Cari colleghi e colleghe, o colleghe e colleghi, insomma, un bel cari tutti coloro che mi seguono (se mi seguono ancora), inizia il nuovo anno si, quello scolastico 2025/26.
Dopo una bella e, diciamolo, meritatissima vacanza, son tornata carica di voglia di non fare nulla. Chi mi segue credo abbia imparato oramai che sono quella collega senza peli sulla lingua, anche se in questo caso dovrei dire sulle dita visto che scrivo…ma anche sulla lingua dal momento che mi sono lanciata anche nella produzione del Vlog.
Passati gli entusiasmi dei primi anni, ho capito come gira la scuola e, conscia che tanto la differenza di certo non la si può fare, che il middle management è sempre appannaggio di pochissimi e che devi sgomitare per avere un incarico, ed una volta dentro devi fare attenzione perché ci sono trame che nemmeno J.R.R. Martin poteva immaginare quando ha scritto “Il gioco dei troni”, mi limito a fare meglio che posso il mio lavoro (questo non implica che ne abbia sempre voglia, ma almeno l’impegno lo metto comunque). Sono al mio nono anno di ruolo a partire dal 1 Settembre, mi domando se festeggiare la mia prima decade il prossimo anno ma bisogna prima vedere se ci arrivo al 2026/27. In questi anni, grazie a voi, agli amici ed ai colleghi nonché agli studi per il master, ho appurato nuovamente la sconcertante verità che dalla letteratura si impara molto di più sull’animo umano che dai manuali specialistici e che, in fondo, Lev Tolstoj non aveva torto, pur senza studi di psicologia né master che ne accertasse le competenze, quando scriveva “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo” perché sono anni che mi dicono che la scuola è una grande famiglia, ogni Istituto Comprensivo e Superiori lo è ed ogni team è una famiglia a parte, microfamiglie nelle famiglie e tutte le realtà si assomigliano terribilmente.
Non sono le normative, le leggi o le ordinanze ministeriali, nemmeno i CCNL che tutti invocano ma pochi leggono, bensì è la complessità dell’animo umano e la varietà di traumi infantili o meno, caratteri e insicurezze (con relative modalità di nasconderle) che si incontrano e si scontrano a renderci sereni, infelici, incavolati o entusiasti e, ammettiamolo, saltiamo da un sentire all’altro anche in una sola ora durante l’anno scolastico.
Siamo tanti, siamo semplici e siamo complessi, abbiamo un bagaglio di stanchezza e disillusioni che va a scontrarsi alla velocità della luce con l’entusiasmo e un po’ di ragionevole e comprensibile, per non dire fisiologica, sicumera delle neolaureate fresche anche di concorso (ce l’avevo anche io da neolaureata). A ripensare alla me stessa di 9 anni fa mi viene da sorridere perché non avrei mai immaginato di arrivare alla disillusione e cinismo di oggi, anche se una buona dose di questo l’ho sempre avuta nel DNA, ma, come tutti i pensieri intrusivi che affollano le nostre menti più o meno sane, si impara ad accoglierli, accettarli perché in fondo anche loro, come i bimbi oppositivi, hanno solo bisogno di essere compresi per cambiare. Non critico le colleghe disilluse e nemmeno quelle entusiaste, per cui provo quasi una sincera invidia, non voglio nemmeno criticare ferocemente e ingiustamente i DS che, come ho potuto osservare, si trovano a barcamenarsi tra buropazzia, legislazione scolastica e faide interne di cui si trovano ad essere l’ago della bilancia. Come gli anni precedenti, o forse più di prima, rifletto e vi restituisco un’immagine della scuola italiana dal punto di vista personalissimo di una docente primaria che osserva solo per ragionare assieme su aspetti che emergono nel vissuto quotidiano dentro e fuori dalla scuola (Maestra anche lei fa la spesa qui? Come va mio figlio?) con ironia caustica, a tratti tagliente e volutamente provocatoria non per indignarvi ma per ridere di aspetti che riguardano tutti noi, anche quando non sono piacevoli. Perché lo faccio? Me lo sono chiesta anche io, ma alla fine penso che sia per non sentirmi isolata pedagogicamente e per condividere con voi le rotte che mi ritrovo a prendere in questo immenso oceano che è l’educazione/istruzione. Come diceva una mia ex DS la scuola ti mette a costante prova…emotiva.
Il blog cambia giorno di pubblicazione spostandosi a Martedì alle 9:00 a.m. (mi sembra strano ma proviamo a dar retta alle statistiche).
Buon inizio a tutti/e e che dire? Speriamo che ce la caviamo (anche questo anno)!
La vostra
Maestra Imperfetta