Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

IMPARIAMO A DISEGNARE CON I DOODLEs

Primo anno di insegnamento, una prima, una bimba di sei anni uno dei primi giorni di scuola mi disse “no maestra non voglio disegnare” 

Io sospiro e domando “perché non hai voglia?” 

Lei ci pensa un poco su e poi mi guarda con aria da cane bastonato “perché io non so disegnare” 

Puoi dirgli tutte le belle parole e frasi ad effetto che vuoi, ma non servirà. Occorre pratica! L’ho chiamata alla lavagna, le ho dato un gessetto in mano e le ho dato piano piano le istruzioni per disegnare alcune forme geometriche…risultato: un pulcino! La meraviglia nei suoi occhi era commovente e da allora non ha più avuto paura di provare ciò che non sapeva. 

oggi sono in vena di parlare di uno stile di disegno chiamato “doodle”. Il Doodle è un tipo di disegno molto semplice, simile ad uno scarabocchio, fatto mentre la testa è occupata in altro, ed è principalmente composto da linee a casaccio che formano disegnini molto semplici. Qualcuno deve essersi reso conto che il prodotto finale è accattivante ed è diventato uno stile vero e proprio.

Ma la parola “doodle” ha origine nel secolo XVII ed indicava un folle o uno con molta poca intelligenza (ritardo mentale probabilmente). Nel secolo XVIII la parola assume il significato di “far impazzire per qualcosa”. Nel 1930 assume il suo significato attuale derivante dal verbo “dawdle” che significa “trastullarsi”, “gingillarsi”, “ciondolare”.

EFFETTI SULLA MEMORIA
Secondo studi pubblicati sul Applied Cognitive Psychology, questo tipo di disegno aiuta la memoria purché non si spenda energia nel farli. Se si vuole fare “doodling” non bisogna prestare attenzione a ciò che si disegna, o, per meglio dire, l’attenzione prestata deve essere marginale. Scarabocchiare aiuta a mantenere l’attenzione sul presente.Lo studio è stato condotto dalla professoressa Jackie Andrade, della School of Psychology dell’Università di Plymouth. Coloro che disegnavano doodles hanno richiamato 7,5 informazioni (su 16 in totale) in media, il 29% in più rispetto alla media di 5,8  del gruppo di controllo composto da chi non disegnava doodles.

COME SI FA?  Non serve essere grandi artisti nè avere doti di disegno per fare dei doodles. Probabilmente con un poco di pratica ti ci appassioni pure e ti viene naturale farli. Su Pinterest si trovano tantissimi esempi per doodles, basta cercare “Doodle” e ti compare un mondo di disegnini facili da fare e far fare ai nostri bambini di qualsiasi età.

HALL OF FAME – FAMOSI SCARABOCCHIATORI
Nella storia ci sono “doodlers” illustri…l’ho scoperto documentandomi un poco per questo post.  Alexander Pushkin ne faceva uso e abuso di doodles a margine riguardando amici, piedi e mani…

Anche Samuel Beckett pare fosse un doodler 

John Keats pare che facesse i suoi doodles a margine degli appunti medici… Sylvia Plath Il nobel per la letteratura Rabindranath Tagore pare facesse doodles sui suoi manoscritti.  Anche tre presidenti americani sono dei doodlers: Jefferson, Reagan e Clinton, sembra avessero l’abitudine di fare doodles durante le riunioni, convegni e congressi, ed erano conosciuti per questo. 

Ok tutto bello, ma come faccio io che non so tenere nemmeno una matita in mano?

Non ti preoccupare, è facilissimo!

Premesso che su Pinterest si trovano tantissimi esempi di doodles, facilissimi e divertenti, ricordo che gli unici strumenti di cui abbiamo bisogno è la nostra mano, una penna (si si penna, non matita o cancellate troppo) e un foglio e poi dobbiamo solo osservare e copiare, copiare copiare e copiare ancora.

I doodles altro non sono che semplificazione di oggetti che abbiamo attorno alle loro forme. Un limone sarà un’ellisse, una fetta di lime o di anguria sarà un semicerchio, un vaso altro non è che un tronco di cono e così via.

nell’immagine sopra, presa da Pinterest, potete vedere un esempio utile del procedimento per disegnare qualche doodle (e spiegarlo anche ai bimbi).

Possiamo esercitarci riempiendo una pagina di disegnini di oggetti per tema, e di temi ce ne son tanti, dalle piante grasse, agli oggetti della cucina, gli oggetti di scuola e così via. Io mi son divertita a fare una cosa del genere con l’argomento cucina.

Come vedete non è difficile. Ho fatto questa attività con i bambini, ma con i cappelli! Sul quaderno ho fatto scrivere il titolo e la data e poi via di suggerimento sui cappelli da disegnare tra quelli che conoscevano.

Hanno avuto ragionevoli e comprensibili difficoltà col cappello da Capitan Uncino, ma sono stati bravissimi. Regolette per i doodles?

  1. Non devono essere precisi nè dettagliati
  2. Vanno fatti divertendosi
  3. Niente paura, come viene viene, l’obiettivo è rilassarsi. Paradossalmente è proprio così che vengono bene le cose.

E voi insegnanti? Pronti a disegnare doodles? Ebbene andate su Pinterest, digitate “doodles” e sbizzarritevi a riempire quaderni, agende, diari con disegnini semplici ed accattivanti.

Alla prossima

La vostra

Maestra Imperfetta

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Arte con la zia…maestra- Il monte Fuji

Nel secondo laboratorio del Giovedì pomeriggio con la nipotina, assieme al ramo di fiori di ciliegio sul sole rosso, abbiamo fatto anche il monte Fuji. Ammetto che ho preso ispirazione dal maestro Hokusai e una delle sue 36 vedute del monte Fuji.

Hokusai Katsushika - 36 Views of Mount Fuji - artelino
Veduta del monte Fuji di Hokusai

Il lavoro è più semplice di quanto si pensi ma non identico all’originale cui mi sono ispirata, questa volta occorre avvisare che….si può mescolare il colore direttamente sul foglio!Come? Seguitemi

Occorrente:

foglio di cartoncino (bello spesso)

scotch di carta (importantissimo)

tempere blu, bianco, rosso, giallo

pennello

scottex

piattino e bicchiere di plastica

acqua

un foglio di carta di giornale o della plastica per non sporcare la superficie sottostante.

Pronti? Procediamo!

creare la nostra cornice con lo scotch di carta

Possiamo usare uno scotch meno spesso (anzi, sarebbe consigliabile). Maggiore è la dimensione dello scotch, minore sarà lo spazio in cui lavorare (e sappiamo bene che i bambini hanno problemi nella gestione dello spazio).

mescolare blu e bianco per ottenere un azzurro desiderato

col pennello dipingere di azzurro 3/4 dello spazio.

lavare il pennello e asciugarlo

aspettare che il colore sia asciutto.

Creare il marrone mescolando rosso, giallo e blu.

A foglio asciutto, dipingere col marrone, partendo dal basso verso l’alto, un cono senza punta tenendosi sulla destra del quadretto. Lasciare libero un poco di spazio in basso a sinistra

Inizialmente ho fatto il contorno col pennello e poi ho riempito col colore.

Ora lava il pennello, asciuga con lo scottex.

Mescoliamo giallo e blu per ottenere il verde, aggiungendo del bianco se lo vogliamo più chiaro.

Col pennello dipingere la striscia bianca sulla sinistra andando anche sopra un poco di marrone della montagna. Se il colore non è completamente asciutto meglio ancora, si mescolerà un poco dando un effetto piacevole. Non preoccuparti di avere tanto colore sul pennello, anche se si secca non è un problema.

Dai piedi della montagna stendi il colore dal basso verso l’alto ma non su tutta la montagna, arriva al massimo a metà.

Nel mio quadretto sono andata a pennellate piene di colore sulla sinistra proseguendo verso l’alto man mano che il colore si seccava sul pennello. Ho voluto fare pennellate a secco e, sempre a secco, dare due colpetti di verde sulla destra.

lava il pennello, asciuga con lo scottex.

Metti un poco di bianco sul piattino e, col pennello, anche se il marrone non è completamente asciutto, stendere il bianco dalla cima della montagna verso il basso. Non deve coprire il monte ma solo un poco di cima. Anche qui va benissimo se si sporca un poco il bianco col marrone sottostante, l’importante è che le pennellate vengano date dall’alto verso il basso.

Lavare il pennello ed asciugare.

Ora, stropicciamo ben bene un pezzo di scottex pulito e intingiamolo nel bianco.

Picchiettiamo con la parte di scottex stropicciato intinta nel bianco il foglio dove c’è il cielo. Otterremo delle nuvole.

Aspettiamo che asciughi (nel frattempo mettiamo in ordine l’armamentario).

Leviamo lo scotch e….voilà

Ed l’opera della nipotina è persino più bella:

l’opera originale dell’artista Helena

La mia nipotina era entusiasta del risultato. Considerando che la gestione dello spazio sul foglio non è facile per i bambini della sua età, e gli ho chiesto in effetti forse troppo, sono pienamente soddisfatta anche io del lavoro svolto.

Se qualcuno vuole provare o ha provato in classe questo lavoro e vuol mandarmi i propri risultati sarò felice di pubblicarli nella Gallery, sarà sufficiente inviarmeli a diariodiunamaestra@gmail.com.

Non siate timidi, inviate, commentate, confrontiamoci…

La vostra

Maestra Imperfetta

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Arte con la zia…maestra – andiamo in Giappone

Premessa doverosa da fare è che ogni sessione di “Arte con la zia Chicca” (ebbene si, in famiglia mi chiamano Chicca) dura almeno un’ora e mezza, a volte due, quindi questo comporta che in un’unica sessione facciamo anche due o tre lavori alla volta. Forse vi chiederete “come?”, e io rispondo…semplicissimo, mentre si asciuga un lavoro, iniziamo un altro.

Questa volta abbiamo affrontato il Giappone producendo ben due quadretti totalmente diversi, uno con i fiori di ciliegio e l’altro con il monte Fuji.

Riflettendoci un poco ho ritenuto opportuno mettere un tutorial alla volta.

La mia nipotina come sempre è stata perfetta, vigile, attenta e scrupolosa, chiedendomi di farle vedere passo per passo ogni cosa. Mi sento veramente sciocca a doverlo ammettere solo ora, ma credo che comincerò di fare la medesima cosa in classe. Non guidarli solamente, ma fare assieme.

Comincio dunque dai fiori di ciliegio.

Ho raccontato a mia nipote che mi era venuta la fissazione per il Giappone e per i fiori di ciliegio che dipingono i paesaggi di rosa (colore molto amato da lei).

Occorrente:

foglio di cartoncino spesso

matita

pennello

piattino e bicchiere di plastica

scottex

colori a tempera : nero, rosso, bianco e giallo

coton fioc

SI INIZIAAAAAA

col piattino (o col bicchiere) fare un bel cerchio rosso al centro del foglio (fategli vedere come fare perché a sei anni non hanno tutti idea) con la matita.

Mettere del rosso su un piattino e col pennello colorare il cerchio.

Sulla destra l’opera in corso della mia piccola artista.

pulire il pennello nell’acqua ed asciugare con lo scottex.

Ora mettere del nero nel piattino (non tantissimo) e far vedere loro come fare un ramo con altri rametti più piccoli.

La piccola artista mi ha concesso la sua autorizzazione a pubblicare le sue opere.

una volta fatti gli altri rametti (non troppi o risulta solo confusionario) lavare il pennello ed asciugare.

Ora dobbiamo mescolare nel piattino rosso e bianco…otterremo il rosa.

Col Coton fioc intingere nel rosa e fare dei piccoli cerchi di 5 pallini ciascuno sui lati dei rami, anche andando sopra il rametto, non succede nulla.

Aspettiamo qualche secondo e usiamo il giallo mettendone poco nel piatto.

Con la punta pulita del coton fioc intingere nel giallo e fare un pallino al centro di ogni fiore.

Ecco che la nostra opera è finita. Semplice ma ad effetto. Se si vuole, si può ripassare il contorno del cerchio con un pennarello nero, ma questo è a gusto personale.

L’Artista ha dato una personalissima interpretazione dell’opera, ma si è dichiarata molto soddisfatta.

Mia nipote era veramente contenta di questa sua opera e si è dichiarata molto soddisfatta.

Se altri vogliono provare questa attività, inviate pure a diariodiunamaestra@gmail.com , aggiungendo se autorizzate o no a farmela pubblicare nella Gallery.

Al prossimo tutorial…

la vostra

Maestra Imperfetta

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Arte con la zia…maestra

Una o due settimane fa, non ricordo di preciso, mi è stato chiesto da mia sorella se mi andava di fare arte con una delle mie nipoti. Non ho nemmeno avuto bisogno di pensarci su per accettare, però ho avuto bisogno di vedere come incastrare i tempi. Stabilito il giorno e l’ora, abbiamo dato il via a questi….incontri.

Prima di iniziare l’attività mi sembra opportuno fare una piccola riflessione (tranquilli, potete saltarla se non vi va, non vi darò la nota su registro).

  • Legame affettivo. Io voglio bene a mia nipote e lei sembra volerne a me, questo legame affettivo, rafforzato probabilmente dal fatto che a lei piace dipingere e colorare e io, quale zia, dipingo e disegno, di certo aiuta molto. Insomma un legame affettivo, in questo caso zia-nipote, aiuta inevitabilmente l’apprendimento perché si viene ascoltati maggiormente. Il bambino è più attento.
  • L’ambiente. Mia nipote era a casa sua, nel suo, chiamiamolo così per rendere maggiormente l’idea, “habitat”. Casa sua è il suo nido, il luogo dove nulla di male può succederle e circondata di affetto e cure, pertanto non c’è tensione, in un ambiente privo di tensione e conosciuto, lei era più serena e quindi più naturalmente incline ad ascoltare ed eseguire il lavoro.
  • Il numero. Il rapporto numerico uno a uno è privilegiato, non neghiamolo, ed in classe è impossibile ottenerlo. Con ciò non sono a favore dell’home schooling, ma è innegabile che se faccio il lavoro solo con lei, in un’ora di attività si ottiene molto di più perché c’è meno confusione attorno, meno rumore e quindi meno distrazioni.
  • L’attività di per sè. Arte sappiamo bene che aiuta ad entrare in sintonia con i bimbi. A tale proposito cito un divertente scambio, letto nel libro di Danny Gregory “the creative license”.:

“Quando mia figlia aveva 7 anni mi ha chiesto, un giorno, cosa facessi per lavoro. Le ho detto che lavoro al college e che consisteva nell’insegnare alla gente a disegnare”. Lei ha sgranato gli occhi e mi ha guardato incredula dicendo “vuoi dire che lo hanno dimenticato?”

Howard Ikemoto

  • Ultima riflessione, ma non meno importante, il ritmo e linguaggio usati. Ho detto a mia nipote “hai mai visto un vaso? No? Fai una riga lunga su, una corta giù e le unisci” …facendole vedere come avevo fatto io. Stessa cosa per il cactus. Tempo, ritmo, esempio e linguaggio sono elementi fondamentali e, strano a dirsi, ma spesso me ne dimentico pure io quando insegno a dipingere ai bambini.

Con mia nipote avevo molti vantaggi dalla mia, ma in classe il tempo è quello che spesso manca. Comuqnue, ciancio alle bande e via di attività.

Il mio risultato! Ho notato che fare assieme il lavoro è utile anche per i bambini.
Ebbene si, c’è una notevole confusione sulla mia scrivania!

Occorrente:

scotch di carta

Cartoncino spesso (180gr o superiore)

tempere colori primari (giallo, rosso e blu)

Pennelli

bicchiere d’acqua, scottex e piattino di carta

Pennarello nero

Divertimento (non deve mancare, meglio se ci si aggiunge un pizzico di fantasia).

qui ho usato uno scotch molto grosso, ma potete usare la misura che preferite.

Con lo Scotch di carta fare una cornice al foglio attaccando ai 4 lati e dividere con un pezzo di scotch la cornice in due parti.

Spiegare ai bambini che il pennello va sempre lavato e asciugato quando si cambia colore.

Su un piattino di carta mettere un poco di rosso. Prenderlo col pennello e disegnare con questo un vaso (niente matita sotto, sanno farlo, così si abituano ad acquisire maggiore confidenza con le forme geometriche).

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Nel piattino mescolare in un altro angolo blu e giallo per ottenere il verde.

Col verde fare una palla, attaccata al vaso.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Nel piattino mescolare in un altro angolo rosso e giallo per ottenere l’arancione.

Adesso colorare tutta la cornicetta a sinistra di arancione.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Aspettare che si asciughi tutto.

Una volta asciutto mescoliamo nel piattino giallo, rosso e blu per ottenere il marrone e facciamo un vaso nell’area arancione, un vaso come abbiamo fatto nell’area senza sfondo.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Col pennello prendere il verde (se vi è avanzato del verde dal cactus precedente) e fare un’altra forma di cactus.

Lavare il pennello nel bicchierino d’acqua, asciugare con lo scottex.

Aspettare che si asciughi.

Una volta asciugato tutto prendiamo il pennarello nero e seguiamo il contorno dei vasi, aggiungiamo anche una riga.

Sempre col pennarello nero aggiungiamo le spine al cactus. Io di solito faccio delle V, ma ho visto che mia nipote si trovava meglio con delle righette. In ogni caso il risultato è bello lo stesso.

Ho fatto fare delle piccole onde in basso ad indicare il terreno.

Togliamo lo scotch ed ecco che abbiamo due vasi di cactus, uno con sfondo e l’altro senza sfondo.

Adesso possiamo riflettere assieme ai bambini quale piace di più, quale dei due risulta più completo. Certamente quello con lo sfondo arancione ha un effetto più suggestivo di quello senza sfondo, ma anche senza sfondo può essere bello. Perché?

La mia adorata nipotina ha fatto un piccolo capolavoro vista l’età e devo ammettere che ha seguito alla perfezione le istruzioni. Nei momenti di asciugatura le facevo fare un altro lavoro, sempre con tempere e scotch, ma questo lo metterò la prossima volta.

A vantaggio di questo “esperimento” c’erano l’assistenza della mamma (mia sorella), i materiali disponibili che non ponevano quindi alcun limite ad entrambe e il rapporto affettivo, ma ritengo sia un’attività fattibilissima anche in classe.

Al prossimo articolo

Maestra Imperfetta

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AFRICA…in Toto

Nah non c’entra niente la canzone, o meglio c’entra perché mi piace e mi ha ispirata (e mi ispira ancora). Sul libro che consiglio vivamente Artisti in Erba di Fiona Watt (ed Usborne), ho trovato un interessante tutorial che ho sentito assolutamente il bisogno di provare a fare da sola, per vedere se possibile proporlo ai bimbi.

Ebbene…si può fare (come urlava entusiasta il dott Frankenstin- cit Frankenstein Jr).

sappiate che compro questi materiali dai cinesi, per sperimentare con materiali dai costi contenuti.

Prima cosa …gli ingredienti!

Colori acrilici e tempere (a scelta, puoi anche mescolare se ti aggrada, io mi baso su quel che si ha a scuola e in casa). Ho usato principalmente: terra d’ombra, terra di siena, rosso e giallo. Bianco e nero li tengo a portata solo per schiarire o scurire.

Pennelli

coton fioc (almeno due)

cartoncino spesso

scotch di carta.

Carta di giornale (per evitare di farsi insultare dai collaboratori scolastici o per sporcare la propria scrivania, a scelta).

1-Fare una “cornice” grossolana con lo scotch di carta sul cartoncino

Lo scotch era piuttosto grosso quindi mi è venuta un’area piccola dove lavorare, ma va bene lo stesso.

2- mescolare rosso e giallo per ottenere un arancione (non importa se più scuro o più chiaro, quello sta a gusto personale). Una volta ottenuto l’arancione che piace, passalo sull’area, non importa se si va sopra lo scotch.

questo è su un altro quadernone, quindi non c’è lo scotch, ma il risultato comunque è questo, se si vedono le pennellate va bene lo stesso, se non le volete vedere date un’altra passata quando asciutto.

3- Disegnare una sagoma che andrà colorata di nero. Io ho scelto l’elefante. Se non ti senti sicuro/a di disegnare a mano libera (comunque da fare a matita prima), prova a ricalcare su un foglio una sagoma di animale, che sia leone, giraffa, elefante o serpente, ritagliala e posala sul foglio per poi ricalcarne i contorni. Non deve essere particolareggiata, basta la sagoma.

La sagoma dell’animale andrà colorata interamente di nero, potrebbero servire più mani di colore.

Ho voluto colorare di bianco le zanne, ma non è obbligatorio.

4- In un piattino metti una goccia di terra di siena, una di color terra bruciata e una goccia di bianco. Con i Coton fioc intingi una punta in uno dei colori e comincia a decorare il disegno sia dentro che nello sfondo.

Attenzione, ogni testa del coton fioc dovrà essere usata per un solo colore, non mescolarli.

Mi son divertita a fare qualche riga di contorno con il pennello intinto nel colore terra di siena

5- Aspetta che il colore si sia asciugato e…leva lo scotch con calma.

Ed ecco il risultato!

Si può fare con qualsiasi sagoma, ma io suggerisco un animale africano visto che richiama molto quelle atmosfere. Si possono usare tuttavia altri colori e altre sagome. Le sagome hanno il vantaggio che forse per i bambini sono più facili e noi possiamo preparargliele. Il risultato è semplice e ad effetto.

Un’interessante variante potrebbe anche essere riprodurre delle foglie autunnali ed usare colori autunnali. Hai delle varianti da proporre? Scrivimi a diariodiunamaestra@gmail.com e le pubblicherò volentieri, meglio ancora se allegherai un tuo lavoro (ovviamente metterò nome dell’autore e i dati che vorrà veder pubblicati).

Qualche sbavatura secondo me donerà un che di artistico, ma è un mio parere.

Non vedo l’ora di tornare a scuola per poter mettere in pratica e mostrarvi i capolavori dei miei bambini. Bacioni infetti da

Maestra Imperfetta

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Maestra! Ti abbiamo vista su Youtube

23 Settembre 2020 – una mia allieva, mascherina e zaino in spalla, mi viene incontro trotterellando mentre sventola un foglio. Mi consegna tale foglio con occhi innamorati ed un “maestra l’ho fatto per te”. Parole magiche, davvero, che mi riscaldano il cuore e mi illuminano la giornata. Mi dona questo disegno aggiungendo orgogliosa ”ho fatto guardando il tuo video su YouTube”.

Lulu- 8 anni

Vorrei saper usare le parole per poter esprimere l’emozione che provo quando mi regalano le loro “opere”, ma non sono brava come le mie colleghe di italiano o i poeti e scrittori.

Sono questi piccoli gesti che mi spingono a continuare, a soprassedere e valutare quello che davvero conta. Ma al di là del regalo, del pensiero e del prodotto, quello che mi spinge oggi a riflettere è YouTube.

Parlando con i bambini mi capita spesso di sentir nominare prodotti multimediali divulgati su you tube, da Ciccio gamer (che giuro ancora non mi sono premurata di vedere chi diavolo sia) a “Me contro Te” di cui le bimbe prevalentemente mi fanno una testa tanta. Durante da DaD (Didattica a Distanza o Didattica alla Disperata se si vuole) mi sono trovata a produrre video di lezioni di inglese per i bambini che non potevano connettersi ma, misteriosamente, potevano seguire le lezioni pre registrate. Quando sono passata dalle lezioni di inglese, che vi risparmio volentieri, a quelle di arte (solo perché finalmente di inglese si connettevano), mi sono trovata occhi adoranti e cori entusiastici di “maestra, ti abbiamo visto su youtube”.

Vista sarà dura, dal momento che non inquadro mai il mio viso, ma sentita sicuro, e nello specchiarmi nei loro volti e occhi ho visto qualcosa che non avevo visto negli anni precedenti, una certa…autorità, conferitami dal fatto probabilmente che ho un canale e produco qualcosa che pubblico di tanto in tanto a tempo perso. Ma al di là della sottoscritta, che continuerà a combattere la pigrizia con tutorial vari appena può, mi domando cosa stiamo trasmettendo ai bambini.

Sia chiaro che non sono contraria allo strumento di per sè, come tutti gli strumenti può essere usato bene o male, ma questo non lo rende nè più nè meno pericoloso di un coltello da cucina o qualsiasi utensile che possono trovare in casa, ma mi fa riflettere quello che i bambini assorbono da noi. Sono più saggi di quanto ci si aspetti a volte, ma vanno anche guidati perchè tendono all’idolatria. Non possiamo proteggerli dalle delusioni, ma possiamo aiutarli a moderare questa tendenza? Possiamo insegnare loro che youtube è solo uno strumento come un altro che va usato coscienziosamente? Possiamo pensare di educarli alla navigazione nel Web senza cadere nelle sue trappole (quelle più chiare e facili ovviamente) prima ancora che insegnare coding e programmazione?

Non sarebbe forse il caso di approfittare della loro curiosità, entusiasmo ed ascendente per fargli un’educazione alla sicurezza nell’uso dei vari devices prima di tante lezioni di coding e via dicendo? La programmazione in fondo fan sempre tempo ad impararla, ma devono prima di tutto avere gli strumenti cognitivi per difendersi.

E se la risposta a queste mie domande è positiva…come possiamo farlo?

Sarei ben lieta di accettare ogni confronto costruttivo in materia, e se non arriverà nulla a riguardo, continuerò a pormi queste domande cercando le risposte come sempre, nella quotidianità.

Maestra imperfetta

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La ruota dei colori…giusto per tenerli sempre davanti

Ammetto, ho fatto una cavolata bella grossa a non fargliela fare prima e probabilmente per questo verrò presa in giro (ragionevole) e perderò di credibilità. Come detto più volte saper fare non significa saper insegnare, ma ad insegnare si può imparare ed io, come dice il nome del blog, son ben lontana dall’essere perfetta. Avevo provato in realtà con una tabella bella grossa dei colori da appendere in classe ma non è servita a nulla, anche se l’avevano fatta loro.

Pensa che ti ripensa mi è venuto in mente un quaderno bellissimo che avevo quando facevo le elementari e le tabelline a memoria erano il mio incubo (quelle dal 6 in su). Su questo quaderno c’era una pagina, non ricordo se all’inizio o alla fine, dove c’era la tabellina ed io ogni tanto andavo a guardarci quando non ricordavo qualcosa. I bambini non ricordano tutto e subito e non possiamo pretenderlo, noi stessi a volte prima di memorizzare una ricetta dobbiamo farla più di un paio di volte.

Memore di questo mi son decisa a fare un piccolo tutorial, per bambini, per fare il cerchio dei colori. Ho preso spunto, a piene mani dalle Grandi Guide Raffaello, ma senza dover stampare nulla, preferisco facciano da sè ogni cosa perché se lo si fa da sè lo si ricorda più facilmente. Oggi studiamo una tabella dei colori che possano incollare sul quaderno o attaccare in modo che sia sempre sotto gli occhi qualora abbiano vuoti di memoria e, guarda oggi, guarda domani, alla fine sono fiduciosa che ricorderanno.

Premetto che ai miei bimbi faccio sempre tenere un quadernone di arte, prima era per disegnare, provare, imparare, sciogliere la mano…ora ci attaccheranno lo schemino, bello bello in prima pagina, o nel retro della copertina, per ricordare quando dimenticano.

Perché farlo? casomai domandiamoci perché non farlo?

Se lo fanno loro ricordano di più, più facilmente e meglio.

Ciancio alle bande e si parte! Mi rivolgerò a te come ad un bambino, pur tenendo presente che forse bambino non lo sei più da un pezzo. Usiamo un A5 (metà A4, ossia un foglio da fotocopie diviso in due) così che possa stare anche in un quaderno più piccolo se serve.

Su un foglio scrivi bene Colori primari e secondari

A sinistra fai un cerchio bello grosso, usa pure un bicchiere, una tazza o una confezione tonda di qualche crema (nivea, crema da notte etc), ma cerca di non superare la metà del foglio.

Dividi il cerchio in sei spicchi. Usa il righello per aiutarti. Non deve essere preciso, perfetto o che, basta che si capisca.

Prendi i colori primari: rosso, giallo e blu.

Colora di rosso uno spicchio, lascia uno spicchio vicino bianco e colora poi col giallo.

Lascia uno spicchio bianco e colora di blu.

Adesso prendi l’arancione, il verde ed il viola.

Colora lo spicchio tra il rosso e il giallo di arancione.

Colora lo spicchio tra giallo e blu di Verde.

Colora lo spicchio tra blu e rosso di viola.

Adesso abbiamo la nostra ruota.

La nostra ruota dei colori

Vicino alla ruota scrivi “colori primari” e disegna tre quadrati , uno sotto l’altro e scrivi accanto ad ogni quadrato un colore primario (rosso, giallo, blu).

Ora scrivi sotto “colori secondari” e fai tre quadrati uno sotto l’altro, metti il segno + vicino ad ogni quadratino e aggiungici un altro quadratino. Metti il segno = accanto e fai ancora un quadratino dopo per ogni riga. Ora colora a sinistra ed a destra con colori primari. Esempio :

rosso + giallo = arancione

rosso + blu = viola

giallo + rosso = arancione

Puoi anche variare l’ordine, l’importante è che l’addizione sia giusta ed i quadratino colorati bene. Se non ricordi bene basta che vai a vedere i colori tra un colore primario e l’altro negli spicchi del cerchio e trovi il colore secondario.

Come sopra scrivi accanto ad ogni quadrato il nome del colore secondario (arancione, verde, viola) o non scriverlo se preferisci, dovrebbe bastare l’occhio.

Ho una grafia pessima lo so, ma questo dovrebbe essere l’ordine ottenuto.

Ora sotto scrivi “Colori complementari” . I colori complementari li troverai sulla ruota, sono esattamente agli opposti!

Se prendi il Rosso, per esempio, il suo complementare è il Verde, se prendi il Blu, sarà l’Arancione. I colori complementari sono quelli che fanno contrasto, uno tende ad essere più cupo e l’altro più luminoso. Se usiamo in un disegno solo colori complementari l’effettone è assicurato.

Bene, ora puoi fare sul tuo foglietto, in basso, sotto i colori secondari, tre rettangoli che dividerai in due. In ogni rettangolo colorerai da una parte con un colore e vicino il colore complementare, così li avrai sempre davanti anche senza guardare la ruota.

Ricorda, questo piccolo schema ti aiuta solo a ricordare, vedrai che dopo qualche tempo ti verrà normale e non dovrai guardarlo più.

Ecco come dovrebbe risultare il nostro foglietto. Non guardare la perfezione e non usare il righello

Manca ancora una cosuccia, non abbiamo finito! I colori caldi ed i colori freddi. Per loro non è così immediato, noi andiamo a memoria e spesso senza ragionarci su, ma loro non capiscono effettivamente perché caldi e freddi. Il verde per loro è un colore caldo perché gli ricorda i prati (per esempio) ed il blu perché gli ricorda il mare d’estate.

Ebbene scriviamo adesso sotto la ruota colori caldi a destra e colori freddi a sinistra. Facciamo tre quadratini sotto ogni scritta e coloriamo.

Colori caldi: rosso, arancione, giallo

Colori freddi: blu, verde e viola

Ed ecco fatto il nostro foglietto per ricordarci sempre i colori. Appendilo sulla scrivania della cameretta, incollalo su un quaderno, mettilo dove puoi averlo sempre sotto gli occhi e …divertiti a giocare con i colori.

Con affetto

La tua Maestra…molto Imperfetta

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Creiamo un paesaggio magico con i nostri bimbi

Un paesaggio simpatico, semplice e colorato che....si illumina nel buio!

Da qualche tempo ho in testa di prendere qualche lavoro visto su pinterest e farlo mio. Ovviamente, per quanto si possa copiare il procedimento, il risultato sarà sempre differente perché per fortuna non siamo macchine fotocopiatrici e questo è un pregio notevole in arte.

Per questo lavoretto, di cui ovviamente ho fatto il tutorial, vi servirà :

colla

forbici

matita, gomma e temperino (le ultime due perché si può sempre sbagliare)

colori (quello che vi piace)

carta o cartoncino (cartoncino però non troppo spesso)

barattolo di vetro e candela o lampadina.

Questo lavoretto è facile, divertente e si basa sul principio usato per il disegno della cattedrale di S.Lorenzo.

Ho preso un paesaggio carino, tipico della Liguria, in un borghetto che consiglio vivamente di visitare: Porto Venere. Questo delizioso posticino è caratterizzato da case strette e alte, con colori allegri e molto diversi. Vi spaventa disegnare un paesaggio? Nessuna paura, pensate sempre alle geometrie…

Il lavoretto è meglio farlo assieme, il bambino in questo è opportuno aiutarlo nella fase finale, quando nel barattolo si mette una candela o una lampadina.

Io ho usato dei piccoli led comprati su Amazon, li avevo comprati per dei lavoretti di halloween e contavo di usarli anche per Natale. Sono molto carini perché variano le luci creando un bell’effetto.

Come ho fatto?

  1. Ho disegnato molto semplicemente il paesaggio senza stare attenta a tirare righe drittissime o perfette (non si dice però di andare storti) partendo dalle forme degli edifici per poi aggiungere le finestre e i balconi, o i pattern dei tetti

2. Ho colorato con acquarello (ma potete usare anche altri colori)

3. Ho ritagliato il contorno superiore del paesaggio per togliere il cielo (potete anche non farlo, ma secondo me così viene carino).

4. Ho arrotolato il foglio e incollato le estremità, giusto un dito di spessore, massimo uno e mezzo.

5. Ho messo il led acceso nel barattolo e poi ho messo il paesaggio a circondare il barattolo. Spegnete le luci e…..MAGIA….

Io ho scelto un paesaggio esistente, ma niente vieta di inventarsene uno, magari prendendo spunto e ispirazione da qualche libro, chissà….così si può fare un paesaggio delle fate, un giardino segreto, un paesaggio orientale che ci porti con Aladin a volare con la fantasia…o il castello della Bestia…

Per noi adulti magico non è, ma per un bambino si, e la tridimensionalità dell’oggetto conferisce un aspetto più accattivante e professionale ai suoi occhi. Ricordate sempre di guardare queste cose con i loro occhi (a volte lo dimentico pure io, è un monito anche per me).

Come sempre, se volete condividere i vostri lavori o le vostre esperienze scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com

Buona magia

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

NON HO VOGLIA DI COLORARE

Quante volte è capitato di sentirsi dire “maestraaa non ho voglia di colorare, ci metto una vita” e mille capricci per non colorare tutto quel foglio. Come non capirli? Se da un lato il disegno colorato è bello, gradevole, si presenta bene e dona quel senso di completezza, dall’altro è una bella rottura colorare tutto un foglio A4. Ammetto, e qui faccio outing, che nemmeno io adoro colorare, spesso e volentieri i miei disegni, quelli seri, sono in bianco e nero, però se faccio disegnini vignettistici il colore completa e rende accattivante il prodotto.

Ebbene, non è detto che si debba per forza riempire tutto lo spazio per farli divertire (e colorare).

Altro problema è l’amore per i pennarelli. Il problema è nella misura in cui nel riempire di colore il disegno, a volte bucano il foglio e poi ne piangono.

Un piccolo trucchetto utile per farli colorare, aiutarli nel miglioramento della una coordinazione mano-occhio ed insegnargli i “pattern”, ho registrato questo tutorial dove, con pochi colori (ne ho usati 12), con pennarelli o penne colorate, possono realizzare dei graziosi disegni ad effetto. Questo lavoretto li può aiutare nella concentrazione dal momento che devono stare molto attenti a non sovrapporre le linee.

Il vantaggio di questo lavoro è che devono fare disegni grandi e semplici, fattibili anche da chi è meno portato e da bambini piccoli.

Fai il disegno di base a matita e ripassa col nero

comincia a seguire i contorni di ciascuna parte del disegno con un colore, ogni parte con un colore differente, stando sempre attenti a fare linee parallele.

Potete fare paesaggi di campagna, di città, notturni o di giorno, edifici (basta vedere il tutorial su come disegnare il duomo di Genova e potrete disegnare qualsiasi cosa). Insomma potete fare così con tutto e senza usare il righello.

Divertitevi a farlo assieme ai bambini e poi confrontatevi e parlate.

La scuola è finita quindi non ho capolavori dei miei alunni da mostrare, ma se vorrete mandarmi i lavori dei vostri figli sarò ben lieta di pubblicarli. Basterà scrivermi a

diariodiunamaestra@gmail.com

La vostra

Maestra Imperfetta

L. Classe terza primaria

Pubblicato in: insegnarte

Disegniamo insieme il Duomo di San Lorenzo (Genova)

Insegnare ai bambini a disegnare un edificio, un palazzo o una chiesa, non è poi così difficile, specialmente se gli insegni prima le figure geometriche e tutte le figure che posso costruire con triangoli, rettangoli, quadrati e cerchi.

Il duomo fatto da me

Un trucchetto che usano gli urban sketcher, quegli strani individui che ogni tanto si vedono a disegnare rapidi e furtivi per le strade, è proprio abbozzare figure geometriche per aggiungere in seguito i particolari.

La suddivisione a sinistra, per far vedere ai bambini le figure geometriche che compongono il duomo.

Basandomi su questo, rendendo l’imprecisione e incertezza nel tratto un valore positivo, ho creato un videotutorial dove non devono usare righelli per nessun motivo e ogni tratto imperfetto rende il lavoro più carino.

Usando pastelli a cera per disegnare l’edificio e acquarello per lo sfondo, si ottiene un bellissimo effetto che unisce lo urban sketching al pittorico con risultati da grandi anche se fatto da bambini. Una gran soddisfazione per loro in primis (cosa che conta davvero) e fattibile anche da adulti che vogliono provare a cimentarsi con bei risultati senza dover sforzarsi troppo.

Il video pubblicato è stato registrato da Ipad e con un’app di simulazione dei pastelli e acquarelli.

Una delle bambine delle mie classi ha deciso di cimentarsi, mostrandomi il suo risultato. Ha ovviato, mancandole i colori richiesti, con quello che aveva, ma già questo lo ritengo un ottimo risultato. Apprezzo l’iniziativa.

Il primo lavoretto prodotto.

Per una bimba di sette anni lo ritengo un ottimo lavoro.

Come sempre, se avete fatto fare questo lavoro ai vostri figli e/o alunni, e vi va di condividere o di vederli pubblicati sul mio blog (specificatelo), contattatemi a diariodiunamaestra@gmail.com.

Artistici saluti

La vostra Maestra Imperfetta