Pubblicato in: Fai da te del maestro, tecnochicche

LearningApps – tutorial 2 . Attribuzione di elementi

Cominciamo andando su “Crea App”

Questa volta proviamo con l’Attribuzione di elementi. 

Per vedere qualche esempio possiamo selezionare tra quelli proposti o andare a vedere altre app create con questa modalità andando sul pulsante con i tre puntini bianchi vicino ad Esempio 3

Appariranno altre app create con questa modalità. Una molto carina 

A noi interessa crearne una proprio con questo template chiamato “Attribuzione di elementi”, che consiste nel sistemare gli oggetti nel contenitore giusto. 

Andiamo su “Crea App nuova”

Questa volta mi lancio sulla musica, che è nelle mie corde, ma ricordo che si può fare con qualsiasi materia. 

Il titolo possiamo metterlo alla fine, quello che conta è decidere la materia e stabilire l’argomento trattato. 

Ho deciso di fare qualcosa di molto semplice

Andiamo su “Seleziona immagine” e ci apparirà un menu come il seguente 

Si può scegliere da wikipedia (a sinistra), da un link (al centro) oppure caricare dal proprio computer trascinando l’immagine dal pc allo spazio nella tratteggiatura blu. 

Ho cercato “orchestra” e spulciato tra le pagine alla ricerca di un’immagine d’insieme di un’orchestra da teatro. Questa sarà lo sfondo di uno dei gruppi.

Clicco su “utilizza” a destra e procedo.

Adesso devo inserire gli elementi del gruppo, in questo caso strumenti musicali facenti parte dell’orchestra. Posso inserire solo testo, immagine, testo e parlato, solo il suono o addirittura un video. A me ora interessa l’immagine quindi procederò come prima. 

Nel caso del testo basterà cliccare su “testo” ed inserire la parola. 

Nel caso del video e dell’audio rimanderà a youtube.

Una volta inserita l’immagine del violino (il primo strumento che mi viene in mente) dovrò aggiungere altri strumenti quindi andrò su “Aggiungere elemento” in basso e procederò come per lo sfondo e l’elemento 1. 

Notare bene che per il momento mi sto concentrando sugli elementi del gruppo 1. Attenzione in questa fase a non confondere ed abbinare elementi a sfondo. 

Una volta abbinati gli strumenti dell’orchestra sinfonica passerò alla band rock (non complichiamoci l’esistenza andando con altri generi…non ora almeno, ma se ve la sentite. 

Con il medesimo procedimento andiamo a mettere lo sfondo del gruppo 2 ed inseriamo gli strumenti di un’orchestra rock come fatto per il gruppo 1.  

Una volta finito possiamo decidere di complicarci la vita ed inserire altre orchestre o band, in tal caso basterà andare su “aggiungi gruppo” e procedere come per i gruppi precedenti.

Adesso dobbiamo decidere come i nostri bambini visualizzeranno l’esercizio. Alla dicitura “visualizza mappe”  possiamo scegliere tra due modalità.

Mostra mappa e classifica 

In questa modalità i bambini vedranno uno strumento per volta e dovranno trascinarlo nel gruppo che ritengono corretto.

Visualizza tutte le carte per iniziare

In questa modalità come si può vedere i nostri studenti vedranno tutti gli strumenti sparsi. Secondo me è confusionario e rischia di non essere agevole per chi fa il gioco da smartphone essendo lo schermo più piccolo. 

Ora possiamo decidere se mettere un messaggio di incoraggiamento, basterà scrivere nella casella “feedback” . 

Mettiamo un aiuto, se lo riteniamo necessario, che loro potranno vedere andando sul pulsantino con il punto interrogativo in alto a sinistra. 

Ora che tutto è deciso e i dati sono messi, possiamo salvare la nostra app e decidere se renderla pubblica o tenerla privata. Io l’ho resa pubblica! 

L’app appena fatta la troverete al seguente QRCode, inquadrandolo col vostro smartphone ed un’app per leggere i qrcode (tutti i cellulari ne hanno una) oppure andando al seguente link: https://learningapps.org/view16701943

Spero come sempre di esser stata utile, segnalate pure i link delle app da voi create nel gruppo facebook “Gruppo di diario di una maestra” oppure scrivendomi a diariodiunamaestra@gmail.com così che possa promuovere e condividere le vostre creazioni (ricordatevi di mettermi il nome con cui siete registrati su learningapps). 

al prossimo tutorial LearnigApps

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Arte con la zia…maestra- Il monte Fuji

Nel secondo laboratorio del Giovedì pomeriggio con la nipotina, assieme al ramo di fiori di ciliegio sul sole rosso, abbiamo fatto anche il monte Fuji. Ammetto che ho preso ispirazione dal maestro Hokusai e una delle sue 36 vedute del monte Fuji.

Hokusai Katsushika - 36 Views of Mount Fuji - artelino
Veduta del monte Fuji di Hokusai

Il lavoro è più semplice di quanto si pensi ma non identico all’originale cui mi sono ispirata, questa volta occorre avvisare che….si può mescolare il colore direttamente sul foglio!Come? Seguitemi

Occorrente:

foglio di cartoncino (bello spesso)

scotch di carta (importantissimo)

tempere blu, bianco, rosso, giallo

pennello

scottex

piattino e bicchiere di plastica

acqua

un foglio di carta di giornale o della plastica per non sporcare la superficie sottostante.

Pronti? Procediamo!

creare la nostra cornice con lo scotch di carta

Possiamo usare uno scotch meno spesso (anzi, sarebbe consigliabile). Maggiore è la dimensione dello scotch, minore sarà lo spazio in cui lavorare (e sappiamo bene che i bambini hanno problemi nella gestione dello spazio).

mescolare blu e bianco per ottenere un azzurro desiderato

col pennello dipingere di azzurro 3/4 dello spazio.

lavare il pennello e asciugarlo

aspettare che il colore sia asciutto.

Creare il marrone mescolando rosso, giallo e blu.

A foglio asciutto, dipingere col marrone, partendo dal basso verso l’alto, un cono senza punta tenendosi sulla destra del quadretto. Lasciare libero un poco di spazio in basso a sinistra

Inizialmente ho fatto il contorno col pennello e poi ho riempito col colore.

Ora lava il pennello, asciuga con lo scottex.

Mescoliamo giallo e blu per ottenere il verde, aggiungendo del bianco se lo vogliamo più chiaro.

Col pennello dipingere la striscia bianca sulla sinistra andando anche sopra un poco di marrone della montagna. Se il colore non è completamente asciutto meglio ancora, si mescolerà un poco dando un effetto piacevole. Non preoccuparti di avere tanto colore sul pennello, anche se si secca non è un problema.

Dai piedi della montagna stendi il colore dal basso verso l’alto ma non su tutta la montagna, arriva al massimo a metà.

Nel mio quadretto sono andata a pennellate piene di colore sulla sinistra proseguendo verso l’alto man mano che il colore si seccava sul pennello. Ho voluto fare pennellate a secco e, sempre a secco, dare due colpetti di verde sulla destra.

lava il pennello, asciuga con lo scottex.

Metti un poco di bianco sul piattino e, col pennello, anche se il marrone non è completamente asciutto, stendere il bianco dalla cima della montagna verso il basso. Non deve coprire il monte ma solo un poco di cima. Anche qui va benissimo se si sporca un poco il bianco col marrone sottostante, l’importante è che le pennellate vengano date dall’alto verso il basso.

Lavare il pennello ed asciugare.

Ora, stropicciamo ben bene un pezzo di scottex pulito e intingiamolo nel bianco.

Picchiettiamo con la parte di scottex stropicciato intinta nel bianco il foglio dove c’è il cielo. Otterremo delle nuvole.

Aspettiamo che asciughi (nel frattempo mettiamo in ordine l’armamentario).

Leviamo lo scotch e….voilà

Ed l’opera della nipotina è persino più bella:

l’opera originale dell’artista Helena

La mia nipotina era entusiasta del risultato. Considerando che la gestione dello spazio sul foglio non è facile per i bambini della sua età, e gli ho chiesto in effetti forse troppo, sono pienamente soddisfatta anche io del lavoro svolto.

Se qualcuno vuole provare o ha provato in classe questo lavoro e vuol mandarmi i propri risultati sarò felice di pubblicarli nella Gallery, sarà sufficiente inviarmeli a diariodiunamaestra@gmail.com.

Non siate timidi, inviate, commentate, confrontiamoci…

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Covid 19 - DaD, opinionibus

Pronti, ai posti…via, ma a casa!

No, non sono una pessimista e no, a scanso di equivoci non auguro lockdown. Devo ammettere che per me la scuola è ripresa dal 31 Agosto, tra materiale tecnologico finalmente arrivato (perché il governo si fa bello ma le scuole devono attendere ed arrangiarsi), riunioni varie e preparazione all’inizio delle scuole.

La scuola deve riaprire

Sacrosanto, per carità e non dico il contrario, però aprirle quando dopo una settimana devi chiuderle per elezioni non mi sembra questo gran colpo di genio. I banchi singoli? Ben venga, non quelli a rotelle sia chiaro, ma quelli classici che non abbiamo in tutte le classi, ma ci arriveranno chissà quando…e la mia ironia mi spingerebbe a dire che arriveranno sicuramente quando Gigino piange, Sofonisba litiga con Pippicalzelunghe perché non la fa giocare e siamo in piena ricreazione. Ma tanto che ce frega? Devon far le mummie, e quest’anno non facciamo nemmeno gli egizi, quindi dovremo forse dirgli di fare i murales delle grotte…fermi nella stessa posizione mentre gli operai mettono i nuovi banchi, magari a Maggio quando non servono più.

I dirigenti scolastici? Non li invidio proprio e non vorrei mai, vedendo con i miei occhi, essere al loro posto nemmmeno per il triplo del loro stipendio. Senza direttive fino alla fine se non un “i soldi son questi, le responsabilità queste altre, fate voi ma occhio che poi se va male pagate caro eh” . E oltre a sentirsi le critiche dei docenti (perché qualsiasi decisione prendano starà bene ad una parte ma all’altra no), si beccano pure una serie di articoli su varie testate giornalistiche pronte a puntare il dito sulla presunta inadeguatezza delle misure adottate, accuse spesso prive di tentativo anche minimo di provare a mettersi nei loro panni.

La cartellonistica ce la siamo dovuta mettere noi, e può anche starci, per carità, per poi sentirci dare una serie di regole talmente restrittive che, man mano che me le snocciolavano, buttavo via i post it mentali di attività che avevo pensato di fargli fare durante l’anno (e sia chiaro che non è colpa del Dirigente scolastico).

I colleghi precari…tasto dolentissimo. Al di fuori di critiche su diplomati magistrali, stabilizzazioni, concorsi, ma nessuno può comprendere appieno cosa prova una collega o un team di maestre che si son trovate bene con due o più colleghe precarie, a dover ogni anno attendere chi arriva. Ci si chiede “sarà la stessa?” passando per il “se è un’altra, come sarà? Si troverà bene con noi? Ci troveremo bene con lei?” ed in contemporanea “capirà la delicatezza della situazione di Pipino? Capirà che con Ninuzza deve essere più ferma e con Petruzzo deve essere più morbida?”. Le domande, le ansie, la preoccupazione è tanta ed il senso di incertezza non ci fa stare bene.

Insomma Lunedì si riapre tra gel, mascherine, disinfettanti, spruzzini si e spruzzini no, responsabilità più grosse di quelle che già si hanno e critiche a pioggia perché siamo insegnanti, la categoria più criticata da una buona parte della massa, talvolta a ragione, più spesso a torto, ed ovviamente rimane il nocciolo duro di persone, genitori e non, che comprendono le nostre difficoltà.

Come arriveranno? Come vivranno le nuove regole se già a fatica si adattavano a quelle precedenti? Come gli faremo capire? I bambini tirano fuori risorse che mai più si sarebbe pensato e devo ammettere che mi hanno stupita già durante la DaD. Sono fiduciosa, anche se con qualche riserva, e credo che tutto dipenda da come noi gli faremo vivere queste regole. Allegria, serenità, evitando allarmismi ma rimanendo ferme e coerenti nel rispetto delle regole. Dobbiamo resistere e farci vedere calme, decise ma senza ansie e, soprattutto, dare l’esempio col nostro comportamento.

Questa è la mia personalissima visione della situazione dopo aver passato un’estate a sentire tutte le testate giornalistiche di ogni orientamento e podcast vari, social e quanto altro parlare di scuola, a volte con cognizione di causa, più spesso a vanvera.

Un sincero in bocca al lupo a tutti i colleghi e le colleghe dunque, che spesso e volentieri lavorano e tacciono, che provano la frustrazione ed il senso di impotenza nel non poter intervenire in talune situazioni e che ora sono decise più che mai a fare da scudo tra ansie da Covid e gli alunni.

La differenza possiamo farla proprio noi maestri, a scuola. Noi siamo la resistenza! (dai, faceva bello dirlo)

Maestra imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

Creiamo un paesaggio magico con i nostri bimbi

Un paesaggio simpatico, semplice e colorato che....si illumina nel buio!

Da qualche tempo ho in testa di prendere qualche lavoro visto su pinterest e farlo mio. Ovviamente, per quanto si possa copiare il procedimento, il risultato sarà sempre differente perché per fortuna non siamo macchine fotocopiatrici e questo è un pregio notevole in arte.

Per questo lavoretto, di cui ovviamente ho fatto il tutorial, vi servirà :

colla

forbici

matita, gomma e temperino (le ultime due perché si può sempre sbagliare)

colori (quello che vi piace)

carta o cartoncino (cartoncino però non troppo spesso)

barattolo di vetro e candela o lampadina.

Questo lavoretto è facile, divertente e si basa sul principio usato per il disegno della cattedrale di S.Lorenzo.

Ho preso un paesaggio carino, tipico della Liguria, in un borghetto che consiglio vivamente di visitare: Porto Venere. Questo delizioso posticino è caratterizzato da case strette e alte, con colori allegri e molto diversi. Vi spaventa disegnare un paesaggio? Nessuna paura, pensate sempre alle geometrie…

Il lavoretto è meglio farlo assieme, il bambino in questo è opportuno aiutarlo nella fase finale, quando nel barattolo si mette una candela o una lampadina.

Io ho usato dei piccoli led comprati su Amazon, li avevo comprati per dei lavoretti di halloween e contavo di usarli anche per Natale. Sono molto carini perché variano le luci creando un bell’effetto.

Come ho fatto?

  1. Ho disegnato molto semplicemente il paesaggio senza stare attenta a tirare righe drittissime o perfette (non si dice però di andare storti) partendo dalle forme degli edifici per poi aggiungere le finestre e i balconi, o i pattern dei tetti

2. Ho colorato con acquarello (ma potete usare anche altri colori)

3. Ho ritagliato il contorno superiore del paesaggio per togliere il cielo (potete anche non farlo, ma secondo me così viene carino).

4. Ho arrotolato il foglio e incollato le estremità, giusto un dito di spessore, massimo uno e mezzo.

5. Ho messo il led acceso nel barattolo e poi ho messo il paesaggio a circondare il barattolo. Spegnete le luci e…..MAGIA….

Io ho scelto un paesaggio esistente, ma niente vieta di inventarsene uno, magari prendendo spunto e ispirazione da qualche libro, chissà….così si può fare un paesaggio delle fate, un giardino segreto, un paesaggio orientale che ci porti con Aladin a volare con la fantasia…o il castello della Bestia…

Per noi adulti magico non è, ma per un bambino si, e la tridimensionalità dell’oggetto conferisce un aspetto più accattivante e professionale ai suoi occhi. Ricordate sempre di guardare queste cose con i loro occhi (a volte lo dimentico pure io, è un monito anche per me).

Come sempre, se volete condividere i vostri lavori o le vostre esperienze scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com

Buona magia

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: opinionibus

L’ultima Domenica…tirando le somme in un anno straordinario (in molti sensi)

Siamo alla fine, agli sgoccioli si direbbe ed io, come tutti, mi sento prosciugata di energie. Per mesi nei podcast vari si sono spese parole sulla DaD ( gli acronimi sono meravigliosi), la famigerata Didattica a Distanza. Tra detrattori (tanti) e promotori (rari come una specie in via di estinzione) la DaD è entrata in punta di piedi, facoltativa perché tanto promuovevano tutti, per poi imporsi come obbligatoria anche per le famiglie, costringendo gli insegnanti a reinventarsi.

Ho atteso a farmi un’opinione chiara, netta, ben definita della DaD, ed ho atteso la fine di questo anno scolastico folle. Per quei bambini le cui famiglie hanno difficoltà economiche non è stato semplice ed hanno fatto sacrifici. Le regioni si son fatte belle promettendo contributi per l’acquisto di devices, ma chiedendo poi di anticipare dei soldi che le famiglie non potevano permettersi.

Dal MIUR sono arrivati dei contributi, ma non bastavano per tutti e si è dovuta fare una penosa cernita (penosa perché chi conosce le varie situazioni sa che inevitabilmente si escludono troppi). Quei bambini che hanno situazioni molto difficili in casa e traevano benefici dalla frequentazione in presenza, sono stati penalizzati.

Parliamo anche dei genitori? Massi dai! Ci sono stati genitori che suggerivano, che facevano i compiti dei figli (bravi eh, nessun errore, bella grafia…) dimostrando di capire bene le lezioni e facendomi meditare sull’insegnamento agli adulti (quasi quasi..). Ci sono stati genitori che non mandavano mai i compiti, quelli che li mandavano in ritardo, quelli che li mandavano la Domenica alle 21 quando avevi lezione la mattina seguente. I genitori che giravano in mutande, forse perché in fondo ci percepivano come di famiglia (voglio sperare sia così). Ci sono stati pure genitori che han fatto saltare lezioni perché il figlio non aveva voglia di seguire…

Le mie lezioni in DaD con Skype, scelto dai genitori perché dovevano già usarlo per altri figli.

Eppure…

Eppure io salvo la DaD! La salvo perché

1. Ho potuto lavorare in piccoli gruppi, che mi ha consentito di seguire quasi individualmente come non potevo in classe.

2. I bambini erano contenti, mi facevano vedere casa, mi raccontavano, intervenivano anche quelli che in classe tendono al silenzio.

3. Ci sono stati i genitori collaborativi, quelli sempre puntuali nell’invio, pazienti, rispettosi e comprensivi. Quelli che non hanno fatto saltare una sola lezione e con cui noi maestre abbiamo fatto squadra. Quei bellissimi genitori che hanno capito che non siamo nemici, siamo con loro, per loro, nell’interesse dei loro figli. a questi genitori meravigliosi un grazie è fin poco perché mi hanno fatto amare il mio lavoro.

4. Non tutti i bimbi erano entusiasti, come non capirli dal momento che non potevano uscire e giocare con gli amici, eppure il 90% ha mostrato dei miglioramenti nelle prestazioni. Erano divertiti dai contenuti interattiivi, dai giochini online creati per loro, dai tutorial che potevano fare quando volevano, rivederli se necessario e condividere con i compagni.

5.il mezzo digitale a loro piace! È accattivante e li interessa e poter apprendere nella loro casa permette di apprendere meglio perché inseriti in un ambiente familiare ed affettivo che la scuola, per quanto faccia molto, non può sostituire nè sopperire.

6. C’è da faticare più di quanto si possa pensare, ma per me ha significato poter sfruttare tutte le risorse della rete, dalle presentazioni power point, i giochini didattici interattivi ad hoc, spaziare assecondando le loro curiosità, mostrare loro come usare la rete, fargli visitare musei virtualmente…

7. Rafforzare i legami. Gli orari fissi, se pure ridotti, erano una routine e loro amano le routine, li rassicura. Come ha detto una mamma, gli sembrava un poco come a scuola.

8, I genitori hanno potuto vedere come noi maestre ci rapportiamo, come insegnano, come apprendono i loor figli e, soprattutto, quanto li difendiamo dall’impazienza naturale degli adulti per aiutarli a pensare.

9. I bambini sono entrati nella mia casa, hanno visto i miei animali, hanno parlato con mio marito, sono entrati nella mia vita ed in fondo era una loro curiosità.

10. I gruppi piccoli hanno creato un ambiente familiare e complice che ha favorito l’apprendimento, insegnando loor anche il rispetto dei tempi altrui. Non completamente, ma almeno più di prima.

MENZIONE D’ONORE, ultimo, non citato, ma non ultimo: il signor SILENZIO.

Non stiamocela a raccontare, dopo mesi di caos, urla, baccano in mensa, a ricreazione, in classe, qualche urlo e fintissima arrabbiatura (che però devi fingere sia vera), visite dall’otorino nel timore di essere sulla via della sordità, ecco una delle cose che ho amato (e amato è dir poco) della DaD. Alla fine della lezione potevo prendermi qualche minuto di silenzio. Qualche minuto solo perché poi si sa, non facciamo nulla quindi collegi docenti, riunioni per progetti, assistenza ai tablet forniti dalla scuola alle famiglie, i miei genitori che mi danno per dispersa “eh non ti fai mai sentire, abbiamo lavorato tutti” e coordinamenti con le colleghe…ma quei minuti di silenzio sono stati una boccata di aria fresca nonostante la clausura forzata. Mi hanno riportata a quelle ore stupende in un oasi di pace a gustarmi ostriche appena raccolte ed aperte ad un prezzo ridicolo nel porticciolo ostricolo di Gujan-Mestras in Acquitania, dove il rumore più forte erano i gabbiani perchè persino le gentilissime signorine che ti servivano parlavano sottovoce per non turbare la quiete, ed il silenzio e la pace eran tali che quei due bimbi che transitavano erano inibiti a qualsivoglia desiderio di alzare la voce.

Si può migliorare?

Si, certo, tutto si può migliorare. Sono mancati degli standard condivisi, tante piattaforme disponibili han fatto si che ogni team docenti scegliesse il proprio, spesso dettato dalle comodità delle famiglie, ma a discapito di un protocollo che prevedesse anche la sicurezza, la protezione della privacy. I server dei registri elettronici per le aule virtuali han creato non pochi problemi e non ovunque vi era copertura sufficiente. I supporti alle famiglie in difficoltà avrebbero potuto essere più consistenti, ma nel complesso non me la sento di bocciarla. Come tutti i sistemi tirati fuori dal cilindro all’ultimo minuto sono passibili di migliorie, ma ricordiamo, prima di esserne detrattori dittatoriali e rigidi, che non c’erano altre soluzioni per mantenere un minimo di continuità e contatto con i pargoli.

Una bambina mi ha chiesto “maestra ma possiamo fare arte così anche dopo la scuola?”

Ammetto che nonostante la stanchezza, la burocrazia che ci sommerge e nuova modulistica che ci appioppano ( perché vista l’emergenza…) il desiderio di dirle “si bella mia, la maestra ci sarà anche dopo” prevale e mi sta spingendo a nuovi tutorial di arte e forse qualche laboratorio estivo online, ma è tutto da vedere.

Se volete lasciare un vostro parere, critica o aprire una discussione, purché i toni rimangano pacati ed educati, invito a scrivermi o lasciare un commento.

Maestra Imperfetta