La “Sonata per un uomo buono” l’ho presa da un film a mio parere stupendo (per adulti) intitolato “Le vite degli altri“. Questa citazione non ha nulla a che vedere con l’argomento di per sè, eppure il titolo era suggestivo ed evocativo quanto basta per associarlo a questo ragazzo che, pur avendoci lasciati troppo presto, ha continuato a far del bene.

La sua è una delle tante storie belle, se pure con finale tragico, che tocca le corde più intime facendo vibrare cuori e coscienze. Come spesso accade, purtroppo, le storie che colpiscono maggiormente sono quelle la cui tragicità viene compensata da un beneficio inatteso quanto sconvolgente (non si vorrebbe mai arrivare a questo).
Questa è la storia di Alessio, un ragazzo apparentemente come tanti, con una famiglia solida, amorevole, affettuosa. Un padre e una madre insegnanti nella medesima scuola (anche se di ordini differenti) ed una sorella che gli ha dato una nipotina deliziosa, bella come il sole ed affettuosa. Un giorno scopre di avere qualcosa che non va, un melanoma, ed ovviamente si pensa subito al peggio. Si eseguono esami vari, ci si rivolge a medici ottimi, sembra non sia nemmeno grave, all’inizio, ma peggiora di seguito sempre di più, fino al tragico finale. Aveva 37 anni.
L’ho visto sempre quando veniva a fare le foto di classe con il padre, appassionato di fotografia, fiero dell’attrezzatura nuova. L’ho rivisto come mai avrei pensato, nè voluto ed il mio pensiero è stato quello di chiunque al mio posto “un genitore non deve sopravvivere al figlio, non è giusto”. Non me ne vogliano i genitori ovviamente, ma ho compreso perfettamente le parole di mio padre, chirurgo, quando mi diceva cosa provava a vedere giovani di 30 anni morire di tumore. Ma sto parlando di me, invece questo articolo è per lui.
La sua scomparsa ha fatto riaffiorare un aspetto della sua vita di cui quasi nessuno al di fuori della sua cerchia di amici, sapeva. Egli è un ex studente dell’Istituto Comprensivo Teglia, di Genova. Il padre è un ex docente delle medie di questo Istituto e la madre ancora adesso vi lavora come docente delle primarie. Non so esattamente se conoscesse lo youtuber Riccardo Palombo, ma so che è grazie a lui ed all’intervento dell’azienda D-Link, tra le migliori nel campo dell’informatica, specializzata nella connettività, che l’I.C. Teglia ha potuto, in nome di Alessio, digitalizzare le aule, fornendo un servizio migliore agli studenti, molti di questi con difficoltà di varia natura, ma con docenti e dirigente dedicati al miglioramento della qualità dell’insegnamento e dell’ampliamento dell’offerta formativa.

Questo articolo non vuole raccontare il calvario di Alessio e della sua famiglia, non ho mai trovato rispettoso scavare nel dolore, ma vuole ricordare un ragazzo come tanti, ma la cui bontà è stata talmente contagiosa da migliorare la vita di tanti, anche se è costata la sua.
Grazie Alessio