Pubblicato in: diario di una maestra, vita privata di una maestra

E vacanze siano

Tre mesi di ferie o no io non riesco a star ferma e mi sembra si capisca abbastanza. Ho in mente mille cose e il tempo c’è, i mezzi anche, ma con questo caldo è tanto se riesco a tener fede agli impegni che mi son presa con me stessa quindi…mi metto in pausa dal blog per il mese di agosto come ogni anno. Si chiama igiene mentale, devo pormi un freno o rischio di arrivare stressata ancor prima che inizi la scuola pur dedicandomi a cose che mi piacciono.

Tempo fa, oramai decenni direi, qualcuno mi disse che quando quel che è una tua passione diventa dovere cominci a morire lentamente. Ecco, questo spiegherebbe perché son stata diversi anni senza disegnare da che ho iniziato a insegnare arte ai piccini. Ora che sto ritrovando il piacere lentamente, ora che mi sto finalmente liberando degli orpelli del perfezionismo e sto ristabilendo i sani confini tra scuola e vita privata, sto riscoprendo anche che talvolta anche se il lavoro piace, e mi piace insegnare ai bambini, si ha bisogno di stabilire dei limiti per il benessere proprio e di chi ti sta attorno.

Ecco quindi che, studio a parte che è anche dovere anche se soddisfa la mia curiosità, riprendo in mano (si fa per dire) “Google Arts&Culture”, libri vari di saggistica e romanzi di generi svariati (non ne ho uno preferito), videoblog e documentari True Crime e film. Ah, non dimentichiamo che quest’anno ci saranno le tanto attese olimpiadi a Parigi e quindi sarò sicuramente attaccata a Rai Play a divorare immagini di nuoto sincronizzato, tuffi, ginnastiche, scherma e altri sport che nel corso dell’anno non riesco a seguire perché non molto diffusi (si, mi guardo anche il dressage); quest’anno son curiosa di seguire anche la Breakdance, inserita nelle discipline olimpiche.

Ammetto che quando l’ho scoperto sono rimasta di stucco, piacevolmente sorpresa ma comunque perplessa. Si sa che i cambiamenti richiedono sempre un po’ di adattamento, ma questo spero sia il prodromo dell’inserimento dei balli di sala tra le discipline visto che sono molto codificati.

Tra le attività che prevedo di fare, non potendo riprendere a viaggiare, c’è l’onnipresente disegno e le piccole sfide del Giovedì su Sketchbook Skool con Danny Gregory, i libri di Urban sketching e gli appuntamenti con “Draw tips Tuesday” di Koosje Koene. Il tutto gratuitamente su Youtube e con traduzione automatica attivabile se interessa.

Insomma, da fare c’è tanto e mi rimane oramai un mese per dedicarmi a tutte quelle attività che si riducono drasticamente durante l’anno scolastico quindi, spero, mi perdonerete se sparisco, ma vi auguro di trovare sempre qualcosa che vi appassioni oltre il lavoro. Forse, ma forse sia chiaro, potrei affacciarmi per mettere qualcosina riguardo le olimpiadi, ma più facile lo inserisca su Facebook.

Vi auguro Buone Vacanze, ci rivediamo a Settembre, la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: vita privata di una maestra

Il sorriso ritrovato

Niente scuola in questo periodo, o almeno fino a Settembre e non qui…non su queste pagine di blog. Passo già del tempo a studiare normative e casi per mia curiosità e perché fa sempre bene avere ben presenti i confini del nostro intricato mestiere tra doveri (tanti), responsabilità (tantissime) e onori (ce ne sono? Dove? Quali?), ma anche per non permettere al cervello di addormentarsi come rischia di accadere in estate. La tentazione è forte!

Dopo il mio studio quotidiano e quasi piacevole, ho ripreso in mano un libro che non ricordavo nemmeno di avere “An illustrated journey” di Danny Gregory. Lo avevo comprato pensando di trovarmi i suoi disegni e invece ci sono diversi sketches che documentano viaggi di altri artisti. Aaaah i viaggi…mi mancano, non lo nego, anche se poi l mia maledizione è che viaggiando in due non riuscivo a disegnare se non giusto al ristorante o al caffè…ma il divertimento era la sfida di disegnare velocissima per non annoiare o star dietro ai tempi del mio compagno. Non è servilismo, è stata invece un’ottima scuola, adesso disegno un croissant o un miniboccale con canestrello a memoria. Provate a disegnare velocemente, potreste anche stupirvi di come, a distanza, le linee abbozzate e rapide, le forme incomplete potrebbero anche piacervi.

Tra le varie illustrazioni, una più bella dell’altra, mi ha colpito questa di Benedetta Dossi, nata a Trieste e, stando al libro, residente a Roma. Un po’ di campanilismo non guasta, ammetto che anche il fatto che un’italiana venga citata nel libro di un’illustratore e divulgatore americano fa un certo piacere, però il mio pensiero è stato un altro: ma perché io devo disegnare tutto dritto? Perché sbattersi a cercare di fare le cose perfette quando questo stile da “lente deformante” risulta più simpatico e accattivante? Perché dobbiamo procedere per linee rigide e regole da cui ci si può anche scostare senza nuocere a nessuno?

Posso affermare a pieno titolo che sono proprio queste linee armoniosamente curve e storte che mi hanno ridato il sorriso in questi giorni un po’ complicati.

Vale la pena curiosare tra le opere di questa artista, ma in realtà il punto cui voglio arrivare è che ci sono giornate in cui l’algoritmo sembra quasi volerti mandare un segnale. Questa è una di quelle giornate. L’algoritmo di youtube mi ha segnalato un video di Danny Gregory in cui parlava di trovare il proprio stile…disegnando ovviamente.

In seguito mi è tornato alla mente il libro che volevo guarducchiare da tempo…ed ecco lei e le sue linee che sembrano far prendere vita a palazzi e strade. Forse il messaggio è “torna a fare quello che più ti piace e fregatene del resto”. E’ quello che conto di fare nei prossimi giorni, intanto ho ripreso il “diario disegnato” che consiglio a chiunque, anche a chi non sa disegnare. Avrei potuto aspettare Gennaio, ma stavolta mi son detta “e perché? L’anno inizia quando vuoi tu” così ho iniziato a Luglio. Riprenderò a disegnare, magari approfittando della marea di foto fatte negli anni passati cui allegavo la promessa, mai mantenuta, che le avrei disegnate (motivo per cui le facevo), o magari rimarrà solo un articolo di blog pieno di buoni propositi ma seguito da un nulla di fatto…chissà. Nel mentre posso solo consigliare il libro perché come sostengo e condivido “la bellezza ci salverà” e un’opera d’arte, un’illustrazione, un bel disegno o un panorama che ci piace può ridarci il sorriso.

A presto la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: strumenti per docenti

CANVA per la scuola!

Giorni di pacchia? Ma nemmeno per l’anima! Ho in mente un progetto e l’ho iniziato giusto in questi giorni tra studio, attività fisica e impegni in famiglia.

Tra Agenda della Maestra qui e agenda della Maestra Lì, Docenda e io che sono una gran rompi con la mania di personalizzare il personalizzabile, ho iniziato giochicchiando con CANVA con l’obiettivo di crearne una su misura per me. Ma CANVA è limitato, mi direte, e i prezzi non sono propriamente abbordabili per cui non vale la spesa se non lo fai per professione. In realtà i prezzi per i privati non sono nemmeno eccessivi. Se calcoliamo 110€ per un anno sono meno di un abbonamento ad audible o qualsiasi altro abbonamento a musica online.

Signori e Signore, se sei un docente o uno studente puoi avere Canva Pro completamente gratis. Se siete docenti basterà andare in alto su “Piani e Prezzi” e cliccare sulla scritta “Didattica”.

“inizia” nella versione Insegnante e limitarsi a fare un bello screenshot o stampa pdf della schermata di profilo del portale SOFIA, o del registro elettronico o anche la scansione della presa di servizio.

Col portale S.O.F.I.A. mi hanno sbloccato in 24h le funzionalità premium. Direi che, dopo questo, l’inizio per me è incoraggiante. All’interno di CANVA troviamo una marea di possibilità, partendo da progetti già fatti per chi è pigro o ha la crisi del foglio bianco, fino a farne da 0. Il salvataggio è automatico e in cloud, essendo una webapp ha il vantaggio che effettivamente non occupa spazio sul tuo pc a meno che non scarichi il progetto in pdf o altro formato.

Ci sono una varietà di combinazioni pressoché infinita, ma basti sapere che si può tranquillamente partire da un progetto, inserire, togliere, modificare elementi (immagini di vario tipo e colore su ogni argomento, cornici, griglie, grafici etc…), aggiungere o togliere, modificare testi con molti font a disposizione.

Con CANVA si hanno a disposizione diversi formati e tutti personalizzabili volendo. Si può inoltre provvedere a fare presentazioni piacevoli graficamente, fumetti, lavagna interattiva per lavorarci a distanza con un gruppo, schede didattiche, video didattici, siti web…consiglio come sempre di giocarci un po’ per prendere confidenza perché posso anche mettervi i tutorial, ma niente vale come l’esperienza diretta procedendo per tentativi ed errori.

Se invece vi piace personalizzare cose e provvedere a stampa e acquisto…perché no? Potete approfittare del servizio di Stampa che, tuttavia, non mi permetto di consigliare ma solo di segnalare come possibilità. Da buona genovese consiglio di informarsi se ci sono servizi sul territorio oppure online più convenienti, ma ricordate di salvare il file in PNG così conserva le trasparenze (piccola accortezza grafica).

E ora che vi ho detto questo? Spero come sempre di esservi utile, CANVA è sul mercato da tanto ed è un servizio ottimo, integrato con Classroom, che io usavo già prima che offrisse tutti i servizi per l’istruzione pertanto mi sento di consigliarlo vivamente. Se invece siete pigri o non vi sentite a vostro agio con queste cose…io per il momento faccio questa agenda per me ma, non escludo nulla a priori, se mi trovo bene e trovo la giusta combinazione di informazioni e schemi da inserirci, potrei metterla a vostra disposizione il prossimo anno.

Se vi va di contribuire alla “costruzione” di questa agenda, siete liberissimi di inviarmi consigli, suggerimenti etc alla mail diariodiunamaestra@gmail.com e sarà per me un vero piacere annotarmi tutti i desiderata per costruire un’agenda che vada bene a tutti, da condividere con tutti.

Bene, ora torno alla mia agenda, a CANVA ed alla navigazione nel Web per scovare terre più o meno sconosciute.

Alla prossima, la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Senza categoria

(Dis)organizzazione

Come ogni estate da che sono diventata una maestra mi propongo massimo relax e finisco per prendermi diversi impegni entusiasmandomi dietro progetti che nemmeno so se riuscirò a realizzare.

Organizzazione o Disorganizzazione? Questo è il dilemma!Il problema è che anche se ci diciamo organizzati spesso scopriamo di essere l'esatto contrario e quindi? Come fare?
La mia agenda Steampunk. Assicuro che se pure comprata su Amazon profuma di cuoio.

L’Universo ha provato in tutti i modi a mandarmi segnali ben chiari su quello che dovrei fare, ma al mio solito li ignoro. Dall’adozione dell’allora cucciolissima Pixel, il mio cane delle praterie femmina tanto voluto e avuto dopo un’esperienza traumatica, fino alla scorsa estate, impegnata con un master di II livello e preparazione di un concorso nonché dieta, non mi sono fermata un istante. Pensavo che l’esito non felice della preselettiva del concorso da Dirigente fosse un chiaro segno che avessi tirato troppo la corda visto che ho perso la mia proverbiale lucidità che tanto mi aveva aiutata al concorso docenti, e probabilmente lo è, ma la resa non è nel mio DNA così, e così, con spirito degno della famigerata pesciolina Dory dell’animazione “Alla ricerca di Nemo”, mi son buttata in un corso di ambito organizzato da una scuola Polo, studio per lo scritto di un concorso che nemmeno farò solo per documentarmi ed ho ripreso a disegnare.

Cosa c’entra, direte voi, con l’organizzazione? Riflettendo bene su questa mia voracità di stimoli intellettivi, mi son resa conto con un velo di vergogna che in effetti ho peccato di organizzazione. Pecchiamo tutti, niente di strano, ma quello che mi rendeva un’ottima studentessa alle superiori ed in alcune materie all’Università era appunto una bella organizzazione di cui mi rendo conto solo ORA. Quando hai mille interessi diventa un problema gestire tutto, trovare il tempo e conciliare doveri e piaceri e, se manca l’organizzazione, si finisce di fare l’errore che ho fatto io per il concorso: gettarmi a capofitto nello studio matto e disperatissimo annullando completamente ogni altro interesse col risultato di uscirne sconfitta su tutta la linea. Mi rode?Si, mi rode e non sto a negarlo, ma non è il tema di questo articolo.

Forte della mia capacità di imparare almeno in parte dai miei errori e della mia bellissima agenda nuova (scusatemi sono davvero fiera del mio acquisto), nonché della mia stampante laser da casa presa ad un prezzo accettabile, ecco che mi sono fatta una “scaletta” piuttosto flessibile di impegni quotidiani cui ispirarmi senza prenderla troppo rigidamente.

  • Tot pagine di quel libro, tot pagine dell’altro, tot pagine di un altro ancora e finite quelle sono a posto. Su quelle non si deroga, posso farle mattino, pomeriggio o sera a seconda, ma quelle van fatte e se magari ne scappa qualcuna di più perché l’argomento mi appassiona…meglio.
  • Almeno 30 minuti di attività fisica al giorno, che sia cardio o pesi chissene, ma è sostenibile. Onestamente ho provato a farne anche 40 o 50 ma quando lavoro poi diventa pesante ergo…meglio 30 minuti. No stress e fa bene al corpo.
  • 1 puntata di un podcast a piacere, di quelli che rilassano. Ho l’abbonamento a Podcast Addict che effettivamente offre una buona scelta anche se poi ascolto sempre gli stessi.
  • 1 disegnino sul mio diario disegnato!

Il resto è liberissimo, dal videogioco all’appuntarsi le idee per un progetto o documentarsi su cose per proprio diletto o per la scuola…se piace, perché no?

Ad aiutarmi in questa impresa, oltre la mia buona volontà che sfrutto finché dura, c’è Canva. Se non ve ne ho parlato di sicuro qualcuno lo conosce o ne avrà sentito parlare o anche lo avrà usato direttamente. Canva permette di creare di tutto, dal merchandise personalizzato, che mi risulta si possa anche ordinare, alle agende, presentazioni etc. Ma torniamo alla nostra organizzazione. Prefissarsi degli obiettivi è un ottimo punto di partenza, organizzare il proprio tempo può sembrare inquietante, facendoci sentire un po’ “Furio”, il famoso personaggio di Verdone, però aiuta molto a gestire tutto senza stress, quindi migliora anche la qualità del sonno. Ma una volta che avete organizzato il tempo, non fatevi venire l’ansia per il rispetto di una scaletta che voi stessi avete fatto, datevi un margine di flessibilità. Concedetevi di “sgarrare”, modificate anche temporaneamente e derogate, insomma la scaletta deve essere un canovaccio, non un copione da seguire pedissequamente, lasciatevi lo spazio e la possibilità dell’improvvisazione.

Non posso garantire per tutti, ma posso assicurarvi che per me i benefici si sono sentiti dopo la prima settimana e si sono tradotti in:

  • Migliore qualità e quantità del sonno
  • Serenità e quini umore decisamente migliore
  • Cervello attivo quindi migliore produttività
  • Stress ridotto al minimo (spesa, bollette e altro ti aspettano, organizzazione o meno, ma li affronti diversamente)
  • Migliore capacità di concentrazione e memoria (che si collega al Cervello attivo)

Siamo animali e se la routine nell’immaginario comune uccide, sappiate che quando siamo noi a organizzarci e stabilire una nostra routine diventa piacevole, così come diventa piacevole anche uscirne di tanto in tanto.

Per questo Venerdì è tutto, direi che vi ho annoiati a sufficienza pertanto torno alla mia routine e vi auguro…buona organizzazione.

La vostra

Maestra Imperfetta