Pubblicato in: Fai da te del maestro, Strumenti google per docenti, tecnochicche

Una lezione…genially

Qualche tempo fa è uscito il famigerato bando per le tecnologie, Stem, steam…insomma quei simpatici bandi in cui puoi comprare tutto tranne quello che serve realmente.

Puoi comprare i robottini da programmare via pc o tablet ma non i tablet nè i pc per programmarli per esempio…geniale vero?

Discutendo con l’animatrice digitale del più e del meno, ecco che salta fuori dalle sue labbra “Genially”, questa web app che in effetti ha qualche elemento in comune con Learning apps (di cui ho già parlato) ma che sembra più simile ad una presentazione power point o google presentazioni ma con maggiore intuitività nell’inserimento degli elementi interattivi.

Comincio col dire che è in inglese, ma se usate Chrome potrete avere la traduzione in italiano (per i pigri). Ho cominciato a spulciarla senza leggere le istruzioni, così come faceva la buonanima di mio padre che sosteneva che le istruzioni servono quando la fantasia si esaurisce, e devo ammettere che l’ho trovato accattivante e intuitivo.

Puoi partire scegliendo un template già fatto e modificandolo inserendo i contenuti a proprio uso e consumo oppure partire da zero e creare su misura. Nel secondo caso potrebbe essere leggermente più lunga la lavorazione, ma solo perché orientarsi tra gli strumenti richiede un poco di tempo (e lo vale tutto).

Nel caso vogliate creare da zero, cosa che consiglio giusto per prendere confidenza con gli strumenti, basterà andare su go to my panel e poi Create genially.

Ti fa vedere ovviamente la quantità di cose che puoi creare, dalle presentazioni, giochi, infografiche e quanto altro. Se volete partire dal nulla andate su Blank creation.

Vi chiede ovviamente il formato. Potete personalizzarlo, in alto sulla sinistra, oppure scegliere tra i modelli presenti a seconda delle vostre esigenze perché Genially è ANCHE educational, ma non esclusivamente tale. Sulla sinistra vi trovate invece il menu sottostante

Questo menu vi mostrerà diversi template già fatti da cui potete prendere ispirazione liberamente. Alcuni di questi potete prenderli e cambiarne i contenuti, altri invece richiedono l’account premium, che comunque non ha costi eccessivi. L’unica cosa che mi sento di consigliare è di usarlo con Chrome perché, per esperienza diretta, ho notato che funziona meglio da questo browser che da altri.

Per il resto posso solo invitare a sperimentare, provare, divertirsi a fare una qualsiasi presentazione di prova. Io ho cominciato facendo un’unità sul Colosseo per esempio, inserendo elementi di interazione in formato testo.

Come vedete ci sono manine, che indicano che c’è un elemento interattivo. In questo caso come elemento interattivo ho inserito un testo, ma può essere anche un’immagine.

Nella presentazione che ho creato posso modificare andando sopra col cursore del mouse e cliccando dove c’è la matita e la scritta edit. Se vado invece, sempre passando col mouse sopra, sull’omino col “+” in alto sulla destra mi appare questa finestra che mi consente di aggiungere eventuali colleghi che possono aiutarmi ad integrare.

Una volta inserito l’indirizzo email apparirà la scritta “invite” al posto di “all set”. Se invece vado sui tre pallini vicino all’omino col + mi appare questo menu

Ecco qui che posso: Pubblicare, rinominare, muovere, duplicare, inviare una copia, vedere le statistiche o cancellare. Alcune funzioni purtroppo sono premium e questo è un grosso limite per chi vuole usare questo strumento come insegnante. Per correttezza vi mostro gli abbonamenti annuali

Ci sono modi differenti per avere il medesimo effetto con altri strumenti? Sicuramente si, ma questo è veramente immediato e pratico.

Al solito la scelta spetta al singolo, consiglio di provarlo nella versione gratuita e solo dopo decidere se vale la spesa, magari cominciando da un abbonamento student, equivale a 15€ l’anno. L’abbonamento EDU PRO ha molte più opzioni tra le quali link privati, il che non è male per un insegnante ma sono 59,88€ l’anno. Non è esosa come cifra ma bisogna sempre calcolare quanto lo si usa prima di spendere.

Nella schermata del vostro lavoro vi troverete questo menu. considerate che ciascuna voce ha dei sottomenu ricchi di opzioni. Le immagini potete prenderle dal web, la musica anche, c’è sufficiente possibilità di personalizzazione.

Potete inserire anche immagini, registrazioni di spiegazioni fatte da voi e quanto altro. menu sono davvero interessanti e navigare tra gli elementi interattivi risulta divertente al punto che può succedere di riempire troppo la pagina di elementi al punto da diventare dispersivi, se non si contiene l’entusiasmo.

Insomma prima studiateci un poco e poi decidete se vale l’investimento, ma ricordo che occorre considerare quanto verrà usato durante l’arco dell’anno.

Alla prossima chicca

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Covid 19 - DaD, opinionibus

Anno scolastico 2020/21…finito

9 Giugno 2021…fine di questo anno scolastico che, a dirla tutta, peggio non poteva andare. Le nuove disposizioni anti covid hanno appesantito notevolmente l’atmosfera tra le mura scolastiche obbligando a dire molti “no” e rimproverando di nuove mancanze i bimbi.

Non sono contraria al rimbrotto, al rimprovero, sono parte dell’educazione come le punizioni, purché realmente commisurate all’entità del “danno”.

Ho sempre avuto cani delle praterie, e vi starete chiedendo cosa c’entra, ebbene entra nel discorso perché per educandoli mi trovo ad applicare regole che, spesso, mi sono sembrate molto valide ed analoghe a quelle che si applicano, o si dovrebbero applicare, per i bimbi.

Va da sè che le pene corporali non si usano e le mani addosso non si mettono mai, ma la regola aurea, almeno per me, è la coerenza.

Coerenza significa sgridarli e punirli per gli stessi errori, o analoghi, senza farsi trasportare dal momento no, dalle difficoltà personali o dall’umore pessimo della giornata. Coerenza è che un no rimane un no, senza eccezioni.

Se prima dico no e poi, per la medesima cosa, dico si…vuoi per stanchezza, perché ho la testa altrove o altro, i bambini mi percepiscono come inaffidabile e non mi rispetteranno

Secondo elemento fondamentale che ho osservato essere necessario è la chiarezza. Cammina a braccetto con la coerenza e consiste nello spiegare l’errore. Ti punisco è vero, ma ti spiego dove hai sbagliato e perché quell’atteggiamento è considerato errato. I bambini stanno crescendo, come i cuccioli non sanno dosare energie, forza, voce e imparano per tentativi ed errori. Coerenza e chiarezza li aiutano in questo, anche se saranno recidivi. Qui entra in gioco un altro elemento fondamentale che è la Pazienza.

Così come per gli animali, anche per i bimbi ce ne vuole una bella dose. Ovviamente nessun bambino è immune alla recidiva. I comportamenti recidivanti tuttavia ritengo appartengano sempre all’indole naturale del “cucciolo”. Provo e riprovo perché non si sa mai che incappo nell’eccezione. Per questo Coerenza e Pazienza sono fondamentali. Ripetiamo le stesse cose dieci volte in cinque minuti, ebbene…dobbiamo pazientare e ripetere in continuazione perché loro aspettano solo un cedimento. Ci mettono alla prova, ovviamente, perché devono capire anche loro come funziona il mondo.

A questo punto subentra a mio parere l‘empatia! Fondamentale quando si ha a che fare con ogni forma di vita, animale e umana, l’empatia ci permette di avvicinarci al loro punto di vista ed ottenere molto più riducendo lo stress anche per noi (si badi bene, ridurre non è eliminare). Quando qualcuno dei miei la fa grossa non ammetterà certo l’errore, perché quello di cui si ha più paura è la rabbia, la delusione nell’altro di cui si ha fiducia. Attenzione massima alle parole che si usano! I bambini interiorizzano molto e noi stessi in fondo lo facciamo, quindi niente parole offensive, d’altronde ci offenderemmo noi per primi. Se sta per scappare magari fermiamoci e pensiamo a cosa proveremmo. Sarebbe meraviglioso se usassimo l’empatia anche tra adulti, ma spesso si entra in quel circolo vizioso per cui si vuol dare per scontato che l’altro adulto capisca e sappia cosa ci passa per la testa, dimenticando che nessuno legge nel pensiero.

Sono da pochi anni maestra, lo so, ma ho appurato che paga di più dire un “guardate che non mi arrabbio, basta mi diciate la verità, la punizione arriverà comunque ma non sarò arrabbiata”. Nell’arco di un’oretta al massimo vengono a confessare e saltano fuori i colpevoli, pur beccandosi la punizione, ma fa più male la rabbia che la punizione in sè.

Ultima cosa, ma non meno importante, correlata alla reazione emotiva dell’adulto alla marachella è appunto la punizione. Per punizione io intendo qualcosa di misurato e calibrato. In ogni caso van sempre avvisati prima del tempo e delle regole di gestione del tempo di punizione.

Stai correndo in classe durante la ricreazione? Ti siedi per un tot di minuti (di solito io avviso e metto il timer per fargli vedere che non è discrezionale)

Stai urlando in palestra durante un gioco? Ti siedi in panchina per un minuto, se poi parli mentre sei seduto o inciti i compagni alzando la voce allungo il tempo di 30 secondi alla volta. Sanno regolarsi.

Ti sei fatto gli affari tuoi a lezione? Passi la ricreazione a finire quello che a lezione non hai fatto.

Le punizioni vanno sempre accompagnate da spiegazione e da illustrazione chiara delle regole in modo che possano gestirsi, e mai dare punizioni senza spiegare loro il motivo.

Le punizioni NON devono essere umilianti. Ovviamente si pensa che questo sia impossibile, ma se si mette in mezzo l’empatia si può anche capire cosa può essere umiliante e cosa no. Se durante arte si sporcano di certo non vado a punirli, d’altronde è più che comprensibile. Insomma sta all’insegnante stabilire la punizione, ma ricordare sempre che essa deve arrivare puntuale, coerente, ben chiara e non vessatoria nè umiliante.

Queste sono le mie regole ovviamente, sono più che opinabili e a volte anche io ho faticato ad attenermici, vuoi per momenti particolarmente difficili nella mia vita privata, vuoi per momenti particolarmente difficili sul lavoro (l’ho detto che non è stato un anno facile). Come tutte le regole personali non ho pretesa siano la bibbia, sono frutto della mia esperienza da figlia, da alunna, da nipote e poi maestra.

Per me insomma le parole chiave per gestire la classe sono :

Coerenza

Chiarezza

Empatia

Pazienza

Ironia

Attenzione ad usare l’ironia, non deve essere mai volta ad umiliare ma sempre chiaramente intesa a scherzare assieme ed insegnare a scherzare su di sè. Io uso tanto l’ironia, ma prima di tutto la rivolgo a me stessa come esempio per loro, per far capire che bisogna scherzare su di sè ma c’è modo e modo di scherzare. Su quest’ultimo concetto si può aprire un dibattito, ma lo rimando ad altra occasione .

Per ora è tutto, il sunto di un annata un tantino pessima, ma è finita.

Ora mi metto forse in pausa per questi mesi…forse…per preparare giochini e attività che pubblicherò qui sul blog.

A presto la vostra

Maestra Imperfetta