Questa estate, dopo tanto tempo, siamo riusciti di nuovo a viaggiare e…siamo tornati in Francia. Ne ho sentite di ogni sui francesi, pro e contro, ma nei miei articoli non mi spendo in campanilismi, non ne condivido le basi in ogni senso, ma vi parlo di un’esperienza insulsa in verità, ma che mi ha colpita e mi ha ricordato che la meraviglia spesso è dove nemmeno la immagini.
Io ed il mio partner, che denominerò Lui, eravamo in un hotel non troppo distante ma nemmeno vicino al centro a Clermont-Ferrand, città della Cattedrale nera! In realtà la cattedrale è nera perché in pietra lavica, ma ha un effetto gotico fantasy affascinante, specie al crepuscolo.

Prendiamo il tram per andare in centro, non per pigrizia ma perché le fermate sono veramente distanti tra loro come abbiamo imparato a nostre spese sotto il sole estivo nei tempi che furono. Vedo alla fermata il simbolo di uno scoiattolo! SCOIATTOLO! Io, che adoro i roditori e gli scoiattoli mi provocano moti di tenerezza e voglia di rapirne qualcuno, penso che sia una coccola del Fato (ogni tanto mi cullo in queste cose accantonando la ragione) e che magari è il simbolo della città. Ok! Le vacanze partivano già alla grande.
Salgo sul tram e…scopro che non era il totem della città ma il totem di quella fermata. Sopra le porte di ingresso/uscita del silenziosissimo tram c’erano sia la striscia con le fermate scritte sia una bella striscia con le fermate contrassegnate da animali diversi.

Primo pensiero avuto è stato: lo avranno fatto per i bambini! Subito dopo mi sono domandata se in Francia sono meno paranoici di noi e magari lasciano che i bambini prendano il tram da soli per andare a scuola (ed i simboli servano a quello). Si, lo so, ma non è pensare alla scuola questo ma comprendere la cultura dei nostri “cugini tristi” (tristi poi è da vedere visto che era un tripudio di concerti).
Documentandomi ho scoperto che in realtà questi “totem” animali per fermata sono stati pensati per chi è dislessico e persone con problemi cognitivi.

L’uso di simboli visivi come animali o oggetti per identificare le fermate è pensato proprio per aiutare i bambini, gli anziani o chi ha difficoltà con la lettura, ma anche per i turisti. È una forma di design inclusivo, e può anche rendere l’esperienza urbana più piacevole. L’idea che ogni fermata abbia un “totem” animale è quasi fiabesca, come se ogni punto della città avesse il suo spirito guida.
La logica della distribuzione degli animali è basata sulla distanza dal centro, in periferia si trovano gli animali più piccoli (si arriva alla formica) e più ci si avvicina al centro più si va all’elefante o la balena…
Non ho visto un sistema uguale o almeno simile nelle altre città dove son stata, per il momento l’ho visto solo qui ma non escludo che altre città possano aver adottato qualcosa di simile. Di certo viaggiare in questo zoo cittadino mi ha fatto tornare un po’ bambina e mi ha divertita molto di più che leggere i nomi delle fermate (che per giunta venivano riportati dalla voce interfono).
Mi sono domandata perché non lo facciamo qui nella nostra città o in tutta Italia, in fondo sono simboli molto semplici e questo renderebbe le nostre città più inclusive. A volte basta veramente poco per aggiungere un poco di poesia e far sorridere. A costo di apparire infantile ammetto che mi è piaciuto molto e nel cuore mi è rimasta la mia fermata vicino all’hotel: lo scoiattolo! Quando si dice che il buongiorno si vede dal mattino…per me il buon viaggio è partito da una fermata del tram e mi ha confermato che la bellezza si nasconde anche nelle piccole cose quindi occorre tenere gli occhi e il cuore aperto.
Clermont-Ferrand mi ha regalato uno scoiattolo alla fermata, e con lui un sorriso inatteso. A volte basta un dettaglio gentile per sentirsi accolti, anche lontano da casa. E chissà, magari quei simboli servono servono a noi adulti, per ricordarci come si fa a meravigliarsi.
A presto la vostra
Maestra Imperfetta