Zum zum zum zum zum…
durante una seduta di arteterapia cui sto partecipando come “cavia” volontaria per un collega che si sta specializzando, mi è stato richiesto di fare qualcosa con il das e poi con il didò. Qualsiasi cosa, sia ben chiaro, purché fosse dare una forma diversa da quella originaria, indipendentemente dal bello o brutto, una forma e nient’altro…il fine era di manipolare, non di ottenere un prodotto esteticamente accettabile.
Ad ogni forma io e i colleghi/cavie dovevamo associare qualche riga scritta, anche solo parole, buttata giù d’istinto, senza pensarci su.
Tralasciando la poesia di una collega (bellina eh) e le belle parole dell’altra…io mi son resa conto che era la giornata in cui il tema principale era il mare.
Rimasta sola quasi tutto il giorno, se si fa eccezione per la mia cagnetta delle praterie che effettivamente è di compagnia, non ho fatto altro che canticchiare canzoni a tema mare:
Gente di mare – Raf e Umberto Tozzi
Il mare d’Inverno – Loredana Bertè
Mare mare – Luca Carboni
Ma per arteterapia, guardando l’azzurro del didò mi è venuta in mente la Grande Onda di Hokusai e quel film del ’91 con surfisti con Keanu Reeves e Patrick Swayze, Point Break, di cui onestamente ricordo più le scene di surf che la trama e infine, facendo un’orrenda onda con un discutibile surfista giallo (quel colore avevo a disposizione) che usciva dal tunnel azzurro, mi è venuto di getto un pezzo della canzone di Baglioni “Io dal mare”
Dal mare venni e amare mi stremò
perché calmare il mare non si può
In realtà sono due parti differenti che ricordavo come pezzo unico.
La prima era
Dal mare venni e amare mi stremò
Perché infiammare il mare non si può
La seconda invece recitava così
Dal mare ho il sangue e amaro rimarrò
Perché calmare il mare non si può
Non mi addentro in pensieri ed elucubrazioni che potrebbero essere fuorvianti anche per me stessa, ma mi limito a dire che tra “Questo vento agita anche me” e “Perché calmare il mare non si può”, sono arrivata a riascoltare la canzone “Io dal mare” che non sentivo dalla mia adolescenza quando papà portò a casa il CD di Baglioni “Oltre” e mi son resa conto che talvolta la musica in testa l’abbiamo perché certi ricordi, bellissimi anche se dolorosi, ritornano sotto altre forme ricordandoti ciò che eri forse per apprezzare ciò che sei adesso.
Se poi farò di questo una qualche attività didattica riflettendo sulle parole della canzone non lo so, effettivamente il testo è più apprezzabile da un adulto (e nemmeno tutti gli adulti) che da un bambino ma la potenza della musica è anche nella capacità di aiutarti a scavare dentro di te attraverso le emozioni che evoca.
Ci sono giornate in cui vi gira nella testa lo stesso disco? O magari vi vengono in mente diverse canzoni legate da un tema?
Ed io
E innanzi al mare ad ansimare sto
Perché domare il mare non si può
A presto
la vostra
Maestra Imperfetta