Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Arte con la zia…maestra – andiamo in Giappone

Premessa doverosa da fare è che ogni sessione di “Arte con la zia Chicca” (ebbene si, in famiglia mi chiamano Chicca) dura almeno un’ora e mezza, a volte due, quindi questo comporta che in un’unica sessione facciamo anche due o tre lavori alla volta. Forse vi chiederete “come?”, e io rispondo…semplicissimo, mentre si asciuga un lavoro, iniziamo un altro.

Questa volta abbiamo affrontato il Giappone producendo ben due quadretti totalmente diversi, uno con i fiori di ciliegio e l’altro con il monte Fuji.

Riflettendoci un poco ho ritenuto opportuno mettere un tutorial alla volta.

La mia nipotina come sempre è stata perfetta, vigile, attenta e scrupolosa, chiedendomi di farle vedere passo per passo ogni cosa. Mi sento veramente sciocca a doverlo ammettere solo ora, ma credo che comincerò di fare la medesima cosa in classe. Non guidarli solamente, ma fare assieme.

Comincio dunque dai fiori di ciliegio.

Ho raccontato a mia nipote che mi era venuta la fissazione per il Giappone e per i fiori di ciliegio che dipingono i paesaggi di rosa (colore molto amato da lei).

Occorrente:

foglio di cartoncino spesso

matita

pennello

piattino e bicchiere di plastica

scottex

colori a tempera : nero, rosso, bianco e giallo

coton fioc

SI INIZIAAAAAA

col piattino (o col bicchiere) fare un bel cerchio rosso al centro del foglio (fategli vedere come fare perché a sei anni non hanno tutti idea) con la matita.

Mettere del rosso su un piattino e col pennello colorare il cerchio.

Sulla destra l’opera in corso della mia piccola artista.

pulire il pennello nell’acqua ed asciugare con lo scottex.

Ora mettere del nero nel piattino (non tantissimo) e far vedere loro come fare un ramo con altri rametti più piccoli.

La piccola artista mi ha concesso la sua autorizzazione a pubblicare le sue opere.

una volta fatti gli altri rametti (non troppi o risulta solo confusionario) lavare il pennello ed asciugare.

Ora dobbiamo mescolare nel piattino rosso e bianco…otterremo il rosa.

Col Coton fioc intingere nel rosa e fare dei piccoli cerchi di 5 pallini ciascuno sui lati dei rami, anche andando sopra il rametto, non succede nulla.

Aspettiamo qualche secondo e usiamo il giallo mettendone poco nel piatto.

Con la punta pulita del coton fioc intingere nel giallo e fare un pallino al centro di ogni fiore.

Ecco che la nostra opera è finita. Semplice ma ad effetto. Se si vuole, si può ripassare il contorno del cerchio con un pennarello nero, ma questo è a gusto personale.

L’Artista ha dato una personalissima interpretazione dell’opera, ma si è dichiarata molto soddisfatta.

Mia nipote era veramente contenta di questa sua opera e si è dichiarata molto soddisfatta.

Se altri vogliono provare questa attività, inviate pure a diariodiunamaestra@gmail.com , aggiungendo se autorizzate o no a farmela pubblicare nella Gallery.

Al prossimo tutorial…

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Arte con la zia…maestra

Una o due settimane fa, non ricordo di preciso, mi è stato chiesto da mia sorella se mi andava di fare arte con una delle mie nipoti. Non ho nemmeno avuto bisogno di pensarci su per accettare, però ho avuto bisogno di vedere come incastrare i tempi. Stabilito il giorno e l’ora, abbiamo dato il via a questi….incontri.

Prima di iniziare l’attività mi sembra opportuno fare una piccola riflessione (tranquilli, potete saltarla se non vi va, non vi darò la nota su registro).

  • Legame affettivo. Io voglio bene a mia nipote e lei sembra volerne a me, questo legame affettivo, rafforzato probabilmente dal fatto che a lei piace dipingere e colorare e io, quale zia, dipingo e disegno, di certo aiuta molto. Insomma un legame affettivo, in questo caso zia-nipote, aiuta inevitabilmente l’apprendimento perché si viene ascoltati maggiormente. Il bambino è più attento.
  • L’ambiente. Mia nipote era a casa sua, nel suo, chiamiamolo così per rendere maggiormente l’idea, “habitat”. Casa sua è il suo nido, il luogo dove nulla di male può succederle e circondata di affetto e cure, pertanto non c’è tensione, in un ambiente privo di tensione e conosciuto, lei era più serena e quindi più naturalmente incline ad ascoltare ed eseguire il lavoro.
  • Il numero. Il rapporto numerico uno a uno è privilegiato, non neghiamolo, ed in classe è impossibile ottenerlo. Con ciò non sono a favore dell’home schooling, ma è innegabile che se faccio il lavoro solo con lei, in un’ora di attività si ottiene molto di più perché c’è meno confusione attorno, meno rumore e quindi meno distrazioni.
  • L’attività di per sè. Arte sappiamo bene che aiuta ad entrare in sintonia con i bimbi. A tale proposito cito un divertente scambio, letto nel libro di Danny Gregory “the creative license”.:

“Quando mia figlia aveva 7 anni mi ha chiesto, un giorno, cosa facessi per lavoro. Le ho detto che lavoro al college e che consisteva nell’insegnare alla gente a disegnare”. Lei ha sgranato gli occhi e mi ha guardato incredula dicendo “vuoi dire che lo hanno dimenticato?”

Howard Ikemoto

  • Ultima riflessione, ma non meno importante, il ritmo e linguaggio usati. Ho detto a mia nipote “hai mai visto un vaso? No? Fai una riga lunga su, una corta giù e le unisci” …facendole vedere come avevo fatto io. Stessa cosa per il cactus. Tempo, ritmo, esempio e linguaggio sono elementi fondamentali e, strano a dirsi, ma spesso me ne dimentico pure io quando insegno a dipingere ai bambini.

Con mia nipote avevo molti vantaggi dalla mia, ma in classe il tempo è quello che spesso manca. Comuqnue, ciancio alle bande e via di attività.

Il mio risultato! Ho notato che fare assieme il lavoro è utile anche per i bambini.
Ebbene si, c’è una notevole confusione sulla mia scrivania!

Occorrente:

scotch di carta

Cartoncino spesso (180gr o superiore)

tempere colori primari (giallo, rosso e blu)

Pennelli

bicchiere d’acqua, scottex e piattino di carta

Pennarello nero

Divertimento (non deve mancare, meglio se ci si aggiunge un pizzico di fantasia).

qui ho usato uno scotch molto grosso, ma potete usare la misura che preferite.

Con lo Scotch di carta fare una cornice al foglio attaccando ai 4 lati e dividere con un pezzo di scotch la cornice in due parti.

Spiegare ai bambini che il pennello va sempre lavato e asciugato quando si cambia colore.

Su un piattino di carta mettere un poco di rosso. Prenderlo col pennello e disegnare con questo un vaso (niente matita sotto, sanno farlo, così si abituano ad acquisire maggiore confidenza con le forme geometriche).

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Nel piattino mescolare in un altro angolo blu e giallo per ottenere il verde.

Col verde fare una palla, attaccata al vaso.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Nel piattino mescolare in un altro angolo rosso e giallo per ottenere l’arancione.

Adesso colorare tutta la cornicetta a sinistra di arancione.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Aspettare che si asciughi tutto.

Una volta asciutto mescoliamo nel piattino giallo, rosso e blu per ottenere il marrone e facciamo un vaso nell’area arancione, un vaso come abbiamo fatto nell’area senza sfondo.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Col pennello prendere il verde (se vi è avanzato del verde dal cactus precedente) e fare un’altra forma di cactus.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Aspettare che si asciughi.

Una volta asciugato tutto prendiamo il pennarello nero e seguiamo il contorno dei vasi, aggiungiamo anche una riga.

Sempre col pennarello nero aggiungiamo le spine al cactus. Io di solito faccio delle V, ma ho visto che mia nipote si trovava meglio con delle righette. In ogni caso il risultato è bello lo stesso.

Ho fatto fare delle piccole onde in basso ad indicare il terreno.

Togliamo lo scotch ed ecco che abbiamo due vasi di cactus, uno con sfondo e l’altro senza sfondo.

Adesso possiamo riflettere assieme ai bambini quale piace di più, quale dei due risulta più completo. Certamente quello con lo sfondo arancione ha un effetto più suggestivo di quello senza sfondo, ma anche senza sfondo può essere bello. Perché?

La mia adorata nipotina ha fatto un piccolo capolavoro vista l’età e devo ammettere che ha seguito alla perfezione le istruzioni. Nei momenti di asciugatura le facevo fare un altro lavoro, sempre con tempere e scotch, ma questo lo metterò la prossima volta.

A vantaggio di questo “esperimento” c’erano l’assistenza della mamma (mia sorella), i materiali disponibili che non ponevano quindi alcun limite ad entrambe e il rapporto affettivo, ma ritengo sia un’attività fattibilissima anche in classe.

Al prossimo articolo

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, insegnarte

GOOGLE Arts and Culture

Tempo fa, cercando tra le varie app di opere d’arte, per risolvere l’annoso problema del riconoscimento dell’opera che sto guardando ma porcacioppa non mi son segnata il nome e l’autore, sono incappata nell’app Google Arts&Culture.

Principalmente l’ho trovata su Android, sul playstore, perché avevo dietro il cellulare. Ho provato a cercarla dall’Ipad visto che usa anche la tecnologia AR e si…c’è anche per IOS.

Per curiosità, e comodità, ho provato a vedere se c’era anche la versione deskstop…si c’è, la trovate qui: GOOGLE ARTS&CULTURE.

Il mio consiglio è sempre quello di esplorare da soli per orientarsi nelle molteplici potenzialità e usi, ma sarò buona e mostrerò qualcosina in base alla mia esperienza (maturata finora).

Su smartphone e tablet si può, andando sull’icona della macchina fotografica:

1-Usare i filtri basati su artefatti dei musei

2- Farsi selfie e scoprire quali ritratti ci somigliano (con tanto di percentuale di somiglianza)

3- Trovare opere d’arte con gli stessi colori della propria foto.

Se poi il tuo smartphone o tablet supporta la tecnologia AR puoi fare anche di più. Ammetto che con Android è più agevole che IOS.

Oltre all’interazione con la fotocamera, c’è la possibilità di visitare musei da tutto il mondo con google street view, trovi già i link, è sufficiente addentrarsi e…eccomi al British Museum a guardar sarcofagi e altri reperti, o al Rijksmuseum ad Amsterdam, tra quadri meravigliosi tra i quali le opere di Veermer (Vi ricordate “la ragazza con l’orecchino di perla” ? Ecco, quel pittore)

Ma possiamo portarli a Mumbai, in Messico, a Firenze, Brasile, Los Angeles, Giappone…

Colleghiamo PC alla LIM, o se a distanza accediamo dal pc e mettiamo in condivisione schermo e loro potranno godere una visita virtuale ovunque. Certo, consiglio di visitare per primi e farsi una cultura o si rischia di non saperli guidare e crear confusione.

Dal menù in alto a sinistra si può accedere alle tante potenzialità divise per argomento, e c’è da perderci delle ore.

In mano ad un docente creativo e curioso questo strumento diventa potentissimo alleato per creare una didattica innovativa basata su un’esperienza diretta del tutto nuova. So che non è come essere sul posto, ma sarebbe stato impensabile fino a qualche anno fa saltare dalla Korea del sud a Berlino in un click.

MOVIMENTI ARTISTICI– clicca su questa dicitura ed ecco tutta la raccolta catalogata per movimenti artistici di ogni epoca. Puoi visualizzarli per indice alfabetico o…tienti forte…per DATA. Ti apparirà la timeline con i vari movimenti inseriti nell’arco di un centinaio di anni.

All’interno di ogni movimento puoi trovare ovviamente la stessa possibilità ma per Popolarità, Data o Colore. Stesso discorso per la dicitura ARTISTI.

COLLEZIONI– In questa sezione troverai le opere d’arte suddivise per collezione dei vari musei.

TEMI– cerchi un tema per qualche attività didattica? Qualcosa da approfondire o che possa ispirarti? Ecco che questa sezione fa per te, con interessanti proposte che coinvolgono anche la cultura in senso più ampio e non strettamente artistico.

ESPERIMENTI- ci sono anche i giochi, anche se sono ancora sperimentali, ma ho trovato molto interessante tra questi il cruciverba visuale poiché coinvolge ed obbliga a cercare di comprendere le associazioni. Nella sezione esperimenti trovi molto, ma avviso che è tutto in inglese.

MEZZI ESPRESSIVI– Vuoi indagare o mostrare opere fatte con quella particolare tecnica? Questa è la sezione che fa per te (l’avessi scoperta prima).

EVENTI STORICI– perché è google art si….ma anche Culture e la cultura si forma attraverso la storia. Organizzata come Movimenti artistici, artisti e mezzi espressivi, anche qui si può cercare tramite indice alfabetico o data, offre anche video correlati.

PERSONAGGI STORICI– come per gli artisti e i movimenti artistici, anche la storia ha i suoi personaggi. Volete approfondire questo o quel personaggio? Ecco la sezione fatta per voi, si può cercare tramite indice alfabetico o data, più facilmente mostra opere artistiche che rappresentano l’evento o il personaggio (anche foto).

LUOGHI – questa sezione è incantevole. Organizzata anche questa con possibilità di indice alfabetico, mostra tantissimi luoghi, alcuni dei quali hanno solo foto, ma altri sono visitabili con google maps. Merita un’esplorazione.

ESPERIENZE GIURASSICHE

Avete mai visto un Amurosaurus da vicino? No? Ebbene qui potete! Ricostruito in 3D lo si può avvicinare ed esplorare da ogni angolazione e senza rischi per l’incolumità.

RICOSTRUZIONI 3D

Oltre ai dinosauri e altre creature estinte, si può mostrare loro la ricostruzione in 3D di altre opere storiche, a partire dalla Caverna di Chauvet con le sue pitture rupestri straordinariamente dinamiche.

Basta ricordare che se si esplora dal web bisogna selezionare la dicitura apposita “visualizza sul web”

vuoi altri modelli 3D? Nessun problema, basta visitare la galleria e ne trovi 305 di tutte le epoche per tutte le tue esigenze, dal dinosauro all’Apollo 11.

Cosa molto bella e interessante, si può aggiungere ai preferiti l’opera o qualsiasi altra cosa (dalla mostra al luogo al tema, anche la sezione 3D) cliccando sul cuore.

l’icona vicino al cuore invece copierà il link (se lo si vuole salvare per usarlo in un secondo momento)

l’icona a destra è per condividere ed apparirà questa finestra:

Per concludere, non fosse che ogni tanto l’applicazione si pianta e si chiude, le darei cinque stelle, ma da browser la si gode appieno e se collegata ad una LIM si deve solo scatenare la fantasia. I miei consigli sono:

  1. visitare virtualmente il luogo prima di mostrarlo
  2. prepararsi prima di far vedere qualsiasi cosa ai nostri studenti, visionando prima anche le opere.
  3. Salvare il link della versione web per pc tra i preferiti del browser, così non si perde un attimo a cercare. Meglio ancora se si ricorda il percorso fatto per accedere a questa o quella funzionalità che si desidera usare.

Ultimo ma primo consiglio tra tutti è …DIVERTIRSI AD ESPLORARE le potenzialità dello strumento fino a conoscerle bene, ma attenzione, pericolo ingordigia.

A presto

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., opinionibus

No Mente!

Non significa che non devi raccontare bugie, nemmeno che qualcuno o qualcosa non racconta bugie.

“No mente” è un mantra che ho sentito nel film “L’ultimo Samurai” con Tom Cruise (2003). In questo villaggio uno dei pochi samurai rimasti cerca di istruire il nostro protagonista e gli ripete sempre “no mente”. Significa che non devi usare la testa quando usi un’arma? No non significa propriamente questo ed al tempo stesso si, significa questo.

Ci ho messo un poco per capirlo in effetti ma non è difficile, assicuro.

Quando ci “addestriamo” a qualcosa, che sia uno sport, una disciplina marziale, o nel mio caso nel disegno, metterci la testa significa proprio bloccarsi dinnanzi ad ogni difficoltà, procrastinare e non produrre più.

Spesso diciamo ai nostri bambini che devono usare la testa, e non è sbagliato sia chiaro, ma una volta che hai cominciato a disegnare qualcosa non devi pensare…al resto. No mente significa banalmente “concentrati solo su quello che stai facendo tu qui e ora”. Lo traduco così almeno. Ma può anche significare semplicemente “agisci così come ti sei allenato a fare”. Il segno grafico altro non è che un allenamento di occhio e mano per lavorare di concerto.

Paradossale vero?

Prova ora a prendere la penna, un foglio e disegna a caso fiorellini o quel che ti passa per la testa senza stare troppo a rifletterci sopra. Goditi il fruscio della penna, o magari il colore sul foglio, ignora il resto.

Ora guarda un oggetto, non pensare se lo sai o non lo sai disegnare, non ha importanza, non devi esporre al Guggenheim nè al MET. Prendi un oggetto semplicissimo, osservalo e muovi la mano per cercare di riprodurlo. Hai sbagliato? Nessun problema, lascia lì l’errore ma non pensare “è sbagliato” e non pensare nemmeno se piacerà o non piacerà, non farlo vedere piuttosto, se fai le cose per farle vedere sbagli in partenza.

Usa il disegno come forma di meditazione. Potresti cominciare a tenere un quaderno qualsiasi, da pochi centesimi, in cui disegni quel che ti pare, anche solo righe e linee senza alcun nesso. Non farlo vedere a nessuno, tienitelo per te, è il tuo momento meditativo, non quello di altri. Ascolta anche della musica mentre disegni, in fondo male non fa, ma non pensare a quello che hai attorno. Svuota la testa, o come diceva la mia insegnante di matematica alle superiori, Prof.ssa Roncallo, apri la porta e fai uscire tutti i tuoi pensieri per il tempo che ci metterai a fare questa attività, li farai rientrare dopo.

Il disegno diventa una piccola routine medidativa e vedrai che probabilmente, col tempo, migliorerai.

Quindi NO MENTE

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me.

DISEGNA CON ME- Lezione 3- ABC e…Keith Haring

Sei arrivato fin qui senza mandarmi a quel paese? Ottimo, è un buon inizio. Man mano che vado avanti con queste lezioncine penso che effettivamente si possono applicare anche ai bambini. In fondo ogni disegno è fatto di righe, linee, punti, spazi pieni che compongono figure geometriche e non , ma che possono creare un …disegno!

Se ti dicessi di disegnare questo:

le reazioni possono essere due

  1. Sei fuori di testa? Sono alla prima lezione!

2. Massì è facilissimo!

Nel secondo caso non c’è bisogno che prosegui se non ti va, ma nel primo la risposta è no, non sono fuori di testa. O meglio si lo sono, ma non come intendi tu. Proviamo a guardarlo…alla rovescia…

Osserva bene bene l’immagine e vedrai angoli, curve, punti, rette…si tratta solo di disegnarli in un certo ordine nemmeno troppo difficile, senza badare che sia perfettamente uguale identico.

Bene, dividi il tuo foglio in 2 cornici, della grandezza che vuoi tu, senza usare il righello (non barare), mi piace quel tocco artistico che dona l’imprecisione, e poi, dopo tutte le righe che hai tirato nelle precedenti lezioni, sicuramente saprai fare meglio di quanto credi.

In ciascun riquadro prova a copiare i seguenti disegni:

Di questo disegno con più figure puoi anche prendere solo una, due o quante ne vuoi, decidi tu se provare a disegnarle tutte o solo alcune.

Guarda bene, prova a disegnare le figure guardandole solo come un insieme di linee, righe, curve, angoli e nulla più.

Keith Haring è un artista le cui opere si prestano molto a questo lavoro anche con i bambini, puoi farli iniziare facendone stendere uno su un foglio grosso, assumendo magari una di queste posizioni, e facendo ripassare i contorni ai compagni con un pennarello nero, per esempio.

Le linee rette e curve che sono vicino alle figure conferiscono quella sensazione di movimento accentuandolo.

Hai fatto? Finito il lavoro? Vuoi dividere un foglio e farne altri? Perché no, divertiti e vedrai che più ne fai più ti verrà facile e divertente. Se poi vuoi riempire con del colore meglio ancora. Usa colori semplici, basilari, magari puoi usare colori complementari e l’effetto è assicurato.

Puoi anche fare più figure e colorarne una sola…perché no, lo scopo è divertirsi e questo è il tuo momento, nessuno deve disturbarti, nessuno deve giudicarti, sei solo tu e il tuo disegno (e Keith Haring).

Se vuoi mandarmi i tuoi esercizi sarò lieta di darti un mio parere e, solo se lo specifichi nella mail, pubblicarli su questo blog.

Alla prossima lezione con Keith Haring e la vostra…

Maestra Imperfetta