Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro, insegnarte

Un’opera al giorno

Ci son giorni in cui va tutto come dovrebbe, come ti eri programmata e ti ritrovi ad aver fatto quanto dovevi, avere la mente fresca nonostante lo studio e tanta voglia di fare. Mi metto di fronte ad un foglio, cerco immagini che mi piacciano, ce ne sono tante che è dura decidere, ma…niente!

In uno di questi giorni mi fermo e osservo il foglio ma la mia mano non si muove, non obbedisce al mio bisogno di disegnare. In questi momenti viene in aiuto tutta una serie di potenzialità che internet offre, ma nel mare magnum di letteratura, visioni satellitari e youtube, ho dei punti fermi, diciamo dei porti sicuri dove attraccare: Google Arts&Culture e un’app chiamata Artly.

Della mia passione per l’arte credo di averne parlato, anche se non mi stancherei mai, così come ho parlato già di Google Arts&Culture, ma non riuscendo a mettere il widget sul mio smartphone che mi propone un’opera d’arte al giorno, ho ovviato con l’app ARTLY (disponibile per android e IOS) che può offrire questo servizio più approfondimenti interessanti.

Ma perché un’opera d’arte al giorno?

  1. Sono ancorata alla granitica certezza che l’arte ci salverà da noi stessi.
  2. L’arte può essere la spinta che ci aiuta a comprendere che abbiamo ancora tanto da imparare…ed è meraviglioso se teniamo la mente aperta.
  3. Aiuta a tenerci in allenamento (mentalmente).

Dagli studi per ritratto femminile di Klimt al “Boy and dog in a Johnnypump” di Basquiat, passando per le icone russe, Modigliani, El Greco, Matisse e Botticelli, ho scoperto artisti che non conoscevo quali Andrew Wyeth, Yves Klein e David Hockney.

Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)
David Hockney

Sembrerà strano forse, ma nel mio diario mi segno l’opera del giorno proposta dall’app, le informazioni che mi interessano sull’opera e poi, se non lo conosco, mi appunto quello che mi colpisce di una breve ricerca fatta online tra siti di case d’asta, Google Arts&Culture e Wikipedia. Ecco che, così facendo, organizzo le conoscenze, memorizzo in quanto la scrittura a mano permette una migliore e più efficace memorizzazione delle informazioni, e mi sento soddisfatta. Non lo faccio per scriverlo qui, ma ho preso a farlo perché mi piaceva e basta, ma oggi mi è venuto in mente che sarebbe interessante proporre un’attività simile ai bambini di quarta e quinta primaria.

La mia idea base sarebbe:

  1. Prendi un’opera (scultura, pittura, incisione…) e proponi la visione ai bambini.
  2. Brainstorming sulle sensazioni che essa suscita o la storia che può raccontare (Hopper si presta)
  3. Facciamo una ricerca assieme, guidata, scrivendo sul quaderno le informazioni che ci interessano.
  4. Per raccogliere le informazioni che ci interessano saltiamo liberamente dalla biografia alle opere o altre curiosità che troviamo e riteniamo possano rivelarsi interessanti.
  5. Rileggiamo il tutto.

Una volta fatto questo in classe, credo si possa proporre un lavoro a casa assegnando a ciascun bambino, o gruppo, una “ricerca” su un artista e la sua opera riorganizzando poi le informazioni ed integrandole in classe.

Non accoglieranno bene da subito la proposta forse, ma si sa che i bambini non sono sempre inclini alle novità, tuttavia se li sapremo appassionare avremo tante soddisfazioni (e pure loro ne avranno). Questa attività non è utile unicamente per apprendere nozioni nuove, ma per sviluppare competenze nella ricerca, scrematura e selezione, nonché riorganizzazione delle proprie conoscenze.

Come tutte le idee, anche questa va affinata e adattata alla realtà in cui si lavora, ma io penso che a volte ci facciamo frenare dai nostri pregiudizi (io per prima), invece di provare, sperimentare e rischiare anche di fallire.

Se invece non vi va di provarlo in classe, fatelo per conto vostro o non fatelo proprio, ma la diffusione di internet ha portato anche il vantaggio di tutta la cultura a portata di click…sarebbe un delitto non approfittarne.

A presto la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra

15 Settembre 2021- si inizia…di nuovo

Inizia di nuovo la scuola, tra patti di corresponsabilità, nuove (ma vecchie) disposizioni per il covid e diari della scuola. I bimbi sembrano felicissimi di essere tornati, qualche volto nuovo sembra essere intimidito, ma poi si adatta.

I bambini accolgono i nuovi con entusiasmo e questo mi fa ben sperare nel futuro che sogno per loro, dove nella società non si guarderà più il colore della pelle e/o la religione. Per loro sono solo compagni di gioco in più e va bene se vanno aiutati, a loro piace aiutare, anche se a volte sono i primi ad averne bisogno.

Mi siedo con loro, scherzo come mio solito, vorrei che mi vedessero ridere, ma con la mascherina è impossibile. Uno dei bambini, mentre colora la copertina per il quaderno di matematica, mi chiede con candore tipico dei suoi nove anni “maestra, ma cosa significa Motherfucker moster”?

Io lo guardo perplessa e chiedo “scusami ma dove l’hai sentita?”

Il bimbo mi risponde “dai Maneskin, tu li conosci i Maneskin?”

Questa immagine dal video Zitti e Buoni rappresenta molto bene lo spirito con cui i bimbi affrontano le sfide quotidiane, appoggiandosi fiduciosi l’uno all’altra.

Io annuisco “si li conosco e mi piacciono, ma non tutte le loro canzoni, ma tu come mai li conosci?”

Il bimbo mi sorride “eh perché ti ho sentita l’anno scorso che dicevi ad una maestra che eri contenta che avevano vinto Sanremo, ma che significa quella parola?”

Superato lo stupore iniziale della memoria del pargolo per queste cose, che gli perdono visto che ha buona memoria anche per altre, gli rispondo gentilmente che la prima parola è una parolaccia e quindi non la traduco, ma monster significa “mostro” e cerco di sviare il discorso su “Zitti e buoni” scherzando sul titolo con un “eh dovrei cantarvela quando parlate mentre spiego…praticamente sempre”. Si lo so della dedica che il gruppo ha fatto al professore che gli diceva di stare zitti e buoni, ma se provassero a mettersi nei panni degli insegnanti…forse capirebbero che ogni tanto ci vuole, tanto fuori di testa lo siamo tutti.

Ad ogni modo scherzo, sarei orgogliosa di vantare come ex alunni ragazzi come loro.

Interviene un altro bimbo chiedendomi se conoscevo “Begging” dei Maneskin e lì parto a spiegare che non è loro la canzone ma è una cover, e spiego ovviamente cosa è una cover.

Sopraggiunge una bimba che mi dice “maestra quest’anno facciamo musica?”

Direi che ho già iniziato!

E dal primo giorno di scuola è tutto

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro

Corso gratuito su percorsi di psicomotricità

Non è mio uso pubblicizzare qualcosa, ma in questo caso lo faccio con la piena convinzione di fare un favore a tutti.

Non conoscevo la psicomotricità fino a quando non ho conosciuto la docente Katia Giordano. Ci ho lavorato gomito a gomito ed ho scoperto questa interessante e complessa materia di studio dell’uomo, o meglio del bambino, in aspetti che normalmente nel nostro mestiere vengono trascurati. Se ciò avviene non è perché siamo pessimi insegnanti, ma perché non abbiamo gli strumenti culturali per osservare i bambini sotto aspetti più profondi.

Questo corso di certo non ha la pretesa di farvi diventare psicomotricisti, per quello occorre fare un corso più complesso e approfondito, c’è da farsi un bel….ma a volte basta solo che qualcuno di esperto in materia ci offra un punto di vista differente per cambiare completamente prospettiva.

Non entrerò nel dettaglio, ma basti sapere che proprio un’osservazione in seguito ad esercizi di psicomotricità fatta da questa mia collega, mi ha cambiato totalmente approccio ad un bambino al punto che ne è migliorato sensibilmente il rapporto.

Per iscrivervi, o per maggiori informazioni, basterà inviare mail a Katiagiordano063@gmail.com

Per oggi è tutto

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: opinionibus

Raccontare una storia

C’era una volta una maestra che voleva far vedere l’Era glaciale ai suoi alunni, ma il cattivissimo PC decise di non leggere il DVD così dovette risolvere con Netflix.

Su Netflix non c’era l’Era Glaciale così la maestra decise di condividere una vecchia gloria della sua infanzia “La storia infinita”. Quel giorno tuttavia non c’erano tutti i bambini e non bastò il tempo per vedere tutto il film. Fu così che la maestra, la volta seguente, potendo far vedere il restante, prima chiese di riassumere quanto visto per i compagni che erano assenti la volta precedente. Interviene una bimba entusiasta che, con sicurezza e gioia riassume

è la storia di un cavallo che muore“.

Qualcosa non va! Ammetto che è un episodio molto toccante del film, io stessa a volte ci piango ancora, ma è fuori dubbio che non è il fulcro della narrazione nè riassume bene quanto accaduto.

Cosa fare?

Me lo sono domandata tante volte ed ammetto che ogni soluzione pensata…veniva scartata puntualmente. Ho cominciato dunque a “guidarli”. Ignorando bellamente che ci fossero assenti, tanto non li becco mai tutti assieme, ho fatto vedere cortometraggi e un film ed ho obbligato a “riassumere” quanto visto prima per gli assenti.

Stessa cosa ho fatto per i libri che stanno leggendo.

Ma come guidarli?

Non puoi dire “riassumi” e basta, altrimenti ti senti una sfilza di “e poi” e salti temporali che non ti fan capire nemmeno se ha guardato il medesimo film (oddio a volte mi capita pure con gli adulti questo, figuriamoci con i bimbi). Che possiamo fare? Domande, io faccio domande!

Chi è il protagonista?

Dove è ambientata la storia?

Cosa deve fare il protagonista? Chi lo aiuta e perchè?

Chi è il “cattivo?”

Cosa fa il cattivo?

Attenzione alla sequenza temporale. Occorre pensare come uno story board della narrazione, magari facendogli fare anche dei disegni.

Non sai cos’è uno Story board?

Uno story board è una sequenza di piccoli disegni, spesso molto accennati da rendere l’idea dei personaggi e dell’ambientazione, con relative inquadrature. Si tratta di una vera e propria base per registi e fumettisti ed è indispensabile per poter poi fare dei disegni più precisi e dettagliati oppure per girare un film o un’animazione (corta o lunga) seguendo le sequenze, le inquadrature e via dicendo. Lo storyboard è utilissimo anche se si programmano attività di Stop Motion.

Raccontare una storia attraverso uno storyboard potrebbe essere divertente, ma, nel nostro caso, occorre necessariamente ridurre all’osso, quindi illustrazioni, una per bambino magari, con scene chiave della narrazione per esempio.

ATTIVITA’

Si comincia a spiegare che ogni storia ha un ordine degli eventi: inizio, svolgimento, fine. Quest’ordine è chiamato Cronologia di una storia.

Si spiega loro che si procederà a fare assieme uno storyboard, chiarendo ovviamente cosa è uno storyboard e cosa serve, rassicurandoli che lo si farà assieme.

Possiamo usare una qualsiasi storia, possibilmente semplice, per iniziare. Possiamo leggere una storia in classe o usare una storia già affrontata. Si può, volendo, proiettare sulla LIM lo storyboard già disegnato o da disegnare.

Ora, cominciamo somministrando una prima scheda “riassuntiva”, che possiamo far disegnare in realtà, seguendo lo schema sotto. Spieghiamo che si tratta di una “timeline”, ossia una sequenza temporale utile per organizzarci la narrazione.

questo schema è utilissimo per mettere in ordine gli eventi della storia.

Successivamente passeremo a suddividere gli eventi in tre parti: Inizio, svolgimento, fine. Ciascuna parte sarà a sua volta suddivisa in tre principali, qui stabiliremo quali scene saranno da disegnare.

Ora che abbiamo suddiviso e stabilito quali disegni fare per ogni parte, si passa a consegnare la seguente scheda (Caricherò queste schede nell’apposita sezione Classroom dedicata ad attività didattiche varie).

Dovranno solo disegnare le scene stabilite e scrivere nelle righe cosa accade.

Questo tipo di attività va fatto dapprima assieme, solo successivamente, in base ovviamente alle geometrie di classe ed all’apprendimento e confidenza dei bimbi, potranno farlo autonomamente per le storie da loro inventate e/o lette.

Al di là dell’esecuzione, ed in questo ogni docente si regola in base alla classe che ha ed alle esigenze, quello che è essenziale è la “programmazione” del lavoro. Stabilire quali scene disegnare e come, cosa inserire e cosa omettere (perché non determinante), se usare un film, un’animazione, un libro letto da loro o letto dal docente…le attività possono essere molte, ma quello che conta non è solo far leggere, ma far capire quello che leggono.

E dopo questa perla di ovvietà (per molti suppongo) vi saluto e vi auguro Buona Domenica

la vostra

Maestra Imperfetta