classe quarta primaria, i bambini sono impegnati in un lavoro complesso…ritagliare delle silhouette per appiccicarle sullo sfondo (no no, non scherzo, per loro è ancora difficile).
Io sono impegnata a controllare non si taglino le dita, cosa nemmeno troppo difficile visto che molti sono più agili col controller della play che con un paio di forbici, e cerco di assolvere a qualche altra incombenza burocratica che mi rifilano ogni momento. Ad un certo punto una bimba si ferma e mi chiede, non senza un certo stupore e incredulità nella voce “maestra ma è vero che ci sono bambini che si danno calci, schiaffi e pugni per un due tre stella perché imitano squid game?”
Sollevo subito la testa, ammetto che non mi stupisce tanto la domanda, quanto il tono con cui viene posta. Rispondo candidamente “ne ho sentito parlare e probabilmente in alcune scuole succede”
Comincia il dibattito…
A turno, stranamente, intervengono per dire la loro. Gli sembra assurdo che succeda e chiedono come mai capita. Io dico che ho sentito che sono bimbi di sei, sette e otto anni che fanno questo, ma non so se forse ci sono bimbi di quarta e quinta.
Loro mi ribattono che è impensabile, non certo con questo termine, che squid game è solo una serie tv e non ha senso fare certe cose. Io mi dichiaro d’accordo con loro, ma ribadisco che magari quando sono molto piccoli faticano a distinguere tra finzione e realtà. A quel punto mi aggancio per spiegare loro che esistono i limiti di età e che “vietato” non è una cosa negativa ma è per proteggerli.
Non li ho convinti ovviamente, me lo aspettavo, e incalzano che loro giocano anche a giochi da grandi. Io rispondo ritornando a Squid Game e chiedendo loro se hanno un profilo bambino su netflix e quando guardano sta serie. La risposta arriva subito: quando i genitori non se ne accorgono. Sanno benissimo entrare nel profilo del genitore o dello zio e guardano da lì.
Con molta calma e il sorriso sulle labbra chiedo loro di fare un gioco di ruolo. Gli dico “Facciamo finta che io abbia dei bambini di sei o sette anni che guardano squid game, voi maestri avete visto che a scuola mio figlio gioca dando schiaffi, calci e pugni imitando il gioco. Cosa mi consigliate di fare?”
Dopo gli iniziali deliri sul dare schiaffi, calci e pugni all’ipotetico figlio (e qui c’è da riflettere), sedati da un memento costante “la violenza non è mai la risposta”, esce fuori, spontaneamente, un candido “maestra ma io voglio che mamma e papà guardino con me” (ribadisco, non espresso proprio così correttamente).
Vi lascio così…con una riflessione. Forse noi adulti facciamo presto a dire “ah no, sta merda non va vista da loro” e tagliamo con l’accetta ogni loro tentativo di parlarne, ma se provassimo invece a non giudicare e prenderli invece per mano e camminare assieme su strade anche pericolose? Se ci prendessimo il rischio di incappare in scene difficili da spiegare, ma eviscerando assieme a loro la questione per farli ragionare sulle cose?
Non è forse più produttivo evitare il giudizio e cercare delle risposte assieme a loro?
La vostra
Maestra Imperfetta