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Quando non hai voce…racconta con le immagini

Lavorando sui contenuti del blog ho scoperto questo articolo nelle Bozze mai pubblicate e non so come mai, ero convinta di averlo pubblicato onestamente. In ogni caso, l’articolo è stato scritto il 16 Marzo e, non risultandomi tra i pubblicati, lo propongo…o lo ripropongo.

In questi giorni di ozio forzato, a casa perché lo strumento fondamentale di ogni maestra (la voce) è venuto a mancare, non sono riuscita a star ferma per nulla e anche se non ho potuto produrre video come mi sarebbe piaciuto, comunque ho avuto modo di riflettere e buttar giù idee.

Quando non hai voce farsi capire è durissima, io sono avantaggiata, stando a quanto dice il mio partner, da una mimica facciale ed una espressività corporea che da sempre mi è valsa la simpatia e l’ilarità di molti. Ma se non si ha questa mimica, se non si può esprimersi con le parole, siamo davvero ingabbiati? No!

Quando tornerò a scuola farò certamente tesoro di questo per insegnare una piccola attività utile e trasversale giacché coinvolge anche una narrazione fatta non solo di parole, ma dove le parole accompagnano, ma sono superflue. Dove occorre programmare quel che si deve raccontare, valutare i momenti importanti e dividere lo spazio foglio. E’ un’attività che puù venir utile sia per fare in seguito fumetto, ma anche per la stop motion e video…e via dicendo. Ma veniamo al dunque!

ATTIVITA’ DIDATTICA – RACCONTA LA TUA GIORNATA CON I DISEGNI

Facciamo su una lista di azioni che abitualmente si eseguono durante la giornata tipo

Così sono tante (ovviamente potete divertirvi a essere più o meno specifici)

PROBLEMA- abbiamo uno spazio limitato nel foglio (facciamo un foglio A5, ossia metà A4) e dobbiamo scegliere dalle 6 alle 12 vignette al massimo, tra quelle più rappresentative. Basti ricordare che si possono scegliere liberamente quante vignette mettere, a discrezione dell’insegnante, o anche delle cose ritenute importanti o trascurabili. A me sono uscite 9 cose

Me ne sono uscite 9, levando ovviamente cose ripetitive o scontate come far lezione due volte. Non ho levato i pasti perché occorre puntare, almeno secondo me, sul fatto che sono momenti importanti della giornata per due motivi: convivialità e socializzazione e per energie e crescita.

Sul giocare alla play station ovviamente dipende dal bambino, io ho immaginato un bambino, ma poi ognuno potrebbe rivelare curiose e differenti abitudini.

Ora passiamo alla fase due, quella più divertente, dividere il foglio, A4 o A5 in tante vignette quante sono le azioni. Tenete (e fate) presente che la grandezza delle vignette sarà proporzionata alla quantità

meno vignette= vignette più grandi

maggiore il numero di vignette = vignette più piccole.

Ho diviso in 9 vignette su un foglietto A5
Il mio disegno di una giornata da bambina

Ho provato a riprodurre su un Foglio A5 l’esempio di come “dovrebbe” (con un condizionale mooolto condizionale) il lavoro.

Il brainstorming permette loro di avere una linea temporale da seguire e comprendere la sequenzialità, il prima e il dopo, oltre a riassumere la giornata.

Quando sono tornata a parlare (con cordoglio del mio partner e dei miei cari) ho proposto l’attività ai miei alunni. Sulle prime, al solito, erano dubbiosi, altri curiosi, alcuni annoiati, ma quando hanno cominciato a disegnare dentro le vignette la loro perplessità si è sciolta come neve al sole.

Ora che ci penso potrei riproporlo ma con inglese, mettendo le didascalie vignetta per vignetta delle attività svolte in inglese…

Erano contenti del lavoro prodotto, anche se ho fatto colorare con le matite colorate. Ho riproposto la stessa attività per riassumere il film “Hook: capitan Uncino” e lo han trovato divertente, oltre che utile per ricordare il film. Ma questa è un’altra attività di cui ho già parlato…che sia per questo che non avevo pubblicato poi questo articolo? Bah!

Alla prossima attività, o articolo, o bozza dimenticata

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

IMPARIAMO A DISEGNARE CON I DOODLEs

Primo anno di insegnamento, una prima, una bimba di sei anni uno dei primi giorni di scuola mi disse “no maestra non voglio disegnare” 

Io sospiro e domando “perché non hai voglia?” 

Lei ci pensa un poco su e poi mi guarda con aria da cane bastonato “perché io non so disegnare” 

Puoi dirgli tutte le belle parole e frasi ad effetto che vuoi, ma non servirà. Occorre pratica! L’ho chiamata alla lavagna, le ho dato un gessetto in mano e le ho dato piano piano le istruzioni per disegnare alcune forme geometriche…risultato: un pulcino! La meraviglia nei suoi occhi era commovente e da allora non ha più avuto paura di provare ciò che non sapeva. 

oggi sono in vena di parlare di uno stile di disegno chiamato “doodle”. Il Doodle è un tipo di disegno molto semplice, simile ad uno scarabocchio, fatto mentre la testa è occupata in altro, ed è principalmente composto da linee a casaccio che formano disegnini molto semplici. Qualcuno deve essersi reso conto che il prodotto finale è accattivante ed è diventato uno stile vero e proprio.

Ma la parola “doodle” ha origine nel secolo XVII ed indicava un folle o uno con molta poca intelligenza (ritardo mentale probabilmente). Nel secolo XVIII la parola assume il significato di “far impazzire per qualcosa”. Nel 1930 assume il suo significato attuale derivante dal verbo “dawdle” che significa “trastullarsi”, “gingillarsi”, “ciondolare”.

EFFETTI SULLA MEMORIA
Secondo studi pubblicati sul Applied Cognitive Psychology, questo tipo di disegno aiuta la memoria purché non si spenda energia nel farli. Se si vuole fare “doodling” non bisogna prestare attenzione a ciò che si disegna, o, per meglio dire, l’attenzione prestata deve essere marginale. Scarabocchiare aiuta a mantenere l’attenzione sul presente.Lo studio è stato condotto dalla professoressa Jackie Andrade, della School of Psychology dell’Università di Plymouth. Coloro che disegnavano doodles hanno richiamato 7,5 informazioni (su 16 in totale) in media, il 29% in più rispetto alla media di 5,8  del gruppo di controllo composto da chi non disegnava doodles.

COME SI FA?  Non serve essere grandi artisti nè avere doti di disegno per fare dei doodles. Probabilmente con un poco di pratica ti ci appassioni pure e ti viene naturale farli. Su Pinterest si trovano tantissimi esempi per doodles, basta cercare “Doodle” e ti compare un mondo di disegnini facili da fare e far fare ai nostri bambini di qualsiasi età.

HALL OF FAME – FAMOSI SCARABOCCHIATORI
Nella storia ci sono “doodlers” illustri…l’ho scoperto documentandomi un poco per questo post.  Alexander Pushkin ne faceva uso e abuso di doodles a margine riguardando amici, piedi e mani…

Anche Samuel Beckett pare fosse un doodler 

John Keats pare che facesse i suoi doodles a margine degli appunti medici… Sylvia Plath Il nobel per la letteratura Rabindranath Tagore pare facesse doodles sui suoi manoscritti.  Anche tre presidenti americani sono dei doodlers: Jefferson, Reagan e Clinton, sembra avessero l’abitudine di fare doodles durante le riunioni, convegni e congressi, ed erano conosciuti per questo. 

Ok tutto bello, ma come faccio io che non so tenere nemmeno una matita in mano?

Non ti preoccupare, è facilissimo!

Premesso che su Pinterest si trovano tantissimi esempi di doodles, facilissimi e divertenti, ricordo che gli unici strumenti di cui abbiamo bisogno è la nostra mano, una penna (si si penna, non matita o cancellate troppo) e un foglio e poi dobbiamo solo osservare e copiare, copiare copiare e copiare ancora.

I doodles altro non sono che semplificazione di oggetti che abbiamo attorno alle loro forme. Un limone sarà un’ellisse, una fetta di lime o di anguria sarà un semicerchio, un vaso altro non è che un tronco di cono e così via.

nell’immagine sopra, presa da Pinterest, potete vedere un esempio utile del procedimento per disegnare qualche doodle (e spiegarlo anche ai bimbi).

Possiamo esercitarci riempiendo una pagina di disegnini di oggetti per tema, e di temi ce ne son tanti, dalle piante grasse, agli oggetti della cucina, gli oggetti di scuola e così via. Io mi son divertita a fare una cosa del genere con l’argomento cucina.

Come vedete non è difficile. Ho fatto questa attività con i bambini, ma con i cappelli! Sul quaderno ho fatto scrivere il titolo e la data e poi via di suggerimento sui cappelli da disegnare tra quelli che conoscevano.

Hanno avuto ragionevoli e comprensibili difficoltà col cappello da Capitan Uncino, ma sono stati bravissimi. Regolette per i doodles?

  1. Non devono essere precisi nè dettagliati
  2. Vanno fatti divertendosi
  3. Niente paura, come viene viene, l’obiettivo è rilassarsi. Paradossalmente è proprio così che vengono bene le cose.

E voi insegnanti? Pronti a disegnare doodles? Ebbene andate su Pinterest, digitate “doodles” e sbizzarritevi a riempire quaderni, agende, diari con disegnini semplici ed accattivanti.

Alla prossima

La vostra

Maestra Imperfetta

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Arte con la zia…maestra- Il monte Fuji

Nel secondo laboratorio del Giovedì pomeriggio con la nipotina, assieme al ramo di fiori di ciliegio sul sole rosso, abbiamo fatto anche il monte Fuji. Ammetto che ho preso ispirazione dal maestro Hokusai e una delle sue 36 vedute del monte Fuji.

Hokusai Katsushika - 36 Views of Mount Fuji - artelino
Veduta del monte Fuji di Hokusai

Il lavoro è più semplice di quanto si pensi ma non identico all’originale cui mi sono ispirata, questa volta occorre avvisare che….si può mescolare il colore direttamente sul foglio!Come? Seguitemi

Occorrente:

foglio di cartoncino (bello spesso)

scotch di carta (importantissimo)

tempere blu, bianco, rosso, giallo

pennello

scottex

piattino e bicchiere di plastica

acqua

un foglio di carta di giornale o della plastica per non sporcare la superficie sottostante.

Pronti? Procediamo!

creare la nostra cornice con lo scotch di carta

Possiamo usare uno scotch meno spesso (anzi, sarebbe consigliabile). Maggiore è la dimensione dello scotch, minore sarà lo spazio in cui lavorare (e sappiamo bene che i bambini hanno problemi nella gestione dello spazio).

mescolare blu e bianco per ottenere un azzurro desiderato

col pennello dipingere di azzurro 3/4 dello spazio.

lavare il pennello e asciugarlo

aspettare che il colore sia asciutto.

Creare il marrone mescolando rosso, giallo e blu.

A foglio asciutto, dipingere col marrone, partendo dal basso verso l’alto, un cono senza punta tenendosi sulla destra del quadretto. Lasciare libero un poco di spazio in basso a sinistra

Inizialmente ho fatto il contorno col pennello e poi ho riempito col colore.

Ora lava il pennello, asciuga con lo scottex.

Mescoliamo giallo e blu per ottenere il verde, aggiungendo del bianco se lo vogliamo più chiaro.

Col pennello dipingere la striscia bianca sulla sinistra andando anche sopra un poco di marrone della montagna. Se il colore non è completamente asciutto meglio ancora, si mescolerà un poco dando un effetto piacevole. Non preoccuparti di avere tanto colore sul pennello, anche se si secca non è un problema.

Dai piedi della montagna stendi il colore dal basso verso l’alto ma non su tutta la montagna, arriva al massimo a metà.

Nel mio quadretto sono andata a pennellate piene di colore sulla sinistra proseguendo verso l’alto man mano che il colore si seccava sul pennello. Ho voluto fare pennellate a secco e, sempre a secco, dare due colpetti di verde sulla destra.

lava il pennello, asciuga con lo scottex.

Metti un poco di bianco sul piattino e, col pennello, anche se il marrone non è completamente asciutto, stendere il bianco dalla cima della montagna verso il basso. Non deve coprire il monte ma solo un poco di cima. Anche qui va benissimo se si sporca un poco il bianco col marrone sottostante, l’importante è che le pennellate vengano date dall’alto verso il basso.

Lavare il pennello ed asciugare.

Ora, stropicciamo ben bene un pezzo di scottex pulito e intingiamolo nel bianco.

Picchiettiamo con la parte di scottex stropicciato intinta nel bianco il foglio dove c’è il cielo. Otterremo delle nuvole.

Aspettiamo che asciughi (nel frattempo mettiamo in ordine l’armamentario).

Leviamo lo scotch e….voilà

Ed l’opera della nipotina è persino più bella:

l’opera originale dell’artista Helena

La mia nipotina era entusiasta del risultato. Considerando che la gestione dello spazio sul foglio non è facile per i bambini della sua età, e gli ho chiesto in effetti forse troppo, sono pienamente soddisfatta anche io del lavoro svolto.

Se qualcuno vuole provare o ha provato in classe questo lavoro e vuol mandarmi i propri risultati sarò felice di pubblicarli nella Gallery, sarà sufficiente inviarmeli a diariodiunamaestra@gmail.com.

Non siate timidi, inviate, commentate, confrontiamoci…

La vostra

Maestra Imperfetta

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Arte con la zia…maestra – andiamo in Giappone

Premessa doverosa da fare è che ogni sessione di “Arte con la zia Chicca” (ebbene si, in famiglia mi chiamano Chicca) dura almeno un’ora e mezza, a volte due, quindi questo comporta che in un’unica sessione facciamo anche due o tre lavori alla volta. Forse vi chiederete “come?”, e io rispondo…semplicissimo, mentre si asciuga un lavoro, iniziamo un altro.

Questa volta abbiamo affrontato il Giappone producendo ben due quadretti totalmente diversi, uno con i fiori di ciliegio e l’altro con il monte Fuji.

Riflettendoci un poco ho ritenuto opportuno mettere un tutorial alla volta.

La mia nipotina come sempre è stata perfetta, vigile, attenta e scrupolosa, chiedendomi di farle vedere passo per passo ogni cosa. Mi sento veramente sciocca a doverlo ammettere solo ora, ma credo che comincerò di fare la medesima cosa in classe. Non guidarli solamente, ma fare assieme.

Comincio dunque dai fiori di ciliegio.

Ho raccontato a mia nipote che mi era venuta la fissazione per il Giappone e per i fiori di ciliegio che dipingono i paesaggi di rosa (colore molto amato da lei).

Occorrente:

foglio di cartoncino spesso

matita

pennello

piattino e bicchiere di plastica

scottex

colori a tempera : nero, rosso, bianco e giallo

coton fioc

SI INIZIAAAAAA

col piattino (o col bicchiere) fare un bel cerchio rosso al centro del foglio (fategli vedere come fare perché a sei anni non hanno tutti idea) con la matita.

Mettere del rosso su un piattino e col pennello colorare il cerchio.

Sulla destra l’opera in corso della mia piccola artista.

pulire il pennello nell’acqua ed asciugare con lo scottex.

Ora mettere del nero nel piattino (non tantissimo) e far vedere loro come fare un ramo con altri rametti più piccoli.

La piccola artista mi ha concesso la sua autorizzazione a pubblicare le sue opere.

una volta fatti gli altri rametti (non troppi o risulta solo confusionario) lavare il pennello ed asciugare.

Ora dobbiamo mescolare nel piattino rosso e bianco…otterremo il rosa.

Col Coton fioc intingere nel rosa e fare dei piccoli cerchi di 5 pallini ciascuno sui lati dei rami, anche andando sopra il rametto, non succede nulla.

Aspettiamo qualche secondo e usiamo il giallo mettendone poco nel piatto.

Con la punta pulita del coton fioc intingere nel giallo e fare un pallino al centro di ogni fiore.

Ecco che la nostra opera è finita. Semplice ma ad effetto. Se si vuole, si può ripassare il contorno del cerchio con un pennarello nero, ma questo è a gusto personale.

L’Artista ha dato una personalissima interpretazione dell’opera, ma si è dichiarata molto soddisfatta.

Mia nipote era veramente contenta di questa sua opera e si è dichiarata molto soddisfatta.

Se altri vogliono provare questa attività, inviate pure a diariodiunamaestra@gmail.com , aggiungendo se autorizzate o no a farmela pubblicare nella Gallery.

Al prossimo tutorial…

la vostra

Maestra Imperfetta

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Arte con la zia…maestra

Una o due settimane fa, non ricordo di preciso, mi è stato chiesto da mia sorella se mi andava di fare arte con una delle mie nipoti. Non ho nemmeno avuto bisogno di pensarci su per accettare, però ho avuto bisogno di vedere come incastrare i tempi. Stabilito il giorno e l’ora, abbiamo dato il via a questi….incontri.

Prima di iniziare l’attività mi sembra opportuno fare una piccola riflessione (tranquilli, potete saltarla se non vi va, non vi darò la nota su registro).

  • Legame affettivo. Io voglio bene a mia nipote e lei sembra volerne a me, questo legame affettivo, rafforzato probabilmente dal fatto che a lei piace dipingere e colorare e io, quale zia, dipingo e disegno, di certo aiuta molto. Insomma un legame affettivo, in questo caso zia-nipote, aiuta inevitabilmente l’apprendimento perché si viene ascoltati maggiormente. Il bambino è più attento.
  • L’ambiente. Mia nipote era a casa sua, nel suo, chiamiamolo così per rendere maggiormente l’idea, “habitat”. Casa sua è il suo nido, il luogo dove nulla di male può succederle e circondata di affetto e cure, pertanto non c’è tensione, in un ambiente privo di tensione e conosciuto, lei era più serena e quindi più naturalmente incline ad ascoltare ed eseguire il lavoro.
  • Il numero. Il rapporto numerico uno a uno è privilegiato, non neghiamolo, ed in classe è impossibile ottenerlo. Con ciò non sono a favore dell’home schooling, ma è innegabile che se faccio il lavoro solo con lei, in un’ora di attività si ottiene molto di più perché c’è meno confusione attorno, meno rumore e quindi meno distrazioni.
  • L’attività di per sè. Arte sappiamo bene che aiuta ad entrare in sintonia con i bimbi. A tale proposito cito un divertente scambio, letto nel libro di Danny Gregory “the creative license”.:

“Quando mia figlia aveva 7 anni mi ha chiesto, un giorno, cosa facessi per lavoro. Le ho detto che lavoro al college e che consisteva nell’insegnare alla gente a disegnare”. Lei ha sgranato gli occhi e mi ha guardato incredula dicendo “vuoi dire che lo hanno dimenticato?”

Howard Ikemoto

  • Ultima riflessione, ma non meno importante, il ritmo e linguaggio usati. Ho detto a mia nipote “hai mai visto un vaso? No? Fai una riga lunga su, una corta giù e le unisci” …facendole vedere come avevo fatto io. Stessa cosa per il cactus. Tempo, ritmo, esempio e linguaggio sono elementi fondamentali e, strano a dirsi, ma spesso me ne dimentico pure io quando insegno a dipingere ai bambini.

Con mia nipote avevo molti vantaggi dalla mia, ma in classe il tempo è quello che spesso manca. Comuqnue, ciancio alle bande e via di attività.

Il mio risultato! Ho notato che fare assieme il lavoro è utile anche per i bambini.
Ebbene si, c’è una notevole confusione sulla mia scrivania!

Occorrente:

scotch di carta

Cartoncino spesso (180gr o superiore)

tempere colori primari (giallo, rosso e blu)

Pennelli

bicchiere d’acqua, scottex e piattino di carta

Pennarello nero

Divertimento (non deve mancare, meglio se ci si aggiunge un pizzico di fantasia).

qui ho usato uno scotch molto grosso, ma potete usare la misura che preferite.

Con lo Scotch di carta fare una cornice al foglio attaccando ai 4 lati e dividere con un pezzo di scotch la cornice in due parti.

Spiegare ai bambini che il pennello va sempre lavato e asciugato quando si cambia colore.

Su un piattino di carta mettere un poco di rosso. Prenderlo col pennello e disegnare con questo un vaso (niente matita sotto, sanno farlo, così si abituano ad acquisire maggiore confidenza con le forme geometriche).

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Nel piattino mescolare in un altro angolo blu e giallo per ottenere il verde.

Col verde fare una palla, attaccata al vaso.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Nel piattino mescolare in un altro angolo rosso e giallo per ottenere l’arancione.

Adesso colorare tutta la cornicetta a sinistra di arancione.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Aspettare che si asciughi tutto.

Una volta asciutto mescoliamo nel piattino giallo, rosso e blu per ottenere il marrone e facciamo un vaso nell’area arancione, un vaso come abbiamo fatto nell’area senza sfondo.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Col pennello prendere il verde (se vi è avanzato del verde dal cactus precedente) e fare un’altra forma di cactus.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Aspettare che si asciughi.

Una volta asciugato tutto prendiamo il pennarello nero e seguiamo il contorno dei vasi, aggiungiamo anche una riga.

Sempre col pennarello nero aggiungiamo le spine al cactus. Io di solito faccio delle V, ma ho visto che mia nipote si trovava meglio con delle righette. In ogni caso il risultato è bello lo stesso.

Ho fatto fare delle piccole onde in basso ad indicare il terreno.

Togliamo lo scotch ed ecco che abbiamo due vasi di cactus, uno con sfondo e l’altro senza sfondo.

Adesso possiamo riflettere assieme ai bambini quale piace di più, quale dei due risulta più completo. Certamente quello con lo sfondo arancione ha un effetto più suggestivo di quello senza sfondo, ma anche senza sfondo può essere bello. Perché?

La mia adorata nipotina ha fatto un piccolo capolavoro vista l’età e devo ammettere che ha seguito alla perfezione le istruzioni. Nei momenti di asciugatura le facevo fare un altro lavoro, sempre con tempere e scotch, ma questo lo metterò la prossima volta.

A vantaggio di questo “esperimento” c’erano l’assistenza della mamma (mia sorella), i materiali disponibili che non ponevano quindi alcun limite ad entrambe e il rapporto affettivo, ma ritengo sia un’attività fattibilissima anche in classe.

Al prossimo articolo

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

Hokusai manga…

Katsushika Hokusai è stato un pittore e incisore giapponese, conosciuto principalmente per le sue opere in stile ukiyo-e. Ha avuto ben 30 nomi, Hokusai è solo il più famoso, ma nasce come Tokitaro, ed è nato a Tokyo nel 1760, nel periodo Edo.
Artista eccentrico e meticoloso, deve la sua fama principalmente alle stampe, nonostante rimase attivo nel campo della pittura come in quello della grafica. In una carriera lunga più di sessant’anni esplorò varie forme d’arte cimentandosi nella produzione di xilografie a soggetto teatrale, di stampe augurali a circolazione privata e, negli anni trenta dell’Ottocento, di serie paesaggistiche, come dimostrano le opere Vedute di ponti famosi, Cascate famose in varie province, Trentasei vedute del Monte Fuji, che riflette in parte un attaccamento personale al celebre vulcano.

La riconoscete? Si è proprio la famosissima Grande onda di Kanagawa ed è considerata tutt’ora il simbolo del Giappone.

Hokusai inizia a lavorare a 12 anni ed a 18 anni entra nello studio di un artista dell’Ukiyo-e, ossia, uno stile popolare allora che rappresentava il mondo nella sua quotidianità, di solito attori e cortigiane, ma anche altri personaggi. Ma Hokusai era troppo goloso ed assetato di stimoli e non si limitò alle xilografie giapponesi, iniziò ad esplorare altri stili artistici europei.

Ma Hokusai è un’abbreviazione di Hokushinsai , che significa “North Star Studio”. Egli era membro della setta buddista che vedeva la Stella Polare associata alla divinità Myoken, divinità raffigurata sopra un drago o una tartaruga e con una spada in mano. Il monte Fuji è stato collegato simbolicamente alla vita eterna (forse per questo lo hanno molto caro).

Quello che non si sa, forse, è che Hokusai può essere considerato uno dei papà del Manga. A 51 anni cambia nome e diventa Taito, cominciando a produrre manuali di disegno (allora non avevano la produzione odierna nè la facile reperibilità di immagini). Per i suoi studenti infatti ha prodotto circa 4000 schizzi di personaggi in diverse situazioni e posizioni da cui essi potevano copiare, un poco come facciamo noi disegnatori quando cerchiamo su pinterest o deviant art quei folli e santi che si fotografano in varie pose dinamiche o statiche, animali, piante e oggetti. Manga significa originariamente “schizzo, caricatura” , solo in seguito è diventato sinonimo di Fumetto (in particolare giapponese vista l’origine).

Hokusai manga

Su Amazon si trovano tranquillamente gli Hokusai manga, sia in edizione italiana che inglese, la prima è una selezione, la seconda dovrebbe essere la collezione completa (ma è più piccola di dimensioni e meno colorata…però costa la metà). Ricordate che, almeno nel secondo caso, vanno sfogliati da destra verso sinistra.

La cosa interessante di questi disegni è la dinamicità e semplicità di alcuni e la complessità comunque facile da riprodurre di altri. Sono disegni deliziosi e decisamente ispiranti.

Perché ho parlato di Hokusai? Perché un poco di storia che avvicina al fumetto, così vicino come stile al gusto di grandi e piccini, permette di allargare all’influenza che lo stile giapponese ha avuto sui pittori occidentali…

Per oggi è tutto, ma posso anticipare che sto studiando come fare un’opera…alla Giapponese.

La vostra..

Maestra molto imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

AFRICA…in Toto

Nah non c’entra niente la canzone, o meglio c’entra perché mi piace e mi ha ispirata (e mi ispira ancora). Sul libro che consiglio vivamente Artisti in Erba di Fiona Watt (ed Usborne), ho trovato un interessante tutorial che ho sentito assolutamente il bisogno di provare a fare da sola, per vedere se possibile proporlo ai bimbi.

Ebbene…si può fare (come urlava entusiasta il dott Frankenstin- cit Frankenstein Jr).

sappiate che compro questi materiali dai cinesi, per sperimentare con materiali dai costi contenuti.

Prima cosa …gli ingredienti!

Colori acrilici e tempere (a scelta, puoi anche mescolare se ti aggrada, io mi baso su quel che si ha a scuola e in casa). Ho usato principalmente: terra d’ombra, terra di siena, rosso e giallo. Bianco e nero li tengo a portata solo per schiarire o scurire.

Pennelli

coton fioc (almeno due)

cartoncino spesso

scotch di carta.

Carta di giornale (per evitare di farsi insultare dai collaboratori scolastici o per sporcare la propria scrivania, a scelta).

1-Fare una “cornice” grossolana con lo scotch di carta sul cartoncino

Lo scotch era piuttosto grosso quindi mi è venuta un’area piccola dove lavorare, ma va bene lo stesso.

2- mescolare rosso e giallo per ottenere un arancione (non importa se più scuro o più chiaro, quello sta a gusto personale). Una volta ottenuto l’arancione che piace, passalo sull’area, non importa se si va sopra lo scotch.

questo è su un altro quadernone, quindi non c’è lo scotch, ma il risultato comunque è questo, se si vedono le pennellate va bene lo stesso, se non le volete vedere date un’altra passata quando asciutto.

3- Disegnare una sagoma che andrà colorata di nero. Io ho scelto l’elefante. Se non ti senti sicuro/a di disegnare a mano libera (comunque da fare a matita prima), prova a ricalcare su un foglio una sagoma di animale, che sia leone, giraffa, elefante o serpente, ritagliala e posala sul foglio per poi ricalcarne i contorni. Non deve essere particolareggiata, basta la sagoma.

La sagoma dell’animale andrà colorata interamente di nero, potrebbero servire più mani di colore.

Ho voluto colorare di bianco le zanne, ma non è obbligatorio.

4- In un piattino metti una goccia di terra di siena, una di color terra bruciata e una goccia di bianco. Con i Coton fioc intingi una punta in uno dei colori e comincia a decorare il disegno sia dentro che nello sfondo.

Attenzione, ogni testa del coton fioc dovrà essere usata per un solo colore, non mescolarli.

Mi son divertita a fare qualche riga di contorno con il pennello intinto nel colore terra di siena

5- Aspetta che il colore si sia asciugato e…leva lo scotch con calma.

Ed ecco il risultato!

Si può fare con qualsiasi sagoma, ma io suggerisco un animale africano visto che richiama molto quelle atmosfere. Si possono usare tuttavia altri colori e altre sagome. Le sagome hanno il vantaggio che forse per i bambini sono più facili e noi possiamo preparargliele. Il risultato è semplice e ad effetto.

Un’interessante variante potrebbe anche essere riprodurre delle foglie autunnali ed usare colori autunnali. Hai delle varianti da proporre? Scrivimi a diariodiunamaestra@gmail.com e le pubblicherò volentieri, meglio ancora se allegherai un tuo lavoro (ovviamente metterò nome dell’autore e i dati che vorrà veder pubblicati).

Qualche sbavatura secondo me donerà un che di artistico, ma è un mio parere.

Non vedo l’ora di tornare a scuola per poter mettere in pratica e mostrarvi i capolavori dei miei bambini. Bacioni infetti da

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., opinionibus

No Mente!

Non significa che non devi raccontare bugie, nemmeno che qualcuno o qualcosa non racconta bugie.

“No mente” è un mantra che ho sentito nel film “L’ultimo Samurai” con Tom Cruise (2003). In questo villaggio uno dei pochi samurai rimasti cerca di istruire il nostro protagonista e gli ripete sempre “no mente”. Significa che non devi usare la testa quando usi un’arma? No non significa propriamente questo ed al tempo stesso si, significa questo.

Ci ho messo un poco per capirlo in effetti ma non è difficile, assicuro.

Quando ci “addestriamo” a qualcosa, che sia uno sport, una disciplina marziale, o nel mio caso nel disegno, metterci la testa significa proprio bloccarsi dinnanzi ad ogni difficoltà, procrastinare e non produrre più.

Spesso diciamo ai nostri bambini che devono usare la testa, e non è sbagliato sia chiaro, ma una volta che hai cominciato a disegnare qualcosa non devi pensare…al resto. No mente significa banalmente “concentrati solo su quello che stai facendo tu qui e ora”. Lo traduco così almeno. Ma può anche significare semplicemente “agisci così come ti sei allenato a fare”. Il segno grafico altro non è che un allenamento di occhio e mano per lavorare di concerto.

Paradossale vero?

Prova ora a prendere la penna, un foglio e disegna a caso fiorellini o quel che ti passa per la testa senza stare troppo a rifletterci sopra. Goditi il fruscio della penna, o magari il colore sul foglio, ignora il resto.

Ora guarda un oggetto, non pensare se lo sai o non lo sai disegnare, non ha importanza, non devi esporre al Guggenheim nè al MET. Prendi un oggetto semplicissimo, osservalo e muovi la mano per cercare di riprodurlo. Hai sbagliato? Nessun problema, lascia lì l’errore ma non pensare “è sbagliato” e non pensare nemmeno se piacerà o non piacerà, non farlo vedere piuttosto, se fai le cose per farle vedere sbagli in partenza.

Usa il disegno come forma di meditazione. Potresti cominciare a tenere un quaderno qualsiasi, da pochi centesimi, in cui disegni quel che ti pare, anche solo righe e linee senza alcun nesso. Non farlo vedere a nessuno, tienitelo per te, è il tuo momento meditativo, non quello di altri. Ascolta anche della musica mentre disegni, in fondo male non fa, ma non pensare a quello che hai attorno. Svuota la testa, o come diceva la mia insegnante di matematica alle superiori, Prof.ssa Roncallo, apri la porta e fai uscire tutti i tuoi pensieri per il tempo che ci metterai a fare questa attività, li farai rientrare dopo.

Il disegno diventa una piccola routine medidativa e vedrai che probabilmente, col tempo, migliorerai.

Quindi NO MENTE

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me.

DISEGNA CON ME- Lezione 3- ABC e…Keith Haring

Sei arrivato fin qui senza mandarmi a quel paese? Ottimo, è un buon inizio. Man mano che vado avanti con queste lezioncine penso che effettivamente si possono applicare anche ai bambini. In fondo ogni disegno è fatto di righe, linee, punti, spazi pieni che compongono figure geometriche e non , ma che possono creare un …disegno!

Se ti dicessi di disegnare questo:

le reazioni possono essere due

  1. Sei fuori di testa? Sono alla prima lezione!

2. Massì è facilissimo!

Nel secondo caso non c’è bisogno che prosegui se non ti va, ma nel primo la risposta è no, non sono fuori di testa. O meglio si lo sono, ma non come intendi tu. Proviamo a guardarlo…alla rovescia…

Osserva bene bene l’immagine e vedrai angoli, curve, punti, rette…si tratta solo di disegnarli in un certo ordine nemmeno troppo difficile, senza badare che sia perfettamente uguale identico.

Bene, dividi il tuo foglio in 2 cornici, della grandezza che vuoi tu, senza usare il righello (non barare), mi piace quel tocco artistico che dona l’imprecisione, e poi, dopo tutte le righe che hai tirato nelle precedenti lezioni, sicuramente saprai fare meglio di quanto credi.

In ciascun riquadro prova a copiare i seguenti disegni:

Di questo disegno con più figure puoi anche prendere solo una, due o quante ne vuoi, decidi tu se provare a disegnarle tutte o solo alcune.

Guarda bene, prova a disegnare le figure guardandole solo come un insieme di linee, righe, curve, angoli e nulla più.

Keith Haring è un artista le cui opere si prestano molto a questo lavoro anche con i bambini, puoi farli iniziare facendone stendere uno su un foglio grosso, assumendo magari una di queste posizioni, e facendo ripassare i contorni ai compagni con un pennarello nero, per esempio.

Le linee rette e curve che sono vicino alle figure conferiscono quella sensazione di movimento accentuandolo.

Hai fatto? Finito il lavoro? Vuoi dividere un foglio e farne altri? Perché no, divertiti e vedrai che più ne fai più ti verrà facile e divertente. Se poi vuoi riempire con del colore meglio ancora. Usa colori semplici, basilari, magari puoi usare colori complementari e l’effetto è assicurato.

Puoi anche fare più figure e colorarne una sola…perché no, lo scopo è divertirsi e questo è il tuo momento, nessuno deve disturbarti, nessuno deve giudicarti, sei solo tu e il tuo disegno (e Keith Haring).

Se vuoi mandarmi i tuoi esercizi sarò lieta di darti un mio parere e, solo se lo specifichi nella mail, pubblicarli su questo blog.

Alla prossima lezione con Keith Haring e la vostra…

Maestra Imperfetta

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ARTONAUTI – Album di figurine

Attenzione, questo album può nuocere gravemente all’ignoranza!

Album dell’anno scolastico 2019-20

Due anni fa ho comprato, per mia curiosità, l’album di figurine Artonauti! Il commento del mio compagno fu memorabile “alla tua età ti dai alle figurine?”

Non sono così vecchia (nemmeno così giovane in effetti), ma quello che mi ha incuriosita davvero di questo album è l’idea innovativa di coniugare storia dell’arte con l’attività di collezione e scambio di figurine tipico dell’infanzia. Invece dei soliti (e diciamolo inutili) calciatori con formazioni e cose così, una collezione di opere d’arte condito da un’avventura, quella di due bambini ed un cane, nella storia dell’umanità.

Spesso mi sono sentita dire “ma l’arte non serve a niente”, errore! Poesia, letteratura e musica sono arte, ma chi spara questa triste sentenza si riferisce unicamente alle arti visive. L’errore consiste nel non considerare che ogni opera d’arte ha valore se considerata nel contesto in cui è nata, nel suo tempo e luogo. Non si possono certo confrontare gli impressionisti con gli astrattisti nè paragonare un “bacio” di Rodin con un Adone e Afrodite del Canova o con una statua greca.

Ogni opera d’arte racconta almeno quattro storie:

La storia del periodo storico in cui è stata concepita e realizzata! Commissione? Da chi? Perché? Libera scelta? Moda del tempo, gusti e costumi.

La storia del pittore (o scultore), lo stile, la tecnica, perché e come ha concepito quel soggetto (basti vedere la differenza abissale tra il David di Donatello e quello di Michelangelo)

La storia del soggetto, sia esso un ritratto o un personaggio della bibbia, può essere anche un personaggio mitologico ma dietro c’è una storia (anche dietro ad un quadro come la colazione sull’erba).

La storia che vuoi leggerci tu.

Quest’anno sono riuscita ad avere gli album di figurine degli artonauti per le classi e l’argomento della seconda edizione è stato “l’arte del Novecento“.

In un viaggio nell’arte dai primi del Novecento con i Fauves, parlando poi dei Monuments men (parte di storia che trovo interessante affrontare con i bambini), ci presenta Munch, Marc, Klee, Kandinsky, Klimt, Mirò, Chagall, Picasso, Modigliani, Utrillo, Goncharova, arrivando ai futuristi attraverso le avventure dei nostri piccoli eroi già presenti nel primo album, con l’aggiunta del gatto WizArt.

Per chi conosce la storia dell’arte è divertente, per chi non la conosce lo è ancor di più! Lo ritengo un utilissimo strumento didattico che coniuga divertimento, gioco, scambio, attività di gruppo, offrendo mille spunti per attività didattiche che uniscano la storia alle attività laboratoriali.

Dietro alcune figurine vi sono foto di opere d’arte con la collocazione nel mondo. Il mio progetto era fare un planisfero dove attaccare queste foto per far vedere ai bambini dove si trovano le varie opere, con un impatto visivo immediato e divertente, ma l’emergenza Covid ha mandato in fumo, almeno temporaneamente, questo progetto. Conto di poterlo riprendere il prossimo anno.

In ogni pacchetto vi sono, oltre le figurine, anche una carta rigida che, se collezionata assieme alle altre, forma il gioco del memory con le opere d’arte.

Per concludere, i miei alunni ne sono rimasti entusiasti al punto che hanno scelto liberamente delle opere che a loro piacevano per poi riprodurle. Le ho incorniciate con cartoncino, simulato una targhetta con cartoncino giallo, e appese nel corridoio.

Maternità- Pablo Picasso – autore Samuele
Nudo Blu, Matisse- autore: Lucrezia
Alcuni Cerchi- E. Kreise- autore: Arsa
Alcuni Cerchi- E. Kreise- autore: Noemi
Gatto davanti ad un uccello- Picasso- autore: Sofia
Volpe Blu- Franz Marc- autore: Michele
Ritratto di Henri Matisse- Andrè De Rain- Autore: Darius
Improvvisazione III Kandinsky- Autore: Simone
Autoritratto- Tamara de Lempicka- Autore: Giada
Ritratto di Marie Therese Pablo Picasso- Autore: Alessia
Autoritratto Pablo Picasso- Autore : Emanuel
Icaro tavola VIII Henri Matisse- Autore: Hakim
Pesce Rosso, Paul Klee- Autore: Mattia
Polinesia, il mare – Henri Matisse- Autore: Sohaib
Autoritratto, Umberto Boccioni- Autore: Alison

Purtroppo il lockdown ha impedito di continuare questa attività e far fare a tutti i bimbi di entrambe le sezioni i quadri da loro scelti.

Il prossimo anno saranno sempre le opere d’arte ad accompagnarci nel mondo dei colori, delle forme e delle figure.

Ogni anno Artonauti offre alle scuole la possibilità di far avere ai bambini gli album gratis, il numero è limitato, ma se si arriva in tempo sono puntualissimi nelle consegne e offrono tante idee e spunti per attività didattiche diverse dal solito lavoretto, attività per promuovere lo studio della storia dell’arte, importante quanto la sperimentazione delle tecniche.

Consiglio vivamente di provare a prenotare o, se non si riesce, di consigliare l’acquisto.

Artistici saluti

Maestra Imperfetta

P.s. Al solito se volete scambiare pareri, esperienze, attività o lavori fatti, scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com