Pubblicato in: diario di una maestra, opinionibus

Il top di gamma…

Nell’ iscrivermi ad un master in un’università piuttosto prestigiosa, mi sono fermata a riflettere di fronte ai miei voti di laurea e di diploma.

Mentre rimuginavo su questi voti non proprio eccellenti, mi è tornata alla mente un’intervista del frontman dei Maneskin, Damiano, che con molta umiltà disse “già i miei voti non erano granché “.

Ammettiamolo, non siamo tutti il top di gamma, le Ferrari, o Lamborghini, o Porche o quel che si considera il top, dello studio, i geni indiscussi che eccellono in ogni cosa che fanno. Io sono mediocre in tal senso, nel significato più puro del termine, sono nella media, eppure…

Eppure ho passato un concorso per docenti molto selettivo, con l’orale con una commissione dalla fama di essere molto dura e di braccino corto con i voti (ma proprio per questo la soddisfazione è stata grande). Eppure mi son sentita dire che sono nata per fare la maestra, riscontrando un certo successo tra i bambini. Eppure ho la granitica convinzione che se voglio, e quindi se studio, posso. Quest’ultima, ammettiamolo, ripetendola sempre ai miei studenti, non posso non crederci.

Una Dirigente Scolastica mi disse che ha visto gente arrivare in cima alla graduatoria del concorso da DS e dimostrarsi pessimi dirigenti, mentre gente che era nella seconda metà si è rivelata efficiente ed efficace nel ruolo dirigenziale. I voti non stabiliscono chi siamo, non ci definiscono, e se non siamo mai stati il top di gamma non vuol dire che siamo poi così pessimi…magari siamo più pratici che teorici? Magari abbiamo altre competenze e altre risorse.

Ma il top di gamma cosa è? È colui/colei che ha sempre preso il massimo in ogni cosa in cui si è cimentato/a? E se fosse invece chi si applica, chi si impegna a migliorare giorno dopo giorno? O forse è chi sa adattarsi senza perdere ciò che si è, ma arricchendosi di nuove esperienze, imparando ad imparare? E’ lo studente obbediente oppure colui che sa ragionare ed agire efficacemente al momento opportuno?

Ascoltando le lezioni del Prof Rimini, dell’UniMi, sul Diritto Privato, mi ha colpito una sua osservazione sulla questione della memoria. Si può arrivare all’esame di Diritto ricordandosi ogni singola legge, ma trenta minuti dopo già si è dimenticato tutto ed è normalissimo, fisiologico. Quello che mi ha colpito, ed è la scoperta dell’acqua calda, è che la differenza la fa chi, nonostante abbia dimenticato le leggi, sa dove andare a recuperare questa o quell’altra legge in un arco di tempo di trenta secondi. E se il Top fosse proprio questo? Non ricordare, non sapere la lezione a memoria, non sapere nemmeno esattamente quanto fa nove per sei, ma sapere dove andare a reperire velocemente quell’informazione nel momento in cui se ne ha bisogno.

Insegnamo ai bambini che il voto/giudizio non li definisce, ma quando valutiamo noi stessi permettiamo che sia un numero, o un tot di risposte giuste, a stabilire la nostra bravura. Magari voi non lo fate, ma io si, cado nell’errore.

Quando guardo i miei alunni non vedo top di gamma o ultima ruota del carro, vedo solo bambini con caratteristiche è difficoltà diverse, da aiutare o da spronare magari, ma sempre e solo persone in divenire. Quando guardo me stessa invece vedo i miei voti, i giudizi, i fallimenti ed i successi (ho avuto anche quelli). Quando leggo sui giornali di risultati eccelsi di questo o quello, neolaureato con due lauree, che poi si scopre essere magistrale+specialistica in un tre per due come nei supermercati, massimo dei voti, bacio accademico e magari anche invito a cena dal Presidente della Repubblica, mi domando seriamente se sarà all’altezza. Mi direte che rosico, forse un poco si, ma è che quando esci dalla bolla protettiva degli studi, anche universitari, la realtà ti investe come un treno ad alta velocità, non puoi schivarla, ed è allora che esce ciò che sei davvero, ed il top di gamma diventa saper utilizzare ed attuare le tue competenze per svilupparne di nuove.

Il top di gamma, forse, sono tutti coloro che sanno uscire a testa alta dalle situazioni difficili, magari potendosi guardare ancora allo specchio. Ma forse questo è il delirio e l’auto assoluzione di una che non ha mai preso il massimo dei voti a scuola per un motivo o per l’altro, nonostante mi impegnassi al massimo. No, di Latino e Matematica un paio di volte ho preso il massimo, ma poi è cambiato professore ed i voti sono crollati…giusto per non illudermi troppo.

Probabilmente non supererò la selezione, non so, ma nel caso dovessi superarla continuerò a mettercela tutta, pur rimanendo sempre un passo o due indietro rispetto ai migliori, ma forse è meglio così, almeno posso imparare di più.

E per tutti i “mediocri” come me, consoliamoci, non è poi cosi male esserlo, non abbiamo il peso delle aspettative e possiamo quindi rendere di più.

Al prossimo articolo

La vostra

Maestra Imperfetta

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Autore:

Sono una giovane maestra (giovane come anni di insegnamento, non come età...ma è relativo). Insegno arte, musica, inglese e tecnologia, ma non posso escludere che in futuro non mi trovi ad insegnare altro. Ho trovato nella scuola dove insegno colleghi simpatici e collaborativi, un ambiente famigliare e attivo che continua a fornire stimoli culturali cui attingo a piene mani. La mia gratitudine è a loro ed a tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado che hanno contribuito e contribuiscono, senza saperlo, a rendermi quella che ritengo di essere oggi...una maestra consapevole.

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