Pubblicato in: strumenti per docenti

L’ultima pecora

In questi giorni sto leggendo libri per bambini! Alcuni diranno “Che rottura”, altri “Ma dai che carino” e forse altri ancora “Ma fai prima a guardare tra le recensioni”. Hanno ragione tutti e tre!

Il “Che rottura” posso anche comprenderlo dal momento che da adulto speri sempre in emozioni più mature, diverse, magari libri che ti coinvolgono maggiormente o va a capire (va a gusti alla fine), ma non è da sottovalutare un libro per bambini anche in età adulta…non la solita gabbianella col felino o cipì sia chiaro (senza nulla togliere ai libri ma ci si fossilizza sugli stessi quando c’è un mondo), ma rovistare, curiosare, leggiucchiare può farci scoprire nuove storie anche divertenti, persino per noi che crediamo di averle lette tutte.

Questo è il caso di “L’ultima pecora” di Ulrich Hub

Un gregge di pecore si perde i pastori e si mette alla ricerca di questi in un viaggio in cui ogni pecora dovrà fare i conti con i caratteri diversi delle altre, con le raccomandazioni da sempre impartite dai pastori e con situazioni nuove in cui non sempre le raccomandazioni vanno seguite.

A fare da sfondo è la nascita di Gesù, ma non è un libro religioso e nemmeno dissacrante o blasfemo, è solo un libro che racconta una storia allegra, divertente, che a tratti ti strappa la risatina, ma alla fine ti insegna più di quanto la leggerezza della narrazione lascia intuire.

Vi lascio giusto quanto scritto nell’introduzione…o incipit se vogliamo (non è specificato)

Nemmeno a dirlo è finito subito nella lista dei libri tra cui scegliere per questa estate. Forse sbaglio in questa mia convinzione, ma penso che se un libro è piaciuto a noi adulti, può piacere anche a loro.

Nei prossimi giorni vi scriverò di altri libri comprati e letti, sperando di poter essere entusiasta come questo.

Alla prossima

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro

Leggere leggeri

Quest’anno non voglio dare libri per le vacanze con esercizi che, diciamolo. servono solo a stancare, annoiare e rovinare le vacanze a tutta la famiglia. Ora che sono in quarta la mia scelta è ricaduta su una decisione differente, forte della mia sacrosanta e inviolabile libertà di insegnamento.

Il metodo migliore per assimilare le “regole” della grammatica è vederle applicate ad ogni riga, pagina…libro. Ho deciso, senza troppa originalità lo so, di dare una lista di libri tra cui scegliere la lettura estiva e dovranno farmi una scheda del libro. Fin qui nulla di che, e non è un’idea rivoluzionaria sia chiaro, né mi sogno di spacciarla per tale, ma è un’idea maturata durante l’anno e non consigliatami.

Il modo migliore per invogliarli? All’inizio ho dovuto forzare un po’ la mano e mi è dispiaciuto a dirla tutta, ma ora, a distanza di un paio di mesi e qualche genitore che ha fatto le sue rimostranze perché, orrore degli orrori, li facevo leggere a ricreazione dopo mensa, sono i bambini stessi che mi chiedono e non gli basta più la biblioteca di classe, non riesco nemmeno a riprendere la lezione in tempi brevi perché “aspetta maestra, finisco la pagina” (AIUUUUTO).

Ho annunciato loro che avrei dato una lista di 10 libri tra i quali dovranno scegliere almeno un libro (solo per venire incontro alle finanze esigue di alcune famiglie), anche in affitto dalla biblioteca va bene, ma mi si è posto un altro problema: come scelgo i libri?

Dopo attenta navigazione nei siti di settore, letture di recensioni e critiche, ho selezionato 5 libri recenti e 5 classici.

Ulteriore problema: come posso consigliare un libro che io per prima non ho letto o non leggerei? Andrebbe contro ogni mio principio. Premesso che alcuni libri per l’infanzia onestamente mi fanno decisamente storcere il naso per l’eccessiva semplicità (eccessiva persino per un bambino), ho deciso che mi sarei presa e letta i libri scelti.

Il primo libro letto è “Rapimento in biblioteca” di Margaret Mahy e, proprio mentre mi divertivo a leggerlo con un occhio sul libro e l’altro sui bimbi di seconda durante la ricreazione, mi son ritrovata circondata dai pargoletti che mi han chiesto di leggergliene un po’. Non resisto, lo ammetto, e memore della zia che ci leggeva un capitolo alla volta, mi son messa a leggere un capitolo, ma non più di uno…inutile dirvi che è stato un successone.

Ho finito di leggerlo per conto mio e devo dire che mi ha fatto sorridere il cuore, forse la bambina che è in me, la piccola me rimasta ancora viva e mai dimenticata, ha provato quel piacere della lettura prima di andare a dormire, della storiella divertente che non ti fa piegare dal ridere, ma ti lascia il sorriso. Forse noi adulti dovremmo leggere ogni tanto qualche libro per bambini, per ritrovarci e ritrovare quel divertimento innocente e un po’ della spensieratezza persa.

Forse dovremmo leggere più leggeri.

Dei libri vi parlerò nei prossimi articoli, ma sentitevi liberi/e di consigliare i libri per l’infanzia che vi sono piaciuti ed hanno fatto impazzire i vostri figli/alunni.

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro, Strumenti google per docenti

LIBROGAME- i libri…da giocare

Quando ero bambina leggevo veramente di tutto, e credo di aver letto quasi tutta la letteratura classica per bimbi, o considerata tale almeno. Alle medie (ai miei tempi si chiamavano così) ho scoperto…rullo di tamburi…i librogame!!!

No, non è la mia libreria, ma rende l’idea di quanti ne sono stati pubblicati

Il Librogame, per chi non lo sapesse, è un libro da giocare. Serve solo il libro e un paio di dadi da sei facce (ne esistono anche da 4, da venti, ma per questo servono da 6). Sono organizzati in paragrafi più o meno brevi che si concludono con un paio di scelte minimo. A seconda della scelta che fai (o dei dadi che ti chiede di tirare), vai a questo o quell’altro paragrafo e la storia evolve diversamente. Ricordo con molto piacere gli enigmi e altro che ti chiedeva, e ricordo che ci passavo ore, estati intere, credo di averne ancora qualcuno.

Oggigiorno molti videogiochi hanno adottato questo sistema, con la storia che evolve a seconda della scelta che fai e il finale può cambiare in base proprio alle scelte compiute durante il gioco. Quello che rendeva speciali i libri però era che potevi rileggerli anche tre o quattro volte e non annoiavano mai. Ma qual è il segreto di tali libri? Semplicissimo, offrono un’esperienza immersiva anche a chi non riesce ad immedesimarsi nei romanzi.

titolo di un videogioco, ora anche librogame, ma decisamente non per bambini. Lo consiglio vivamente ad adulti e ragazzi delle superiori.

Un’idea ci viene proprio dal film “La Storia infinita”, dove il ragazzino, che già comunque legge molto, si trova a fare la differenza all’interno di un libro poiché il co protagonista è proprio lui. Nel librogame il protagonista è il lettore, e questo rende accattivante il prodotto.

Dopo qualche mese che ci rimuginavo sopra, mi sono posta la domanda…ma se facessimo un librogame con i bambini, per i bambini?

Si può fare anche semplicemente in word o google documents, ma diventa poi una rottura l’impaginazione, cercavo invece qualcosa che permettesse di scrivere e poi far impaginare in automatico dal programma…e l’ho trovato!

Per coloro che sono interessati pertanto segnalo, da scaricare, Librogame Creator 3.

Questo programmino non occupa tanto spazio nel pc, è velocissimo da installare e, se non lo si vuole installare, si può scaricare in versione “portable”.

Permette di creare in automatico i paragrafi cui rimandare per poi rimescolarli in automatico e ti illustra anche la “mappa” dei collegamenti per tenere sotto controllo la storia. Lo trovo decisamente molto comodo.

Un librogame calibrato su bambini di 9 anni per insegnare loro un metodo di ricerca e distinzione delle fake news dalle fonti attendibili.

Un altro modo per farli divertire leggendo sono le “avventure testuali“.

“Le avventure testuali (in inglese interactive fiction) sono programmi per computer che simulano un ambiente nel quale i giocatori usano comandi testuali per istruire il personaggio della storia a interagire con l’ambiente in cui si trova. Le avventure testuali possono essere interpretate sia come un lavoro letterario che come un videogioco. ” (cit. Wikipedia)

Erano in voga negli anni 80. Ma mentre i librogame, che altro non sono che racconti a bivi, affondano le loro radici negli anni 40, e vedono tra i vari autori che vi si sono cimentati anche Raymond Queneau le avventure testuali si affacciano nelle menti dell’uomo nel 1975.

Possiamo parlare di librogame se è cartaceo (o digitale ma per e-reader) e di avventura testuale se il suo funzionamento è improntato come videogioco e interamente fattibile su pc, tablet e smartphone.

Potete creare anche voi un’avventura testuale personalizzata e calibrata sui vostri alunni con google moduli per esempio, dove c’è la possibilità di inserire immagini e video che possano aiutare o semplicemente attirare l’attenzione.

Sia per il librogame, sia per l’avventura testuale su google moduli, occorre comunque un poco di coding, tuttavia potrebbe risultare divertente fare coding con la classe per studiare un’avventura testuale assieme.

Alla fine per fare l’avventura serve una mappa da cui si parte per poi fare diversi collegamenti a seconda delle risposte. Ne uscirà un diagramma che ben farà capire ai bambini, divertendosi, che a data risposta ci sono date conseguenze. Come fare? Ve lo spiegherò nel prossimo articolo.

Al prossimo articolo

Maestra imperfetta