Le dita tamburellano sulla tastiera, non sono nervose quanto, piuttosto, annoiate. Davanti a me la cartina fisica dell’Italia, sulla sinistra la lavagna di ardesia con cancellino e gessetti nell’apposito ripiano. La cattedra poco distante e un armadio dentro il quale regna il disordine (non per causa mia per una volta tanto).
Alle mie spalle i banchi bassi e le sedie, diciamo pure meglio messe rispetto a quelle che avevamo noi. Altri armadi pieni di roba, scaffali con quaderni e scaffali con libri…ed ecco che la musichetta che avevo nella testa mentre ripercorrevo con la mente questo panorama, senza guardarlo perché si trova alle mie spalle, si interrompe col tipico rumore di un vinile che strisci via dal piatto senza levare la puntina.
I libri!
Ricordo bene che quando andavo alle allora elementari avevamo un solo libro, il sussidiario, che trattava tutto lo scibile che un bambino presumibilmente doveva accumulare nell’arco dell’anno. Quaderni…forse due credo, uno per italiano e uno per matematica.
Ora hanno tre libri di italiano (grammatica, eserciziario e testi o lettura), due di matematica (eserciziari e testi), uno con scienze e tecnologia, uno con le “aree antropologiche” ossia storia e geografia e uno di inglese. otto libri se va bene!
A questo punto uno si aspetterebbe anche che, a fronte di libri specifici per materia, la qualità e quantità di scibile sia aumentata e migliorata giusto? E invece no!
Non solo non sanno ricavarsi informazioni da un testo nemmeno se li imbocchi, ma arrivano a malapena ai Romani (eh no Fra, non si fanno prima della quinta). Stiamo sbagliando qualcosa?
E se proprio l’eccesso di materiale fosse il problema? Meglio una panoramica generale su storia, geografia e quanto altro, curando magari di più Matematica e Italiano? In fondo le primarie devono preparare, dare le basi, gettare le fondamenta del sapere che si costruiranno negli anni futuri, mica fargli saper tutto già a 10 anni.
Di errori nella scuola se ne possono ravvisare molti, e tra docenti e genitori sono in tanti a venere nell’Istituzione scolastica un enorme, gigantesco, colossale errore, eppure in qualche modo vanno avanti. I bambini vanno avanti nonostante noi, nonostante tutto, nonostante i nostri errori (nostri come docenti, come adulti, come società anche al di fuori della scuola).
Ricordo, in una puntata della sit-com americana “Modern Family” che i due papà, preoccupati e sommersi dai sensi di colpa perché giocando han fatto prendere una testata alla figlioletta, vanno dalla pediatra che, pacata e divertita, dopo la visita, li rassicura con “i bambini sono fatti per sopravvivere a noi adulti”. Forse non sono state le parole esatte, ma il senso era questo. Non è e non deve essere la scusa sia chiaro, tuttavia, impariamo tutti attraverso tentativi ed errori e questa forse è la più grande lezione che possiamo dare loro.
Sono consapevole che questo articolo è un tantino sottotono rispetto ai precedenti e me ne scuso, ma molte sono le domande e non v’è ancora risposta all’orizzonte. Torno quindi a guardare il Dizionario di italiano alla mia destra ed i gessetti colorati a sinistra, chiedendomi cosa riuscirò a fargli imparare oggi di inglese.
A presto, la vostra
Maestra Imperfetta