Pubblicato in: diario di una maestra

GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA PER MAESTRI: LE ULTIME DUE SETTIMANE DI SCUOLA PRIMARIA

E siamo al 23 maggio…si comincia a vedere un pochino di pace all’orizzonte…si ok, ci sono ancora scrutini, collegio, riunioni varie e altre amenità ma in sostanza tutto sommato non ci saranno i bambini e questo permetterà di fare tutto con relativa calma.

Attenzione però, questo sarà tra due settimane, non prima, quindi tocca stringere i denti e resistere questi ultimi giorni in cui l’elettroencefalogramma dei bambini (e dei docenti) è più piatto del mare calmo di agosto e non ti seguono nemmeno più (ma in fondo nemmeno tu ne hai così voglia). Non so se vi capita ma a me succede come quando mi scappa terribilmente ed entro in casa…non sono ancora in bagno ma è proprio al varcare della soglia che sembra non farcela più, anche se prima di aprire la porta te la tenevi egregiamente mostrando un allenamento della vescica da campione olimpico.

A me capita nell’ordine: spettacolino di fine anno delle terze e pizzata di classe con la rumorosissima quinta cui voglio bene certo, ma quanto chiasso generano!

Come sopravvivere a queste ultime due settimane?

C’è chi stoicamente avanza fino a scrollare stremato al termine del 10 giugno (ammirevole ma non riesco) e chi invece trova un modo per barcamenarsi tra la stanchezza propria e degli alunni unita a barili di liquirizia per contrastare l’abbassamento di pressione dovuto al caldo afoso delle aule (e volete farci stare anche Luglio? Installate condizionatori grazie).

A questo punto dell’anno, la programmazione didattica è un ricordo lontano quanto la vostra ultima notte di sonno tranquillo. È il momento perfetto per tirare fuori dal cilindro quelle attività che avete tenuto in serbo per questi momenti di disperazione:

Film “educativi”: “Oggi analizzeremo le emozioni guardando Inside Out” (mentre voi completate freneticamente le valutazioni finali).

Laboratori artistici: Niente calma dei bambini come farli disegnare. “Creiamo un ricordo dell’anno scolastico!” (traduzione: 45 minuti per finire di correggere gli ultimi test mentre loro pasticciano con colori e colla).

La lezione all’aperto (valido solo se la scuola ha un giardino): In giardino a “osservare la natura” (leggasi: far correre i bambini finché non esauriscono un po’ di quella infinita energia).

Nelle ultime due settimane, i genitori si risvegliano improvvisamente dal loro letargo annuale:

  • Il genitore con la richiesta impossibile: “So che domani è l’ultimo giorno, ma potrebbe preparare un piano di recupero personalizzato di 50 pagine per l’estate?”
  • Il genitore preoccupato per il futuro: “Pensa che mio figlio sia pronto per diventare neurochirurgo? Ha solo 7 anni ma vorrei iniziare a prepararlo.”
  • Il genitore portatore di regali: L’unico che merita il paradiso. Accettate quel vassoio di biscotti fatti in casa con la gratitudine di chi non ha avuto tempo di pranzare negli ultimi tre giorni e divoratelo come se non mangiaste da mesi.
  • Il sorriso congelato: Mantenete un’espressione cordiale mentre dentro ripetete il mantra “mancano solo X giorni”.
  • La risposta programmata: “Che idea interessante! Cercherò qualcosa al caso suo e le farò sapere (un ghosting educato).
  • La tecnica della delega educativa: “Questo sarebbe un ottimo progetto da fare insieme durante l’estate! Perché non ne approfittate per fare attività in famiglia?”

Nessun maestro/a dovrebbe affrontare le ultime due settimane senza:

  • Scorta segreta di cioccolato: Nascosta in un posto che nemmeno il più abile dei vostri piccoli investigatori saprebbe trovare.
  • Salviette disinfettanti: Per quando un bambino vi informa candidamente che “non si sente tanto bene” dopo aver starnutito direttamente sul vostro pranzo.
  • Piano B, C, D ed E: Per quando la lezione pianificata dura 10 minuti invece dei 60 previsti perché i bambini hanno l’attenzione di un cucciolo alla vista di uno scoiattolo. Non preoccupatevi, alla peggio cartone animato su you tube kids in inglese che tanto siamo all’ultimo.
  • Una scusa pronta per le colleghe: “Mi dispiace, devo proprio andare a… controllare una cosa urgente in… biblioteca” (mentre vi dirigete rapidamente verso l’unico bagno dove nessuno vi troverà per 5 minuti di pace).

L’apocalisse dei quaderni, libri e lavoretti da restituire:

  • L’approccio “archeologia scolastica”: “Oggi esploreremo cosa c’è nei nostri banchi!” (traduzione: per favore, svuotate quei banchi prima che dobbiamo chiamare la protezione civile).
  • La tecnica “è un regalo”: Qualsiasi cosa non identificabile prodotta durante l’anno diventa improvvisamente “un progetto artistico da portare a casa”. Quei 12 fogli accartocciati? Un’innovativa “scultura di carta”. Quella cosa appiccicosa in fondo al banco? “Arte concettuale contemporanea”.
  • La borsa misteriosa: Preparate grandi sacchetti con il nome di ciascun bambino. Tutto ciò che trovate finisce nel sacchetto corrispondente senza fare domande. I genitori se ne occuperanno (o più probabilmente butteranno tutto appena voltato l’angolo).

Non ne avete voglia? Nessun problema, nessuno ve ne fa una colpa, alla peggio si gioca a pulire la classe e così li si sfrutta per dare loro una bella lezione e al contempo rispariarvi mal di schiena (e scusate se è poco).

Cari maestri esausti, ricordate: mancano solo 14 giorni, 336 ore, 20.160 minuti… ma chi sta contando?

E quando tutto sembra perduto, quando l’ennesimo bambino vi chiederà “Maestra, ma domani dobbiamo venire a scuola?”, chiudete gli occhi e visualizzate: voi, una spiaggia, un libro che non sia un sussidiario, e la dolce consapevolezza che per due meravigliosi mesi non dovrete sentire la frase “Maestra, Luca mi ha tirato i capelli!” o, se non vi piace il mare potete immaginare la montagna o una città d’arte…io di solito visualizzo un capibara sotto una fontanella.

Resistete. L’estate è alle porte, e insieme ad essa, la vostra sanità mentale.


Questo articolo è stato scritto da una maestra sopravvissuta. Qualsiasi somiglianza con situazioni reali non è casuale, è statisticamente inevitabile. Letto e approvato dal club segreto “Maestri al limite della sopportazione di fine maggio”.

A presto, la vostra solidale

Maestra Imperfetta

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Autore:

Sono una giovane maestra (giovane come anni di insegnamento, non come età...ma è relativo). Insegno arte, musica, inglese e tecnologia, ma non posso escludere che in futuro non mi trovi ad insegnare altro. Ho trovato nella scuola dove insegno colleghi simpatici e collaborativi, un ambiente famigliare e attivo che continua a fornire stimoli culturali cui attingo a piene mani. La mia gratitudine è a loro ed a tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado che hanno contribuito e contribuiscono, senza saperlo, a rendermi quella che ritengo di essere oggi...una maestra consapevole.

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