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Si chiude il sipario

La musica è finita, gli amici se ne vanno…così cantava una canzone di non ricordo nemmeno quanti decenni fa.

Ogni anno scolastico inizia ed ogni anno scolastico finisce, l’unica differenza di solito la fanno le acconciature ed il peso dei docenti. Tra adempimenti a inizio anno, metà anno e fine qualsiasi insegnante può garantirvi che la sensazione che si prova l’ultimo giorno di lezioni è di…liberazione.

Non importa se devi fare scrutini, consegna pagelle, relazioni etc, quelli diventano davvero il meno di fronte a tutte le rotture che un docente si becca durante sti 9 mesi in cui, dopo Pasqua, non vedi l’ora sia finita. Non starò a dirvi della marea di polemiche che si generano durante l’anno tra test INVALSI (per chi li fa), compiti a casa e gite scolastiche e nemmeno di quanto spesso le scelte didattiche siano criticate aspramente da chi nella scuola non ci mette piede dal diploma e pensa di aver partorito un santo.

Oggi vi ricordo, e mi rivolgo ai docenti, che nel marasma di cose da fare, adempimenti, colleghi più o meno simpatici, ci siamo anche fatti qualche risata, abbiamo avuto abbracci e soddisfazioni dai bambini stessi. Magari abbiamo vissuto quel momento intenso in cui la classe e noi viaggiavamo sulla stessa lunghezza d’onda o si è riso assieme. Abbiamo anche avuto quei momenti leggeri di chiacchiera alla macchinetta col collega o col bidello.

Ricordo che una volta lessi che tendiamo a ricordare le esperienze negative e scordare quelle positive. Le esperienze negative si fissano nel nostro cervello, è vero, ed è più facile che ci tornino in mente perché hanno suscitato in noi emozioni più forti ma per questo dobbiamo ricordare a noi stessi che ci sono stati anche momenti belli, positivi, piacevoli.

Come ogni anno sono a ricordarvi di amare voi stessi ricordando i momenti belli (scriveteveli piuttosto) e nel bilancio vedrete che è vero, si arriva stanchissimi e deboli come se ci avessero drenato le energie residue, ma ne è valsa ancora una volta la pena e forse, per qualcuno, abbiamo fatto la differenza.

La vostra collega

Maestra Imperfetta

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Autore:

Sono una giovane maestra (giovane come anni di insegnamento, non come età...ma è relativo). Insegno arte, musica, inglese e tecnologia, ma non posso escludere che in futuro non mi trovi ad insegnare altro. Ho trovato nella scuola dove insegno colleghi simpatici e collaborativi, un ambiente famigliare e attivo che continua a fornire stimoli culturali cui attingo a piene mani. La mia gratitudine è a loro ed a tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado che hanno contribuito e contribuiscono, senza saperlo, a rendermi quella che ritengo di essere oggi...una maestra consapevole.

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