli a pensare.

9. I bambini sono entrati nella mia casa, hanno visto i miei animali, hanno parlato con mio marito, sono entrati nella mia vita ed in fondo era una loro curiosità.

10. I gruppi piccoli hanno creato un ambiente familiare e complice che ha favorito l’apprendimento, insegnando loor anche il rispetto dei tempi altrui. Non completamente, ma almeno più di prima.

MENZIONE D’ONORE, ultimo, non citato, ma non ultimo: il signor SILENZIO.

Non stiamocela a raccontare, dopo mesi di caos, urla, baccano in mensa, a ricreazione, in classe, qualche urlo e fintissima arrabbiatura (che però devi fingere sia vera), visite dall’otorino nel timore di essere sulla via della sordità, ecco una delle cose che ho amato (e amato è dir poco) della DaD. Alla fine della lezione potevo prendermi qualche minuto di silenzio. Qualche minuto solo perché poi si sa, non facciamo nulla quindi collegi docenti, riunioni per progetti, assistenza ai tablet forniti dalla scuola alle famiglie, i miei genitori che mi danno per dispersa “eh non ti fai mai sentire, abbiamo lavorato tutti” e coordinamenti con le colleghe…ma quei minuti di silenzio sono stati una boccata di aria fresca nonostante la clausura forzata. Mi hanno riportata a quelle ore stupende in un oasi di pace a gustarmi ostriche appena raccolte ed aperte ad un prezzo ridicolo nel porticciolo ostricolo di Gujan-Mestras in Acquitania, dove il rumore più forte erano i gabbiani perchè persino le gentilissime signorine che ti servivano parlavano sottovoce per non turbare la quiete, ed il silenzio e la pace eran tali che quei due bimbi che transitavano erano inibiti a qualsivoglia desiderio di alzare la voce.

Si può migliorare?

Si, certo, tutto si può migliorare. Sono mancati degli standard condivisi, tante piattaforme disponibili han fatto si che ogni team docenti scegliesse il proprio, spesso dettato dalle comodità delle famiglie, ma a discapito di un protocollo che prevedesse anche la sicurezza, la protezione della privacy. I server dei registri elettronici per le aule virtuali han creato non pochi problemi e non ovunque vi era copertura sufficiente. I supporti alle famiglie in difficoltà avrebbero potuto essere più consistenti, ma nel complesso non me la sento di bocciarla. Come tutti i sistemi tirati fuori dal cilindro all’ultimo minuto sono passibili di migliorie, ma ricordiamo, prima di esserne detrattori dittatoriali e rigidi, che non c’erano altre soluzioni per mantenere un minimo di continuità e contatto con i pargoli.

Una bambina mi ha chiesto “maestra ma possiamo fare arte così anche dopo la scuola?”

Ammetto che nonostante la stanchezza, la burocrazia che ci sommerge e nuova modulistica che ci appioppano ( perché vista l’emergenza…) il desiderio di dirle “si bella mia, la maestra ci sarà anche dopo” prevale e mi sta spingendo a nuovi tutorial di arte e forse qualche laboratorio estivo online, ma è tutto da vedere.

Se volete lasciare un vostro parere, critica o aprire una discussione, purché i toni rimangano pacati ed educati, invito a scrivermi o lasciare un commento.

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Covid 19 - DaD, opinionibus

COVID-19 e scuole- Didattica a Distanza

Buongiorno
Se sei capitato/a qui…scappa finché sei in tempo!
Se proprio ti senti coraggioso/a continua…ma non ti ho obbligato io.

In queste settimane abbiamo assistito all’arrivo del Coronavirus e la sua diffusione, agli effetti di un’informazione non corretta agli effetti del panico. Abbiamo assistito a fenomeni di isteria di massa che confermano quello che un sociologo diceva “la massa è ignorante”. Potremmo sviscerare l’argomento tirando fuori luoghi comuni, atteggiamenti differenti e quanto altro ma quello che preme ora è capire COME FARE DIDATTICA A DISTANZA.
Lungi da me il voler insegnare qualcosa a chi è più esperto di me, mi limito a segnalare alcune delle soluzioni proposte (alcune osservate ed usate) dalla scuola, dal MIUR, da INDIRE e da colleghi.

Prima cosa occorre informarsi bene, ascoltare chi ha già adottato queste metodologie ed informarsi sull’aspetto privacy.
Interessante a proposito è il ciclo di webinar promossi dall’Indire, ascoltabili in diretta o in differita.

Il Miur invece offre in una pagina tutti gli strumenti necessari alla didattic a distanza, dalla Gsuite a Microsoft, materiali offerti dalla RAI, dalla treccani e materiali, metodologie….

Specifico per l’Inglese ecco il British Council, con giochini interattivi già fatti. Utilissimo per farli ripassare in modo divertente. Avviso che i giochi sono in inglese ma non dubito che i nostri pargoli impareranno a capire cosa gli si chiede (anche solo per tentativi ed errori, che è il modo con cui si impara)

Questi sono solo alcuni degli strumenti disponibili per la didattica. Ovviamente io mi occupo principalmente della didattica per i bambini delle primarie, ma Learningapps offre esercizi e giochi anche per le secondarie. 
Altri modi per far didattica a distanza li offrono i software per registrare lezioni da caricare poi dove si vuole. Tra questi 

screencast-o-matic

Obs studio

Per chi invece vuole imparare ad usare questi strumenti perchè non si sentono competenti a sufficienza oppure desiderano approfondire, segnalo il webinar gratuito “Crea i tuoi video didattici” di Aretè formazione, decisamente utile ed a prova di chi non sa nemmeno accendere un pc. Due ore di corso con attestato, riconosciuto dal MIUR che apriranno un mondo di possibilità.

Crea i tuoi video didattici

Sperando di aver contribuito in qualche modo al disorientamento generale in tutti noi, invito caldamente a seguire le indicazioni degli esperti, evitare il panico, non farsi prendere da romanticismi fuori luogo e pericolosi per la salute pubblica e rimanere quindi a casa, evitando affollamenti e muovendosi giusto per motivi strettamente indispensabili. Questo è il momento di fare per i nostri bambini, quindi rimbocchiamoci le maniche!
Maestra Imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

InsegnArte: I Girasoli

Ci siamo…e le cornicette no! 

E il disegno libero….suvvia non sempre o diventa noioso pure quello! Tu, giovane maestra senza esperienza, o con esperienza ma insegnare arte non è proprio bello, non sai che pesci pigliare e le guide, diciamolo, offrono soluzioni si ma dispendiose. 

Sospiri, guardi uno dei tanti libri o tutorial o robetta su pinterest che ti possa ispirare…niente, balle di fieno che rotolano nel tuo cervello. Che fare? 

Si va sul classico! 

Arrivo in classe, due paroline e, mentre loro disegnano parlottando, mi metto a disegnare alla lavagna “i girasoli” di Van Gogh. Cala il silenzio dietro di me! I bambini cominciano “cos’è?” 

Odio questa domanda…so che mi arriva indipendentemente dall’età di chi guarda ma la odio. Aspetta e vedi no? 

Mantengo la calma e senza distrarmi rispondo “bimbi aspettate e vedrete, vi prego però, fate silenzio che io non sono brava come voi, ho bisogno di calma e silenzio o buona musica per lavorare bene”

Il risultato non è all’altezza dell’originale ma tanto basta per il mio scopo. Mi volto soddisfatta e con un sorriso annuncio “bambini, prendete il quaderno, dovete copiare questo disegno” 

Ammetto che ho visto il terrore nel loro sguardo, la preoccupazione, qualche mascella che cadeva e il piccolo D che invece aveva gli occhi luminosi e il sorriso di sfida.

Giustamente una bimba mette le mani avanti “ma maestra se non lo facciamo uguale?”

Io rispondo col sorriso placido alzando le spalle “l’importante è provarci, impegnatevi al massimo e fate il meglio, io capirò”

Tre semplici regole prima di iniziare:

1. Ci si impegna al massimo per copiare quello che ho fatto

2. Prima si usa la matita e solo quando si è soddisfatti si colora! Se si hanno dubbi sul colore si chiede

3. La parte di sfondo che non ho colorato….dovete colorarla con quello che preferite.

Sospiri di sollievo tali da generare l’Uragano Katrina e via le matitine al lavoro!

Riconosco che non credevo si divertissero così tanto, ma che mi regalassero queste soddisfazioni si…me lo aspettavo. Non mi aspettavo certo facessero perfettamente come avevo fatto io, mi avrebbero quasi deluso (anche se decisamente meravigliato) se ci fossero riusciti. Proprio per questa loro immaturità del tratto mi hanno regalato quelle che io amo definire “interpretazioni”, uno sguardo tutto personale al mio disegno.

Durante l’attività ho raccontato loro la storia di Van Gogh, l’autore del quadro originale che loro stavano disegnando, e le domande sono fiorite come i campi di lavanda della Provenza. Tra le tante domande una ha dominato negli sguardi e negli occhi 

“perché se era così bravo non è diventato ricco e famoso prima?”

Io ho risposto “perché il suo stile non era capito dalla gente della sua epoca”

Una bimbetta ha candidamente risposto “forse perché erano invidiosi che lui era così bravo

Mesi dopo un papà si avvicina e mi ringrazia per aver fatto lezione di “storia dell’arte”, perché il figlio, mentre guardavano un documentario su Van Gogh, gli ha spiegato chi fosse, raccontandogli quello che lo aveva colpito. Pensare che era il bimbo che sembrava più distratto, pareva non mi avesse ascoltato…ho ringraziato io, di rimando, quel padre perché dicendomi questo mi ha dato la possibilità di capire meglio suo figlio e di correggere certe mie erronee impressioni.

Morale della favola:

Insegnamo storia dell’arte ai bambini, non dobbiamo concentrarci solo sul fare, perché loro sono assetati di storie e la Storia dell’Arte è piena zeppa di storie interessanti ed artisti curiosi da cui prender spunto. 

Buone attività didattiche

Maestra Imperfetta