Pubblicato in: opinionibus

La Fisica, in cucina, che ci piace ma che viene criticata

Ci sono momenti nella vita in cui guardi lo schermo e vedi solo una cosa…

Il cervello sembra spento, o magari, vuoi sperare, andato a farsi una pausa caffè. Vorresti studiare, fare, creare ma come accendi il pc vedi solo questa immagine…balle di fieno che rotolano.

Devo riportarlo all’ordine, svegliarlo, ma gli occhi si chiudono da soli ed è una lotta tra te e il sonno che non si spiega, tanto più che hai dormito sette ore di filato, senza incubi e senza interruzioni. Niente, quella cosa che ti ritrovi nella scatola cranica non ne vuol sapere.

Saranno i numerosi adempimenti di Maggio? Saranno i pensieri perché per non lasciare indietro nessuno sei riuscita a rimanere indietro tu rispetto a quanto ti eri prefissata? Che poi tanto quelli che non volevi rimanessero indietro ci son rimasti lo stesso perché i compiti sono una seccatura e ascoltare figuriamoci, se poi si può saltare scuola meglio ancora no?

Ammetto che oggi proprio non ho idee ed è una settimana abbondante che è così, anche se di cose ne succedono tutti i giorni in classe e nella scuola. Forse una pausa serve, forse c’è bisogno di staccare davvero dalla quotidianità scolastica per fare il punto della situazione, programmare quello che si vuole fare il prossimo anno magari, ripassando quegli argomenti che non tratti da eoni.

Una cosa mi ha colpita molto in questi giorni, ora che ci penso, e a ben vedere sono due:

  • gli insulti al Prof Schettini, autore di La fisica che ci piace

Nel primo caso lo insultano definendolo pagliaccio perché ha fatto dei video e si è messo sui social per…tenetevi forte…SPIEGARE LA SCIENZA! Insomma, registra gli esperimenti che fa in classe e mostra come dall’esperimento si arriva a riflettere e dedurre la legge della fisica che lo governa. E riceve insulti per questo…e li riceve da DOCENTI! Perché scrivo maiuscolo? Per sottolineare l’assurdità di questo atteggiamento. Non è magari il primo o l’unico a farlo, ma lui ha avuto successo, gioiamone e godiamoci questi esperimenti, magari possiamo trarne spunto, perché no? E invece alcuni di noi docenti preferiscono insultare o ridicolizzare. Che tristezza! Quanta strada abbiamo ancora da fare…

Nel caso di Benedetta invece, da che ho capito, il problema sta in certi commenti snob perché non usa il prosciutto di Pata Negra massaggiata tutti i pomeriggi alle diciassette e trenta su un prato di erba rigorosamente falciata, o perché non usa il sale raccolto sull’Himalaya dopo aver lottato con un caprone decisamente poco collaborativo e contrario alla condivisione del prodotto. Ovvove ovvove (non abbiatene, ho l’erre moscia pure io) usa solo prodotti ECONOMICI, no dico…capite? In tempi in cui tutti i beni di prima necessità (alimentari) sono aumentati del 10% lei osa usare prodotti economici e già confezionati…roba da matti, ma Benedetta, ma cosa fai?

Ironia a parte, rigorosamente indirizzata a coloro che han visto due puntate o una stagione di masterchef e si credono dei Ratatouille incompresi, facendo solo la figura becera e patetica della versione ignorante del critico gastronomico Anton Ego (notare il cognome), come maestra mi impegno a combattere gli sprechi, ad insegnare loro che il denaro ha valore e non bisogna certo scherzarci troppo sopra, ma bisogna amministrarlo bene. Io, come molte mie colleghe, cerchiamo di trasmettere il messaggio che non è sbagliato volere qualcosa che costa un po’ di più, ma allora bisogna risparmiare su altro.

Ho trovato aberrante che si giudichi una donna che fa cucina casalinga, che magari non ha nemmeno una formazione alberghiera, ma ha imparato ricette dalle zie, come si faceva un tempo, come ho fatto pure io.

La cosa che ho apprezzato di lei, pur non seguendola, è che fa una cucina per tutte le tasche, questo è il suo scopo e lo trovo ammirevole, un esempio, perché ragazzi, diciamocelo, va bene il prodotto pregiato, ma come disse lo chef di un ristorante stellato in cui siamo capitati una volta “ma io a casa mi faccio un 4 salti in padella, sono buonissimi lo stesso e son più veloci”.

Insomma questi due esempi di questi giorni aprono ad un mondo di riflessioni, primo tra tutti una riflessione sulla facilità di giudizio, la mancanza di empatia e, secondo me, anche una bella palata di invidia. Che esempio diamo ai nostri figli e alunni se cadiamo in questi errori?

Ma soprattutto, cosa c’entrano questi due personaggi? Cosa li accomuna e come si possono collegare? La risposta è semplicissima…in cucina comanda la Fisica! I miei due eroi, perché dopo sta valanga di critiche sono diventati degli eroi (specialmente visto il modo composto e sensato di rispondere) hanno fatto proprio dei video nella cucina di Benedetta per spiegare come, seguendo le leggi della fisica, si può montare alla perfezione gli albumi e altre amenità…

I registi mancati li perdonino se il video è casereccio, Spike Lee quel giorno era impegnato e Spielberg era raffreddato.

Alla prossima

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, opinionibus

Le scelte…difficili

libri di testo e dove trovarli…o più che altro come sceglierli. Almeno un paio di volte per ciclo ogni un insegnante si trova a dover scegliere il libro di testo! Almeno due volte per ciclo si troverà dinnanzi alla crisi profonda (e non scherzo) per l’annoso dilemma: quale? Quali criteri?

Alcuni libri offrono cose che altri non offrono, ma gli altri hanno cose che i primi non hanno. Verrebbe voglia di mandare a spigolare tutto e dire “me lo faccio io”. Missione impossibile!

Io sono in bilico tra tre libri di testo di matematica e scienze: Mondo 2030, Amiche Discipline e il Sussidiario delle discipline. Tutti e tre validissimi a mio modestissimo, quanto opinabile, parere. Uno ha l’escape room e molto gioco, l’altro pure, uno ha tantissimi esercizi e schemi utili per il ripasso.

Tra schede riassuntive, mappe concettuali, strumenti di cartoncino plastificato (che tanto perdono in 3…2…) e altro sono davvero, davvero in crisi nera e il naufragar non mi è affatto dolce in questo mare.

Come scegliere? Difficoltà? Mi sembrano tutti facili a dirla tutta!

Giochi? Quelli posso proporli anche senza libro, internet è piena di giochi matematici, c’è più offerta che richiesta.

Escape room? Carina l’idea in effetti, ma quando la LIM non funziona è un dramma e molte famiglie, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono così tecnologiche da utilizzare un qrcode o mettersi lì a seguire i pargoli.

Fumetti? Bellissima idea, ma se li faccio fare a loro forse è più produttivo ed efficace che trovarli già fatti…forse…me l’annoto come idea!

Il mio libro ideale dovrebbe essere insomma una somma di questi tre libri tra cui sono indecisa ed avere:

  • grafica accattivante e semplice
  • escape room e gamification
  • spunti per giochi matematici e scientifici in gruppo
  • spunti per il debate in classe

Aaah ecco una cosa che ho notato con sommo piacere! Anni fa quando ho scoperto il debate durante un congresso a Salsomaggiore, ho subito pensato che sarebbe stato meraviglioso integrarlo alle primarie. Ed oggi, a distanza di circa tre anni, incappo in un libro in cui ci sono spunti per il debate in classe!

Quest’anno, non so se valeva già dallo scorso anno ma non mi pare, i rappresentanti ci hanno informate che possiamo anche dividere i libri. Se io di matematica prendo “mondo 2030” la mia collega di italiano può prendere tutt’altro libro e tutt’altro editore e questo mi sembra un gesto di enorme civiltà e sensatezza.

Alcune scuole, da che ho letto e sentito, impongono che i team scelgano tutti lo stesso libro, ma questo non lo trovo giusto, e non lo è perché prima di tutto va contro il principio sacro e sancito dalla Costituzione, ma rafforzato dagli articoli 1 e 2 del dlgs n. 297/1994.

Nella nota ministeriale sulle adozioni dei libri di testo  5272 del 12.03.2021 si legge:

“Si ricorda ai dirigenti scolastici di esercitare la necessaria vigilanza affinché le adozioni dei libri di
testo di tutte le discipline siano deliberate nel rispetto dei vincoli normativi, assicurando che le
scelte siano espressione della libertà di insegnamento e dell’autonomia professionale dei docenti.

Insomma un libro di testo è fondamentale espressione della libertà e autonomia didattica dei docenti. Trovarsi a dover utilizzare un libro che hanno scelto altri è come muoversi in un vestito che non è della tua taglia.

Ultimo, ma più importante a mio parere, fattore da considerare è che ogni classe ha la sua geometria, le sue caratteristiche e ciò che va bene in una classe non va necessariamente bene nell’altra, pertanto un libro può andare bene per gli uni ma non è detto che vada altrettanto bene per gli altri.

Un altro elemento per me fondamentale è la presenza di testi facilitati acquistabili dai bambini con varie problematiche. Se lo stesso testo prevede la versione facilitata a mio parere è molto meglio. Mi permette di lavorare in un’ottica più inclusiva.

E dopo queste mie considerazioni, opinabili e non condivisibili se non si è concordi, direi che alla fine la mia scelta è….boh! Vorrei solo poter fare un bel mix, ma non so se una casa editrice mi considererebbe mai. Certo, sarebbe bello se le case editrici chiedessero a noi docenti che lavoriamo nel quotidiano, in classe…insomma a noi soldati in trincea.

Per oggi è tutto…e voi che libro avete scelto? Quali sono i criteri usati?

Scrivetelo nei commenti se vi va…altrimenti rifletteteci magari, perché il testo scelto fa la differenza per almeno due o tre anni, a seconda di quale sia la vostra situazione.

A presto, la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, matematica per bambini, tecnochicche

Caro vecchio tecnologico ABACO

Ricordo anni addietro, ero ancora una bimbetta delle elementari, appena dopo l’estinzione dei dinosauri insomma, avevo un pallottoliere tascabile che mi portavo a scuola tronfia e fiera perché mi sembrava una cosa superlativa (anche se alla fine nemmeno lo usavo).

Era piccolo, si apriva a libretto, aveva credo dieci file da dieci pallini se non ricordo male. Unica cosa che non ricordo era il colore della confezione, forse era azzurro…ma non mi sono mai piaciuti i colori attribuiti da stereotipo al femminile. Oggi il pallottoliere lo si usa ancora, lo so, e spesso lo disegnano sul quaderno, ma l’oggetto ha sempre qualcosa di magico. Far scorrere le sfere su quelle aste di metallo sembra dare più piacere della fredda calcolatrice. Che il piacere sia nell’atto stesso? Chissà…ma la tecnologia non è da demonizzare, la differenza sta sempre nell’uso che se ne fa.

Oggi torno a parlarvi di Mathlearningcenter, dove, curiosando come mio solito, dopo Geoboard ho trovato un nuovo programmino, senza bisogno di installazione, chiamato Number Rack (Number= numero e Rack= rastrelliera).

Come si può ben vedere è un abaco a tutti gli effetti. Si parte con due griglie ma se ne possono aggiungere o levare secondo la necessità.

Aprite sempre la web app, così che non richieda installazioni e questo non vi crei problemi con autorizzazioni dell’amministratore di sistema richiedendo password che non conoscete.

Si usa esattamente come un pallottoliere, quindi alla fine sta a voi maestri/e stabilire come e quando usarlo, ma io personalmente l’ho trovato molto bello e utile.

Volete prima un tutorial per imparare ad usarlo? Mathlearning ha pensato anche a questo. Dalla pagina principale sarà sufficiente andare a cliccare su “learn more” e si aprirà la pagina come da immagine.

Andate su Launch tutorial e avrete delle piccole ma semplicissime sfide per imparare ad usare questo programma, che al contempo vi forniranno anche idee per sfruttarlo in classe. Se scorrete più in basso, senza lanciare il breve tutorial, avrete modo di poter scaricare dei libri di attività da svolgere con questo programma. I libri sono totalmente gratuiti ma sono in inglese.

Mi sono divertita a giocare un poco con questo pallottoliere virtuale ed in effetti è molto valido sia per addizioni che per sottrazioni, ma ancora di più quando devi insegnare semplici moltiplicazioni usando gli schieramenti.

Spero di avervi fornito uno strumento utile e simpatico per divertire i bambini insegnando. Come sempre in matematica, come in altre materie, comunque l’esercizio è fondamentale.

Per oggi è tutto, alla prossima scoperta

la vostra

Maestra Imperfetta