Pubblicato in: Fai da te del maestro

SELFIE…for teachers

Studiando per un master cui mi sono iscritta a febbraio, mi sono imbattuta in qualche strumento per l’autoriflessione, totalmente gratuito, messo a disposizione dall’UE. Si tratta di Selfie for teachers, un questionario di domande suddivise per aree che aiuta a riflettere sulle proprie competenze, ma anche sulle proprie pratiche. Non appena fatto l’accesso mi sono trovata una schermata in cui, nella spiegazione dello strumento, mi informava che avrei dovuto rispondere ad una serie di domande per riflettere sulle tue competenze digitali nelle seguenti aree:

– Coinvolgimento professionale
– Risorse digitali
– Insegnamento e apprendimento
– Valutazione
– Valorizzazione delle potenzialità degli studenti
– Favorire lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti.

Tutte le risposte sono anonime, si può scaricare anche la relazione e questo Selfie serve a riflettere su se stessi per individuare i propri punti critici su cui lavorare (ma anche i punti forza). Il tempo previsto calcolato è di 25 minuti, ma io al solito tendo a mettercene qualcuno di più per eccesso di riflessione…o di calma…o di lentezza, a scelta.

Dopo aver compilato tutti i campi e risposto alle domande, in italiano, vi appare una relazione esaustiva basata sulle risposte date e presentata sia in forma grafica che scritta.

In primis ti presenta la risposta alla prima domanda, quella posta prima di iniziare con le altre, che riguarda la tua percezione personale delle tue competenze (con una guida che spiega ovviamente cosa contengono i livelli), nel mio caso sulla sinistra. Sulla destra invece c’è il risultato dell’analisi complessiva delle differenti risposte date.

In basso ci sono altri due grafici, uno di questi mostra le percentuali per area con relativo livello di competenze ottenuto per singola area. Funziona come i livelli EQF delle competenze linguistiche, partendo da A1 fino a C2, il più alto.

Unica pecca è che, pur chiedendo inizialmente la fascia di età per cui si lavora, alcune risposte sono molto vincolate da quello che si può e non si può fare con i bambini in classe più che dalla volontà e competenze personali, ma anche questo aiuta molto la riflessione: non possiamo o non vogliamo?

Quello che risulta interessante ed arricchente è la parte relativa ai suggerimenti per attività che si possono svolgere, dati nelle aree in cui risultiamo più “deboli”.

La restituzione del questionario è immediata, completa e sempre disponibile sia on line, sia scaricabile in pdf. Inoltre si possono creare gruppi dove vengono restituiti i risultati raccolti in dati aggregati, pertanto anonimi, il che consente una riflessione collegiale sulle criticità e iniziative formative da proporre per risolverle.

Non ho ancora provato lo strumento gruppo pertanto posso limitarmi in tal senso a quel che ho letto quale presentazione di questa possibilità sul sito stesso dell’UE.

Perché farlo?

Perché noi insegnanti dobbiamo tenerci aggiornati anche su questi strumenti dato che, con la pandemia, l’introduzione delle tecnologie nella didattica ha subito un’accelerata notevole cui non siamo riusciti a star tutti dietro (non biasimo nessuno). L’autoriflessione in tal senso non deve essere svalutante o punitiva, ma propositiva. Ho una difficoltà? Provvedo a superarla aggiornandomi.

La buona notizia è che per coloro che non masticano o non digeriscono proprio l’inglese è anche in italiano (ma anche in altre lingue se preferite).

Che dire? Vi auguro un 2023-24 pieno di bellissime esperienze con gli alunni di qualsiasi età e con i figli (per i genitori che mi leggono), sognando e costruendo assieme non tanto delle scuole, ma delle comunità educanti.

Al prossimo articolo la vostra

Maestra Imperfetta