Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti

Tu chiamale se vuoi…illuminazioni

Nella vita di ogni maestro/a capita almeno una volta nella vita, nel caso dei più tecnologici, costantemente in tutti gli altri casi, di avere il problema di correggere i libri digitali da LIM (o monitor touch) per far prima. Diciamolo, correggere i compiti uno a uno diventa piuttosto lunga e perdi un’ora tra “silenzio per favore” e correzione, quindi con molta praticità, e per responsabilizzarli, si corregge collettivamente.

Il docente, spiego per i non addetti, dovrebbe condividere il libro digitale su monitor o LIM e scrivere man mano i risultati. Problema! Scrivere a mano libera con un mouse è complicato persino per chi, come me, ha imparato a disegnarci prima dell’arrivo delle tavolette grafiche, figurarci per chi è meno pratico; un altro problema è che scrivere con tastiera diventa una missione kafkiana visto che anche se clicchi nel punto esatto dove vuoi scrivere, poi ti tocca spostare, ridimensionare…con grandi mal di mare.

Le soluzioni sono due: comprarsi una tavoletta grafica della wacom, anche piccola, con la Carta del docente (le vendono anche su Amazon a poco più di una trentina di euro) o, se avete un tablet, provare a fare quel che si definisce “mirroring” (da mirror che vuol dire specchio).

I nuovi monitor digitali hanno un’app specifica per il mirroring e la indica quando tenti di farlo, va da modello a modello pertanto è bene chiedere a chi ha installato il monitor o al tecnico, o anche all’animatore digitale se non lo sa il collega. Basta installarla, attivare l’app su entrambi i dispositivi ed inserire nel tablet il codice che appare sul monitor et voilà…il mirroring eccolo qua. I bambini potranno vedere tutto ciò che vorrete muovendovi dal vostro tablet. Se siete dotati di penna per il tablet potrete scrivere sulla versione digitale del libro senza alcun problema e con la vostra splendida grafia.

Nella classe c’è una vecchia LIM e non riuscite a fare ciò? Niente paura! C’è chrome che ci aiuta. Sul tablet si installa l’app “Screen Mirroring Mac,PC,Desk”, la riconoscete perché ha la seguente icona

Una volta installata aprite chrome su PC e andate al link indicato nell’app.

Controllate che il codice sia quello segnato nell’app e avviate il mirroring ed ecco che sullo schermo del vostro pc apparirà lo schermo del vostro tablet. Io ho unsato un ipad2018, ma ho letto che si può usare la medesima procedura con android, pertanto presumo vada bene qualsiasi tablet.

Insomma con questo sistema, ed una penna per scrivere a mano su tablet, potete comodamente correggere a mano libera senza il problema di scriver bene o male, e con una notevole velocità.

Spero di esservi stata utile

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, strumenti per docenti, vita privata di una maestra

Il ritorno

Il 28 Ottobre ho messo su Facebook il seguente post:

Non ho abbandonato e non intendo abbandonare la pagina facebook, nella quale ho continuato a scrivere di tanto in tanto, né il blog. Ero alle prese con l’insegnamento di materie piuttosto corpose e impegnative e con studio e tirocinio per un master che avevo deciso di prendermi già l’anno scorso. A Gennaio 2023 ho scoperto che mi avevano accettata, salvo poi capire che ne prendevano solo 100…ma si sono presumo presentati in meno perché eravamo una trentina circa su Moodle…inclusi i docenti.

Da Febbraio è cominciato il delirio di Unità di Studio pubblicate ogni quindici giorni, da studiare e con tanto di domande cui rispondere sul forum della piattaforma e nei quesiti per l’autovalutazione. C’è stato, sempre nel master, il tirocinio diviso in due fasi: fase A che richiedeva lo studio dei documenti della propria scuola, con restituzione in 10 minuti, corredata di presentazione power point riassuntiva dell’esperienza, a Luglio, durante il primo seminario che richiedeva obbligo di frequenza.

A Settembre è iniziata la Fase B del tirocinio, con collegi docenti, riunioni in una scuola di un ordine diverso da quello in cui lavoro, incontri col Dirigente Scolastico che mi faceva da tutor e restituzione in 7 minuti (forse 10 erano troppi?), sempre corredata di presentazione power point, sullo studio di caso e sulla scuola in cui è stato svolto. Ovviamente anche in questa fase c’era lo studio dei documenti della scuola dove si faceva tirocinio.

A Dicembre si è conclusa l’avventura con seminario con ospiti dalla Spagna e dalla Romania e studenti della magistrale di Scienze Pedagogiche che hanno dovuto farci domande sulle esperienze di tirocinio presentate. Fuoco d’artificio: la prova finale. Tre ore per rispondere alle dieci domande più complicate della mia esistenza: roba da far apparire innocue e sciocche le domande “chi siamo?”, “da dove veniamo?” e “perché siamo qui?”. 

Dopo la prova finale, tre ore di concentrazione messa a dura prova da un bimbo, figlio di forse otto o nove anni di una delle professoresse, che correva ridendo e parlando tra le sale, ecco il risultato: idonea. Niente voti, solo “idoneo” o “non idoneo”. Ero già bella felice del risultato quando mi sento fare la fatidica domanda: “va beh ma tanto son passati tutti, no?”.

Non ricordo onestamente chi mi ha posto la domanda, o forse non voglio educatamente ricordarlo, ma ricordo perfettamente il fastidio prodotto…pari a quello di un disco di vinile che si riga per un malfunzionamento della testina (sono boomer…dentro). Posto che se una persona si prende un master la cosa più elegante da dire è “congratulazioni” o “complimenti” e fine lì, al massimo farsi raccontar qualcosa, ma niente di più, di certo andare ad affermare che tanto son passati tutti risulta offensivo sia per chi ha superato la prova finale che per gli altri corsisti che nemmeno conosci. E se avessero passato tutti perché si sono impegnati tutti? Mi è capitato in classe che un’interrogazione andasse bene a tutti perché effettivamente 20 bambini si sono impegnati al massimo…una frase del genere insinuerebbe una mancanza di impegno o una scarsa serietà dell’insegnante.

“Ma tanto passano tutti” implica insomma che non c’è stata una selezione e questo fa pensare a chiunque ad un percorso privo di impegno e pertanto di scarso valore.

Si, lo so, qualcuno starà pensando “ma fregatene, parlano per invidia”, e quasi sicuramente è così ma non è su questo che rifletto, bensì su una delle tante contraddizioni che stiamo vivendo in questi tempi nell’ambito scolastico: se c’è selezione si attribuisce un valore proporzionale alla severità di tale selezione, ma nella scuola si condanna la selezione e la competizione. Come speriamo che crescano i bambini se gli arrivano messaggi così contraddittori?

Vogliamo la docente selezionata dal concorso, com’è giusto che sia ed è sacrosanto, ma non vogliamo che si faccia una sana selezione nel percorso di studio e guai a far competere, mi raccomando…però i bambini devono imparare giocando, e nel gioco un po’ di competizione c’è, è inevitabile.

La natura, la vita stessa è competizione, selezione, strategie che apportano vantaggi. Abbiamo una morale che ci spinge verso l’aiuto, il supporto di chi è in difficoltà, cosa che in natura non c’è in media, però questo non deve trasformarsi in un “mandiamoli avanti tutti che altrimenti si traumatizzano”.

La competizione deve esserci, ma occorre insegnare agli alunni a gestirla! Non è evitando la selezione e la competizione che li si protegge, ma insegnando loro a gestire la frustrazione, a imparare dalle sconfitte, a riflettere sugli errori ed a rialzarsi e riprendere a camminare a testa alta, affrontando ogni selezione con il giusto spirito competitivo, senza dimenticare che se sei più avanti, puoi aiutare chi è rimasto indietro senza perdere il vantaggio. Queste, a mio parere sono le vere lezioni da impartire.

Per quanto riguarda quella frase…beh ho abbozzato un sorriso e mi son limitata a dire “lo pensavo anche io, ma poi ho scoperto che non è così”. Ci sarebbero state forse risposte migliori ma, alla fine, l’invidia altrui non è un mio problema.

Alla prossima (spero non altro master)

la vostra

Maestra Imperfetta

P.S. Ringrazio di cuore tutti i professori del master perché mi hanno insegnato molto, sia con le Unità di Studio che con le azioni.

Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro, strumenti per docenti

C’era un gran castello …

tutti i cavalieri della tavola rotonda giurano eterna, solenne fedeltà a Sua Maestà… se l’avete cantata sapete a cosa mi riferisco, altrimenti vi lascio la meravigliosa sigla del cartone animato che mi ha fatto sognare…salvo scoprire che i libri originali sono di una noia mortale.

Nel mio karma sembra esserci una parola d’ordine: sfida! Tutta la mia vita è una continua sfida con me stessa. Oltre a matematica, scienze e inglese, in questo anno scolastico mi è stato assegnato Italiano su una quarta. Sulle prime ero preoccupata dati alcuni impegni extra che mi ero presa, convinta che non avrei cambiato classe né materie, ma a quanto pare è nel mio destino affrontare nuove sfide. Mi sono riproposta, vista l’impresa titanica in cui mi sono imbarcata oramai da febbraio, di limitarmi a seguire il libro, memore dell’esperienza con le millemila guide di cui ho utilizzato si e no due schede o forse tre, e lo sto seguendo, ma sembra non essere nel mio DNA procedere con una determinata sequenza, specialmente sui generi letterari.

Mi son ricordata del mio passato da giocatrice di ruolo e mi è tornato alla mente un gioco che mi avevano regalato amici di vecchia data, comprato a Lucca, che si chiama “One upon a time”, ossia “c’era una volta”. Nome del gioco inglese ma carte in italiano, per intenderci. Insomma mi fu regalato anni fa e l’ho rispolverato ricordando le risate con 5 carte, ogni giocatore con un finale diverso e la fatica di far girare la storia per arrivare al proprio finale.

Il gioco: ogni giocatore ha 5 carte e una carta “finale”, che contiene il finale cui deve arrivare con la sua narrazione. La narrazione deve comprendere gli elementi contenuti nelle cinque carte e, man mano che li nomina, scarta la carta di quell’elemento citato. Il problema è che altri giocatori possono interromperlo se hanno la carta interruzione o la carta che ha quell’elemento, prendendo la parola e continuando la narrazione con i propri elementi e verso il proprio finale. Delirio assicurato!

Ma come giocarci con 20 alunni?

Mentre i bimbi, tutti entusiasti mi chiedevano di giocarci ed io, in tutta onestà, ero restia a farlo sia per motivi organizzativi, sia perché voglio conservare il gioco integro, mi è venuta un’idea.

Ho preso il racconto fantastico dal libro di testo di “scrittura”, analizzato assieme la mappa concettuale del racconto fantastico, fatti due esempi e letto un racconto fantastico. Una volta fatto questo, ho fatto estrarre sei carte dal mazzo con gli elementi delle favole e una carta dal mazzo dei finali. Come compito ho dato loro di inventare un racconto fantastico (per iniziare in modo semplice), di almeno una pagina, che contiene tutti i sei elementi estratti e si conclude col finale estratto.

Ho fatto scrivere sul quaderno

Elementi estratti:

Finale:

I bambini non vedevano l’ora, al punto che hanno cominciato a tirar fuori idee, ed è stata dura trattenerli e dire loro “non ditemi nulla che voglio leggerli Lunedì”, volevano farlo per domani stesso.

Si sono divertiti ad estrarre le carte ed a fantasticare sulle mille storie possibili e questo entusiasmo mi ha fatto un immenso piacere, non nego che è stato contagioso. Spero solo di mantenerlo e di farlo mantenere. Scrivere fa bene per esercitarsi anche con la grammatica ed un compito dove devono creare di sicuro è più coinvolgente!

Se volete cimentarvi pure voi, gli elementi estratti sono: chiave, lupo, cucina, barca, scala e rubato.

Il Finale estratto è il seguente: Così le disse che era il principe ed essi vissero per sempre felici e contenti.

In tutta onestà se loro son ansiosi e desiderosi di fare questo compito, io sono ancora più curiosa di leggere cosa mi tirano fuori con questi elementi.

Potrebbero stupirmi come no, a volte i bambini hanno mostrato meno fantasia di quello che si pensa, altre volte invece mi hanno saputo creare cose meravigliose. Vi saprò dire, ma se pensate di proporlo anche voi in classe, ditemi come é andata e condividete le storie per voi più belle.

Al prossimo articolo

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti

Cruciverba e altro

Io amo i cruciverba! Quando mi sento tesa, nervosa o irrequieta, o anche semplicemente annoiata, mi armo di settimana enigmistica o altre riviste piene di cruciverba e mi metto a farli per rilassarmi. Ovviamente funziona quando non ho ispirazione per disegnare, ma è un dettaglio.

Un piccolo rito di coppia che ho col mio compagno è proprio un bel cruciverba crittografato prima di andare a dormire, ed un cruciverba normale la mattina mentre facciamo colazione assieme.

Anni fa in un libro di testo di inglese trovammo un cruciverba in inglese per i bimbi. Lo diedi per compito a casa e loro me ne chiesero altri, ma non sapevo davvero come fare, non avevo ancora conosciuto educolor.

Per crearli ad hoc occorre registrarsi, ma è totalmente gratuito e facile da usare, l’unico limite è la fantasia.

Come vedete dalla home page, sulla sinistra, trovate questo menù dove con pochissimi passi potrete creare quello che volete per poi scaricarlo, stamparlo e proporlo ai vostri alunni.

Che sia per ripassare matematica, scienze, geografia, italiano o altre materie, questo strumento è fantastico, non richiede grandi conoscenze di programmazione (non ne richiede proprio) e potete creare attività con cui sbizzarrirvi e far divertire gli alunni mentre ripassano quanto appreso.

Se volete invece affinare la vista dei bimbi ed abituarli a cercare esercitando lo spirito di osservazione…potete scegliere il Generatore di Griglia di Parole. Dovrete solo inserire delle parole negli spazi appositi e dare l’invio per avere una griglia e l’elenco di parole da cercare in essa (ho visto che qualcuno proponeva di farlo con i loro nomi, cosa a mio parere molto carina).

Esempio di Griglia di Parole di matematica e geometria

Un altro gioco molto carino e configurabile (quindi anche stampabile) sono le Parole nascoste! Se andate sul Generatore di parole nascoste. Potete andarci cliccando sul menù a sinistra e vi apparirà questa schermata dove dovrete andare a mettere titolo e parola nascosta.

Ora inserite le parole e gli indizi cercando di essere semplici e intuitivi…insomma, dipende dai vostri alunni, quindi inviate col tasto in basso ed ecco che vi genererà il cruciverba in cui i bambini potranno divertirsi a cercare la parola nascosta mettendo le definizioni al posto giusto.

Ecco qua il cruciverba con la parolina nascosta! Ovviamente potete scaricarlo in pdf, stamparlo e far divertire i vostri bambini, sia figli che alunni, di ogni età direi. Io mi sono divertita e credo proprio che utilizzerò molto questo strumento come ripasso, ma anche come esercizio per fargli usare il dizionario di inglese…

Spero di avervi dato un buon spunto e un ottimo strumento. Per oggi è tutto, al prossimo articolo la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti, tecnochicche

FREED(om)

Cerchi una comunità di insegnanti che condividono veramente le loro conoscenze e competenze tradotte in lavoretti, schemi, attività didattiche fatte in classe?

Navigando negli oceani di internet si incappa a volte in risorse interessanti e sono incappata in questa comunità internazionale (tranquilli, c’è anche solo italiano se volete), che si chiama FREED.

Vai sul sito, ti iscrivi e cominci a cercare per materia, ordine e grado. Alcune attività sono a pagamento, ma non devi per forza acquistarle. Ci sono tantissime attività gratuite e ogni attività è corredata in media dalla spiegazione del lavoro svolto in classe e materiale scaricabile.

Basta selezionare sulla destra dell’interfaccia Classe e Materia ed ecco che ti appariranno tutte le attività classificate secondo quei criteri.

Se poi sei un o una creativa che vuole far le cose da sè c’è lo strumento “CREA” in alto, bianco su fondo verde. Basterà cliccarci ed ecco che si apre l’interfaccia per creare contenuti per la propria classe e da condividere eventualmente con altri docenti in tutta Italia.

Puoi caricare qualcosa di già creato da te o crearti del materiale.

Ho provato a crearmi del materiale per curiosità selezionando “Crea materiale” ed ecco che, per prima cosa, mi si è aperta questa finestra. Posso scegliere un modello già fatto ed eliminare le parti decorative o sostituirle, oppure crearlo da documento vuoto.

Anche creando un documento vuoto, nel caso vi siate pentiti, non serve tornare indietro perché sulla sinistra vi compariranno numerosissime idee tra cui scegliere, se siete privi di ispirazione.

Ora potete scegliere uno dei modelli e modificarlo cliccandoci sopra, se scorrete verso il basso ci sono anche i fogli a righe e a quadretti.

Una volta stabilita la base possiamo aggiungere un testo a nostra scelta e altri elementi.

Io qui ho scelto dei quadretti, ma si possono scegliere anche righe o bianco. Sulla sinistra trovate tutti gli elementi a vostra disposizione per creare un foglio su misura per l’attività che avete pensato.

Avete tutto il materiale da inserire diviso in categorie facilmente identificabili. L’unico limite è la vostra fantasia.

Qui non ho ancora creato nulla, nessun foglio, anche perché non avevo idee lo ammetto, ma sono certa che tra voi ci sono già molti docenti che hanno la testa in fermento e devono solo dare un ordine alle miriadi di idee che sono venute nella mente.

La cosa che consiglio vivamente di fare è esplorare i contenuti dei vari gruppi sulla sinistra per prendere confidenza con gli elementi a vostra disposizione, senza aver fretta di cominciare…certo, a meno che non abbiate già le idee molto chiare (cosa che non capita a me purtroppo). Per pigrizia e mancanza di idee, farò una cosa molto molto semplice:

Ora che l’ho creato vado sul tasto in alto a destra e clicco su “Salva”, inserisco quindi il nome del file che chiamerò “matematidadica” e clicco su “Procedi.

Ora posso copiare, modificare, scaricare…se voglio condividere, creandola, un’attività didattica o l’idea cui è legato il materiale creato, mi basta andare su “modifica”, il simbolo della matitina per intenderci, e, una volta aperto il file, andare su “condividi in un nuovo post”. Si aprirà la schermata in cui dovremo inserire Titolo, parole chiave, categorie, ed aggiungere gli allegati, quali per esempio il formato pdf del foglio o altro materiale inerente l’idea.

Trovo sia uno strumento interessante sia per prendere che per dare, contribuendo a condividere buone pratiche e attività che nella classe hanno avuto successo. Spero, come sempre, di esservi stata utile, e che magari con questo articolo abbia ispirato qualcuno a condividere le proprie meravigliose idee.

Alla prossima chicca la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti

Geoboard

Quando ero piccolina, non siamo nel pleistocene ma quasi, ricordo che amavo particolarmente quei pezzi di legno con i chiodini in cui dovevi comporre figure con gli elastici. Ci sarei stata ore a fare figure geometriche (ognuno ha le sue turbe), esattamente come amavo fare costruzioni con i pezzi di legno geometrici. I lego non me li ricordo in casa, ma ricordo che ci giocavo con un amico.

La geometria mi è sempre piaciuta, sia piana che solida, e non so spiegare il motivo onestamente, non a livello conscio almeno. Come insegnarla? Mi sono posta il problema molte volte. Come insegnarla a bambini che sembrano non avere nemmeno più l’elasticità che avevamo noi alla loro età? (ma l’avevamo davvero?).

Ho trovato, gironzolando per il web come mio uso, una serie di web apps, ossia di app che non richiedono necessariamente l’installazione per funzionare, ma solo una connessione. Il sito si chiama Mathlearningcenter e,tra le varie app disponibili gratuitamente, ho trovato Geoboard!

Nemmeno a dirlo l’ho dovuta subito provare, non sono riuscita a resistere. L’ho provata sul mio pc di casa, con windows 10, usando chrome come browser, niente che non possiate fare da scuola insomma.

Puoi installare l’estensione per il browser oppure usarlo su IOS, quindi su Mac e Ipad.

Aperta la web app mi sono trovata la scelta tra tre tipi di basi: quadrata, rettangolare e tonda.

Sulla destra, se selezionate “grid”, vi appariranno anche delle linee di collegamento tra i punti

Se andate a selezionare la voce ancora a destra vi appare la scritta “grid with numbers”, il risultato che otterrete selezionando questa voce è questo:

Una griglia con linee che collegano i punti e numeri sugli assi. Potrebbe essere utile anche per esercitarsi con l’orientamento spaziale, oltre che altre attività fattibili con questo giocattolino.

Ma ora passiamo agli elastici. In basso abbiamo diversi elastici colorati. Dobbiamo selezionarne uno e trascinarlo, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, sulla griglia. Si aggancerà in automatico a due punti vicini sulla griglia dove lasceremo andare il tasto del mouse.

Stessa cosa se vogliamo fare un quadrato o altri poligoni. Pensate sempre di avere un elastico e si comporta esattamente come un elastico. Basta avvicinarsi ad un puntino e vedrete che dalla x rossa si passa alla V verde.

Si possono aggiungere anche altre figure, basta prendere altri elastici e trascinarli. Ho già provato, e non ho trovato al momento limiti al numero di figure. Si possono mettere anche più elastici del medesimo colore quindi…sbizzarritevi!

COLORE DI RIEMPIMENTO

Possiamo riempire di colore le figure! Ebbene si! Se abbiamo due figure geometriche, ma ne vogliamo riempire solo una, basterà cliccare su un punto dell’elastico che compone la figura da riempire e selezionare il triangolino con la goccia in basso.

Ecco che la nostra figura si colorerà. E se volessimo invece colorare tutte le figure? Facilissimo, vicino al triangolo con la goccia c’è un simbolino con due figure geometriche e la goccia: se ci passate sopra col mouse vi apparirà la scritta “Fill all bands” ed ecco che tutte le figure geometriche sono magicamente colorate al loro interno.

Gli strumenti che seguono sono per me i più inutili, o utili a seconda del caso vostro. La cover, che sinceramente credo serva giusto se volete esportare il lavoro.

A destra si apre una calcolatrice che scrive sul nostro piano di lavoro (potete poi spostare la scritta. Carina eh, se volete magari far scrivere ai bambini i calcoli del perimetro del poligono rappresentato…per esempio.

A destra la T indica il Testo! Potete scrivere qualsiasi cosa, nei colori proposti, e spostarlo, mettendolo come appunto, titolo. nome del poligono, quello che vi suggerisce la fantasia.

La matitina indica invece il disegno! Libero, dritto, il colore, la gomma e la possibilità di cancellare tutto ciò che avete disegnato!

Carino in effetti, dipende sempre da cosa pensate di farci! Tuttavia riconosco che se volete magari scrivere o segnare cose sui poligoni, o magari gli angoli retti in un triangolo…ecco che la matita può servire.

Se andate su “Share”, ossia qul quadratino a destra con la freccetta che esce da esso (vicino alla i), ecco che vi appare questa schermata:

Share significa “condividere”, per chi non lo sa. Potete salvare l’immagine con “save image” oppure copiarla con “copy image”

Potete condividere con “Share a link”, dove c’è un link generato che potete inviare, per esempio, ai vostri alunni, o che gli alunni possono inviare a voi…

Share a code genera un codice che, scritto poi nello spazio che si presenta se cliccate sul simbolo della chiave, vi apre quel lavoro fatto.

Ed ecco che, con un minimo di attesa, vedete la schifezza che ho fatto giusto per sperimentare un poco questo strumento. Come sempre consiglio di provarlo anche voi direttamente, giocarci un poco fin quando non si prende confidenza e poi proporlo agli studenti.

Personalmente lo vedo utile sia in classe sulla LIM sia se i bambini hanno pc portatili o tablet per produrre a gruppi il loro lavoro. Come sempre spetta alla fantasia del docente fare di uno strumento un’occasione per imparare.

Per ora vi lascio

alla prossima web app (o no?) o articolo la vostra affezionata

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti

Giocare con i numeri: Tabelline divertenti

Le tabelline, si sa, sono la bestia nera di tutti gli studenti, l’incubo che accompagna anni di primaria (ma anche dopo). Onestamente non sono la mia passione e quindi capisco i miei alunni, ma dovevo trovare un modo per renderle divertenti e, soprattutto, aiutarli a trovarne un’utilità immediata.

I bambini, come è ovvio, non sono in grado di comprendere l’utilità futura, ragionano secondo una logica dell’immediato, nell’ottica del presente, per loro conta il “qui e ora”. Il futuro più prossimo è il loro compleanno o qualche aspettativa con prospettiva allettante.

Vagando per blog di altre maestre, da cui attingo volentieri e ringrazio, ho trovato un consiglio per gli acquisti che mi ha convinta al punto da accettarne pure il prezzo. Ho comprato il libro, corredato di CD, per giocare con le tabelline.

Alla modica cifra oscillante tra i 38€ e i 40€ potete avere questo validissimo prodotto. Dico validissimo perché in effetti mi son trovata benissimo ed i bambini si divertono un mondo. Il CD va installato nel computer della classe, avviso, altrimenti non si riesce ad usarlo, ma nel libro ci sono le attività anche in versione cartacea, offrendo i medesimi giochi senza bisogno di ricorrere alla LIM. Magnifico!

I miei alunni si sono innamorati della tombola e della caccia al numero, divisi in squadre, con le caramelle come premio (basta poco e fai felice pure i dentisti).

Nel CD si apre una schermata con una graziosa topina che ti chiederà di inserire il nome del giocatore. Ne basta uno. Una volta inserito ci sono ben 8 sezioni con relativi giochi. Sono tutti giochi molto carini, ma alla fine la classe sceglierà quello che più coinvolge e, si sa, le classi sono tutte diverse.

La tavola pitagorica è sia con puzzle, sia con numeri colorati. Credo che il puzzle sia più interessante anche se i numeri forse sono meglio per apprendere.

Ci sono anche altri giochi molto coinvolgenti e da fare divisi a squadre, purtroppo solo due, A e B.

In questo gioco la parte divertente è la riflessione sulla tavola pitagorica, ossia su quante volte si ripete un numero, scrivendo ovviamente anche le relative operazioni. Notare che un numero non si ripete mai più di un massimo di 4 volte.

Man mano che si indovina il numero apparirà sulla tavola pitagorica colorata. Volendo ci sono, scaricabili da CD, le tavole pitagoriche vuote che i bambini devono riempire man mano che si gioca…a voi la scelta.

Altro gioco vecchio quanto il mondo, forse, ma sempre coinvolgente è la battaglia navale…ma con le moltiplicazioni.

Ammetto che la dinamica di questo ho fatto fatica a capirla senza leggere il libro, ma comunque, anche per questa, ci sono i contenuti scaricabili anche da CD se non volete fotocopiare dal libro.

I Numeri misteriosi sono la passione dei miei bimbi. Divisi in squadre devono ovviamente indovinare i risultati delle moltiplicazioni. Avviso che in questo, come altri giochi, potrebbe esserci un tempo limite entro cui rispondere, avvisateli perché altrimenti insorgono (giustamente).

Puoi selezionare anche solo una delle moltiplicazioni uscite, ma io di solito le seleziono tutte per ricordare che possono essere invertiti i termini e il risultato non cambia.

Ultimo gioco è “Numerofarfalle”, dove puoi impostare la difficoltà. Le numerofarfalle van bene specialmente per le seconde e terze. Nel libro ci sono anche delle proposte per fare questo gioco senza uso della LIM, ma rendendolo comunque divertente e viene fornito il materiale da fotocopiare a questo scopo.

Le numerofarfalle sono piaciute meno ai miei alunni, non per il fattore tempo quanto perché forse graficamente li ha coinvolti meno, o magari è la dinamica che non gli piace.

Trovo comunque interessante e utile assecondare i gusti della classe laddove si può, pur cercando di offrire maggiore varietà di attività matematiche.

Ai bambini con maggiori difficoltà ho fornito una tavola pitagorica plastificata, il dramma è che alcuni hanno difficoltà a leggere pure quella. Ad ogni modo ho notato un miglioramento da quando fanno questi giochi, se non altro la motivazione ha un potere incredibile.

Ai prossimi “consigli per gli acquisti”

la vostra

Maestra Imperfetta