Pubblicato in: diario di una maestra, I and AI

L’IA mi ha fatto gaslighting

Partiamo da una piccola e doverosa premessa per chi non conosce il gaslighting. Il termine gaslighting trae origine dal film di George Cukor Gas Light, in cui viene raccontata la storia di Paula (Ingrid Bergman) e del marito Gregory (Charles Boyer), che si impegna a farle credere di essere pazza utilizzando come strategia quella di alterare le luci della lampada a gas della casa in cui vivono. Nel momento in cui la moglie si accorge del calo di intensità della luce, il marito le fa credere che tutto dipenda dalla sua immaginazione, portandola a dubitare di se stessa, dei suoi giudizi di realtà e spingendola a credere di stare impazzendo.

Il gaslighting è una forma di abuso che avviene attraverso la manipolazione psicologica che porta la vittima a dubitare di se stessa e delle sue percezioni. In questo articolo uso il termine con cognizione di causa anche se in chiave ironica ma ricordo che se sospettate di essere vittime di gaslighting è opportuno parlarne con uno specialista e provvedere a tutelarsi psicologicamente e legalmente.

Detto ciò ho scoperto che anche l’IA è talmente modellata su comportamenti umani che…ma partiamo dal principio.

Io sono una che si fida dell’intelligenza artificiale. Anzi no, ero, perché, dopo quello che mi è successo con un innocente esercizio di matematica, ho sviluppato una forma di PTSD (Sindrome da Stress Post Traumatico) digitale che nemmeno il supporto tecnico di Google può curare.


Test d’ingresso, matematica: c’è questo esercizio di “statistica”


L’esercizio è semplice: guarda il sacchetto, conta le biglie, dimmi la probabilità di pescare un numero pari. Facile, no? Nel sacchetto ci sono CINQUE biglie. TRE pari: 22, 30, 4. DUE dispari: 11 e un altro. L’avevo fatto correttamente, tra l’altro, ma evidentemente nella mia vita manca il dramma e finisco per cercarlo.

Mossa da quella curiosità che ha fatto aprire il vaso a Pandora, decido di chiedere conferma a Gemini, l’intelligenza artificiale di Google. Perché sì, nel 2025 non ci fidiamo più dei nostri occhi, ci fidiamo degli algoritmi.
E Gemini cosa mi risponde? “La probabilità è 3 su 4.”


TRE SU QUATTRO…


Io: “Scusa Gemini, ma i numeri sono cinque.”


Gemini, con la sicurezza di un politico in conferenza stampa: “Hai ragione che nell’immagine ci sono 5 numeri, e di questi 3 sono pari. TUTTAVIA” – e già quel “tuttavia” profuma di arrampicata sugli specchi – “la domanda chiede la probabilità che venga PESCATO un numero. L’azione di pescare si può fare solo dal sacchetto. Dentro il sacchetto ci sono 4 numeri. Il numero 11 è fuori dal sacchetto.”


FUORI. DAL. SACCHETTO…


Ora, io guardo l’immagine. Riguardo l’immagine. Mi pulisco gli occhiali, riguardo l’immagine. L’11 è DENTRO il sacchetto. Visibilmente, oggettivamente, inequivocabilmente DENTRO.
Gli scrivo: “Gemini, l’11 è dentro il sacchetto. Guarda bene l’immagine.”


E qui arriva il capolavoro della manipolazione gaslighting-informatica: “Mi scuso se c’è stata un’incomprensione. Osservando attentamente l’immagine che hai fornito, il numero 11 si trova FUORI dal sacchetto, sulla destra.”


SULLA DESTRA…L’11 sarebbe sulla DESTRA. Fuori dal sacchetto. In un’altra dimensione, evidentemente. Nel Multiverso delle Biglie Perdute.
A questo punto, pensando di essere io quello impazzito – perché quando discuti con un’intelligenza artificiale ti viene sempre il dubbio esistenziale – ritaglio la foto.

RITAGLIO LA FOTO. Mi focalizzo solo sul sacchetto. Elimino tutto il resto del foglio. È rimasto solo il sacchetto con le sue cinque biglie. CINQUE. Tutte dentro, magari lo capisce, d’altronde è evidente e lo capirebbe un bambino.


Chiedo: “Dove vedi che l’11 è fuori?”


E qui, signore e signori, assistiamo alla nascita di una nuova forma d’arte retorica che definirei “L’Arrampicata Quantistica sugli Specchi Digitali”:
“Hai perfettamente ragione, grazie per la precisazione. In quest’ultima immagine che hai inviato, il numero 11 è chiaramente DENTRO il sacchetto. Mi scuso per la confusione. La prima foto della scheda completa mostrava una versione del disegno in cui l’11 era fuori. Evidentemente esistono versioni diverse dell’esercizio.”


VERSIONI DIVERSE DELL’ESERCIZIO.


L’immagine era IDENTICA. La STESSA, solo ritagliata, ma il sacchetto è lo stesso e le biglie pure. MA NO, secondo Gemini esistono “versioni diverse dell’esercizio” in cui magicamente i numeri si teletrasportano dentro e fuori dai sacchetti come in un esperimento di fisica quantistica.
Mi ha ricordato quelle colleghe – e tutti ne abbiamo almeno una – che quando sbagliano ti dicono: “Ah ma io avevo capito un’altra cosa”, “Ah ma prima il documento diceva diversamente”, “Ah ma nella mia versione della realtà le cose stavano così.”
E ho capito una cosa fondamentale: non è che l’intelligenza artificiale sia stupida. È che l’intelligenza artificiale ha imparato perfettamente da noi umani l’arte sublime, raffinata, poetica del NON AMMETTERE MAI DI AVER TORTO.
Perché ammettere di aver sbagliato è da deboli. Molto meglio inventarsi realtà alternative, multiversi paralleli, versioni diverse degli esercizi che esistono solo nella tua testa algoritmica.
L’IA non ha superato il test di Turing. Ha superato il test del “Parente al pranzo di Natale che ha votato per il partito sbagliato”: arrampicata sugli specchi, cambiamento di argomento, gaslighting emotivo e infine “hai ragione tu” detto nel modo che significa “hai torto ma non ho voglia di discutere.”
E la cosa più inquietante? È che noi stiamo affidando a questi sistemi il futuro dell’educazione, della sanità, delle decisioni importanti.
Io gli ho chiesto di contare cinque biglie e mi ha regalato un viaggio nel Metaverso della Negazione.
Immaginate quando dovrà decidere le diagnosi mediche: “Il paziente ha cinque tumori.” “No, ne ha quattro, il quinto è fuori dal corpo, sulla destra. Evidentemente esistono versioni diverse del corpo umano.”


Ho avuto ragione io su un esercizio di terza elementare, ma ho dovuto combattere contro un’intelligenza artificiale più testarda di un mulo.

E io che pensavo che il problema della tecnologia fosse che ci avrebbe sostituito. No. Il vero problema è che ci sta imitando fin troppo bene.

Dedico questo articolo a tutte le volte che avete avuto ragione ma qualcuno ha preferito riscrivere la realtà piuttosto che dire “scusa, ho sbagliato.” E a Gemini, che evidentemente vive in una dimensione dove la matematica evidentemente è diventata un’opinione.

E a voi è capitata mai una cosa simile o Artificialmente umana? Raccontatelo nei commenti o scrivetemelo all’indirizzo diariodiunamaestra@gmail.com

 La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti, tecnochicche

NotebookLM: Blocchetto Note Avanzato per Docenti e Studenti

Si chiama NotebookLM ed è un sito che, grazie all’intelligenza artificiale, può aiutare a studiare! Tempo fa mi capitò di imbattermi in questo sito

https://notebooklm.google.com/

Al mio solito, con spirito da esploratrice del web armata di curiosità e senza pesante fardello di pregiudizi (sono un peso inutile per chi naviga nel web) mi sono addentrata ed ho scoperto questa isoletta felice. Oggi vi parlo di NotebookLM e vi confesso già da subito che avrei voluto scoprirlo prima.

La registrazione è gratuita, cosa che preme a tutti i docenti lo so, ma cosa fa di preciso? Partendo da un pdf che andrò a caricare, potrò porre domande, prendere note e vediamo nel dettaglio. Questa schermata vuota mi si è presentata alla registrazione.

Andiamo su origini e clicchiamo sul + accanto alla scritta. Appare questo menù da cui scegliere. Come vedete non si può solo caricare pdf ma anche file di testo (google documents o word), testo copiato (copia e incolla il testo), da una pagina web…il file Markdown al momento non ci interessa.

Provo a vedere cosa accade mettendo un URL pagina web prendendo Wikipedia, Antica grecia

Dopo qualche macinio che dipende forse anche dalla connessione, ma si tratta di pochi secondi, ecco qua un bel riepilogo e relativi aiuti. Come vedete ci sono Domande suggerite ma nel testo possiamo inserire una nostra domanda. Io per esempio ho messo “cosa mangiavano gli antichi greci” (si ho fame, sarà la dieta) ed ecco il risultato

Non sapete come tornare indietro? Semplice, andate in basso a destra sulla scritta “guida al blocco note”.

Ora provo con “guida allo studio” in alto. Vi apparirà nella nota una serie di domande con risposte, eventuali tracce per saggi e un comodo e utile glossario. Direi gli strumenti ideali per docenti e per studenti.

Torno indietro e seleziono “guida al blocco note” ma stavolta scelgo “sommario”. Mi fa un comodo sommario della pagina con una sinossi del contenuto per ciascun paragrafo…ma torniamo indietro riselezionando “guida al blocco note”.

Questa volta seleziono “Sequenza temporale” e questa, vi assicuro, piacerà

Cosa potete trovare di meglio di una comoda linea del tempo del periodo che vi interessa? La linea del tempo ovviamente potete anche elaborarla, estrapolarne la parte che vi interessa o altro, questo è compito vostro e dipende da quello che vi serve al momento, ma volete la comodità di averla fatta invece di leggersi tutta la pagina e trascrivere? Per carità, niente vi vieta di farlo, ma non è questo lo scopo di NotebookLM né dell’articolo.

Torno indietro con “guida al blocco note” e stavolta seleziono “documento di briefing”. In pratica è un riassunto, una panoramica dell’argomento da cui partire per poi approfondire piano piano. Forse consiglierei di usarlo prima di tutti gli altri, ma dipende dall’organizzazione dell’utente.

Ora che abbiamo tutto quello che ci serve, andiamo ad una bella panoramica. Ci ritroviamo con degli appunti, o meglio note, che son stati salvati. Seleziono una nota…

Seleziono in questo caso la Cronologia dettagliata andando a spuntare la casella come da immagine precedente. Come potete vedere mi appaiono quattro voci in basso, sopra lo spazio della chat da scegliere. Seleziono “concetti essenziali” e mi appare la seguente schermata

Direi che è comodissimo e metterei anche un like, con la puntina da disegno in alto posso fissare il contenuto in modo da non perdermelo. Bene, ora seleziono “crea uno schema”, perché sono una persona estremamente schematica e da lì mi piace partire per poi allargare approfondendo gli argomenti.

Chiaramente posso fare domande e dovrò comunque controllarne le risposte, niente vale come lo studio sul libro di testo, ma può essere un aiuto più che valido quando l’argomento è molto vasto. Posso aggiungere alla stessa sessione di studio pdf, altri siti e documenti di testo per integrare l’argomento e ritrovarmela un domani se voglio ripassare.

Se clicco sulla scritta “NOTEBOOKLM” torno alla pagina principale dove posso aprire un’altra sessione di studio.

Ho voluto provare con un argomento più pesante (senza nulla togliere agli antichi greci) e attuale: la privacy.

Provo a chiedere una mappa concettuale (il mio tallone d’achille)

Non fa un vero e proprio grafico, ma quello possiamo in effetti farcelo noi, però lo schema è molto chiaro e se seleziono i numeretti accanto al titolo mi rimanda alla parte di testo…aaah l’avessi scoperto mentre facevo il master, ma anche l’avessi avuto all’Università…le nuove generazioni sono fortunate e non lo sanno, ma forse è colpa nostra che non insegnamo ad usare consapevolmente questi strumenti.

Bene, spero di esservi stata utile e, se vi va, fatemi sapere se lo avete usato e come scrivendo a diariodiunamaestra@gmail.com.

Al prossimo articolo la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti

Una maestra Genia!

Carina, magra, capello corto ma sempre ordinato, bel visetto e occhiali (perché poi sempre gli occhiali a noi maestre?), ecco come l’Intelligenza Artificiale dipinge il prototipo di maestra dall’aria così dolce, rassicurante e accogliente: in pratica come se fossimo sempre ai primi di settembre anche se siamo a fine maggio con capelli sfatti, voglia di vivere sotto le scarpe e sguardo zombie. Scherzi a parte, questo progetto nasce per aiutare studenti e docenti nell’organizzare, predisporre e somministrare materiale didattico. Altro non è che una tutor, a pagamento per alcune funzioni, virtuale per lo studio.

Oramai per gamification ti spacciano qualsiasi cosa, anche una ricetta dei biscotti, ma ho voluto provare ed andare in avanscoperta per voi (scherzo, l’ho fatto per me altrimenti come mi illudo di poter essere di aiuto?). Dopo essermi iscritta mi è apparsa questa schermata

Sono andata giusto sulle materie di studio ed ecco che mi appare tutta una serie di materie, tra cui possono esserci anche quelle che ti trovi alle secondarie (I e II grado) e ti domandi già “maestra de che? Casomai Prof.ssa”. Se clicchi sulla stellina aggiungi le materie selezionate ai preferiti…vediamo a cosa servirà, intanto continuo la mia esplorazione.

Se vado sulla sinistra, mi ritrovo questo elenco

Strumenti AI per lo studio non sono altro che un elenco di modelli: tesina, relazione, riassunto, parafrasi di un testo, suddivisione di un testo in punti, analisi del testo etc. Avviso, di gratis c’è solo il riassunto e questo mi fa storcere il naso.

Tutor AI si presenta già più utile, soprattutto per i docenti che devono organizzare una lezione o dare un ordine alle mille idee fornendo parole chiave ed aiutando nel creare contenuti (anche immagini). Unica pecca per alcuni è che è tutto in inglese.

Essendo uno strumento appena nato probabilmente devono fare ancora qualche miglioria.

AI viscion ti permette di inserire un’immagine e chiedere di parlare di tale argomento inerente l’immagine

Attenzione perché ti tocca usare genia coin per questo, quindi usatelo con parsimonia se non volete fare l’abbonamento.

Altro strumento utile e interessante ma obbliga alla spesa di Genia coin è Chat PDF dove, caricando un pdf di qualsiasi argomento ed inserendo nella chat una domanda, ti viene data una risposta che puoi approfondire o integrare con altre domande. Il tutto è esportabile in word, pdf o text file.

Stessa possibilità di esportare vi è per le immagini e per la creazione di articoli come precedentemente visto. Se volete esportare un articolo o un testo in un secondo momento basterà andare su documenti->tutti i documento oppure genia books e vi ritroverete gli articoli. In Chat e AI vision avrete invece modo di tornare agli argomenti precedentemente affrontati selezionandoli dal menù a sinistra della chat.

Ora andiamo al tasto dolente della Genialata, ci sono due abbonamenti: mensile e annuale.

Mensile ammonta a €14.90

Annuale ammonta a €129.00

Ha i suoi vantaggi e svantaggi, l’abbonamento in tutta onestà mi sembra oneroso, potrebbero effettivamente fare delle tariffe agevolate per scuole o per docenti, ma devon pur campare. Non si paga con Carta del Docente pertanto, se siete intenzionati a farlo, mettete in conto anche questo. Certo può essere un valido aiuto, ma ci sono tanti strumenti nel web e, secondo me, un po’ di tempo in più a studiare o prepararsi su un argomento non è mai perso, permette anche di non avere qualche vuoto di memoria che può capitare a tutti.

Alla prossima la vostra

Maestra Imperfetta