Pubblicato in: diario di una maestra, opinionibus, vita privata di una maestra

Christmas in back

Christmaaaaas Christmaaaaas

Santa Claus is back in town

Avrei voluto fare questo articolo prima in effetti, almeno dai primi di Dicembre, quando si è scatenata la terribile e temibile “guerra dei glitter”, dove ogni maestra corre ad accaparrarsene più che può come durante i saldi.

e quelle più pigre cercano di accaparrarsi quelli delle colleghe che ne hanno conservati, custoditi gelosamente e nascosti nei meandri di qualche cassetto tappezzato del nome della maestra formichina.

Tempo di lavoretti ovviamente e tempo in cui si riciclano idee, se ne trovano di nuove, si calcolano i tempi che tanto saranno sempre e comunque sbagliati e via dicendo. Non è meraviglioso?

In tutto questo ammetto non ho molta voglia di festeggiare, ma non voglio rovinare l’atmosfera ai bambini, per loro è un momento magico. Mi limiterò a consigliare un film natalizio, con la giusta dose di dolcezza, ma non melenso, apprezzabilissimo dai piccini ma anche dagli adulti.

Titolo: Qualcuno salvi il Natale

Disponibile su Netflix, film considerato per famiglie (ed in effetti lo è). Nel film chicche musicali, battute ed un simpaticissimo Babbo Natale interpretato da Kurt Russel. Pregevole questa sua versione di Santa Claus di Elvis Presley (fatela ascoltare ai vostri alunni al posto dei soliti jingle bells e altre canzoncine del genere)

Se l’ho apprezzato pure io che ho lo spirito natalizio del Grinch…direi che può essere apprezzato da molti.

Altra chicca natalizia, ma musicale, che di sicuro conoscerete è “Let it snow” di Frank Sinatra

Come non amarla con quella sonorità allegra, uno swing piacevole e la voce calda di Sinastra. Fa sorridere pure me.

In fondo farli disegnare o fare dei lavoretti con questo sottofondo potrebbe risultare anche piacevole e rilassante.

Se poi vogliamo incantarli con qualcosa di classico…beh abbiamo “lo schiaccianoci”, il film purtroppo è disponibile solo su Disney+, ma in fondo vale la pena almeno un mesetto di abbonamento per godersi delle storie a lieto fine. Si ha bisogno pure di quelle, specialmente a Natale. Perché citare un film? Perché è tratto da un famosissimo balletto i cui brani sono oramai nella cultura popolare (per fortuna) e sarebbe bellissimo potergli far ascoltare alcuni dei famosi brani del balletto e chieder loro se e dove li hanno sentiti. Potrebbero stupirci.

Mi hanno stupita d’altronde quando mi han detto “maestra è famosa, l’ho già sentita” ascoltando “Sweet child of mine” Dei Guns ‘n roses” .

Chiudiamo comunque le canzoni natalizie fuori dal tradizionale repertorio scolastico con “Carol of the bells” cantata dai Pentatonix. Sono veramente bravi e ….non usano strumenti, l’accompagnamento è tutto interamente vocale. Sarebbe carino e divertente fargli ascoltare la canzone senza vederla per poi chiedere loro se e quali strumenti hanno sentito. Solo alla fine….stupiteli con “non ci sono strumenti, solo voce”.

Questa non è l’unica canzone natalizia che hanno interpretato, potete sbizzarrirvi con altre, basta cercarli su youtube. Si chiamano Pentatonix.

In queste festività, non ve lo nego, il mio pensiero va a quattro persone di cui sento la mancanza.

Una è mia zia Teresa, il mio primo punto di riferimento, colei che mi ha insegnato molto senza volermi insegnare nulla. A lei devo molti comportamenti che attuo con i bambini

C’è Anna Cumetti, colei che mi ha accolta, sostenuta, aiutata e incoraggiata con questo blog. Con lei erano sempre discorsi su musei, libri, idee…

C’è il Prof Silvio Intiso, portato via dal Covid, colui che col sorriso ed un discorso lungo su Schiele (mio pittore preferito) mi ha conquistata subito. Sempre pronto alla battuta, sempre raffinato, mi disse che invidiava i miei schizzi veloci, io invidiavo il suo stile classico, molto accademico, che mi ricordava un poco Lucian Freud. Ogni volta che ci incrociavamo per i corridoi mi diceva “hai qualcosa da farmi vedere?”. Ho ripreso a disegnare anche grazie a lui

Infine c’è mio padre. Scomparso a Maggio improvvisamente, senza potergli dire un ultimo “ti voglio bene”. Questo blog è anche per lui che, col sorriso, mi disse “ma sai che mi piace? Dovresti però trovare il modo di levare le pubblicità”. Abbiamo qualcosa che ci accomuna: la passione per qualcosa (lui la medicina, io il disegno).

Li ho nominati in ordine di dissolvenza. Una dissolvenza fisica in realtà perché mi ricordo ogni parola, ogni sorriso, ogni momento e tutti sono stati punti di riferimento nella mia vita.

Se vi ho intristiti andate all’inizio dell’articolo ed ascoltatevi “Santa Claus” di Elvis e vi passa (almeno spero).

Vi lascio con i miei più sinceri auguri di Buon Natale e…

Tenete duro per la guerra dei Glitter