L’arte è per tutti? Ho voluto aprire con questo pezzo del film “Dove vai in vacanza?” dove questa coppia, durante le “vacanze intelligenti” offerte dai figli, finiscono alla Biennale per farsi una cultura, ma, prendendo un poco in giro l’arte contemporanea, prendendo in giro quell’atteggiamento radical chic e, non ultimo, una certa arte così concettuale che può far venire i dubbi persino al più appassionato, si fa una critica puntuale e divertente di certe fisime intellettuali di alcune persone che vorrebbero una cultura artistica “elitaria”.
Da anni si chiede e si invoca il giusto diritto di introdurre più arte nelle scuole, ci si scandalizza di fronte a notizie vere, o fasulle, sulla presunta sottrazione di tale materia all’orario scolastico. Da anni io per prima mi batto perchè l’arte venga insegnata come si deve, facendo conoscere la storia, apprezzarla attraverso la fruizione di quadri che hanno fatto la storia e quadri meno famosi, ma che comunque meritano di essere osservati.
Ci si è lagnati anche della scarsa affluenza nei musei, da Sgarbi con il suo mantra “capre, capre siete capre”, che allontana solamente, non me ne voglia ci mancherebbe, io al museo ci vado più volentieri che al mare e preferisco città d’arte che andare a rosolarmi su una spiaggia o a passeggiare in montagna. Se già alcuni genitori portano i pargoli perché “sennò fa brutto”, e se alcuni ci vanno giusto per non sentirsi in colpa, l’atteggiamento di Sgarbi non può che indispettire e nulla più.
Ero già arresa all’inevitabile lentissimo ma costante declino dell’affluenza ai musei quando..zac! Arriva come un fulmine a ciel sereno lei, di cui ignoravo beatamente l’esistenza fino a qualche anno fa e di cui ho scoperto qualcosa giusto perché citata nella pagina spassosissima “Se i quadri potessero parlare“.

Ebbene la FERRAGNI, no dico…niente popò di meno che la FERRAGNI AGLI UFFIZI! Ammetto, Chiara Ferragni non mi è nè simpatica nè antipatica, semplicemente mi è sempre stata indifferente, e questa premessa è doverosa per far capire la posizione assolutamente neutra da cui parto.

Ho visto la foto della Ferragni davanti alla Venere del Botticelli e, lo ammetto, la prima cosa che ho pensato è stata “ah ma si può fotografare oppure solo se sei una influencer puoi?”
Per anni ho lottato contro sta cosa che nella gran parte dei musei italiani non si posson fare foto, che nervi! Ad ogni modo mi è sembrata una delle tante foto che un qualsiasi turista può fare agli uffizi, nè particolarmente suggestiva nè artistica, la classica foto ricordo insomma, braccia giù, non sai dove metter le mani e sorriso alla Gioconda in attesa che scatti per goderti il resto. Normalissimo!
Ed è in questa normalità che sta il bello!
Ho seguito con divertimento la diatriba Ferragni, si Ferragni no, come si permette, ma si dai va bene, ma no non va bene affatto. A tale proposito pure Rick du Fer, un videoblogger (?), podcaster (anche) e filosofo pop (mi piace di più) ha fatto un’interessante riflessione che invito ad ascoltare.
Come la penso io? Sarò brevissima, anzi, provo ad essere telegrafica!
SI, va benissimo!
Ben venga lei come altri influencer ai musei se questo può incuriosire, attirare giovani ed avvicinarli all’arte, alla cultura, renderla pop e meno elitaria, proponendola in modo diverso dagli Angela (non me ne vogliano Piero e Alberto che rimangono sempre i miei miti sia chiaro) o D’Averio (che ha un bellissimo modo di comunicare, ma non è avvicinabile dai giovani).
Preferisco mille volte una Ferragni o un Mahmood in un museo che portarceli e/o vedere le facce annoiate mentre ascoltano la guida di turno (che poverina fa il suo meglio ma non è famosa) o l’insegnante che gli spiega vita, morte e miracoli di un quadro che nemmeno stanno guardando, o che finiscono per non sopportare, per la noia provata.
Sinceramente, da maestra di arte, da appassionata di arte, da adoratrice di musei lancio un appello: Influencer vari, non andate solo nei musei famosissimi (gli Uffizi non me ne vogliano, hanno fatto il colpaccio), andate anche a sopresa nei piccoli musei, quelli meno conosciuti, quelli meno accattivanti, ma che contengono comunque interessanti parti della nostra storia.
Se la storia dell’arte ha cominciato a fare il giro nelle primarie con gli album di figurine degli Artonauti, vuol dire che il sistema funziona! L’arte non è elitaria, non deve esserlo, l’arte deve poter parlare a tutti un linguaggio universale: quello delle immagini! L’arte deve essere alla portata di tutti, deve essere appunto Popolare (da lì Pop).
Solo dopo, magari, qualche giovincello vedendo la Venere del Botticelli potrebbe essere incuriosito e guardare chi era su Wikipedia chi era sto Botticelli….oh fico sto Caravaggio, ma guarda te quella Chiesa, ma quando è stata costruita?….magari lo stesso giovincello non farà nulla di tutto ciò, ma avrà contribuito, nel suo piccolo, a finanziare un museo. Ma per uno che si interessa potrebbe esserci quella che si fa il selfie con quella tizia del quadro cui sembra assomigliare…chissà…e magari diventerà una prof di arte…sto volando? Si forse si, ma il succo è proprio questo. Non possiamo sapere a priori se e quanti si interesseranno e diverranno appassionati, ma questo non significa che dobbiamo escludere a priori che ciò possa avvenire.
E comunque….Mahmood (che molti han criticato quando ha vinto con “Soldi” a Sanremo) ha cantato al museo Egizio con Sfera Ebbasta (vi era sfuggito?)
…ma non cambio idea, benissimo, benvenuti purché serva!
Non importa come ci si avvicina e perché…importa che poi alla fine diventi passione!
Come recita il titolo di un film stupendo di Woody Allen
BASTA CHE FUNZIONI!
E voi? Siete d’accordo? No? Io ho detto la mia…
Buone vacanze
Maestra Imperfetta
