Pubblicato in: Fai da te del maestro, tecnochicche

Fumetti fumetti fumetti…online

Per motivi del tutto personali mi trovo ad avere tempo libero che dovrei impiegare a riflettere e dedicare all’elaborazione del lutto. Capita a volte che mi siedo al pc con un progetto ben preciso in mente e nel tempo che lo avvio…niente, balle di fieno rotolanti nella mia testa, fisso lo schermo come un’ebete e non riesco più a proseguire.

Altre volte mi siedo, accendo, aspetto che si avvii (nel frattempo caffè, tisana, taglio unghie, lavaggio denti…tutto con calma) e quando si è avviata faccio tutt’altro rispetto a quello che mi ero prefissata di fare. Questa è una di quelle volte in cui parto con un’idea e finisco a fare altro.

Non so come mai ma mi gironzolava per la testa l’idea dei fumetti online. Sarà che faccio brevi fumetti di tanto in tanto, tre o quattro vignette. Il problema è che non ho mai voglia di mettermi lì a perfezionare i disegni, ma se poi il disegno non è come piace a me lascio perdere. Sto imparando a mandarmi a quel paese anche su questo ma è un processo lento.

Oggi ho chiesto all’oracolo “Google”, come si fanno i fumetti online. Tra le varie soluzioni proposte, inclusa Bitmoj, ho notato che mi segnalava Canva.

Canva lo conoscevo già per altro, è ottimo per profili facebook, instagram, ma anche per progettare e realizzare infografiche, volantini e quanto altro. Ora anche fumetti. Si tratta di uno strumento versatile, utilizzabile anche gratuitamente.

La schermata principale chiede questo…cosa vuoi creare? Per un docente creativo è la manna dal cielo. Andate su “altro” e scorrete con la freccia a destra fino a trovarvi la seguente immagine con digitura “striscia di fumetti”.

Vi si aprirà la seguente schermata dove dovrete scegliere a sinistra, scorrendo verso il basso, le vignette vuote nella disposizione da voi preferita o quelle già fatte cui cambiare magari il testo. In basso il “+” vi permette di aggiungere pagine al fumetto.

Su elementi troverete alcune grafiche come le clipart, disegnini già fatti. Alcuni sono usabili come sfondo volendo. Se volete invece mettere disegni vostri o dei bambini basta andare su “caricamenti”. Caricherete le immagini per poi selezionarle ed inserirle nelle vignette trascinando col mouse.

Il Testo si presenta come da figura sottostante. Potete inserire uno degli esempi proposti e modificarne il contenuto in seguito, oppure inserire nei campi indicati in alto e modificarne le dimensioni ed il carattere in seguito.

In alto, vicino al font in uso, c’è la freccia verso il basso che apre il menù a tendina sulla sinistra da cui potete scegliere un font differente da quello proposto. Il testo deve essere selezionato per cambiarne le caratteristiche.

Una volta assicuratici che il fumetto è finito, che il testo ci piace ed i disegni pure, non rimane che scaricarlo. Andate in alto sulla destra e cliccate col tasto destro del mouse sulla freccia verso il basso che tocca la linea orizzontale: vi si apre il menù a tendina da cui potete scegliere il formato del file.

Potete scaricarlo in PDF ma se volete scaricarlo come immagine e basta allora potete scegliere JPG o GIF. Risultano più leggeri. I PNG hanno il vantaggio che non sgrana molto quando si ingrandisce l’immagine, ma il file è più grosso, quindi più pensate e lento da scaricare (dipende comunque dalla velocità di connessione).

Prima di provarlo assieme ai bambini consiglio vivamente uno smanettamento individuale fin quando non si acquisisce una certa sicurezza nell’uso, ma poi dipende da voi. In tutti i casi comunque la parte più difficile, ed importante, è pensare a cosa narrare, quindi meglio procedere come segue

  1. preparare una storia
  2. dividerla in vignette
  3. preparare i disegni
  4. preparare il testo
  5. procedere su CANVA.

Farli è facilissimo e Canva in effetti lo rende anche divertente, occorre ricordare che non si devono fare capolavori, talvolta non occorre fare disegni spettacolari perché non servono a nulla se la storia non è buona.

Non lanciamoci in storie complicate ma partiamo da cose molto semplici, sono più gestibili dai bambini e da noi e non rischiamo di finire per far tutto noi docenti.

Che dire…spero di vedere qualche fumetto fatto da voi con i vostri bimbi, che siano alunni o figli. Partite magari dalla vita quotidiana, episodi semplici ma che vi hanno colpito e non sforzatevi di scrivere esattamente quello che è stato detto, basta rendere l’idea.

Alla prossima attività (o riflessione o non so che altro)

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro, insegnarte

Esercizi introspettivi…creativi

Di recente mi sono iscritta ad un corso per stimolare la creatività ” Tecniche di creatività: una palestra di idee per disegnare“. Speranzosa di dare un ulteriore calcio a spronare quella bambina piena di idee che alberga in qualche angolino del mio Io e che si è addormentata evidentemente.

Ero convintissima, perché anche io ci casco come una pera cotta, che mi desse qualche formuletta da tenere a mente quando ho un concetto e non so come esprimerlo. Niente di più sbagliato, almeno per ora. Mi si presentano invece degli esercizi molto complessi pur nella loro semplicità. Lì per lì li ho trovati così interessanti e carini che mi son detta “potrei farlo con i miei bimbi”, ma, al momento di farli io stessa, ecco che mi sono arenata.

Un esercizio di questi consiste nel disegnare un profilo di una testa e scrivere, o disegnare, quello che ci viene senza pensarci. Riempirla di scritte o di disegni che ci vengono in mente senza pensare a cosa vogliamo comunicare. Possiamo anche disegnare qualcosa che vogliamo comunicare o studiarci le domande…insomma che tu lo faccia istintivamente o meno, il risultato è sempre interessante.

Javirroyo

Presa dalla mia mania di perfezionismo, puntualmente fuori luogo, ho preso una mia foto di profilo, ripassato il mio profilo a penna e fatto almeno altre due versioni, perché mi piaceva tutto sommato la semplicità e volevo vedere quale versione mi convinceva di più esteticamente. Al momento di scrivere/disegnare mi sono piantata come se avessi sbattuto contro un muro. Cosa disegnarci? Cosa scriverci?

variazioni sul profilo…wacom cintiq e Clip Studio Paint

Alla fine, dopo qualche giorno, ho chiuso gli occhi e mi sono concentrata su quella che è una mia passione oltre il disegno, l’arte…i ratti! Ho riaperto gli occhi ed ho cominciato…prima il ratto in bicicletta…poi con questa bici doveva andare da qualche parte…eccolo che quindi percorre quello che sembra un museo…

Fatto con Wacom Cintiq e Clip Studio Paint

Poi ho guardato l’ipad..certo disegno pure con quello, e quindi via anche di ipad…ma anche il boccettino di inchiostro lì pronto a sporcarmi le dita e la scrivania! Ora però mi si presenta un dilemma: ma se ho fatto fatica io che sono adulta, i bambini quanta fatica faranno a pensare cosa gli passa per la testa?

Una mia collega mi ha suggerito che si può fare una variante chiedendo ai bambini di inserire i nomi delle emozioni che provano o i loro piatti preferiti o delle cose e persone che gli fanno piacere. Insomma si può usare questo esercizio trasversalmente per arte e civica lavorando sulle emozioni. Ma, per quanto questo suggerimento mi sembri sensato, rimane pur sempre nella mia testa la domanda: è giusto proporre ai bambini qualcosa di così introspettivo che già risulta difficile per un adulto? O forse per i bambini è più facile che per un adulto?

Faremo comunque questo esperimento assieme alla mia collega proprio per lavorare su noi stessi, magari dandogli un profilo già fatto solo da riempire. Magari ci scriveranno, magari disegneranno, chissà…non posso nascondere una certa curiosità nel vedere cosa sono capaci di fare, magari mi stupiranno al loro solito e riusciranno dove io sto faticando.

Al prossimo esercizio introspettivo creativo…se riesco a farlo.

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, Impara a disegnare con me., insegnarte

Scratch art…ma non si tratta di programmazione

Scratch significa graffio…ma lo sapete! Oggi parlo proprio di questo “lavoretto” che non è una novità e nemmeno una mia idea, ma un’attività che si fa da chissà quanto tempo nelle scuole.

Ricordo che alle allora scuole medie lo feci, colorando con pastelli a cera un foglio A4 (foglio per stampante per capirci) prima con pastelli colorati e poi tutto di nero sopra. Pennino appuntito alla mano abbiamo successivamente grattato per formare un disegno…non vi dico che schifezza ne è venuta fuori, ma allora ci credevo tanto ma la prof non ci credeva altrettanto.

Ieri, andando a far la spesa, mi son decisa a passare dal negozietto cinese del quartiere trovando tra una penna dorata e un tampone per inchiostri, questo curioso artefatto…

Si tratta di foglietti 14×20 già predisposti per lavorarci grattando con il legnetto in dotazione. Si può essere più pigri di così? Grazie cinesi, siete la salvezza mia e del mio portafogli!

Un blocchetto da 10 fogli viene 1,50€ e non mi sembra così terribile come prezzo, tutt’altro. Volendo si può chiedere alle famiglie di comprarlo, se lo si trova. Se siete genitori potete regalarlo ai vostri figli, a patto che vi facciano dei bei disegnini.

Tornata a casa l’ho aperto subito, d’altronde come diceva Oscar Wilde “resisto a tutto tranne alle tentazioni”, ed ho dovuto subito provarlo.

Se avete una LIM in classe potete mettere un’immagine, possibilmente semplice, soggetto unico, e chiedere ai bambini di copiarla graffiando il foglio.

ATTENZIONE: come potete immaginare un lavoro del genere richiede uno stravolgimento della procedura di disegno dei bambini, uscire dalla comfort zone della gomma che tutto aggiusta. Prima di procedere con un’attività del genere consiglio di far fare delle prove di disegno con la biro (si si, la bic va bene).

Una volta presa confidenza col fatto che si può disegnare anche senza matita e gomma, rischiando l’errore, i bambini potranno procedere con questa attività e ricavarne soddisfazione.

SCELTA DELL’IMMAGINE- Se avete una LIM in classe potete mostrare una foto. La foto deve rappresentare un singolo soggetto, massimo tre, con sfondo neutro, magari monocromatico. Il soggetto deve essere semplice e chiaro. Sul sito https://unsplash.com/ trovate molte foto completamente gratuite da usare come “reference” da far copiare ai bambini. Non vi piace far copiare? Capisco, nemmeno a me piaceva, però pensate che molti bambini non hanno idee quando gli si chiede di improvvisare ed una foto gli fornisce una certa sicurezza, indispensabile visto che gli si chiede di uscire dalla loro zona di comfort. Inoltre, come dico sempre, più si copia più si impara, nell’arte funziona così. La foto che ho scelto io per il primo lavoro è di
zhengtao tang

REGOLE– Unica regola: concentrazione e lentezza. Non importa se non finiscono nell’ora o due, quello che conta è che lo facciano bene e lentamente. L’occhio deve “mappare” l’immagine quindi devono andare con molta calma e concentrarsi sui contorni e sui riempimenti. Aggiungere solo dopo pochi particolari ma buoni. Raccomandate sempre loro la lentezza e premiateli se lo fanno perché nel disegno ho notato che spesso tendono ad andar veloci e questo va a scapito ovviamente del risultato (che per loro è fondamentale anche per l’autostima). Ricordate loro che non possono cancellare quindi la lentezza è loro amica.

Ho fatto un breve, credo, video per illustrare il lavoro fatto. Sono andata ovviamente a velocizzare il processo di disegno per non annoiare. Spero troviate anche voi questi fogli e, se li fate usare in classe, sono curiosa di vederne i risultati, sempre che vogliate mandarmeli.

Potete trovare i fogli per scratch art, con stencil e bastoncini qui sotto

Al prossimo artefatto magico

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Bimbi, oggi si disegna il Taj Mahal

Nei loro occhietti vedo l’espressione tipica di chi pensa mi sia bevuta il cervello ma non osa dirmelo…la solita espressione che assumono tutto l’anno quando toccano le lezioni di arte con me.

Qualcuno azzarda un “io mi dissocio”, va a capire dove l’han sentito, ma viene troncato con un “dissociati pure ma disegni lo stesso”. Certo, non sono partita con qualcosa di facile, eppure non è nemmeno difficile. Il segreto, come per la cattedrale di San Lorenzo, è tutta nell’individuare le forme geometriche e scegliere sempre un’inquadratura frontale dell’edificio, sono pur sempre bimbi di terza.

Ho una terza primaria, la prospettiva non l’abbiamo fatta, ma ne hanno un qualche istinto.

Per chi ha una LIM in classe basta guardare su internet o spulciare le immagini su Google art & Culture per cercare anche informazioni su questo affascinante edificio che scatena tutto il romanticismo e l’incanto esotico del nostro immaginario. Consiglio di non fare come me e prepararsi l’immagine prima.

Questa va bene essendo frontale. Ora dovremo solo metterla sulla LIM e disegnarci sopra le figure geometriche man mano che i bimbi seguono.

Regola n.1 – niente righello

Regola n.2 – non guardare cosa fa il compagno, niente confronti, ognuno ha il suo stile

Regola n.3- non andare avanti ma seguire l’insegnante, a meno che non si trovano altre figure geometriche ma, nel caso, segnalarle sempre a tutta la classe.

Regola n.4 – Niente paura e partire sempre a disegnare dal basso e dalle colonne esterne.

Ho semplificato al massimo i contorni concentrandomi sulle figure geometriche. Son partita dal rettangolo in basso, la base, poi i coni laterali (le colonne). Abbiamo la “cornice” che ci fa da riferimento per il restante edificio.

Gli ho fatto piegare il foglio a metà e tracciare una linea sottile e leggera su quella metà ottenuta per poi cominciare disegnando prima metà del portone centrale. I bambini dovranno disegnare l’altra metà speculare e simmetrica.

Ho scelto di partire dal centro per fargli comprendere le simmetrie, quello che si disegna da un lato dovrà essere identico (stessa misura) dal lato opposto.

La cupola sarà come il “sedere” di un’ape, come gli ho spiegato io, ma senza dimenticare di usare liberamente termini quali “arco”, “cupola” o altri, sempre spiegando loro il significato.

Spiegate loro che le colonne interne sono più basse perché più lontane. In realtà alcuni dei miei alunni ci erano arrivati da soli, ma si sa che dirlo non nuoce.

Una volta finite le linee principali, si lavora sui dettagli, le decorazioni, approssimando ovviamente. Si fanno dei ghirigori, lineette e quanto altro che possa ricordare che in quei punti ci sono delle decorazioni.

Alla fine di tutto ripassare con pennarello o matita nera. Questo darà un effetto artistico molto grazioso e gradevole qualsiasi disegno abbiano fatto.

Ripassato tutto con il nero, dovranno solo limitarsi ad accennare un poco di azzurro con la matita (no pennarello) a richiamare il cielo, senza colorare tutto lo sfondo.

Se vi sentite arditi/e potete anche farlo alla lavagna, perché no, risulterà carino anche per loro fare qualcosa tutti assieme.

Io ho dovuto fare in una classe da LIM e nell’altra da lavagna visto che non hanno la LIM, ma il risultato non è cambiato.

Chiaramente i miei bimbi, sapendo che disegno di mio e porto sempre con me il mio fidato sketchbook, mi hanno invitata caldamente (leggi obbligata) a fare anche io il lavoro mentre lo facevano loro. Colore a parte, che ancora non ho messo, devo ammettere che è stato molto divertente farlo tutti assieme ed i bambini hanno apprezzato il proprio lavoro e anche quello dei compagni, complimentandosi a vicenda.

Come intermezzo, mentre disegnano, potete raccontare la leggenda del Taj Mahal e la storia. Mentre i bimbi sono impegnati a disegnare ascoltano volentieri e memorizzano molto bene, specialmente se gli si racconta la storia come una favola, senza l’ansia di doverla ricordare.

Ed eccoci qua, il Taj Mahal è bello che finito! Io faccio sempre scrivere l’edificio che hanno disegnato perché possano ricordare e magari andarselo a vedere su internet se vogliono. Devo ammettere che mi sono divertita anche io. Per il mio Taj Mahal ho usato la penna da calligrafia “Tombow Fudenosuke” trovata all’Ipercoop per 5.90€, ma loro hanno usato matita, pennarello o matita nera qualsiasi e il quaderno di arte (niente album, i fogli si perdono).

Spero l’attività vi sia piaciuta o vi abbia ispirati, magari se provate a farla mandatemi disegni dei vostri bimbi a diariodiunamaestra@gmail.com ricorando di mettere il nome (no il cognome) e l’età, saranno graditi anche vostri commenti riguardo eventuali difficoltà riscontrate e/o suggerimenti.

Alla prossima attività

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Impara a disegnare con me., insegnarte

Disegna con me lezione: pattern per dare volume

Avete imparato i pattern, vi siete sbizzarriti a decorare nomi e chissà cosa altro, adesso…rullo di tamburi che ci sta sempre…usiamo le righe per dare volume. Partiamo da un esercizio facilissimo.

Manina sul foglio e tracciare i contorni con la matita. Fatto? Semplice vero? Pazienza se non è perfetta, la perfezione non esiste ed è inutile cercarla.

Ora cominciamo a fare righe orizzontali con una penna nera o un pennarello fino ai confini della mano disegnata, quando si arriva alla mano la linea diventa curva. Faremo prima una curva verso l’alto quando incontreremo le dita e la mano. Non è difficile, serve solo concentrazione.

Cancelliamo la matita sotto e….magia

L’effetto finale è una mano che sembra sollevarsi dal foglio.

Ora facciamo la stessa cosa precedente, ma con le curve verso il basso. Che effetto darà?

Sperimentare il potere delle linee e la possibilità di dare volume con delle righe, senza niente di particolarmente complesso, li entusiasmerà.

una volta fatto il lavoro a matita, possiamo fargli usare i pennarelli colorati per ripassare le linee! Possono fare tutto con pennarello nero o usare colori complementari.

Si possono usare anche altri pattern o altre forme (non necessariamente la mano). Insomma potete sbizzarrirvi e farli sbizzarrire a creare volumi. Soddisfazione assicurata.

Questo esercizio ottiene un effetto molto suggestivo permettendo ai bambini di prendere confidenza con il disegno e con la penna. Quello che conta è che persino i bambini che pensano di non saper disegnare, di non essere all’altezza o non sono soddisfatti delle proprie capacità artistiche, prendono maggiore confidenza con l’espressione artistica provando la soddisfazione di creare qualcosa di cui non si pensavano nemmeno capaci.

E voi avete già provato o proverete? In ogni caso sarei curiosa di vedere le opere dei vostri bimbi (che siano figli o alunni…o entrambi).

Alla prossima piccola attività

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

Quando non hai voce…racconta con le immagini

Lavorando sui contenuti del blog ho scoperto questo articolo nelle Bozze mai pubblicate e non so come mai, ero convinta di averlo pubblicato onestamente. In ogni caso, l’articolo è stato scritto il 16 Marzo e, non risultandomi tra i pubblicati, lo propongo…o lo ripropongo.

In questi giorni di ozio forzato, a casa perché lo strumento fondamentale di ogni maestra (la voce) è venuto a mancare, non sono riuscita a star ferma per nulla e anche se non ho potuto produrre video come mi sarebbe piaciuto, comunque ho avuto modo di riflettere e buttar giù idee.

Quando non hai voce farsi capire è durissima, io sono avantaggiata, stando a quanto dice il mio partner, da una mimica facciale ed una espressività corporea che da sempre mi è valsa la simpatia e l’ilarità di molti. Ma se non si ha questa mimica, se non si può esprimersi con le parole, siamo davvero ingabbiati? No!

Quando tornerò a scuola farò certamente tesoro di questo per insegnare una piccola attività utile e trasversale giacché coinvolge anche una narrazione fatta non solo di parole, ma dove le parole accompagnano, ma sono superflue. Dove occorre programmare quel che si deve raccontare, valutare i momenti importanti e dividere lo spazio foglio. E’ un’attività che puù venir utile sia per fare in seguito fumetto, ma anche per la stop motion e video…e via dicendo. Ma veniamo al dunque!

ATTIVITA’ DIDATTICA – RACCONTA LA TUA GIORNATA CON I DISEGNI

Facciamo su una lista di azioni che abitualmente si eseguono durante la giornata tipo

Così sono tante (ovviamente potete divertirvi a essere più o meno specifici)

PROBLEMA- abbiamo uno spazio limitato nel foglio (facciamo un foglio A5, ossia metà A4) e dobbiamo scegliere dalle 6 alle 12 vignette al massimo, tra quelle più rappresentative. Basti ricordare che si possono scegliere liberamente quante vignette mettere, a discrezione dell’insegnante, o anche delle cose ritenute importanti o trascurabili. A me sono uscite 9 cose

Me ne sono uscite 9, levando ovviamente cose ripetitive o scontate come far lezione due volte. Non ho levato i pasti perché occorre puntare, almeno secondo me, sul fatto che sono momenti importanti della giornata per due motivi: convivialità e socializzazione e per energie e crescita.

Sul giocare alla play station ovviamente dipende dal bambino, io ho immaginato un bambino, ma poi ognuno potrebbe rivelare curiose e differenti abitudini.

Ora passiamo alla fase due, quella più divertente, dividere il foglio, A4 o A5 in tante vignette quante sono le azioni. Tenete (e fate) presente che la grandezza delle vignette sarà proporzionata alla quantità

meno vignette= vignette più grandi

maggiore il numero di vignette = vignette più piccole.

Ho diviso in 9 vignette su un foglietto A5
Il mio disegno di una giornata da bambina

Ho provato a riprodurre su un Foglio A5 l’esempio di come “dovrebbe” (con un condizionale mooolto condizionale) il lavoro.

Il brainstorming permette loro di avere una linea temporale da seguire e comprendere la sequenzialità, il prima e il dopo, oltre a riassumere la giornata.

Quando sono tornata a parlare (con cordoglio del mio partner e dei miei cari) ho proposto l’attività ai miei alunni. Sulle prime, al solito, erano dubbiosi, altri curiosi, alcuni annoiati, ma quando hanno cominciato a disegnare dentro le vignette la loro perplessità si è sciolta come neve al sole.

Ora che ci penso potrei riproporlo ma con inglese, mettendo le didascalie vignetta per vignetta delle attività svolte in inglese…

Erano contenti del lavoro prodotto, anche se ho fatto colorare con le matite colorate. Ho riproposto la stessa attività per riassumere il film “Hook: capitan Uncino” e lo han trovato divertente, oltre che utile per ricordare il film. Ma questa è un’altra attività di cui ho già parlato…che sia per questo che non avevo pubblicato poi questo articolo? Bah!

Alla prossima attività, o articolo, o bozza dimenticata

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

Tecnocarta- piccoli proiettori nascono

UUUUH la festa più amata dai bimbi sta arrivando…no non è Natale come piacerebbe credere, bensì Halloween uuuuh.

Dal momento che al solito mi riduco all’ultimo e non ho mai idee per tempo per i “lavoretti” tanto odiati dalla sottoscritta, in una Domenica di ozio dovuto ai bei propositi sfumati al primo capriccio dei miei animali, mi sono messa a guardare un bicchiere di carta che tengo per gli acquarelli e occhieggiare alla pellicola da cucina.

Perché no! Preso il bicchiere di carta, gli ho fatto un foro al centro, sul fondo, e su un pezzo di pellicola da cucina, con un pennarello da dvd, ho disegnato uno scheletrino. Sono andata nella stanza più buia della casa, ho acceso il flash dello smartphone e….magia! Lo sheletrino si è proiettato sul muro. Tuttavia non ero pienamente soddisfatta! Si può sempre migliorare.

Ho addocchiato dei vecchi cartoncini neri di cui non ricordavo l’esistenza, le forbici, ed ho provato ad utilizzare il disegno fatto sulla pellicola da cucina adattandolo al cono improvvisato. Accettabile ma ancora c’era da migliorare.

Fogli acetati che ho da almeno 15 anni, comprati per non ricordo nemmeno più quale motivo, e senza accorgermene ero già all’opera per fare qualcosa di fattibile con i bambini.

OCCORRENTE

-forbici

-taglierino (quello meglio che lo usi solo io)

-pinzatrice o scotch

-cartoncino nero (preferibilmente nero, altrimenti blu o comunque scuro)

-fogli di carta da trasparente o acetata (quelli per lavagne luminose, si trovano anche su amazon)

-fogli da stampante

-penne o pennarelli punta fine per scrivere su DVD

-matita

-gomma

PROCEDIMENTO

IL CONO

  • Piegate in due il cartoncino nero, ma non perfettamente, giusto per segnare la metà. Tenete con una mano il cartoncino e con l’altra tracciate un semicerchio facendo perno sul centro del foglio, puntando la matita su una delle estremità laterali il centro e ruotando la matita.
  • Fate ora lo stesso procedimento ma tracciando un arco più piccolo al centro del semicerchio
  • Con un taglierino tagliate quell’arco più piccolo
  • Ritagliate il semicerchio
  • Unite le due estremità a formare un cono e pinzate con la pinzatrice o unite con lo scotch. Ricordatevi di tagliare di un paio di millimetri la punta, ci deve essere un buco
  • Mettete da parte il cono.

IL DISEGNO

Ora abbiamo due possibilità, la scelta sta a seconda dei bambini che si hanno e delle loro capacità, ma comunque, in entrambi i casi, è opportuno tracciare un cerchio sul foglio di carta da stampante e/o uno di carta trasparente grande quanto la base del nostro cono. Basta appoggiare la base del cono e, senza premere, tracciare il contorno a matita o penna o pennarello.

Prima possibilità

  1. Far fare un disegno sul foglio di carta da stampante nel cerchio tracciato
  2. Appoggiare il foglio di carta trasparente sopra il disegno e far ricalcare su di esso
  3. Ritagliare il cerchio (anche più piccolo, deve poter entrare nell’arco che abbiamo fatto nel cono)

Seconda possibilità

  1. Far fare un disegno con la penna per dvd sul foglio trasparente nel cerchio che abbiamo fatto
  2. Ritagliare il cerchio (anche più piccolo, deve poter entrare nell’arco che abbiamo fatto nel cono)
come vedete è un disegno molto semplice

Sia che decidiate per una o per l’altra procedura…il cerchio su foglio trasparente che avranno ritagliato (non fatelo voi altrimenti non imparano) andrà inserito nell’arco che abbiamo fatto quando abbiamo creato il cono.

Ecco, ora cercate un angolo buio e accendete la luce del cellulare, o una torcia. appoggiate la punta del cono sul led dello smartphone, inclinandolo in modo che il fascio di luce colpisca correttamente l’immagine e puntate su un muro bianco…vedrete l’immagine proiettata sul muro. Sarà un poco sfocata, è normale, basterà allontanarvi o avvicinarvi per cercare una migliore messa a fuoco. Fatelo però sperimentare ai bambini.

questo piccolo cono l’ho ottenuto dividendo un A4 in due e facendo il semicerchio su una delle metà.

Io mi sono divertita a fare questo lavoro, e magari qualcuno si è divertito prima di me, ma stavo meditando come presentarlo ai bambini dal momento che, al di là del semplice “fare” vorrei che imparassero, deducessero e scrivessero le loro impressioni su quanto hanno fatto.

Ognuno può decidere arbitrariamente il tema, la lunghezza del cono e se fare una premessa o farli sperimentare e scrivere le loro impressioni, quello va a discrezione del docente, o genitore che sia.

Dato che Halloween è alle porte ho pensato ad unire arte e tecnologia in un’attività fatta per divertirsi, esercitarsi per la motricità fine e ragionare sulla messa a fuoco ed il concetto e fenomeno alla base del funzionamento della proiezione e della fotografia.

Che dire? Senza dubbio proverò con i miei alunni, ma ammetto che, facendo, non mi sembra così complesso, se pure abbia notato in molti bambini di oggi, difficoltà nel ritaglio che, quando ero bambina io, non aveva nessuno, eccetto pochissimi.

Alla prossima attività e idea sicuramente non originale

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Halloween con silhouette, tempere e collage

Cosa mai starà meditando la maestra imperfetta? Al mio solito parto con un’idea e finisco per fare tutt’altro. Alle prese col solito dramma dei “lavoretti” che tutti si aspettano da chi insegna arte, e che odio perché poi tanto so che finiscono nella differenziata (nel più ecologico dei casi almeno), ho spulciato la guida edita Raffaello “Insegnarelim Arte e Musica”. Bellissimi lavori, ci mancherebbe, ma al solito richiedono l’acquisto di materiali che, per chi ha due classi con almeno 40 alunni, diventa un incubo. Si può chiedere alle famiglie, è vero, ma poi non hai mai quello che serve nel momento in cui ti serve. Rimane comunque un’ottima guida per il docente e la consiglio vivamente.

Presa da una specie di irrequietezza, chiudo la guida e apro Pinterest, fonte inesauribile di idee ed ecco che incappo nelle silhouette di topos di Halloween: gatti neri, streghe, case, fantasmi, zombies e pipistrelli e chi più ne ha più ne metta.

Accantono l’idea di far fare un’attività di arte con le silhouette (d’altronde è una tecnica delle arti visive nata nella seconda metà del XVIII secolo in Francia) e provvedo a pensare qualcosa per Halloween.

OCCORRENTE:

  • cartoncino (non carta ma meglio cartoncino)
  • tempere arancione, viola, blu, rosso, nero e bianco
  • bicchieri e bicchierini di plastica
  • carta, o cartoncino giallo
  • matita (se si vuole)
  • compasso (facoltativo)
  • pennelli
  • colla
  • fotocopie con silhouette di oggetti e soggetti a tema Halloween

PROCEDIMENTO

-Distribuite tre bicchierini ciascuno (o a banco) con un colore mescolato col bianco e un colore puro e un bicchiere con l’acqua.

-Con il pennello i bambini dovranno fare un cerchio piccolo in alto sulla sinistra del cartoncino.

-Con il colore puro dovranno fare un altro cerchio a contorno del primo

-Ora aggiungeranno una o due parti di nero per scurire il colore. Tracceranno un altro cerchio attorno al più

recente.

-Andranno avanti così fino a riempire il foglio con cerchi sempre più scuri.

Attendere che la tempera si asciughi.

Una volta asciugata la tempera gli diamo il foglio con le silhouette prestampate da ritagliare. Non saranno obbligati a incollarle tutte ma solo quelle che decideranno essere più adatte alla loro composizione.

Ricordate loro la regola aurea “Less il more” ossia meno è di più. Lo ripeto sempre ai miei bimbi per ricordare che non serve riempire la pagina e a volte pochi ma giusti dettagli rendono meglio che tanti e confusionari. Potete stabilire un numero fisso oppure lasciare fare a loro. A vostra o loro scelta!

Io ho preso queste silhouette da Pinterest, dove ne potete trovare tantissime altre di vostra ispirazione, ed elaborate con la mia Wacom Cintiq.

Dovranno ora ritagliare le figure che interessano ma per incollare devono ricordare che le figure grandi sono in primo piano e quelle più piccole sono lontane. Devono riflettere sulle dimensioni per capire cosa in primo piano risulta grande e cosa può rimanere piccolo in primo piano.

Alla fine farei riempire le finestre della casa con il giallo (pennarello, matita, decidete voi) ed ecco il nostro paesaggio spettrale finito.

Io ho usato il viola, ma potete provare con Arancione, Giallo o mescolando bianco e nero. Colorare con le tempere lo sfondo gli piacerà senza dubbio perchè è veloce e ne usciranno soddisfatti.

Che usiate tempere o acrilici, consiglio cartoncino da 200g e ricordare loro che non serve riempire di litri di colore il foglio.

Se decidete di fare questo lavoro nelle vostre classi sarò ben felice di vedere i risultati, se volete mandarmeli, e magari inserirli nella galleria del sito e farne un articolo. Ricordate però di inviarmi il nome della scuola, classe e sezione ma nessuna foto dei vostri bambini. Pubblicherò solo foto dei prodotti finiti.

Alla prossima attività

La Vostra

Stregaccia Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Nomi e pattern – unità didattica o lezione

Navigando nel mare magnum di idee su Pinterest e gruppi facebook, tra gli infiniti blog di maestre più esperte e più capaci di me, ho trovato qualcosa che mi ha accattivata e che intendo proporre ai bambini quest’anno.

Prima di tutto occorre fargli qualche lezione sui pattern…io dico qualche ma alla fine sono i nostri piccoli dittatori urlanti che decidono i tempi con i loro ritmi di apprendimento e le geometrie di classe, e per la lezione sui pattern rimando all’articolo apposito pubblicato il 24 Settembre.

Una volta presa un poco di confidenza con i pattern, ed imparato a far viaggiare la fantasia, ecco che si può provare questa piccola attività. Non so dirvi onestamente quanto tempo richiede e mi son sempre domandata come si fa a stabilire dei tempi visto che spesso, in particolare in arte, attività che prevedi durino due ore te la fanno in cinque minuti e viceversa (nemmeno a fartelo apposta).

Divido quindi questa attività in Fasi che deciderete poi voi, se volete applicarla in classe, di suddividerla o modificarla a vostro piacimento e secondo vostre esigenze

FASE 1 – Lezione sui pattern con tanto di esempio pratico della maestra e successivo sguinzagliare la fantasia loro.

FASE 2– Scrittura del proprio nome cercando di riempire un intero foglio A4 (formato di foglio normale per stampante o fotocopia). Fatelo fare a matita perché ho visto che pochi riescono a regolarsi facilmente. Va bene anche fare le lettere ad altezza differente, non per forza sulla stessa linea, o magari, per nomi lunghi, in diagonale…aiutateli a trovare la loro strada.

Pensate sempre alle difficoltà di chi, come me, ha un nome lungo

FASE 3 – con matita o penna nera devono tracciare delle linee attorno alle lettere del loro nome in modo da non toccare la linea a matita, così da formare delle lettere da riempire.

una volta finito possono cancellare il segno a matita. Le lettere possono sovrapporsi ma mai le linee, non al primo tentativo almeno.

FASE 4– Cominciare a riempire ciascuna lettera del proprio nome con un pattern diverso.

Ho cominciato a riempire con pattern differenti, improvvisati.
Esempio di come dovrebbe uscire.

In alternativa si può fare il proprio nome con lo stesso pattern e lo sfondo con pattern differente. Magari potete fargli lasciare il nome in bianco e fargli fare solo i pattern di sfondo come nell’esempio

Altra variante è il proprio nome con un pattern differente per lettera e uno sfondo con pattern unico. Insomma qui potete davvero sbizzarrirvi, il risultato è molto carino e d’effetto e si può appendere in classe se si vuole o in corridoio.

Per questo genere di lavoro prevedo una durata molto lunga, tuttavia il risultato finale sarà senza dubbio molto bello.

Come vedete non ho proposto nulla di nuovo e nemmeno originale, ma devo riconoscere che questa attività mi ha ispirata ed ho solo voluto pensare a come presentarla ai bambini. In fondo Picasso stesso diceva “I grandi artisti rubano”…e noi, con i nostri bimbi, non possiamo che omaggiare chi ha creato questo nuovo modo di illustrare rubandone l’idea per diffonderla.

E voi? Avete mai provato? Come è andata?

Se non avete mai provato intendete farlo? Come pensate di procedere?

Al prossimo “furto” di idee con la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Disegna con me lezione 5- le textures…o pattern

Sai disegnare delle figure geometriche giusto? Non dire di no! Tutto si riduce a figure geometriche semplici o complesse, il palloncino è simile ad un cerchio con un triangolo rovesciato sotto, una bottiglia diventa un rettangolo grande con un cono e un rettangolo piccolo come tappo, una cattedrale può essere disegnata con rettangoli, quadrati e triangoli (ed un cerchio per il rosone). Se te lo sei perso….ecco il tutorial.

Insomma non c’è forma (nemmeno quella umana) che sfugge al riassunto in geometrie. Ebbene partendo da qui, dobbiamo solo riempire queste geometrie per rendere accattivante il nostro disegno. Come fare?

Esistono i “pattern”, ossia fantasie, motivi, ripetitivi, che vanno a riempire le nostre forme dando consistenza, e se ben usati anche volume, ad esse. I pattern possono essere formati con semplici linee rette, orizzontali o verticali, a distanza e spessore variabili, oppure possono essere linee curve, seghettate, spezzate…l’importante è il ritmo di queste per dare uniformità. Basti pensare che dai “pattern” è nata pure una forma di meditazione chiamata “Zentagle” che consiste nel riempire spazi con dei pattern senza concedersi l’uso della gomma, ma lasciamo a ciascuno la scelta dello strumento.

Le parole chiave da tenere a mente sono “riempimento” e “ritmo”. Se decido di riempire con spirali non avrà senso metterci un solo quadrato. Se decido di mettere puntini alternati a righe non dovrò spezzare il ritmo. Posso anche metterci due o tre elementi, ma non di più, a meno che la superficie non sia abbastanza grande da poter riempire con quegli elementi che dovranno ripetersi.

Un esempio di Pattern ci viene dall’artista Sam di colormademehappy

Poiché tuttavia ci piace avere un qualcosa, un prodotto finale che ci soddisfi anche visivamente, e che possiamo proporre ai nostri pargoli…eccoci qui con un tutorial per imparare producendo.

OCCORRENTE:

-penna (bic se possibile, se volete anche gel, del colore che si vuole)

-carta (qualsiasi, bianca, a righe, a quadretti, a puntini…come vi piace)

PRATICA.

Prima di tutto facciamo dei rettangoli o quadrati di varia grandezza sul nostro foglio, possiamo usare il righello questa volta, se ci sentiamo più sicuri, o per riprodurre i cerchi basta usare un bicchierino da caffè (pochi centesimi al supermercato e li usate pure per gli acquarelli e le tempere) o il tappino di una bottiglia, quello che la fantasia suggerisce.

Facciamo questi quadrati, o cerchi, a distanze bene o male regolari, senza stare a misurare con il righello, basta andare a occhio.

Cominciate dal cerchio o quadrato che volete, e iniziate con righe diagonali, poi verticali e orizzontali in differenti quadrati.

Ho imparato a mie spese che i bambini non sono capaci di andare a fantasia se non hanno una guida davanti. La prima volta suggerisco quindi di fargli fare esercizi voi (se volete sentirvi sicuri magari fateveli a casa prima) iniziando con riempimenti di righe e cerchietti o altro tra una riga e l’altra. Ho fatto un esempio velocissimo per darvi un’idea di ciò che intendo.

Io uso abitualmente la stilografica ma si può utilizzare qualsiasi penna, a gel, biro, pennarello o matita, come la fantasia e la praticità vi suggerisce.

Una volta fatta pratica di idee con le righe, possiamo cominciare a usare linee curve, cerchietti e pallini, linee spezzate o provare addirittura due ritmi nello stesso quadrato (o cerchio). Si può spaziare con la fantasia, ma quello che conta è “prenderli per mano” mostrandogli inizialmente cosa fare per poi lasciarli prendere il volo se vogliono prendere iniziativa.

a destra un esempio iniziato di riempimento tra le righe

Consiglio, con i bimbi, di cominciare con la matita e ripassare a penna. Facciamogli usare la penna solo quando si sentiranno sicuri di poterlo fare. Trovo difficile uscire dalla comfort zone usando solo la penna, ma aiuta ad acquisire fiducia in sé.

Appoggiare sempre l’iniziativa e limitare l’uso del righello aiutano i nostri piccoli a concentrarsi su ciò che stanno facendo. Cercheranno di essere più dritti che possono perché ci tengono a fare il meglio a dispetto di quanto si può pensare.

Se avete dubbi, esperienze pregresse o suggerimenti scrivetemi e sarò ben lieta di confrontarmi e magari integrarle nelle mie lezioni a scuola.

Alla prossima “lezione”

la vostra

Maestra Imperfetta