Come ogni estate da che sono diventata una maestra mi propongo massimo relax e finisco per prendermi diversi impegni entusiasmandomi dietro progetti che nemmeno so se riuscirò a realizzare.

L’Universo ha provato in tutti i modi a mandarmi segnali ben chiari su quello che dovrei fare, ma al mio solito li ignoro. Dall’adozione dell’allora cucciolissima Pixel, il mio cane delle praterie femmina tanto voluto e avuto dopo un’esperienza traumatica, fino alla scorsa estate, impegnata con un master di II livello e preparazione di un concorso nonché dieta, non mi sono fermata un istante. Pensavo che l’esito non felice della preselettiva del concorso da Dirigente fosse un chiaro segno che avessi tirato troppo la corda visto che ho perso la mia proverbiale lucidità che tanto mi aveva aiutata al concorso docenti, e probabilmente lo è, ma la resa non è nel mio DNA così, e così, con spirito degno della famigerata pesciolina Dory dell’animazione “Alla ricerca di Nemo”, mi son buttata in un corso di ambito organizzato da una scuola Polo, studio per lo scritto di un concorso che nemmeno farò solo per documentarmi ed ho ripreso a disegnare.
Cosa c’entra, direte voi, con l’organizzazione? Riflettendo bene su questa mia voracità di stimoli intellettivi, mi son resa conto con un velo di vergogna che in effetti ho peccato di organizzazione. Pecchiamo tutti, niente di strano, ma quello che mi rendeva un’ottima studentessa alle superiori ed in alcune materie all’Università era appunto una bella organizzazione di cui mi rendo conto solo ORA. Quando hai mille interessi diventa un problema gestire tutto, trovare il tempo e conciliare doveri e piaceri e, se manca l’organizzazione, si finisce di fare l’errore che ho fatto io per il concorso: gettarmi a capofitto nello studio matto e disperatissimo annullando completamente ogni altro interesse col risultato di uscirne sconfitta su tutta la linea. Mi rode?Si, mi rode e non sto a negarlo, ma non è il tema di questo articolo.
Forte della mia capacità di imparare almeno in parte dai miei errori e della mia bellissima agenda nuova (scusatemi sono davvero fiera del mio acquisto), nonché della mia stampante laser da casa presa ad un prezzo accettabile, ecco che mi sono fatta una “scaletta” piuttosto flessibile di impegni quotidiani cui ispirarmi senza prenderla troppo rigidamente.
- Tot pagine di quel libro, tot pagine dell’altro, tot pagine di un altro ancora e finite quelle sono a posto. Su quelle non si deroga, posso farle mattino, pomeriggio o sera a seconda, ma quelle van fatte e se magari ne scappa qualcuna di più perché l’argomento mi appassiona…meglio.
- Almeno 30 minuti di attività fisica al giorno, che sia cardio o pesi chissene, ma è sostenibile. Onestamente ho provato a farne anche 40 o 50 ma quando lavoro poi diventa pesante ergo…meglio 30 minuti. No stress e fa bene al corpo.
- 1 puntata di un podcast a piacere, di quelli che rilassano. Ho l’abbonamento a Podcast Addict che effettivamente offre una buona scelta anche se poi ascolto sempre gli stessi.
- 1 disegnino sul mio diario disegnato!
Il resto è liberissimo, dal videogioco all’appuntarsi le idee per un progetto o documentarsi su cose per proprio diletto o per la scuola…se piace, perché no?
Ad aiutarmi in questa impresa, oltre la mia buona volontà che sfrutto finché dura, c’è Canva. Se non ve ne ho parlato di sicuro qualcuno lo conosce o ne avrà sentito parlare o anche lo avrà usato direttamente. Canva permette di creare di tutto, dal merchandise personalizzato, che mi risulta si possa anche ordinare, alle agende, presentazioni etc. Ma torniamo alla nostra organizzazione. Prefissarsi degli obiettivi è un ottimo punto di partenza, organizzare il proprio tempo può sembrare inquietante, facendoci sentire un po’ “Furio”, il famoso personaggio di Verdone, però aiuta molto a gestire tutto senza stress, quindi migliora anche la qualità del sonno. Ma una volta che avete organizzato il tempo, non fatevi venire l’ansia per il rispetto di una scaletta che voi stessi avete fatto, datevi un margine di flessibilità. Concedetevi di “sgarrare”, modificate anche temporaneamente e derogate, insomma la scaletta deve essere un canovaccio, non un copione da seguire pedissequamente, lasciatevi lo spazio e la possibilità dell’improvvisazione.
Non posso garantire per tutti, ma posso assicurarvi che per me i benefici si sono sentiti dopo la prima settimana e si sono tradotti in:
- Migliore qualità e quantità del sonno
- Serenità e quini umore decisamente migliore
- Cervello attivo quindi migliore produttività
- Stress ridotto al minimo (spesa, bollette e altro ti aspettano, organizzazione o meno, ma li affronti diversamente)
- Migliore capacità di concentrazione e memoria (che si collega al Cervello attivo)
Siamo animali e se la routine nell’immaginario comune uccide, sappiate che quando siamo noi a organizzarci e stabilire una nostra routine diventa piacevole, così come diventa piacevole anche uscirne di tanto in tanto.
Per questo Venerdì è tutto, direi che vi ho annoiati a sufficienza pertanto torno alla mia routine e vi auguro…buona organizzazione.
La vostra
Maestra Imperfetta