Pubblicato in: diario di una maestra, opinionibus

La Preside e lo studente al liceo

No, non è il titolo di un B-movie degli anni 70 con Alvaro Vitali o con Banfi e la Fenech e non è nemmeno una barzelletta osè di quelle che ti raccontano compiaciuti certi individui. E’ una storia, una brutta storia, ma non è brutta perché si tratta di una Dirigente Scolastica che ha una relazione con uno studente, tanto più maggiorenne, quello casomai lo lascio stabilire alle normative vigenti in materia. Ciò che rende brutta questa storia, a mio parere, è proprio che si sia sbattuta in prima pagina, o comunque sui canali social, l’identità di questa donna.

Io non intendo esprimere pareri sulla relazione, vera o presunta, perché prediligo lasciare agli organi competenti le indagini in materia e relativi provvedimenti, ma da qualche giorno non riesco ad aprire social o giornale che mi ritrovo davanti il viso di questa donna, vittima di un giornalismo becero che lede l’immagine della categoria dei giornalisti (cui fa parte una schiera di giornalisti decisamente seri e competenti).

La riflessione, vedendo questo volto ed ascoltando diversi interventi alla radio e anche su internet (es. Matteo Flora e il suo “ciao Internet), ritengo sia dovuta.

Si tratta di una mia opinione, pertanto opinabile e senza nessun intento di “verità assoluta”, ma è mai possibile che se si tratta di una donna la si “esponga” al pubblico ludibrio senza un briciolo di rispetto per la sua privacy? Ma che società è quella che non si scandalizza perché dei giornalisti violano la privacy di una donna ben consci dell’effetto che fa, ma si scandalizza e si indigna per una relazione tra due maggiorenni.

La differenza d’età non è una discriminante sia chiaro, ci sono coppie famose la cui differenza d’età è pari se non superiore e nessuno fiata in merito, ma se è lui più grande nessuno dice nulla, al massimo scatta quel maschile sguardo sornione e battutina solidale, se è una Lei la più grande ecco che la cosa disturba.

Il ruolo? Si, quello può disturbare, perché in effetti si pensa che chi è a capo o chi fa parte della comunità educante ed esercita quindi un “potere”, è insignito di un'”autorità” ha un ascendente verso lo studente che si trova in una posizione di “sudditanza” psicologica (per fascinazione o per soggezione). Non sarebbe errato concettualmente ed in effetti è forse l’unico elemento che, ammetto, mi lascia un tantino perplessa e dubbiosa sulla faccenda.

Al di là di questi elementi che possono averci spinto ad un’indignazione comprensibile o meno sulla faccenda, ritengo profondamente ingiusto e disgustoso che non si sia rispettata tale donna. Siamo ancora lontani dalla vera parità fin quando sarà il garante della privacy a dover intervenire per rispettare i soggetti. Siamo ancora lontani dalla vera parità se un presunto comico (perché ridere non fa) si permette di fare battute su una donna uccisa solo perché era una pornostar, siamo ancora lontani dalla vera parità se non impariamo tutti ad astenerci dal giudizio. Siamo ancora dalla vera parità se non impariamo a non scagliare pietre solo perché lo fanno tutti, basandoci su un trafiletto su facebook. Siamo ancora lontani se, per dirla alla Oliva Denaro, non esiste il femminile singolare, ma abbiamo ancora bisogno del femminile plurale per essere rispettate in quanto persone.

Pe approfondire o anche solo per curiosità, consiglio il video di Matteo Flora su questo argomento.

Io però, prima di salutare, aggiungo un’ultima cosa. Che differenza c’è tra noi che insultiamo e ci indigniamo per un’articolo con foto, nome e cognome su facebook e i talebani che si radunano per lapidare una donna per un reato dichiarato si, ma senza prove e con un giudizio arbitrario? Qualcuno dirà “eh ma non è la stessa cosa, con la lapidazione muori”, e invece è la stessa cosa perché il Web non dimentica e quel nome, nonostante tutti gli interventi del Garante della Privacy, rimarrà, e sta donna non avrà mai assoluzione vera, rischia la morte sociale e lo sappiamo tutti, e sarà così anche quando e se avrà pagato ciò che dovrà (ammesso lo debba). Ad ogni modo a finir lapidate son sempre, soprattutto, donne.

Io torno a riflettere su questi tempi, e magari studiarmi qualche altro tutorial di disegno, sperando sinceramente di esser solo un pochino tragica, magari esagerata.

La vostra

Maestra Imperfetta