Mi sono divertita a citare la sigla de “La stella della Senna” o “@Il tulipano nero”, non ricordo ora con precisione quel cartone animato, ma la faccenda non è leggera e non è nemmeno piacevole.
Accade quattro anni fa, i bagni di una scuola primaria vengono trovati imbrattati di feci. La collaboratrice scolastica , a ragione, se ne lagna con la maestra. La maestra, come è giusto che sia, rimprovera aspramente gli alunni e fin qui, salvo le feci allocate in sede differente dalla loro civile destinazione, è storia di ordinaria amministrazione in ogni scuola.

I genitori però decidono che non è giusto che una docente si permetta di rimproverare i loro pargoletti e la denunciano. Dopo quattro anni di processo arriva la sentenza: condanna a 50 giorni di detenzione per abuso di mezzi di correzione (art 571 c.p.).
Sento il coro di indignazione levarsi e, in tutta onestà, ci stavo per cascare pure io, non fosse che mi sembrava strano che non venisse calcolata la culpa in educando dei genitori (art 2048 c.c.) e mi sembrava ancora più strano un giudizio arbitrario del giudice giacché sono di quelle ingenue persone, forse troppo benpensanti, che ha fiducia nella giustizia. Ad ogni modo, non avendo altro che trafiletti su varie testate online che non approfondivano la vicenda, era piuttosto facile che il giudizio andasse in una direzione, pertanto ho preferito conservare un certo scetticismo.
Dopo qualche giorno, spulciando vari articoli sul web incappo in un articolo che chiarisce qualche dubbio a riguardo, aggiungendo dettagli al quadro. L’articolo lo trovo su “La gazzetta di Parma” dove approfondisce la vicenda (accaduta proprio in quel di Parma).

La maestra in questione pare sia stata già a suo tempo segnalata al Dirigente Scolastico da alcune colleghe ed il Dirigente ha provveduto con una sanzione disciplinare. Le sanzioni disciplinari, giusto per chiarire in merito, non vengono date con facilità. C’è un iter preciso che include segnalazione all’interessato, possibilità di contraddittorio dell’interessato. Senza contraddittorio tutto il procedimento è nullo. Tutto questo panegirico per dire che se il docente è stato sanzionato vuol dire che, in sede di istruttoria si saranno trovate evidenze del fatto. La metto sul forse perché non si sa mai come sono andate realmente le cose ed è più facile essere giustizialisti che razionali.
Tale sanzione disciplinare pregressa, presente sul fascicolo del docente, era proprio riferita ad atti che l’hanno poi portata alla condanna. Ciliegina sulla torta insomma. Nella sentenza del giudice, pubblicata solo in parte, si legge
«Se sgridare gli alunni per una condotta sbagliata non è solo opportuno ma anzi assolutamente doveroso, tuttavia far degenerare l’ammonimento in volgari insulti significa valicare i limiti del potere correttivo correlato all’autorevolezza del proprio ruolo»
E dagli torto…
Ricostruendo quindi i fatti, se pure sia chiaro che faccio un esercizio di pura ipotesi e quindi da prendere con le pinze, la bidella è arrivata lamentandosi della sporcizia. La maestra ha visto rosso come i tori e non si è domandata nemmeno se fossero o meno colpevoli i suoi bambini (magari sul piano c’erano altre classi, come nella mia scuola, ed è più facile pensare siano i più grandi a combinarle dimenticandosi che anche i piccoletti non scherzano). Forse pompata dalla collaboratrice scolastica, la docente, già con le narici allargate, sbuffante come un toro in carica ad una corrida, ha pensato che la sgridata preventiva potesse anche starci, ma non ha misurato molto i toni.
Aggiunge il giudice
<< né la difficoltà nella gestione della classe da parte della maestra o l’episodio dell’imbrattamento dei bagni possono giustificare questo tipo di invettive, profferite in modo pressoché indiscriminato nonostante l’assenza di prova di chi fosse il responsabile o se fosse proprio in quella classe >>
Ora, con tutto il dovuto rispetto, sfiderei qualsiasi giudice a venire in classe ad indagare su chi è stato quando ti prendi una serie di “non sono stato io” oppure “io so chi è stato” e magari viene indicato quello che ha l’unica colpa di avere una famiglia mezza distrutta ed essere affidato ai servizi sociali. A chi crede al candore dei bambini ricordo sempre che “Il signore delle mosche” è stato scritto da un maestro. Diciamo che il 90% delle volte ti tocca punire la classe per far uscire il colpevole. Ad ogni modo c’è sempre una misura in tutte le cose, anche nella punizione.
Il giudice continua aggiungendo che è dimostrato che la condotta addebitata a questa maestra non è frutto
«di una reazione genitoriale ingiustificatamente iper difensiva e volta a contrastare l’istituzione scolastica, ma, anzi, trovano conferma nelle stesse dichiarazioni delle colleghe e nell’irrogazione di una sanzione disciplinare da parte del preside che quell’istituzione rappresenta»
Le colleghe, questo non ci è dato saperlo, potrebbero essere persone oneste, corrette ed aver voluto agire nell’interesse dei bambini (cosa che mi piace pensare) o essere come certe colleghe che invece accusano anche senza prove, pur di mettere in difficoltà la collega presa in antipatia (ce ne sono casi come questo). Ma ritengo che un DS se provvede ad una sanzione disciplinare, abbia valutato bene ed indagato opportunamente e tutto portava in tale direzione.
E la culpa in educando? Non potendo sapere chi ha combinato quell’atto di vandalismo sarà ben dura accusare a priori tutti i genitori. Auspico tuttavia che anch’essi abbiano fatto qualche indagine in famiglia e, se è venuto fuori che il loro figliolo ha partecipato a quest’atto…abbia preso seri provvedimenti a riguardo e non liquidato la questione con “sono bambini”.
Non posso quindi, e non mi azzardo, a dire se è giusto o sbagliato dal momento che gli elementi sono questi che ho elencato, e pochi altri articoli che non aggiungono nulla a quello citato. Non posso che limitarmi a supporre cosa avrei fatto, ma anche questo comunque andrebbe preso con le pinze dal momento che bisogna trovarcisi nelle situazioni.

Per il momento è tutto, niente lavoretti di Buona Pasqua, delegati a colleghe più volenterose di me, ma tante perplessità dinnanzi al concentrarsi della Stampa su ciò che c’è di peggio nella scuola, dipingendola come spesso non è. La scuola è una realtà molto complessa perché fatta di persone e tutte fallibili. Non giustifico chi esagera con i mezzi di correzione, ma cerco solo di comprendere, lasciando alla giustizia il suo compito.
Al prossimo articolo, sperando di riuscire a farvi un altro tutorial di arte.
Buona Pasqua
La vostra Maestra Imperfetta