Pubblicato in: diario di una maestra, strumenti per docenti

I veri strumenti per docenti

Anni fa, nel 2017, appena entrata nel Sistema di istruzione, ho partecipato con sincera convinzione ad un seminario sulle responsabilità del personale docente. Avevo già intuito in qualche modo, forse, quello che sarebbe stato utile per la professione tanto quanto la preparazione teorica alla didattica (perché diciamocelo pure fuori dai denti, il concorso è teoria).

Il seminario è durato due, forse tre ore in cui il relatore, proveniente dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR per i non addetti che leggono…se ce ne sono)ha riempito di nozioni, riferimenti normativi e legislativi di cui, diciamolo pure fuori dai denti, alla fine non ricordavi nemmeno la metà. Lì cominciavo a farmi un’idea di quello che poi mi ha portato oggi a scrivere questo articolo.

Nei successivi anni mi sono resa conto, osservandomi attorno ed interagendo con varie tipologie di colleghi/e, che molte conoscenze vanno perdendosi divorate dai ritmi quotidiani, dalle varie problematiche che via via emergono nel corso dei giorni, mesi e poi anni di insegnamento e finisce che, pur essendo fondamentali certe conoscenze, le dimentichi (alcune in realtà nemmeno sono richieste anche se fondamentali).

Fate un piccolo esperimento: chiudetevi al buio, buio completo, in una stanza che conoscete bene e in cui ci siete stati più volte e provate a fare una passeggiata all’interno. Conoscete la disposizione dei mobili e sapete come arrivare a quello o quell’altro, ma sapete che magari, se siete dalla porta, che quel mobile è a sinistra e quell’altro a destra, ma se provate ad aprire l’armadio, ammesso ci riusciate alla prima e senza andare a tentoni, non saprete abbinare i colori né scegliere cosa mettervi e molto probabilmente scontrerete contro qualcosa perché vi eravate scordati che era lì troppo intenti a raggiungere qualcosa nel tentativo di dimostrarmi che avevo torto (per cosa? Non lo so, ma è un meccanismo umano).

Ecco, se lo avete fatto avete capito cosa vive quotidianamente un docente medio. Per docente medio intendo un docente che non è formato adeguatamente sulla normativa scolastica.

Obiezione che anticipo perché l’avrei fatta anche io anni fa. Il mio intento non è dare degli ignoranti o insultare l’intelligenza dei colleghi insegnanti di tutti gli ordini e gradi, bensì fare una riflessione attenta su un aspetto poco curato della formazione dei docenti. Abbiamo tante cose di cui occuparci, vero, ma se noi per primi non conosciamo i confini in cui ci muoviamo, come possiamo lavorare serenamente? Come possiamo educatamente ribattere ad alcune questioni sollevate dai genitori? Come possiamo tutelarci da eventuali (non è detto che ce ne siano) deliri o forzate interpretazioni normative di Dirigenti scolastici? Informarci e formarci in tal senso può accendere la luce nella stanza. Certo, sappiamo già che i mobili presenti son quelli e dove sono, ma non sbatteremo più il mignolo del piede contro uno spigolo (e sapete che tanto succede anche se conoscete quella stanza a menadito, a volte anche con la luce accesa).

Sapere è Potere! Quante volte lo abbiamo sentito dire? Mai? Io l’ho sentito dire molte volte e spesso non ho compreso questa frase e più spesso l’ho relegata al sapere scolastico relegato alle materie di insegnamento o alla cultura personale in altri ambiti che mi appassionano. Mai come in questi anni di studio per il concorso, e l’osservazione diretta, ho davvero compreso e, di conseguenza, preso piena consapevolezza del significato profondo di questa affermazione.

Il potere in questo caso non è solo possibilità di muoversi in una direzione o nell’altra, poter fare qualcosa, e nemmeno Potere inteso come autorità sull’altro, ma va inteso come conoscenza dei limiti, dei diritti (e doveri) della propria professione per evitare abusi che si perpetrano spesso per ignoranza personale e/o altrui del “recinto” in cui ci si può muovere e le regole del gioco. Conoscere ci permette di comprendere e comprendere ci permette di muoverci con sicurezza in un ambiente complesso salvaguardando i propri diritti rispettando i nostri doveri.

Non è mia intenzione essere polemica, e non va inteso in questo senso questo intervento, ma ho avuto modo di osservare che più o meno inconsciamente in tutti gli ambienti lavorativi ci sono atteggiamenti tendenti alla prevaricazione, a volte per convinzione, altre per natura personale e dinamiche sociali dovute anche a caratteristiche individuali, altre volte semplicemente perché, detta alla Hobbes, homo homini lupus ed è terribilmente umano cercare di “comandare”. Ebbene, qualsiasi carattere tu abbia, qualsiasi grado di istruzione, qualsiasi caratteristica personale ti spinga a pensare di non essere all’altezza (o di esserlo troppo) informati! Abbiamo la conoscenza a portata di clic e basta aprire un motore di ricerca e cercare su Normattiva, Tuttoscuola, Professione Insegnante o anche solo i sindacati della scuola quali la Gilda (per non citare sempre i soliti). Non abbiate paura ed informatevi, vi auguro di scoprire che mai nessun torto vi sia stato fatto, ma probabilmente scoprirete che qualche fregatura ve la siete presa perché non sapevate.

Da quando ho iniziato a studiare per il concorso da DS mi sono domandata più volte come mai certi argomenti non venissero mai affrontati nei corsi di formazione, non escludo a priori che mi siano sfuggiti corsi che preparavano in tal senso, ma ho qualche dubbio a riguardo. Successivamente, parlando con colleghe ed ascoltandole, mi sono resa conto che è più facile chiedere al sindacalista della scuola che stare a spulciare nel marasma di siti che dicono tutto e il contrario di tutto. Ho pensato di poter sfruttare questo canale, ancor più che comincia ad avere un discreto numero di follower, per “aiutare”, riflettere insieme e divulgare ma mi ha sempre frenata il timore di dire castronerie nonostante la preparazione, forse fin troppo consapevole della mia fallibilità. Insomma alla fine, non ve lo nego, ho cercato e trovato collaborazione in un sindacato (non storcete il naso per cortesia, non ora almeno) forse meno mainstream ma molto efficace a mio modesto parere e molto meno schierato di altri.

Da qui nasce il progetto di una pagina dedicata ai “vostri” casi, che siate insegnanti, genitori, studenti o dirigenti (perché no?).

La regola è semplice: inviate una mail con la descrizione possibilmente onesta e dettagliata del vostro “caso” da sottoporre, che sia un evento accaduto, una circolare diramata a scuola o altro a diariodiunamaestra@gmail.com ed io la pubblicherò senza riferimenti che possano richiamare alla vostra identità o alla scuola in questione in versione romanzata e favoleggiante. Ad affiancarmi e commentare il caso ci sarà un sindacalista della Gilda degli insegnanti (ma non temete, se siete genitori o studenti mi metterò nei vostri panni). Questo è un inizio, come si svilupperà dipenderà solo da voi.

A presto, la vostra

Maestra Imperfetta