Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro, insegnarte

Piccoli giornalisti per piccoli giornali

Un’attività che mi ha sempre incuriosita sono le fanzine, mini magazine, ossia mini giornali, da fare con i bambini. Non è difficile, basta solo un poco di pratica e il resto è facilissimo. Gli argomenti da trattare possono essere tanti e possiamo fare mini giornali a tema singolo oppure un tema per pagina (pur considerando che le pagine sono piccole).

Per cominciare prendiamo un foglio A4, ossia un normale foglio per stampante, o cartoncino se volete, ma va benissimo da stampante per cominciare.

Pieghiamolo prima a metà dal lato verticale, poi piegate ciascun lato verso la piega interna a metà.

Ora piegate a metà il foglio dal lato orizzontale.

Assicuratevi che sia ben piegato, potete passare un righello sul bordo quando piegate, così che si rafforzi bene il segno.

Ora che avete ottenuto ben 8 parti, piegate come da figura e tagliate a metà. Sembra difficile questa parte, ma non lo è.

Una volta piegato, ed ottenuto il libretto, potete numerare le pagine così che, una volta riaperto, i bambini (e voi) potranno regolarsi sull’ordine delle pagine.

Vi lascio il layout con l’ordine delle pagine per vostra comodità

Ora che avete il layout, potete passare a far fare ai bimbi diversi lavori. Potete fargli fare per esempio una specie di carta di identità, con quello che gli piace, non gli piace, ritratto del cane etc etc.

Potete invece far fare ai bambini un piccolo dizionario dei mostri, o magari ciascun bambino disegna un dinosauro e fa un giornalino sul dinosauro a lui assegnato. Insomma ci si può sbizzarrire.

Una volta finito, e qui viene il bello, si possono fare fotocopie o magari lasciare l’area chiamata “back cover” bianca così da incollarla su un cartellone. Le idee che possono venire in mente sono tante e non spetta certo a me dirvi cosa fare o no, d’altronde ogni collega è dotato di creatività e invettiva.

a presto, la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro

6 modi per regolarsi (e regolare) col comportamento dei bambini

I bimbi, si sa, sono imprevedibili ed il loro modo primario di comunicare è, come gli animali, il comportamento. Capita, specialmente ad alcuni di loro, che le emozioni escano quando le parole non riescono. Sono incappata, per caso, in un articolo che suggerisce sei modi per per regolarsi, e regolare, il comportamento dei bambini. Se è vero che il comportamento è un qualcosa di fluido e non certo rigido come l’acqua, è anche vero che per navigare ci sono comunque regole, trucchi, strattagemmi per sopravvivere alle condizioni più difficili nelle intemperie. Vediamo quali sono secondo Viv Trask-Hall, ex dirigente scolastica e formatrice presso la Thrive Approach (organizzazione specializzata in educazione professionale per il supporto e lo sviluppo sociale ed emotivo dei bambini)

CONCENTRARSI SULLE EMOZIONI

Il comportamento, come detto, è un modo per comunicare necessità insoddisfatte. Il comportamento stesso lo conosciamo, ma cosa ha portato il bambino a quello? Proviamo a cercare di identificarne le ragioni. Pensiamo allo scenario e domandiamoci cosa è successo, come abbiamo risposto, perché, che emozioni ha scatenato in noi per spingerci a rispondere in un modo invece di un altro. Concentriamoci insomma sulle emozioni nascoste.

PRENDITI UNA PAUSA

Riflettere sulle proprie emozioni aiuta la consapevolezza della propria risposta agli incidenti comportamentali e questo aiuta a regolarsi con i bambini. Prenditi una pausa per riflettere, scrivi se ti aiuta, su cosa ti ha fatto arrivare ad infiammarti così tanto. Sei in classe e vuoi risolvere nell’immediato? Prenditi la pausa facendo un profondo respiro ancora prima di reagire o rispondere, un respiro bello profondo. Non si parla in questo caso di 5 minuti, bastano pochi secondi. Evitare di rispondere subito, o come dicono alcuni, contare fino a 10, permette di dare una risposta più ragionata e consapevole aumentando la probabilità di disinnescare la bomba.

ATTENZIONE AL LINGUAGGIO

Alle volte, e qui faccio ammenda perché incappo nell’errore pure io, ci viene da usare l’ironia, ma non sempre è corretta e non sempre viene compresa o apprezzata. Pensavo ingenuamente fosse perché i bambini a volte sono molto permalosi, ma pensiamoci bene, non ci arrabbiamo ancor di più quando ci dicono “oh ma hai le tue cose” o ridono, oppure sottovalutano la nostra emozione? Adottare un linguaggio maggiormente volto alla comprensione aiuta decisamente di più perché il bambino comincia a pensare che lo vuoi capire, non lo stai giudicando. Quindi se si arrabbia meglio un “So che sei arrabbiato” per cominciare a stabilire un dialogo.

FAI IN MODO CHE LE ROUTINE CONTINO

Le routine fanno parte della nostra esistenza, da adulti a volte ci sentiamo imprigionati in esse, ma quando poi le cambiamo per una vacanza…tornare a queste abitudini è rassicurante. Per un bambino questo è amplificato! Le abitudini giocano un ruolo importante nel comportamento. I bambini si sentono più sicuri quando possono prevedere quello che gli accadrà attorno. Via libera a cartelloni con la scansione oraria delle materie per prevenire stress e ansia.

LE PAROLE NON SONO SEMPRE SUFFICIENTI

Creatività e gioco sono le vie preferenziali di espressione di sé, più che le parole. I bambini che manifestano disagio attraverso il comportamento faticano ad esprimere a parole quello che provano. I bambini faticano ad esprimere a parole ciò che provano perché non hanno un vocabolario ampio quanto un adulto, pertanto per aiutarlo ad esprimere le proprie emozioni viriamo su giochi di costruzione, sessioni di arte etc. Per alcuni può sembrare un premio per i bambini che non hanno imparato a stare in classe. Secondo Viv-Trask-Hall è esattamente l’opposto perché può aiutare a cambiare rapidamente comportamento e permettere agli studenti di essere pronti a imparare e più velocemente. Ammetto che su quest’ultima parte sono anche io restia a considerarla valida ma…proverò (o provate anche voi).

SINTONIZZARSI

Ammettiamolo, abbiamo lesson plans, registro, firma, programmazione, schede da fare e da valutare, bollette da pagare, magari abbiamo litigato col marito/moglie o altro. Capita che siamo presenti fisicamente ma non mentalmente e tantomeno emotivamente. Non dobbiamo sentirci in colpa per questo, siamo umani, ma una volta che l’alunno/a ti pianta la bomba in classe dobbiamo resistere alla tentazione di lasciarci andare ad una reazione emotiva, o “di pancia” come diremmo, e fermarci, respirare e rispondere mantenendo la calma? Difficile? Forse agli inizi si. Devi tornare nel presente, nel qui e ora e sintonizzarti con il bambino.

Il bambino in questione può sentirsi arrabbiato, disgustato o frustrato ma, qualunque sia la sua emozione, assicurati di concentrarti sui sentimenti che guidano il comportamento e che sappia che li stai prendendo in considerazione. 

Bene, dopo aver illustrato questi sei punti, siamo ad un bivio: provare ad applicarli oppure continuare come abbiamo sempre fatto. Nessuno ovviamente ci obbliga a seguire questi consigli, ma ritengo tuttavia che possano essere utili e personalmente credo che proverò. Come mi ricordò la dirigente scolastica il giorno della fine del mio anno di prova, l’elemento fondamentale e imprescindibile per l’insegnamento è la flessibilità, e onestamente, più vado avanti, più apprendo, più capisco di non saper nulla e dover apprendere ancora tantissime cose.

A presto

la vostra

Maestra Imperfetta (ma se fossi perfetta non avrei stimoli)

Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro, opinionibus

Che insegnante vuoi essere?

No, non propongo un test da giornaletto o rotocalco anche se divertono pure me in fondo, ma è una domanda che mi sono posta appena messo piede in classe, davanti a quegli occhietti che mi guardavano curiosi, ansiosi, preoccupati forse e speranzosi.

Che insegnante voglio essere? Quella severa stile Rottermaier che fa tremare e calare il silenzio con la sua sola presenza? A volte vorrei ammetto, non mi dispiacerebbe avere almeno un minuto solo di silenzio.

Magari vorrei essere quella specie di zuccherosissima ex suorina di “tutti insieme appassionatamente”? Quella tutta sorrisi che convince anche i bimbi più reticenti a fidarsi e cantare canzoncine stupide vestendosi in modi improponibili con le tende di casa? Non credo potrei. Non so suonare la chitarra, non so comporre e la macchina da cucire mi guarda e comanda lei.

Qui, mentre spiego scienze ad una classe terza!

Magari vuoi essere come Mary Poppins che con un poco di zucchero gli fai andar giù anche matematica, inglese e altre materie che proprio non sopportano. Praticamente perfetta sotto ogni aspetto, canta, balla, adoratissima da tutti e che quando rimprovera i bambini, questi se ne stanno e nemmeno piangono. Mettiamoci anche il potere di farli mettere in ordine senza dover alzare un dito dai e con la capacità di far capire ai genitori che devono occuparsi loro per primi dell’educazione, ma con una grazia tale che i genitori non si offendono, ma li portano a far volare aquiloni. Nemmeno lei potrei mai essere, anche se mi piacerebbe avere la sua voce e i suoi poteri.

Finora ho scherzato, chiaramente, ma come sempre ritengo che la giusta via stia nel mezzo. In realtà ritengo gli stereotipi utili solamente nella narrazione, ma la realtà è sempre più sfumata, complessa, e in ballo entrano anche le nostre emozioni, i vissuti, le nostre figure di riferimento cui, più o meno consapevolmente, siamo influenzati nel nostro agire didattico ed educativo.

Tra buoni propositi (che in quanto propositi non è detto che realizzerò…come la dieta insomma) e riflessioni, e qualche articolo di giornale tecnico in lingua inglese (cosa dico sempre?) ecco 5 spunti di riflessione.

PRENDITI TEMPO

Per riflettere ovviamente! Al termine di ogni giornata bastano 2, 3 o 5 minuti, ma se vuoi prenditene di più, per elaborare quello che è successo, le crisi in classe, momenti belli e momenti meno belli. Se vuoi scrivi, annota su un quaderno o un diario (i paperblanks hanno delle copertine stupende ma costano) in modo discorsivo o schematico. Scrivere sicuramente aiuta ad elaborare i vissuti e guardarsi poi da un punto di vista esterno quando si rilegge dopo qualche tempo, ma non è obbligatorio.

CONFIDA IN UN/A AMICO/A

I colleghi non devono essere per forza amici, ma se capita di instaurare un bel rapporto di amicizia con qualcuno…approfittane. Condividi le incertezze, domanda, confrontati, scambia idee, pareri e opinioni. Nessun uomo è un’isola (John Donne) e noi docenti siamo prima di tutto essere umani!

SII PIU GIANO

Giano Bifronte, la divinità romana che aveva due facce. In realtà non si parla certo di essere falsi, ipocriti e altre amenità che potrebbero venir in mente se si ragiona di pancia. In questo caso essere Giano significa avere uno sguardo alle spalle e uno davanti, tenere d’occhio sia il passato che il futuro. Guardare al passato però non significa guardar solo gli errori commessi (e si, li abbiamo commessi tutti, anche quando pensavamo di non averlo fatto) ma anche quello che di buono abbiamo fatto.

Insomma, prendiamo quello che di buono e di cattivo abbiamo nel passato per prevenire e costruire su solide fondamenta il futuro. Vale in classe come nella nostra vita privata.

FAI IL CRICETO…SULLA RUOTA

Lo so, siamo già criceti sulla ruota, corriamo tra mille acronimi burocratici e ci sembra di non muoverci di un millimetro. Ci si mette pure la politica e la società con certi qualunquismi avvilenti. No, qui non si tratta di questo ma di continuare a muoversi sempre in avanti, non fermarsi, cercare sempre di migliorare. Ricordate che Dalì stesso disse “è inutile che cerchi la perfezione, non la raggiungerai mai”, ed aveva ragione, però è anche vero che c’è un detto che recita “Punta alla luna, male che vada colpirai una stella”.

DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO

E già è musichetta di “via col vento”.

Sembra una sciocchezza, ma è vero!

Siamo immersi nella routine e la routine a volte la sentiamo soffocante. Facciamo sempre le stesse cose, colazione a casa o nello stesso bar, prendiamo sempre lo stesso cornetto o gli stessi biscotti, facciamo sempre lo stesso percorso per andare a lavorare. Prova ogni tanto a spezzare il ritmo, a fare qualcosa di diverso! Cambia strada, fai colazione al bar invece che a casa o cambia bar. Prova la brioche al pistacchio invece di quella vuota (non sarà un giorno a rovinare la dieta). Prova ad ascoltare quella canzone che ti passa spotify o amazon music o altro che non hai mai voluto ascoltare. La vita è piena di sorprese, ma se non provi ogni tanto a cambiare non rischi di trovare quelle piacevoli. Prova ad uscire dagli schemi e, male che vada, avrai aneddoti da raccontare.

Bene, ho raccolto questi punti in un piccolo magazine tascabile (da stampare e piegare) se vi può far piacere. Liberissimi di non scaricarlo ovviamente, ma se volete qualcosa di cartaceo da tenere sempre con voi e rileggere ogni tanto, vi lascio il link per scaricarlo.

https://beacon.by/diariodiunamaestraimperfetta/n0

Per piegarlo, una volta stampato, seguite queste semplici istruzioni

Non fatevi spaventare, fatto una volta, è facilissimo e potreste fare dei libretti per i vostri bambini con un foglio da stampante.

Sono solo 5 spunti di riflessione o cinque regolette, prendetele come vi pare, seguitele tutte o solo una, due, tre, la vita è la vostra e a voi spetta la decisione, io mi limito solo a condividere idee, pensieri e vissuti e vi saluto. Al prossimo articolo

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro

Stampini home made

Quando vado dal negozio dei cinesi più o meno sotto casa, non riesco ad uscirne senza nulla in mano! Una vera tragedia…o no?

Ero andata con l’intento di prendere del materiale per fabbricarmi la pascalina (lo vedrete in un prossimo articolo…se riuscirò a costruirla), ma ecco che mi cade l’occhio, tra gufetti, letterine di legno e girasoli adesivi in peltro, su dei rettangoli di legno.

Giusto poco prima avevo adocchiato delle gomme da cancellare…detto fatto! Appena tornata a casa ho preso cutter, pirografo, matita e compasso da1€ utile quanto i saldi per le taglie medie o superiori…praticamente inutilizzabile, e mi sono messa al lavoro.

Piccola premessa! Avevo già dei timbrini ad emoticon ma con l’uso frequente si sono rovinati, per cui ho deciso di fare da me, sarà meno perfetto il risultato, ma è altrettanto soddisfacente, forse anche di più perché fatto da noi.

Occorrente:

  • 4 pezzetti di legno rettangolare o quadrato, non troppo grandi
  • una gomma bianca di media grandezza (non prendete quelle piccole)
  • matita (io preferisco quella tecnica, mi consente maggiore precisione sui disegni piccoli)
  • cutter
  • colla a caldo
  • inchiostro e cuscinetto

Il pirografo in realtà è facoltativo, io ce l’ho e quindi l’ho usato, ma si può fare anche con un banale pennarello da Cd.

PROCEDIMENTO

Prendete la gomma e levatele il vestitino di carta.

tagliate la gomma in due parti.

Una volta tagliata la gomma in due, taglia le due parti ottenute a metà, così da ottenere quattro pezzi di gomma.

Adesso abbiamo i quattro pezzi che ci servono per fare quattro timbri per gli emoticon.

Si sa che i bambini vanno matti per queste cose, e paradossalmente non serve che siano comprate e perfette, se ci si fa aiutare da loro è anche meglio. Ma continuiamo!

Ho disegnato gli smile sui pezzi di legno e sulle gomme usando la matita.

Non è venuto forse perfetto, ma il compasso non mi funzionava quindi, pazienza, si fa di necessità virtù.

Adesso che gli smile sono disegnati, provvediamo ad usare il cutter per levare i bordi, gli occhi e l’interno della bocca. Dobbiamo ricordare che quello che leviamo è quello che risalta nel timbro perché non prende inchiostro.

Gli occhi non sono facili, ma con un poco di impegno non sono impossibili, anche se a stella. Se non volete a stella si possono fare a cerchio oppure ovale, come si preferisce.

Rifinite i bordi con il cutter facendo attenzione a non tagliarvi, mi raccomando.

Sui pezzi di legno disegnate gli smile che avete disegnato sulla gomma, ad ogni pezzo di legno deve corrispondere un solo smile. Chi ha il pirografo, può incidere sul legno lo smile, diversamente si può usare un pennarello per materiali o per cd.

Cliccando sull’immagine del prodotto andrete direttamente al link di Amazon dove acquistarli. Si trovano comunque anche negli ipermercati e nelle cartolerie.

Io ho usato il pirografo per incidere ed il risultato mi sembra anche carino se pure decisamente poco professionale (si può fare di meglio). Oggi però non ci concentriamo tanto sul prodotto finale quanto sul procedimento, sono sicura che voi farete meglio.

Adesso che abbiamo disegnato/inciso e tagliuzzato la gomma come non facevamo dai tempi delle medie/superiori (ai miei tempi si chiamavano medie), procediamo con l’assemblaggio. Prendete un foglio di carta acetata o carta da forno se preferite, qualsiasi cosa purché non sia stoffa o altro materiale che la colla a caldo possa rovinare.

Mettete la pistola a caldo in carica e, una volta ben calda la colla, mettete della colla a caldo sul retro di una delle gomme con gli smile per poi incollarla al retro del legno con lo smile corrispondente. Cercate di incollare in modo che gli smile siano “dritti” ossia orientati allo stesso modo o quando poi userete gli stampini rischiate di confondervi.

La parte incisa deve andare sotto, ma orientata all’esterno, mentre la parte non incisa andrà incollata al lato non disegnato del legnetto, come da immagine.

Aspettate qualche secondo perché la colla a caldo asciughi e fate giusto qualche prova.

Ecco pronti i timbrini per far divertire i bambini, gratificarli o altro. Si può fare lo stesso procedimento anche con altre forme ovviamente, a estro del singolo.

Se li fate per conto vostro sono facili e veloci, io ci ho messo un’ora e mezza circa (per via del pirografo).

Si possono comprare anche inchiostri colorati per rendere più allegro usare gli stampini, o potete fare con le gomme le lettere dell’alfabeto. Le idee sono tante, ci vuol solo tempo, materiale e pazienza.

Alla prossima attività

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, tecnochicche

Je compris…

No, non parlo francese, l’ho già detto nel post dell’11 Giugno “Partir c’est mourir un peu” ma non è colpa mia se, oltre ad essere elegante ed ispirare le romantiche e bohemien atmosfere parigine di Mont Matre, questa lingua ispira anche il nome di un’app didattica.

Ed è proprio questa, cari e care insegnanti, che vi presento un’app totalmente gratuita (si si, ho detto gratuita, mica poco) e sicura promossa e pubblicizzata da “le alternative”, canale telegram seguito dal mio compagno che cerca sempre alternative tecnologiche valide alle più comuni app e software che agiscono senza prendere dati o violare la privacy, cosa che nella scuola è argomento delicatissimo e le bucce di banana le trovi anche se stai attento (anche perché spesso non ti vengono date alternative appunto).

icona del gioco su Android.

L’app si chiama Gcompris, che ricorda appunto, e non a caso, il francese Je compris, che in francese significa appunto “io capisco” o “io ho capito”, correggetemi se sbaglio. L’app è pensata principalmente per Linus, ma gira anche su Windows, android e mi dicono anche IOS, quindi la si può utilizzare su monitor Promethean (che gira su android) e su monitor touch.

Onestamente finora l’ho provata solo sul mio smartphone e sul pc, ma adesso la proverò anche su tablet. Ma cominciamo con la presentazione di questa meravigliosa risorsa.

Prezzo: gratis, a meno che non vogliate donare qualcosa, ma a vostra volontà, non è obbligatorio. Io onestamente qualcosa verserò.

Target: dai 2 ai 10 anni. Pensata per bambini dall’infanzia fino alla fine della Primaria. Meglio di così…ottima sia per genitori che vogliono star tranquilli piazzando il bimbo davanti al tablet senza sentirsi in colpa, sia per insegnanti che cercando nuovi modi coinvolgenti per interessare i bambini.

Appena scaricato il gioco chiede se si vogliono scaricare contenuti aggiuntivi…nel dubbio l’ho fatto.

Apriamo l’app e la schermata che appare è semplice, graficamente parlando, ma accattivante.

Ogni animale corrisponde ad un gruppo di giochi divisi per argomenti e materie. Il gattino contiene giochi che aiutano il bambino a prendere dimestichezza con tastiera e mouse quindi per questo gruppo meglio il pc. Usare tastiera e mouse sarà per loro utile per imparare a scrivere ma anche a muoversi all’interno di uno spazio definito coordinando il movimento della mano con l’effetto visivo. Non è così scontato come saremmo portati a credere. Un giochino molto carino li aiuta poi a capire dove si trovano le lettere nella tastiera. Tenete presente che se anche alla primaria potrebbe non esser richiesta la tesina scritta al pc, alle secondarie invece viene richiesta eccome, ancor più che si diffonde l’uso di libri digitali, chromebook e tesine in pdf (con notevole risparmio di carta, che male non fa).

Passiamo al Pinguino, con i suoi ingranaggi, egli vuole amabilmente rappresentare i giochini di logica e coding, ma anche arti figurative e musica.

Nei giochini di logica direi che tutto è molto carino, le “luci spente” ammetto hanno fatto impazzire pure la sottoscritta. Non posso negare che mi sono divertita a sperimentare anche le attività della ferrovia, un memory game piuttosto semplice per noi adulti…ma per un bimbo?

Nelle arti figurative purtroppo per ora ci sono solo due giochini, trova i dettagli e assembla il rompicapo. Trova i dettagli lo reputo interessante perché spinge a osservare bene il quadro, cosa che a volte nemmeno gli adulti fanno. Assembla il rompicapo invece chiede di comporre dei quadri famosi, praticamente un puzzle digitale.

Musica: E qui abbiamo più giochi, almeno 9 tra cui “riproduci il ritmo”, melodia, memoria uditiva, strumenti musicali…insomma è molto completo e viene in aiuto a chi insegna musica senza aver mai messo le mani su uno strumento, ma ne ha comunque un’infarinatura generale. Averlo avuto gli anni passati sarei forse impazzita di meno ad inventarmi qualcosa.

Ora passiamo al Maialino che contiene le tematiche “esperimento” , “storia” e “Geografia”. Storia non è molto ricco, ha solo cinque giochini, adatti forse ai bimbi dall’infanzia fino al secondo anno di primaria, possiamo tirare forse fino al terzo dai. Geografia contiene solo tre giochini, ma a mio parere validi ed “esplora i monumenti” può essere considerato trasversale con arte, volendo.

Esperimento è la tematica più interessante a mio parere dal momento che vi si trovano molti giochi9 che spaziano dalla geografia all’arte, dalla tecnologia alle scienze, affrontando anche temi complessi come l’elettricità analogica e digitale in maniera giocosa e divertente.

Menzione speciale sono “miscela i colori della pittura” e “miscela i colori della luce”. I giochini, insieme, fanno capire che luce e colori in pittura non si mescolano allo stesso modo perché non funzionano allo stesso modo.

Sono giochini molto interessanti e, secondo me, fatti in classe prima di iniziare un argomento, sono di aiuto per far provare i bambini a ricavarsi la regola…anche se per alcuni di essi è bene leggere la spiegazione introduttiva.

Non ho ancora pilotato il sottomarino, ma proverò nei prossimi giorni.

Il Dinosauro, o lucertola…o coccodrillo… insomma quello che è, contiene 11 giochi tra cui labirinti, giochi di osservazione, memory, disegno, programmazione etc.

La pecora, con i numeri, contiene giochi raggruppati in tre tematiche principali: numerazione, aritmetica e Unità di misure. Credo abbiano messo la pecora perché si usa dire che per dormire bisogna contarle…credo.

La pecora contiene anche, nell’unità di misure, dei giochi per pagare in euro, per dare il resto includendo i centesimi e per imparare l’orologio. Poco ma sicuro che li userò.

In tutto sono 48 giochini. Tra questi a mio parere sono molo utili, per bambini dell’infanzia e della prima, e per bambini DSA “disegna i numeri” e “conta gli oggetti”. Il gioco di memoria di parole e numeri può essere utile specialmente in prima e in seconda. Insomma alla fine sta a voi insegnanti decidere, ma tra questi giochi non posso escludere possano essercene di molto utili per DSA. Ovviamente ritengo sempre opportuno vadano fatti con la guida di un insegnante per monitorare e controllare che non si vada “per tentativi ed errori” e basta, ma che si provi a ragionarci sopra.

Arriviamo al Panda! Il panda ha due pezzi un puzzle nelle zampe e contiene 8 giochi rompicapo tra cui il tangram e, cosa che sembra sciocca ma non è, “trova la tua mano destra e sinistra”. Altri giochi interessanti sono “Costruisci lo stesso modello”, che spinge all’osservazione attenta e attiva, e riproduci l’immagine mostrata.

Chiaramente io vi indico solo alcuni giochi, ma voi potete provarli tutti e ritenere utili altri. Non dobbiamo avere le medesime opinioni e non abbiamo le stesse esperienze, pertanto reputo che la cosa migliore sia provarli e poi decidere in base alla classe che si ha, o al figlio che ci si ritrova.

Andiamo alla mucca, cui è stato affidato l’italiano.

Non ho capito bene perché alla mucca proprio l’Italiano, ma è un animale che mi sta simpatico ed in effetti col suo latte nutre il proprio vitello ma anche i nostri bimbi…è inclusiva volente o nolente (direi inconsapevolmente). La muuuucca contiene in tutto 25 giochi suddivisi per aree tematiche: lettere, parole e glossario.

Nelle lettere, vedete nell’immagine a fianco, ci sono giochini molto carini anche per il braille. Non ho ancora provato quel gioco, ma trovo carino che ci sia anche per sensibilizzare i bambini al tema delle disabilità.

Nella sezione Parole ci sono esercizi di lettura orizzontale, verticale, dare un nome alle immagini, orientamento delle frasi e il sempreverde gioco dell’impiccato. Adorato dai bambini!

Nella sezione Glossario invece abbiamo giochini per arricchire il proprio vocabolario, dai colori alle categorizzazioni fino agli elementi corrispondenti (che su app però non funzionano molto bene).

La Rana non ha tematiche ma possiede 15 giochini famosi e non in cui i bimbi si possono cimentare. dal tris al forza 4, da mastermind a dama fino agli scacchi. Difficile? Non troppo.

Per ogni giochino c’è in basso il punto interrogativo che viene in aiuto. Basta cliccarci sopra e apparirà la spiegazione, ossia le istruzioni del giochino. Per gli scacchi forse è un tantino complesso e sono adatti ad una quarta o quinta primaria, ma a dama ci giocavano già in terza i nostri bimbi.

A tris, nemmeno a dirlo, i miei alunni ci giocavano già dalla prima, sprecando non so quanti fogli per fare sti tris (perché usavano un foglio A4 per un singolo tris).

Arriviamo all’ultima icona, ossia la lente di ingrandimento, che nel gergo iconico informatico significa : cerca.

Andando sull’icona appaiono tutti i giochi di tutti gli animali e ci basterà scorrere oppure scrivere il gioco che ci interessa.

L’icona della casetta che troviamo ad ogni gioco ci riporta alla schermata principale. Le icone, sempre in basso, delle freccette col numero in mezzo, ci permettono di adattare la difficoltà all’età dei nostri bambini. Possiamo decidere di partire dall’1 per poi lasciare che cresca automaticamente la difficoltà man mano che risolvono, oppure impostarla noi .Attenzione, alcuni esercizi hanno solo 6 o 7 livelli mentre altri più di 10, conviene controllarli magari, specie se volete farli fare in classe.

Se volete tarare sulla classe e sugli argomenti potete andare sull’icona viola con i punti e rigo bianchi. Appariranno gli argomenti contenuti e da lì potete selezionare solo quelli che vi interessano.

I vostri bambini vanno in primaria? Benissimo, potete impostare il target delle attività in base alle fasce d’età. Andate sull’icona azzurra con la chiave inglese in basso, nella schermata principale, e vi appare il menù di opzioni tra le quali, in fondo, il filtro di difficoltà.

1, 2 o 3 stelle gialle – dai 2 ai 6 anni

1, 2 o 3 stelle rosse – dai 7 anni in su

Impostate ed avrete meno preoccupazioni che gli esercizi siano troppo facili per la sua/loro età.

Questa simpatica app ha il pregio di una grafica molto semplice a fronte però di esercizi interessanti ed accattivanti e, a mio parere, se correttamente integrata, rappresenta un ottimo strumento per coinvolgere ed invogliare la classe a divertirsi manipolando gli elementi delle varie materie. Di certo la utilizzerò in classe come potenziamento. Tutti gli esercizi sono utili, a mio parere, alcuni mi sono piaciuti più di altri, ma non è detto che per questo siano più validi di quelli che voi riterrete più utili.

Unica pecca, tuttavia comprensibile, è che alcuni esercizi sono più fattibili con pc che su tablet, ma alla fine son pochi e si può chiudere un occhio.

Con questo articolo vi auguro un buon inizio anno scolastico a tutti e spero che con questa app i bambini di tutti impareranno ad amare di più anche certe materie considerate difficili.

Buon anno scolastico

la vostra

Maestra Imperfetta