Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Arte con la zia…maestra – andiamo in Giappone

Premessa doverosa da fare è che ogni sessione di “Arte con la zia Chicca” (ebbene si, in famiglia mi chiamano Chicca) dura almeno un’ora e mezza, a volte due, quindi questo comporta che in un’unica sessione facciamo anche due o tre lavori alla volta. Forse vi chiederete “come?”, e io rispondo…semplicissimo, mentre si asciuga un lavoro, iniziamo un altro.

Questa volta abbiamo affrontato il Giappone producendo ben due quadretti totalmente diversi, uno con i fiori di ciliegio e l’altro con il monte Fuji.

Riflettendoci un poco ho ritenuto opportuno mettere un tutorial alla volta.

La mia nipotina come sempre è stata perfetta, vigile, attenta e scrupolosa, chiedendomi di farle vedere passo per passo ogni cosa. Mi sento veramente sciocca a doverlo ammettere solo ora, ma credo che comincerò di fare la medesima cosa in classe. Non guidarli solamente, ma fare assieme.

Comincio dunque dai fiori di ciliegio.

Ho raccontato a mia nipote che mi era venuta la fissazione per il Giappone e per i fiori di ciliegio che dipingono i paesaggi di rosa (colore molto amato da lei).

Occorrente:

foglio di cartoncino spesso

matita

pennello

piattino e bicchiere di plastica

scottex

colori a tempera : nero, rosso, bianco e giallo

coton fioc

SI INIZIAAAAAA

col piattino (o col bicchiere) fare un bel cerchio rosso al centro del foglio (fategli vedere come fare perché a sei anni non hanno tutti idea) con la matita.

Mettere del rosso su un piattino e col pennello colorare il cerchio.

Sulla destra l’opera in corso della mia piccola artista.

pulire il pennello nell’acqua ed asciugare con lo scottex.

Ora mettere del nero nel piattino (non tantissimo) e far vedere loro come fare un ramo con altri rametti più piccoli.

La piccola artista mi ha concesso la sua autorizzazione a pubblicare le sue opere.

una volta fatti gli altri rametti (non troppi o risulta solo confusionario) lavare il pennello ed asciugare.

Ora dobbiamo mescolare nel piattino rosso e bianco…otterremo il rosa.

Col Coton fioc intingere nel rosa e fare dei piccoli cerchi di 5 pallini ciascuno sui lati dei rami, anche andando sopra il rametto, non succede nulla.

Aspettiamo qualche secondo e usiamo il giallo mettendone poco nel piatto.

Con la punta pulita del coton fioc intingere nel giallo e fare un pallino al centro di ogni fiore.

Ecco che la nostra opera è finita. Semplice ma ad effetto. Se si vuole, si può ripassare il contorno del cerchio con un pennarello nero, ma questo è a gusto personale.

L’Artista ha dato una personalissima interpretazione dell’opera, ma si è dichiarata molto soddisfatta.

Mia nipote era veramente contenta di questa sua opera e si è dichiarata molto soddisfatta.

Se altri vogliono provare questa attività, inviate pure a diariodiunamaestra@gmail.com , aggiungendo se autorizzate o no a farmela pubblicare nella Gallery.

Al prossimo tutorial…

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Arte con la zia…maestra

Una o due settimane fa, non ricordo di preciso, mi è stato chiesto da mia sorella se mi andava di fare arte con una delle mie nipoti. Non ho nemmeno avuto bisogno di pensarci su per accettare, però ho avuto bisogno di vedere come incastrare i tempi. Stabilito il giorno e l’ora, abbiamo dato il via a questi….incontri.

Prima di iniziare l’attività mi sembra opportuno fare una piccola riflessione (tranquilli, potete saltarla se non vi va, non vi darò la nota su registro).

  • Legame affettivo. Io voglio bene a mia nipote e lei sembra volerne a me, questo legame affettivo, rafforzato probabilmente dal fatto che a lei piace dipingere e colorare e io, quale zia, dipingo e disegno, di certo aiuta molto. Insomma un legame affettivo, in questo caso zia-nipote, aiuta inevitabilmente l’apprendimento perché si viene ascoltati maggiormente. Il bambino è più attento.
  • L’ambiente. Mia nipote era a casa sua, nel suo, chiamiamolo così per rendere maggiormente l’idea, “habitat”. Casa sua è il suo nido, il luogo dove nulla di male può succederle e circondata di affetto e cure, pertanto non c’è tensione, in un ambiente privo di tensione e conosciuto, lei era più serena e quindi più naturalmente incline ad ascoltare ed eseguire il lavoro.
  • Il numero. Il rapporto numerico uno a uno è privilegiato, non neghiamolo, ed in classe è impossibile ottenerlo. Con ciò non sono a favore dell’home schooling, ma è innegabile che se faccio il lavoro solo con lei, in un’ora di attività si ottiene molto di più perché c’è meno confusione attorno, meno rumore e quindi meno distrazioni.
  • L’attività di per sè. Arte sappiamo bene che aiuta ad entrare in sintonia con i bimbi. A tale proposito cito un divertente scambio, letto nel libro di Danny Gregory “the creative license”.:

“Quando mia figlia aveva 7 anni mi ha chiesto, un giorno, cosa facessi per lavoro. Le ho detto che lavoro al college e che consisteva nell’insegnare alla gente a disegnare”. Lei ha sgranato gli occhi e mi ha guardato incredula dicendo “vuoi dire che lo hanno dimenticato?”

Howard Ikemoto

  • Ultima riflessione, ma non meno importante, il ritmo e linguaggio usati. Ho detto a mia nipote “hai mai visto un vaso? No? Fai una riga lunga su, una corta giù e le unisci” …facendole vedere come avevo fatto io. Stessa cosa per il cactus. Tempo, ritmo, esempio e linguaggio sono elementi fondamentali e, strano a dirsi, ma spesso me ne dimentico pure io quando insegno a dipingere ai bambini.

Con mia nipote avevo molti vantaggi dalla mia, ma in classe il tempo è quello che spesso manca. Comuqnue, ciancio alle bande e via di attività.

Il mio risultato! Ho notato che fare assieme il lavoro è utile anche per i bambini.
Ebbene si, c’è una notevole confusione sulla mia scrivania!

Occorrente:

scotch di carta

Cartoncino spesso (180gr o superiore)

tempere colori primari (giallo, rosso e blu)

Pennelli

bicchiere d’acqua, scottex e piattino di carta

Pennarello nero

Divertimento (non deve mancare, meglio se ci si aggiunge un pizzico di fantasia).

qui ho usato uno scotch molto grosso, ma potete usare la misura che preferite.

Con lo Scotch di carta fare una cornice al foglio attaccando ai 4 lati e dividere con un pezzo di scotch la cornice in due parti.

Spiegare ai bambini che il pennello va sempre lavato e asciugato quando si cambia colore.

Su un piattino di carta mettere un poco di rosso. Prenderlo col pennello e disegnare con questo un vaso (niente matita sotto, sanno farlo, così si abituano ad acquisire maggiore confidenza con le forme geometriche).

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Nel piattino mescolare in un altro angolo blu e giallo per ottenere il verde.

Col verde fare una palla, attaccata al vaso.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Nel piattino mescolare in un altro angolo rosso e giallo per ottenere l’arancione.

Adesso colorare tutta la cornicetta a sinistra di arancione.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Aspettare che si asciughi tutto.

Una volta asciutto mescoliamo nel piattino giallo, rosso e blu per ottenere il marrone e facciamo un vaso nell’area arancione, un vaso come abbiamo fatto nell’area senza sfondo.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Col pennello prendere il verde (se vi è avanzato del verde dal cactus precedente) e fare un’altra forma di cactus.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Aspettare che si asciughi.

Una volta asciugato tutto prendiamo il pennarello nero e seguiamo il contorno dei vasi, aggiungiamo anche una riga.

Sempre col pennarello nero aggiungiamo le spine al cactus. Io di solito faccio delle V, ma ho visto che mia nipote si trovava meglio con delle righette. In ogni caso il risultato è bello lo stesso.

Ho fatto fare delle piccole onde in basso ad indicare il terreno.

Togliamo lo scotch ed ecco che abbiamo due vasi di cactus, uno con sfondo e l’altro senza sfondo.

Adesso possiamo riflettere assieme ai bambini quale piace di più, quale dei due risulta più completo. Certamente quello con lo sfondo arancione ha un effetto più suggestivo di quello senza sfondo, ma anche senza sfondo può essere bello. Perché?

La mia adorata nipotina ha fatto un piccolo capolavoro vista l’età e devo ammettere che ha seguito alla perfezione le istruzioni. Nei momenti di asciugatura le facevo fare un altro lavoro, sempre con tempere e scotch, ma questo lo metterò la prossima volta.

A vantaggio di questo “esperimento” c’erano l’assistenza della mamma (mia sorella), i materiali disponibili che non ponevano quindi alcun limite ad entrambe e il rapporto affettivo, ma ritengo sia un’attività fattibilissima anche in classe.

Al prossimo articolo

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, insegnarte

GOOGLE Arts and Culture

Tempo fa, cercando tra le varie app di opere d’arte, per risolvere l’annoso problema del riconoscimento dell’opera che sto guardando ma porcacioppa non mi son segnata il nome e l’autore, sono incappata nell’app Google Arts&Culture.

Principalmente l’ho trovata su Android, sul playstore, perché avevo dietro il cellulare. Ho provato a cercarla dall’Ipad visto che usa anche la tecnologia AR e si…c’è anche per IOS.

Per curiosità, e comodità, ho provato a vedere se c’era anche la versione deskstop…si c’è, la trovate qui: GOOGLE ARTS&CULTURE.

Il mio consiglio è sempre quello di esplorare da soli per orientarsi nelle molteplici potenzialità e usi, ma sarò buona e mostrerò qualcosina in base alla mia esperienza (maturata finora).

Su smartphone e tablet si può, andando sull’icona della macchina fotografica:

1-Usare i filtri basati su artefatti dei musei

2- Farsi selfie e scoprire quali ritratti ci somigliano (con tanto di percentuale di somiglianza)

3- Trovare opere d’arte con gli stessi colori della propria foto.

Se poi il tuo smartphone o tablet supporta la tecnologia AR puoi fare anche di più. Ammetto che con Android è più agevole che IOS.

Oltre all’interazione con la fotocamera, c’è la possibilità di visitare musei da tutto il mondo con google street view, trovi già i link, è sufficiente addentrarsi e…eccomi al British Museum a guardar sarcofagi e altri reperti, o al Rijksmuseum ad Amsterdam, tra quadri meravigliosi tra i quali le opere di Veermer (Vi ricordate “la ragazza con l’orecchino di perla” ? Ecco, quel pittore)

Ma possiamo portarli a Mumbai, in Messico, a Firenze, Brasile, Los Angeles, Giappone…

Colleghiamo PC alla LIM, o se a distanza accediamo dal pc e mettiamo in condivisione schermo e loro potranno godere una visita virtuale ovunque. Certo, consiglio di visitare per primi e farsi una cultura o si rischia di non saperli guidare e crear confusione.

Dal menù in alto a sinistra si può accedere alle tante potenzialità divise per argomento, e c’è da perderci delle ore.

In mano ad un docente creativo e curioso questo strumento diventa potentissimo alleato per creare una didattica innovativa basata su un’esperienza diretta del tutto nuova. So che non è come essere sul posto, ma sarebbe stato impensabile fino a qualche anno fa saltare dalla Korea del sud a Berlino in un click.

MOVIMENTI ARTISTICI– clicca su questa dicitura ed ecco tutta la raccolta catalogata per movimenti artistici di ogni epoca. Puoi visualizzarli per indice alfabetico o…tienti forte…per DATA. Ti apparirà la timeline con i vari movimenti inseriti nell’arco di un centinaio di anni.

All’interno di ogni movimento puoi trovare ovviamente la stessa possibilità ma per Popolarità, Data o Colore. Stesso discorso per la dicitura ARTISTI.

COLLEZIONI– In questa sezione troverai le opere d’arte suddivise per collezione dei vari musei.

TEMI– cerchi un tema per qualche attività didattica? Qualcosa da approfondire o che possa ispirarti? Ecco che questa sezione fa per te, con interessanti proposte che coinvolgono anche la cultura in senso più ampio e non strettamente artistico.

ESPERIMENTI- ci sono anche i giochi, anche se sono ancora sperimentali, ma ho trovato molto interessante tra questi il cruciverba visuale poiché coinvolge ed obbliga a cercare di comprendere le associazioni. Nella sezione esperimenti trovi molto, ma avviso che è tutto in inglese.

MEZZI ESPRESSIVI– Vuoi indagare o mostrare opere fatte con quella particolare tecnica? Questa è la sezione che fa per te (l’avessi scoperta prima).

EVENTI STORICI– perché è google art si….ma anche Culture e la cultura si forma attraverso la storia. Organizzata come Movimenti artistici, artisti e mezzi espressivi, anche qui si può cercare tramite indice alfabetico o data, offre anche video correlati.

PERSONAGGI STORICI– come per gli artisti e i movimenti artistici, anche la storia ha i suoi personaggi. Volete approfondire questo o quel personaggio? Ecco la sezione fatta per voi, si può cercare tramite indice alfabetico o data, più facilmente mostra opere artistiche che rappresentano l’evento o il personaggio (anche foto).

LUOGHI – questa sezione è incantevole. Organizzata anche questa con possibilità di indice alfabetico, mostra tantissimi luoghi, alcuni dei quali hanno solo foto, ma altri sono visitabili con google maps. Merita un’esplorazione.

ESPERIENZE GIURASSICHE

Avete mai visto un Amurosaurus da vicino? No? Ebbene qui potete! Ricostruito in 3D lo si può avvicinare ed esplorare da ogni angolazione e senza rischi per l’incolumità.

RICOSTRUZIONI 3D

Oltre ai dinosauri e altre creature estinte, si può mostrare loro la ricostruzione in 3D di altre opere storiche, a partire dalla Caverna di Chauvet con le sue pitture rupestri straordinariamente dinamiche.

Basta ricordare che se si esplora dal web bisogna selezionare la dicitura apposita “visualizza sul web”

vuoi altri modelli 3D? Nessun problema, basta visitare la galleria e ne trovi 305 di tutte le epoche per tutte le tue esigenze, dal dinosauro all’Apollo 11.

Cosa molto bella e interessante, si può aggiungere ai preferiti l’opera o qualsiasi altra cosa (dalla mostra al luogo al tema, anche la sezione 3D) cliccando sul cuore.

l’icona vicino al cuore invece copierà il link (se lo si vuole salvare per usarlo in un secondo momento)

l’icona a destra è per condividere ed apparirà questa finestra:

Per concludere, non fosse che ogni tanto l’applicazione si pianta e si chiude, le darei cinque stelle, ma da browser la si gode appieno e se collegata ad una LIM si deve solo scatenare la fantasia. I miei consigli sono:

  1. visitare virtualmente il luogo prima di mostrarlo
  2. prepararsi prima di far vedere qualsiasi cosa ai nostri studenti, visionando prima anche le opere.
  3. Salvare il link della versione web per pc tra i preferiti del browser, così non si perde un attimo a cercare. Meglio ancora se si ricorda il percorso fatto per accedere a questa o quella funzionalità che si desidera usare.

Ultimo ma primo consiglio tra tutti è …DIVERTIRSI AD ESPLORARE le potenzialità dello strumento fino a conoscerle bene, ma attenzione, pericolo ingordigia.

A presto

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro

Spooky art

Chi lo ha detto che l’arte non può essere…spaventosa? In realtà può, lo sappiamo, basta vedere Momo (creata da un giapponese su base della loro mitologia spettrale) o tutti quei bellissimi costumi creati per il cinema (sono arte pure quelli). Lo era il primo nosferatu (ma anche il secondo non scherzava), dracula e frankenstein. Ma oggi…parlo di dipinti.

Avevo installato tempo addietro Google art&culture, presente sia come app per Android e IOS, sia online. Quando la fantasia si esaurisce e la memoria vacilla è un’ottimo strumento per il docente per trarre anche solo ispirazione. In periodo Halloween…eccoci con i quadri Spaventosi!

Scheletro con sigaretta- Van Gogh 1886

Apriamo con un bello scheletro che fuma. Tanto è già morto e di certo il cancretto non gli può venire, ma è un gioco di…tenetevi forte…Vincent Van Gogh, proprio lui. Disegnare scheletri è un esercizio nelle accademie di Arte da sempre, per questo lui si è divertito così, riproducendo uno scheletro che fuma come una persona viva, quasi qualcosa di inanimato tornasse ad avere una volontà propria.

La tentazione di S. Antonio – Joos Van Craesbeeck –

Questo forse è un tantino forte per i bimbi, ma forse no, in fondo sono abituati ad It, alla bambola assassina e altri orrori, cosa volete che sia questo gigante da cui escono figure inquietanti come cattivi pensieri? L’ispirazione di questo artista viene da Bosh (altro pittore che adoro).

Il sabba delle streghe- Francisco Goya

Il nostro amato Goya era molto interessato alle streghe, vuoi perché l’inquisizione c’era ed era fin troppo attiva anche se morente, vuoi perché in fondo ogni artista che mi piace ha la sua ossessione per il lato più oscuro e nascosto dell’umanità. I bambini vengono offerti al diavolo come iniziazione alla stregoneria…non è un quadro per bimbi ovviamente. Molti hanno visto questo quadro come una critica al fervore religioso, e non è sbagliatissimo, tuttavia egli criticava l’irrazionalità, l’ignoranza che portano a certe pratiche superstiziose.

Ed eccoci ad un autore giapponese : Utagawa Kuniyoshi.

Quello che amo di certe stampe giapponesi è proprio lo stile molto fumettistico da cui inevitabilmente abbiamo preso. Ogni tavola racconta una storia o una parte di essa, ma tendono a comporre una narrazione. Utagawa amava raccontare miti e leggende e storie nelle sue xilografie.

Qui la principessa Takiyasha (sulla sinistra), evoca da una pergamena uno spettro scheletro per spaventare il nostro eroe Oya no Mitsukuni (al centro, non molto spaventato in effetti).

Kuniyoshi è uno degli artisti della scuola pittorica denominata “ukiyo-e” fiorita dall’inizio del 17° alla fine del 19° sec. Questa scuola merita un articolo a parte tuttavia, per ora vi basti la traduzione «pittura della vita che passa, del mondo fluttuante». Si dedicarono soprattutto all’incisione in legno e realizzarono opere a grande tiratura.

Ovviamente non può mancare il mio preferito…l’URLO di E. Munch

L’Urlo- Edvard Munch

Una delle opere più famose, e rubate, della storia. Munch ha basato quest’opera sull’esperienza vissuta mentre passeggiava con amici a Ekebergasen, in Norvegia.

Stava passeggiando quando il cielo divenne rosso sangue e lui, esausto, si appoggiò alla staccionata. C’erano sangue e lingue di fuoco sopra il fiordo blu-nero e la città. Gli amici proseguirono e lui rimase lì tremante di angoscia, con un urlo senza fine che attraversava la natura.

Il quadro non rappresenta uno spettro, ma qualcosa che fa ben più paura di esso…la paura stessa.

Ed ora…passato Halloween, dati i dolcetti e/o subiti gli scherzetti, dopo questa carrellata nella storia dell’arte, auguro un buon 1 Novembre.

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: opinionibus

Disegnare è per tutti!

Questo post è per i docenti e tutti gli adulti che pensano che non saper fare implichi il non poter imparare.

Niente domande, solo affermazioni! Non sono solita essere fermamente convinta di qualcosa, ma su questo ho un’incrollabile certezza. Alcune colleghe mi hanno detto “eh ma non so disegnare”, implicando che quindi non si possa fare, ma buona notizia…non è così! A disegnare si impara, imparano i bambini, possiamo imparare anche noi adulti. Basta seguire tre regole auree:

1- Levarsi dalla testa la convinzione che in quanto adulti non possiamo più imparare nulla. Si può imparare tutto, basta volerlo!

2- Se non vuoi il tutorial, ci sono i corsi! Abbiamo corsi di ogni cosa, tutorial di ogni cosa…iscriversi ad un corso a pagamento non è buttare via soldi, anche se ti sembra di non produrre, in realtà stai producendo benessere per te stesso/a, e scusami se è poco.

3- Applicazione! Parlo proprio io che ogni volta che mi metto alla scrivania tendo a procrastinare ogni progetto, ma in realtà è proprio questo mio atteggiamento negativissimo (che sto cercando di correggere) che mi spinge a consigliare di fare l’esatto opposto.

Seguite le tre regole basta pensare che non ci si deve assolutamente far condizionare, deprimere, scoraggiare da amici, parenti, colleghi che scherzeranno o denigreranno i vostri lavori. Non importa se belli o brutti, sono i tuoi lavori e stai imparando quindi chiedi solo ai compagni di corso o al maestro del corso, per quanto brutto possa essere il tuo primo prodotto, egli ti potrà consigliare solo come migliorare.

Sai disegnare? Dipingere o sei già bravo in qualcosa? Ebbene, ricorda che per quanto tu sabbia già fare ci saranno sempre margini di miglioramento, la conoscenza è infinita più scopriamo cose, maggiore sarà il numero di conoscenze che potremo ancora acquisire.

La vostra Maestra imperfetta (che motiva voi altri per motivare anche un poco se stessa)

Pubblicato in: insegnarte

Creiamo un paesaggio magico con i nostri bimbi

Un paesaggio simpatico, semplice e colorato che....si illumina nel buio!

Da qualche tempo ho in testa di prendere qualche lavoro visto su pinterest e farlo mio. Ovviamente, per quanto si possa copiare il procedimento, il risultato sarà sempre differente perché per fortuna non siamo macchine fotocopiatrici e questo è un pregio notevole in arte.

Per questo lavoretto, di cui ovviamente ho fatto il tutorial, vi servirà :

colla

forbici

matita, gomma e temperino (le ultime due perché si può sempre sbagliare)

colori (quello che vi piace)

carta o cartoncino (cartoncino però non troppo spesso)

barattolo di vetro e candela o lampadina.

Questo lavoretto è facile, divertente e si basa sul principio usato per il disegno della cattedrale di S.Lorenzo.

Ho preso un paesaggio carino, tipico della Liguria, in un borghetto che consiglio vivamente di visitare: Porto Venere. Questo delizioso posticino è caratterizzato da case strette e alte, con colori allegri e molto diversi. Vi spaventa disegnare un paesaggio? Nessuna paura, pensate sempre alle geometrie…

Il lavoretto è meglio farlo assieme, il bambino in questo è opportuno aiutarlo nella fase finale, quando nel barattolo si mette una candela o una lampadina.

Io ho usato dei piccoli led comprati su Amazon, li avevo comprati per dei lavoretti di halloween e contavo di usarli anche per Natale. Sono molto carini perché variano le luci creando un bell’effetto.

Come ho fatto?

  1. Ho disegnato molto semplicemente il paesaggio senza stare attenta a tirare righe drittissime o perfette (non si dice però di andare storti) partendo dalle forme degli edifici per poi aggiungere le finestre e i balconi, o i pattern dei tetti

2. Ho colorato con acquarello (ma potete usare anche altri colori)

3. Ho ritagliato il contorno superiore del paesaggio per togliere il cielo (potete anche non farlo, ma secondo me così viene carino).

4. Ho arrotolato il foglio e incollato le estremità, giusto un dito di spessore, massimo uno e mezzo.

5. Ho messo il led acceso nel barattolo e poi ho messo il paesaggio a circondare il barattolo. Spegnete le luci e…..MAGIA….

Io ho scelto un paesaggio esistente, ma niente vieta di inventarsene uno, magari prendendo spunto e ispirazione da qualche libro, chissà….così si può fare un paesaggio delle fate, un giardino segreto, un paesaggio orientale che ci porti con Aladin a volare con la fantasia…o il castello della Bestia…

Per noi adulti magico non è, ma per un bambino si, e la tridimensionalità dell’oggetto conferisce un aspetto più accattivante e professionale ai suoi occhi. Ricordate sempre di guardare queste cose con i loro occhi (a volte lo dimentico pure io, è un monito anche per me).

Come sempre, se volete condividere i vostri lavori o le vostre esperienze scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com

Buona magia

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

Colori caldi, freddi e scale di grigi.

Preparate matite, righelli, pastelli o pennarelli. In realtà non ci sono video tutorial per questo ma solo istruzioni scritte.

In una mattina in cui non ho pulizie da fare, mi son messa sul divano, col marmotto (ebbene sì ho un cane delle praterie a casa) addosso, in grado solo di disegnare dal tablet. Tuttavia il tablet ha giusto un’app che simula vari strumenti, dalle matite ai pastelli, dai pennarelli agli acquarelli e tempere (che caso)…e allora…via con la fantasia.

Pastello nero e righello

Ho fatto righe verticali per disegnare i palazzi e poi riempito con righe orizzontali o verticali come per il lavoro con i pattern, ma usando il righello.

Se avete possibilità di fotocopiare, va benissimo fare due fotocopie, diversamente potete appoggiare il foglio alla finestra, metterci sopra l’altro foglio su cui disegnare e con la matita ricalcare tracciando linee leggere. Una volta ricalcato ripassate con il pastello nero e il righello per aiutarvi a fare le linee belle dritte.

Avete fatto? Avete tre disegni uguali davanti a voi? Allora state procedendo bene.

Ora prendete i colori rosso, giallo e arancione e cominciate a colorare. Una riga di un colore e quella sotto o vicina di un altro, mi raccomando alternate i colori.

Il paesaggio con i colori caldi

Ci siete? Vi piace? Se si, continuiamo con una delle due copie che avete fatto. Questa volta useremo viola, azzurro ( anche blu) e verde. Io ci ho messo anche del verde ottenuto con un poco meno di blu e più giallo. Come prima, ogni riga un colore diverso da quella vicina o sopra e sotto

Finito? Vi piace? Benissimo, ora la parte più difficile.

I grigi! Il grigio si ottiene mescolando nero e bianco.

Se avete acquarelli avrete diversi grigi a seconda di quanta acqua mettete.

Con le matite colorate dipende dalla pressione della matita era sul foglio, ma potete usare anche quella per disegnare.

Se usate le tempere invece basterà variare la quantità di bianco. Più bianco mettete più chiaro sarà il grigio e viceversa, più nero e meno bianco vi farà venire un grigio scuro.

Come prima, ogni riga un colore diverso da quella vicina o sopra e sotto.

Ora che avete tutti e tre potete appenderli assieme, vicini, in orizzontale o in verticale, nell’ordine preferito.

Ricordate, e non fate come me, mettete la vostra firma come dei veri artisti e la data in cui avete fatto il lavoro (quella magari dietro il foglio). Raccogliete questi lavori e altri che farete, magari trovati in questo blog, in una cartellina e conservateli.

Quando li riguarderete saranno un bellissimo ricordo!

Come sempre, se volete mandarmi i vostri lavori li pubblicherò ben volentieri nella gallery del blog e in calce a questo articolo, basterà scrivermi a diariodiunamaestra@gmail.com

Se volete commentare, condividere le vostre esperienze, sentitevi liberi di commentare.

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

DaD-PAUL KLEE- tra sogno e geometrie

Lezione fatta in Didattica a Distanza usando Skype

Viaggiando nella storia dell’arte siamo approdati agli astrattisti. Forse non lo si direbbe, ma insegnare storia dell’arte ai bambini è piacevole, rilassante e li coinvolge molto. Loro amano sentire storie, ne sono assetati e conoscere le storie dei pittori che hanno dipinto i quadri che facciamo loro vedere sembra dargli la sensazione di conoscere un amico, un compagno di classe, uno dei loro.

Dopo Mondrian e Van Gogh, Frida Khalo e Kandinsky, ecco a loro Klee, Paul Klee.

Ho per prima cosa raccontato loro la storia, riassunta, dell’artista, avvalendomi del fumetto pubblicato su Officina D’Arte 2, di Antonella Mazzara, edizione La Spiga.

Ho chiesto loro quali sono i colori caldi e perché si chiamano così. I pareri sono stati tutti molto simili e quasi poetici “sono caldi perchè il rosso è il tramonto ed il tramonto mi piace, il giallo è il sole e il sole è caldo e poi l’arancione”.

Abbiamo affrontato i colori freddi ed evocato immagini con colori freddi che dessero la sensazione di fresco.

Ho presentato loro il quadro “Castello di metropolis e sole” e lasciato a loro la libera espressione dei propri pensieri.

Paul Klee- Castello di Metropolis e Sole – collezione privata

“La mia opinione è una bella idea del nome e mi sembra abbia colorato con impegno”

“Mi piacciono i quadrati e l’impegno. Io avrei usato un righello dai”

“Mi piace perchè con tutte quelle forme dà l’impressione di un grande castello e quel sole sembra tramontare e io adoro i tramonti”

“Non mi piace tanto perché ha sprecato il rosso e ora deve ricomprarlo. Però mi piace il castello e non ha usato il nero, per me il nero non ci sta bene nei quadri”.

L’attività di “analisi” del quadro ha occupato molto tempo, per cui ho dovuto lasciare loro il tutorial in video per l’attività legata a questo quadro. I bambini hanno gradito molto i laboratori in video e qualcuno mi ha subito mandato i suoi lavori la sera stessa della pubblicazione del video.

Ed ecco i primissimi lavori arrivatimi dai miei piccoli artisti.

Questo è un lavoro fatto da uno dei miei alunni che detesta colorare, eppure ha voluto mandarmelo subito, entusiasta e contento, chiedendomi altri video.

Come sempre, per pareri, consigli o semplicemente inviarmi i lavori dei vostri bambini (siano alunni o figli), scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com.

Se il mio video vi ha ispirato non esitare a dirmelo, sarà un piacere per me poter vedere e condividere le vostre idee sul mio blog.

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

Leonardo Da Vinci…per me!

“Maestra ho portato questo, ce lo leggi?”

E ti pare che io possa dire di no ad una richiesta simile? Giammai! Inforco gli occhiali e leggo…

LEONARDO DA VINCI

Collana I miei piccoli Eroi , lo danno con Tv Sorrisi e Canzoni a 6,99 € , sono in totale 60 uscite. 

Leggo in classe Leonardo da Vinci e la cosa più entusiasmante per me è stata vederli pendere dalle mie labbra, curiosi di sapere chi era, se era morto (hanno una concezione del tempo ancora in formazione), cosa ha fatto, quanto era alto il cavallo di Bronzo che non ha mai realizzato e le macchine.  Vista la marea di curiosità espresse ne ho approfittato per scaricare delle immagini di macchine di Leonardo assieme a immagini dell’uomo vitruviano, della Gioconda e dell’Ultima Cena (chissà magari riesco  a portarli  a vederla) per fargliele vedere sulla LIM nuova che la PAM ci ha così generosamente donato.  Dopo aver visto le macchine, ragionato sul funzionamento ed arrivati alle conclusioni, ho somministrato loro un disegno della Gioconda da colorare, con i colori corrispondenti ai numeri rigorosamente in inglese (ottimo ripasso). 

scaricato da Pinterest

 I bambini si sono mostrati veramente bravi e capaci, ma soprattutto entusiasti. Man mano che il colore veniva steso sulla figura e la Gioconda prendeva forma si sentivano dei piccoli pittori. 
In seguito ho fatto scrivere sul quaderno adibito alla materia Arte e Immagine (in cui metto anche musica visto che è un’arte pure quella) due righe su Leonardo da Vinci ed in seguito le attività più difficili…

Disegno soggetto a copyright, per cortesia non è in vendita.

Incollata su un lato del foglio, dovevano cercare di copiarla come meglio potevano a fianco! Sono riusciti a farlo con una certa bravura nonostante la loro giovanissima età. Ovviamente massima libertà di colorazione. 
Dopo aver mostrato loro alcune “rivisitazioni” della Mona Lisa, tra baffi, spider man, mona lisa che si fa il selfie etc… ho lasciato a loro la libertà di paciugare l’originale aggiungendovi quello che preferivano. Alcuni non hanno compreso appieno ed hanno tracciato linee a casaccio. Altri invece le hanno messo occhiali, baffi, corna, cresta punk anche se doveva essere da dinosauro…
Infine ho concluso con il dar loro “l’ultima cena” , spiegando dove e perché è stata fatta. I bambini l’hanno colorato ed erano molto incuriositi dalla storia narrata dal quadro. Alcuni di loro, di fede islamica, hanno insistito per conoscere la storia dell’Ultima Cena di Gesù ma per questo ho rimandato alla maestra di Religione. Dal canto mio ho spiegato che a quei tempi la Chiesa pagava molto e pagava bene quindi per gli artisti era importante, ma ovviamente la Chiesa domandava quadri per monasteri e chiese e quindi dovevano parlare di argomenti religiosi. 

Incidenti diplomatici scongiurati, eccoci a lavoro finito. I bimbi si sono mostrati entusiasti dell’attività, delle spiegazioni e delle pillole di storia dell’arte. Tutti entusiasti mi hanno chiesto 
“Maestra ma il prossimo artista chi è?”  “Michelangelo” “Che strano nome…” “Come le tartarughe ninja” “Aaaah e quando ci fai fare Michelangelo?”
Musica per le mie orecchie! Grazie mille se sei arrivato/a a leggere fin qua. Per qualsiasi suggerimento, consiglio o testimonianza…anche solo per un paio di domande commenta o scrivimi a diariodiunamaestra@gmail.com


Buon Lavoro e Buona Giornata
Maestra Imperfetta