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Buone Feste

Che siano buone davvero!

Non starò a farvi la solita tiritera di quanto meritiamo queste vacanze, questo riposo, perché ovviamente PEI, PDP, GLO etc sono tutti concentrati tra Ottobre e Novembre (giusto per partire in quarta). Sappiamo già quanto è stressante senza dircelo.

Questo anno scolastico ha portato notevoli cambiamenti, e chi mi segue lo sa già, quali il cambiamento di scuola, di materie, di colleghe, di burocrazia e…rullo di tamburi…di salute. Convintissima di tutelarmi (e tutelare anche i miei cari) dal terribile Covid, mi son fatta la quarta dose prima di iniziare le lezioni…per avere poi due ricadute di influenza (solo influenza). Visto l’andazzo mi vien da pensare che se mi fossi vaccinata per l’influenza mi sarei presa la Covid con molta probabilità.

NUOVE MATERIE

Cambio materie…ebbene si, eccetto inglese e arte che mi sono rimaste appiccicate addosso come vongole allo scoglio, mi han dato anche matematica e scienze. Nuova sfida, ed io adoro le sfide, ma è faticoso! La fatica non è nei calcoli, sia chiaro, ma è la stessa che ho provato nell’insegnare arte e consiste nel tenere una prospettiva a due punti di fuga: il nostro da insegnanti e quello dei bambini. Chiamatemi romantica, o forse sciocca, o forse ingenua, ma una delle mie incrollabili certezze è che imparano meglio e di più se cerchiamo di ricordarci come vivevamo quelle stesse materie, e cerchiamo di immedesimarci in loro. Insomma cerchiamo di cambiare prospettiva…ed ecco che mi sono resa conto di un paio di problemi troppo difficili assegnati per le vacanze di natale…e mi stramaledico, mi affretto a comunicare alla rappresentante di non dannarsi se non riescono a farli, pazienza! Prima che possiate dire qualcosa…avevo 39 di febbre, e volevo aprirmi una terza narice tanto il naso era bloccato al punto da non farmi respirare, quando ho inviato i compiti.

COMPITI PER LE VACANZE

Puntuale come i “tre mesi di ferie” , ecco che arriva su tutte le testate, rigorosamente non occupantesi di scuola durante l’anno, la questione dei compiti per le vacanze.

Trovo fantastico come tutti siano pronti a sparare sentenze su cosa devono o non devono fare i docenti in questi periodi. Sono vacanze quindi sarebbe paradossale dare “compiti” per le vacanze. Come se noi adulti non avessimo compiti…come le scadenze lavorative per esempio. Non tutti i lavori, lo so, ma alcuni si.

Mi è sempre suonato come se andassi a dire al chirurgo che deve asportarmi l’appendice come deve operarmi, cosa deve fare.

A difesa di questa posizione c’è la convinzione, errata, che se i bambini lavorano bene in classe non hanno bisogno di “rinforzo” con esercizi a casa. Gli antichi romani lo avevano capito ben prima di noi con il loro “repetita iuvant”, le cose ripetute giovano, e come le fai ripetere se non attraverso l’esercizio? Non quello in classe che la maestra controlla subito e corregge immediatamente, ma da soli a casa, per mettere in pratica ciò che si è appreso a scuola. Senza esercizio puoi fargli fare i lavori più belli a scuola, ma dimenticano, e non perché non hanno lavorato in classe, ma perché la memoria si esercita anche così, ripetendo le medesime cose più volte. I detrattori dei compiti tanto troveranno comunque modo di dar torto a chi la pensa come me ovviamente pertanto non sprecherò altro tempo e lettere su questo blog, a meno che non ritengo ne valga la spesa. Su una cosa tuttavia devo spezzare una lancia a favore delle famiglie, non caricateli come muli di compiti. Uno, massimo due esercizi al giorno contando solo i giorni in cui non ci sarebbero feste (quindi 27-28-29 e 30 Dicembre e 2-3-4-5 Gennaio). Insomma compiti ok, ma senza esagerare come fanno certi colleghi.

FINALMENTE RIPOS…AH NO!

La legge di Murphy ci insegna che se qualcosa può andare storto, sicuramente lo farà, e se il periodo ci sembra roseo e vediamo solo riposo davanti a noi…sicuramente succederà il finimondo per cui ti sembrerà di riposare di più a scuola che a casa. Non è pessimismo, è realismo!

Scherzi a parte, tra panettoni, pandori, scleri natalizi da famiglia, ognuno con le proprie esigenze, si finisce sempre per arrivare al 26 Dicembre che nemmeno sembra di aver vissuto i giorni precedenti, ma fa parte del gioco.

Dal 27 si riprende con il preparare le lezioni e lo studio, perché questi sono i giorni migliori per ognuno di noi docenti per studiare per quel corso cui ci siamo iscritti o per documentarci. Nel mio caso si aggiungono anche corsi di disegno (non si finisce mai di imparare) e di cucito, altra passione che mi è costata studi ingegneristici, non scherzo, per usare la vecchia Necchi del 59 di mia suocera. Chissà che nel mentre non ci scappi qualche giornalino pieghevole da scaricare con altre perle di imperfezione che elargisco volentieri…nel frattempo, Buone feste davvero e ora chiudo e…al prossimo anno!

La Vostra

Maestra Imperfetta

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Esercizi per maestre (e non): 3- gelato!

Pomeriggio assolato, fa caldo, siete in spiaggia o al mare o a casa e magari tutti si fanno la pennichella del pomeriggio (due bolas..) ma voi sonno non ne avete proprio e non riuscite nemmeno a dormicchiare. Magari siete di quelli che, come il mio partner, se dormono di pomeriggio, si svegliano poi più incavolati che mai e pronti a prendersela col mondo intero.

Magari il caldo vi sta pure impedendo di leggere, ma succede e questo non deve farvi certo venire sensi di colpa.

C’è il quadernetto o sketchbook e la biro che vi guardano e vi invitano, perché no, a dedicargli due minuti. E allora apritelo e stavolta disegnamo…un gelato! Che sia confezionato o artigianale, in coppetta o cono, il gelato è il grande protagonista dell’estate. E non dite “ma io preferisco la granita” che altrimenti siete dei guastafeste.

Scherzo ovviamente, piace anche ma la granita, e questo non ci impedisce certo di disegnarla, lei e il gelato…anzi…i gelati.

Chiudiamo gli occhi e torniamo indietro all’ultimo gelato mangiato…era in vaschetta? Coppetta? Cono? Gelateria o preconfezionato? Il mio era del marchio Conad “sapori e idee”, al cioccolato di non so quale paese sudamericano o presunto tale, ma bello fondente (non mi pagano per questa pubblicità assolutamente indiretta) come piace a noi. Non ce l’ho davanti e non lo prenderò, ma lo disegnerò “a memoria”.

Provateci dai, non deve mica essere perfetto. Se poi vi sentite annoiati potete aggiungere qualche ombreggiatura, perché no.

Ora che ho disegnato il gelato assaggiato dal mio partner (per non sentirmi in colpa) voglio provare a disegnare un altro gelato che ho mangiato nei giorni scorsi. Il Nui con le noci Macadamia australiane e il caramello salato per esempio. Lo disegnerò nella stessa pagina del gelato della Conad, ma se volete potete farlo in un’altra pagina.

Io adoro il caramello salato, me ne sono innamorata nel mio primo viaggio in Normandia a Mont Saint Michel.

Non sapete come riempire quella pagina? Potete aggiungere disegni di coppette o coni, magari cercando di ricordare i gusti che avete gradito e scrivendo nome e indirizzo della gelateria dove l’avete presi (si, per quello potete usare google, tripadvisor etc.). Ovviamente, potete anche qui aggiungere dettagli scritti, il quaderno, così come lo sketchbook sono diari, e nessuno obbliga a scrivere e basta, potete benissimo anche solo disegnare o combinare entrambe le cose. Insomma, ricordate che potete colorare, non colorare, scrivere qualsiasi cosa che vi venga in mente, dall’ode al gelato al ricordo che vi rievoca, fino ad un banale scontrino incollato o il gusto del gelato.

Ho inserito il cono al cioccolato che vendono in una gelateria vicina a dove abito. Questa gelateria ha dei gusti particolari, tra cui la violetta o variegati vari, ma non trovi sempre gli stessi gusti.

Io in questa pagina digitale ho voluto aggiungere qualcosa che non ho ancora provato, ma mi piacerebbe un giorno assaggiare, ancor più che ho amici siciliani che me ne decantano il gusto e la somma soddisfazione. Abbiamo a Genova una gelateria, graniteria, cui onestamente agli inizi non avevo dato molto credito, ma al solito la storia mi ha mostrato che non ho alcun fiuto per gli affari (infatti faccio tutt’altro lavoro per fortuna). Sono bravissimi ed hanno passato anche il test Siculo d.o.p., ossia hanno superato l’assaggio dei miei amici di cui uno nato e cresciuto in Sicilia che mi ha garantito che la loro colazione sicula è proprio come farla giù. Si trova a Genova nella bellissima cornice di Spianata Castelletto, se ci volete fare un salto merita anche la meravigliosa vista.

Bene, spero che questo “viaggio” fresco nei ricordi vi abbia fatto riempire la pagina in modo soddisfacente. E ora che si sono svegliati tutti, chiudete tutti e andate a far due passi e magari, perché no, prendetevi un gelato o una granita.

Alla prossima

la vostra…

Maestra Imperfetta

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Pace…

Una parola molto bella ma spesso e volentieri ignorata, tirata fuori dagli armadi o dai bauli quando qualcosa ci risveglia le coscienze e, si badi bene, solo perché avviene vicino a noi.

Questo è un post cinico!

Non voglio fare la maestrina Pollyanna (che detta tra noi mi stava giusto un tantino antipatica) o Anna dai capelli rossi che vedeva o cercava il buono in tutti e tutto. Ora come ora rifletto solo sulla parola “Pace”, cantata e innalzata ad ogni scontro per poi esser messa nel baule o in qualche file nascosto nel pc, dimenticata per lo più.

Imagine all the people living life in peace…cantava John Lennon, ma diciamoci pure la verità, noi non siamo in grado di vivere in pace, non è nella natura umana. Se pure ci sono persone che la pace davvero la vogliono, è impossibile stabilirla senza alzar le armi in taluni casi. Quando c’era la pandemia alla massima espansione i bambini disegnavano arcobaleni e i genitori e maestre postavano sui social tali arcobaleni corredati con “andrà tutto bene”. Ora bambini e maestre andranno a riempire i social di “Pace”…riciclando gli arcobaleni e mettendoci pure una colomba che ne è simbolo.

Non faccio paternali a nessuno perché dovrei farle pure a me stessa andando ad essere precisi e corretti, e non critico bambini e maestri/e per i messaggi di pace lanciati sui social, d’altronde che si può fare? Possiamo condannare apertamente su ogni social quanto fatto e quanto si sta facendo, possiamo metterci bandierine dell’Ucraina nel profilo e convincerci che sia sufficiente, o possiamo donare anche solo poco, ma comunque mandare qualcosa alle organizzazioni che si occupano di aiutare militari e civili ucraini.

So che vi starete domandando…si ma come? E come posso essere sicuro che sia un’associazione che poi non fa nulla? Avete ragione. Il problema me lo sono posto pure io, ma la soluzione c’è ed è una lista di associazioni (con link relativo) che stanno raccogliendo e inviando aiuti e operano sul territorio. Queste associazioni, alcune famose ed internazionali, altre non famose e locali, sono state elencate nel sito di “Valigia Blu”

cliccate sulla foto se volete raggiungere l’elenco delle associazioni

Io non esorto e non insulto chi non vuole farlo, liberissimi di pensare “ma tanto quelli stan lì e io sto qua”, ma vi dico solo che Giovedì mattina, quando al risveglio ho sentito degli attacchi, ho immaginato cosa sarebbe stato per me un risveglio con rumore di bombe, confusione, urla, terra che trema e dover decidere in pochi istanti cosa portar via e dove rifugiarsi (e no, la metro è distante da dove sono io). Ho pensato cosa significa lasciare la casa, questa casa che ci siamo costruiti negli anni e che ci rappresenta, che è nido e porto sicuro in cui rifugiarsi quando fuori va male…e ritrovarsi senza di essa.

Ho immaginato cosa possa significare per me svegliarsi, scappare, rifugiarsi con i propri animali impazziti per la confusione e in panico, e non sapere come sta mia madre, come sta mia sorella e le bambine, mio cognato, i miei numerosi cugini…non sapere nulla e non aver modo di saperlo…e la fantasia viaggia in quei casi.

Ho immaginato tutto questo perché loro vivevano una vita che è simile alla mia, con lavoro, animali, famiglia e casa…e improvvisamente non hanno più nulla se non la loro vita…disposti a barattarla per cercare di riavere la libertà per il proprio paese.

Quando un bambino mi ha detto “maestra io voglio fare il soldato perché la guerra a me piace”…gli ho detto che ne rispetto l’opinione, ma era mio dovere, e l’ho fatto, farlo ragionare su come è facile parlare quando l’unica guerra che abbiamo conosciuto è quella nei videogiochi, dove in fondo spegni il pc e torni al pasto caldo e saporito, ai bisogni primari soddisfatti e non vivi nel terrore che tutto cambi in un istante.

Scusatemi se non sono allegra, non ci riesco

La vostra…no…oggi sono solo Francesca, non sono maestra, non ho nulla da insegnare, solo da imparare.

Se capite l’inglese potete andare direttamente al link cliccando sull’immagine
e decidere a chi donare.
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Muri di parole…da giocare

Sempre alla ricerca di nuove idee per divertire i bimbi (purché imparino) ecco che incappo in Wordwall, letteralmente “muro di parole”.

Tadaaaa ecco qua, andiamo ad iscriverci con Sign up to start creating. Mi registro al solito con gmail, per comodità, e mi appare questa schermata.

Clicco sul tasto “Create your first activity now e…l’imbarazzo della scelta. Ecco cosa possiamo fare e ora sarà da ridere, ed anche un poco da rodere.

Un esempio di attività che si può creare con questo programma lo trovare sul canale “app per prof” da cui, ammetto, prendo a man bassa per esplorare il mondo meraviglioso delle app che probabilmente mai riusciremo ad usare date le magagne delle scuole, ma sono ottimista e ci voglio credere. in questo brevissimo video vi viene illustrato dalla Prof.ssa Angelozzi come fare un quiz.

Io volevo provare il crucipuzzle perché ho visto che diverte molto i bambini, ma ho optato per la ruota della fortuna, altra attività che sembra divertirli molto, specialmente quando devo interrogarli.

Come seleziono “ruota della fortuna” mi si apre questa schermata

Benissimo, devo solo decidere la materia e i contenuti (una bazzecola vero?). Ebbene io insegno anche tecnologia e su questo verterà questa ruota della fortuna.

Ho inserito alcune parti del computer e creato così un elenco di domande. In classe, sulla LIM, riprodurrò la ruota e risponderanno alla domanda.

Per essere più infida posso mettere anche un timer per la risposta. Basta andare in basso e selezionare “cronometro”

Ho messo due minuti, ed è anche tanto onestamente visto che c’è una sola risposta e non è risposta aperta. In realtà il timer andrà avanti indipendentemente, e in tal caso potreste proporre per ogni bambino o per squadra la gara a quante domande riescono a rispondere in 2 minuti. Il cronometro si può comunque aggiustare.

Una volta fatto, andate avanti e selezionate dalla lista la classe cui è destinato, l’ordine e la materia e, infine, vi apparirà questa schermata.

Come vedete è condivisibile sui social ma…incredibile, anche su classroom. Comodo vero? Potete creare quiz e giochi calibrati sui vostri alunni. La ruota della fortuna la vedo molto più da attività in classe onestamente, ma ci sono tante altre attività fattibilissime individualmente per ripasso o altro. A vostro estro insomma.

Come sempre, consiglio caldamente di sperimentare, smanettare, provare da soli per conoscere lo strumento. Concettualmente non è molto differente da Learningapps se non giusto per l’interfaccia e pochissimi elementi.

Ah…la ruota che ho appena creato la trovate qui

Alla prossima scoperta tecnodidattica.

La vostra

Maestra Imperfetta

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Tavoletta grafica o display interattivo? (con carta del docente)

Da qualche tempo i colleghi mi chiedono delle tavolette grafiche. A cosa servono? Servono davvero? Sono utili? Come si usano? Quali comprare e quanto costano?

Prima di tutto la buona notizia è che si possono acquistare con la Carta del docente, ma non tutte. Al momento ho visto che è possibile acquistare solo le tavolette wacom, compatibili con Chromebook e con GSuite. La Wacom, azienda leader nel settore grafico, produce da sempre tavolette grafiche e display interattivi. Un viaggetto nel sito dell’azienda, da cui si possono acquistare direttamente i loro prodotti, illustra la vasta scelta, ma oggi mi concentro su tavoletta grafica e display interattivo.

TAVOLETTA GRAFICA

La tavoletta grafica consiste in una tavoletta da collegare a pc con usb (alcune oggigiorno si collegano anche via bluetooth, dotata di una penna apposita per scrivere su di essa. Solitamente ha una parte rigida e una copertina trasparente di silicone sotto la quale mettere foto o immagini da ricalcare. Ogni linea ricalcata o disegnata verrà riprodotta simultaneamente sul monitor.

I costi della tavoletta variano in base alle dimensioni, più piccole sono meno costa. L’unica avvertenza che devo dare è che per come funziona richiede un ulteriore sforzo cognitivo dal momento che non puoi guardare come si muove la mano, se guardi la mano non vedi che cosa stai facendo, mentre se guardi lo schermo non puoi guardare la mano…i primi tempi non è facile nemmeno per chi disegna da tempo. Insomma la coordinazione oculo manuale è tutto e scoprire alla veneranda età…adulta di doversi esercitare ancora potrebbe scoraggiare. Con qualche esercizio di copiatura ci si abitua in poco tempo.

Se volete una superficie ampia, un prodotto affidabile ad un prezzo più contenuto potete virare sulle tavolette della Trust (la mia ex tavoletta mi ha abbandonata dopo 15 anni di onorato servizio). Ne garantisco personalmente la durata, ma non mi pare siano acquistabili con carta del docente. Potete acquistarla qui

DISPLAY INTERATTIVO

Decisamente migliore ed immediato, ma anche più costoso, è il display interattivo. La Wacom ne offre per diverse fasce di prezzo. Il display interattivo altro non è che un monitor aggiuntivo con una superficie satinata che ti offre la sensazione di disegnare su carta, e vedi direttamente sullo schermo del display cosa stai facendo. Il tipo di display consente inoltre di evitare fastidiosi riflessi pertanto va benissimo in qualsiasi condizione di luce. Immaginate di essere in DaD e di aver bisogno di usare una lavagna…ebbene il display interattivo vi offre la possibilità di usarlo come una lavagna reale ma…è virtuale, ciò che scrivete lo vedono i vostri alunni e voi non dovete per forza guardare il monitor, ma potete guardare quello che sta facendo la vostra mano. La penna ha 8000 e passa livelli di pressione…non te ne accorgi nemmeno.

Anni fa questi display avevano dei prezzo proibitivi (sulle migliaia di euro) perché pensati per professionisti, ma forse il Covid, con lock down e DaD e quanto altro, ha suggerito all’azienda di abbassare i prezzi e convenzionarsi con le scuole. Se sei docente o studente puoi chiedere uno sconto sul prezzo se lo vuoi comprare dal sito della casa produttrice. Io l’ho acquistato con la Carta del Docente su Amazon.

AVVISO- il display interattivo non te lo puoi portare in giro e va usato esclusivamente attaccato al computer, non funziona autonomamente come un tablet. Non è un tablet.

VANTAGGI- Per chi vuole tenersi preparato alla DaD con una lavagna multimediale da casa e per chi, come la sottoscritta, ama fare le schede didattiche personalizzate, il display interattivo, combinato con determinati programmi gratuiti, o comunque a costi ridotti e accettabili, offre l’indiscutibile vantaggio di disegnare direttamente su pc saltando la procedura di disegno, cancellazione, disegno, ripassare in nero, scannerizzare, pulire le linee etc.

Esempio chiaro di come la si può usare in DaD

La Wacom offre tre mesi gratuiti con un software per disegnatori, ma se volete qualcosa di più semplice e gratuito potete virare su Inkscape (per le schede didattiche personalizzate), o usare Publisher di Office. Per usarlo come lavagna invece sappiate che la casa produttrice dichiara la compatibilità con Jamboard della GSuite e confermo quanto dichiarato (l’ho provata).

A questo punto l’unica differenza sono le dimensioni! dalla One a 13 pollici (praticamente poco più grande di un ipad pro), da 16 pollici, 22 pollici, 24 e 32. Considerate che più grande vuol dire maggior costo ma anche migliori prestazioni, apprezzabili da chi disegna per diletto. La versione Pro non consideratela, aggiunge solo il touch screen ma molte recensioni dicono che non funziona molto bene e, per esperienza diretta, posso affermare che la si usa benissimo anche senza touch screen. Si parte da un prezzo di € 389 per la Wacom One (attenzione, non la One by Wacom che è una tavoletta grafica) fino a qualche migliaio se si sale sulle 24 e 32 pollici.

Io ho comprato quella da 22 pollici e mi trovo benissimo, ma io sono fissata con le superfici grandi e quella da 22 pollici, oltre ad essere grande quanto il mio monitor, ha il vantaggio dello stand inclinabile incorporato che negli altri modelli va comprato separatamente.

Per mia filosofia ritengo che se si spende per uno strumento meglio spendere qualcosa in più ma avere un prodotto che duri nel tempo. Altra mia filosofia…inutile comprare la Ferrari se non sai guidare, quindi meglio optare, se siete alle primissime armi, per un modello meno costoso di display interattivo. In questo caso va benissimo il display interattivo Wacom one, più piccolo ma altrettanto funzionale e ottimo per chi è alle prime armi.

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Neverending story con Scratch

Qualche giorno fa, guardando Stranger Things (non adatto ai bambini), ho riascoltato la canzone composta per il film “La storia infinita” dei Limahl. Mi è venuta subito voglia di rivedere il film, per quelle sensazioni che mi aveva lasciato.

Versione originale del 1984 con immagini dal film.

Il film è piatto! Adatto ai bambini certo, ancor più perché affronta il tema della morte, della perdita, del bullismo e della fantasia, il supporto, fare qualcosa per gli altri, vivere leggendo ed imparare dalle storie che si leggono. Potrei perdermi nell’analisi del film, ma non è lo scopo di questo articolo. No! Lo scopo di questo articolo è far brillare l’Auryn, che rimane simbolo della fantasia.

Auryn, il ciondolo che il protagonista porta al collo per comunicare con l’imperatrice

Per prima cosa cliccate sull’immagine sopra e salvatela sul vostro computer (meglio su deskstop così la trovate subito).

Apriamo Scratch ed andiamo su “CREA”

Ora dobbiamo spostare la nostra attenzione su “STAGE” in basso a destra. Aggiungiamo uno sfondo. Essendo ovviamente simbolo del regno di FANTASIA, userò come sfondo qualcosa che ricordi l’universo…un cielo notturno stellato.

Per fare prima sono andata su “Spazio” e scelto tra le immagini disponibili.

Andiamo ora sul gatto, selezioniamolo con un click.

In alto a sinistra andrò su “costumes”.

Mi appare la schermata con immagini che posso tranquillamente modificare. Ora andiamo in basso a sinistra sul simbolino dello sprite, Scegliamo “upload image”.

Selezioniamo dal nostro pc l’immagine dell’Auryn, che avrete precedentemente salvato, e cancelliamo gli altri due gatti (cestino con la x).

L’Auryn è enorme, non riusciamo a visualizzarlo intero. Nessun problema, possiamo ridimensionarlo. Andiamo sulla destra in alto sul comando “size” ed immettiamo un valore inferiore o superiore a 100 a seconda di quanto lo vogliamo grande nello schermo, io ho messo 140.

In questo caso però lo vediamo troppo grande nell’area di lavoro. Andiamo in basso dove ci sono le lenti di ingrandimento e clicchiamo su quella dove c’è il “-” fino a visualizzarlo nella sua interezza.

Se c’è qualche area che ci risulta priva di trasparenza (e c’è), andate sullo strumento gomma.

Impostate la grandezza della gomma a voi più congeniale (più basso è il numero minore sarà la porzione cancellata, ma maggiore sarà la precisione con cui potrete muovervi).

Io ho scelto 7 per avere più precisione anche usando il mouse

Come da figura sotto, selezioniamo la freccetta vicino a “fill” e andiamo a 0 di Saturation. Ci apparirà bianca la casellina Fill.

Controllate che il pallino con scritto “filled” sia selezionato.

col tasto destro del mouse clicchiamo sull’immagine a sinistra e selezioniamo “duplicate”. Ripetiamo due volte.

Ora…per ciascun Auryn dovremo fare dei cerchi bianchi. Sekezionate il pallino e createli sull’immagine direttamente tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, trascinandolo a formarsi un cerchio della grandezza desiderata.

Faremo questi cerchi, in diversi punti, in tutte e tre le immagini. Ricordate di lavorare su ciascuna immagine selezionandola a sinistra. I pallini bianchi non devono essere negli stessi punti dell’immagine precedente. Casomai prendete dei riferimenti vostri per ricordarvi.

Ora torniamo sui codici andando su “code”.

Su Code, badando bene ai colori visto che ogni colore corrisponde ad un gruppo di comandi, create questo blocco

Ed ecco che il nostro Auryn brillerà meravigliosamente nell’universo di Fantasia.

La musica l’ho inserita in fase di montaggio del video, non con scratch, ma è possibile inserirla anche da scratch (lo abbiamo fatto già con i tutorial precedenti).

Ora che abbiamo fatto brillare l’Auryn, ricostruiamo Fantasia provando a variare soggetto, facendo per esempio fiorire alberi e cespugli, brillare le stelle, illuminare alberi di Natale…non mettiamo limiti alla fantasia.

Pian piano metterò questi tutorial anche in pdf, scaricabile gratuitamente iscrivendosi a classroom. Sarà sufficiente inserire il seguente codice: qy5ngdc

Spero che questo Tutorial vi sia stato utile.

La vostra Maestra Imperfetta

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Lezioni di …Graffi

Il gattino simbolo di Scratch

Graffio, sbucciatura, riga, grattare, questi sono i significati del programma più usato per il “coding” chiamato SCRATCH.

Ammetto, ho scoperto della sua esistenza perché il mio partner me ne parlò durante la preparazione al concorso ordinario 2016. Nel libro avevo sentito parlare di Coding e mi domandavo cosa si intendesse per coding, se si potesse insegnare a programmare ai bambini e se bastava un algoritmo o il pensiero procedurale. Ammetto…non ci capivo niente.

Come in tutte le cose però, quando non capisco mi intestardisco e devo documentarmi. Approdando a Scratch mi si è aperto un mondo ed ho cominciato a frequentare corsi tenuti dalla “scuola di robotica” qui e lì, promossi da questo o da quell’Istituto. Garantisco che non mi pagano per dirlo, ma vi assicuro che sono assolutamente bravi, ma i corsi frequentati da loro avevano il vantaggio indiscusso di usare anche robot quali Lego we do, e non in tutte le scuole c’è questa possibilità. Inoltre il lavoro in gruppi è escluso in tempi di Covid…cosa fare? Intanto ne approfittiamo per imparare.

Inauguro così le …LEZIONI DI SCRATCH– Imparara con me

Impara con me è ovviamente inteso come “devo imparare pure io quindi facciamolo assieme”. Lungi da me essere o dichiararmi esperta sia chiaro, ma vi sono i tutorial su Scratch e sono in inglese, pertanto proviamo ad imparare assieme mettendoci qualcosa di nostro…

Ovviamente, come per tutti i tutorial, dati gli impegni e le incombenze scolastiche non potrò assicurare una produzione regolare e costante, ma approfitterò delle pause didattiche e dei rari momenti di pace.

la vostra

Maestra Imperfetta

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Maestra! Ti abbiamo vista su Youtube

23 Settembre 2020 – una mia allieva, mascherina e zaino in spalla, mi viene incontro trotterellando mentre sventola un foglio. Mi consegna tale foglio con occhi innamorati ed un “maestra l’ho fatto per te”. Parole magiche, davvero, che mi riscaldano il cuore e mi illuminano la giornata. Mi dona questo disegno aggiungendo orgogliosa ”ho fatto guardando il tuo video su YouTube”.

Lulu- 8 anni

Vorrei saper usare le parole per poter esprimere l’emozione che provo quando mi regalano le loro “opere”, ma non sono brava come le mie colleghe di italiano o i poeti e scrittori.

Sono questi piccoli gesti che mi spingono a continuare, a soprassedere e valutare quello che davvero conta. Ma al di là del regalo, del pensiero e del prodotto, quello che mi spinge oggi a riflettere è YouTube.

Parlando con i bambini mi capita spesso di sentir nominare prodotti multimediali divulgati su you tube, da Ciccio gamer (che giuro ancora non mi sono premurata di vedere chi diavolo sia) a “Me contro Te” di cui le bimbe prevalentemente mi fanno una testa tanta. Durante da DaD (Didattica a Distanza o Didattica alla Disperata se si vuole) mi sono trovata a produrre video di lezioni di inglese per i bambini che non potevano connettersi ma, misteriosamente, potevano seguire le lezioni pre registrate. Quando sono passata dalle lezioni di inglese, che vi risparmio volentieri, a quelle di arte (solo perché finalmente di inglese si connettevano), mi sono trovata occhi adoranti e cori entusiastici di “maestra, ti abbiamo visto su youtube”.

Vista sarà dura, dal momento che non inquadro mai il mio viso, ma sentita sicuro, e nello specchiarmi nei loro volti e occhi ho visto qualcosa che non avevo visto negli anni precedenti, una certa…autorità, conferitami dal fatto probabilmente che ho un canale e produco qualcosa che pubblico di tanto in tanto a tempo perso. Ma al di là della sottoscritta, che continuerà a combattere la pigrizia con tutorial vari appena può, mi domando cosa stiamo trasmettendo ai bambini.

Sia chiaro che non sono contraria allo strumento di per sè, come tutti gli strumenti può essere usato bene o male, ma questo non lo rende nè più nè meno pericoloso di un coltello da cucina o qualsiasi utensile che possono trovare in casa, ma mi fa riflettere quello che i bambini assorbono da noi. Sono più saggi di quanto ci si aspetti a volte, ma vanno anche guidati perchè tendono all’idolatria. Non possiamo proteggerli dalle delusioni, ma possiamo aiutarli a moderare questa tendenza? Possiamo insegnare loro che youtube è solo uno strumento come un altro che va usato coscienziosamente? Possiamo pensare di educarli alla navigazione nel Web senza cadere nelle sue trappole (quelle più chiare e facili ovviamente) prima ancora che insegnare coding e programmazione?

Non sarebbe forse il caso di approfittare della loro curiosità, entusiasmo ed ascendente per fargli un’educazione alla sicurezza nell’uso dei vari devices prima di tante lezioni di coding e via dicendo? La programmazione in fondo fan sempre tempo ad impararla, ma devono prima di tutto avere gli strumenti cognitivi per difendersi.

E se la risposta a queste mie domande è positiva…come possiamo farlo?

Sarei ben lieta di accettare ogni confronto costruttivo in materia, e se non arriverà nulla a riguardo, continuerò a pormi queste domande cercando le risposte come sempre, nella quotidianità.

Maestra imperfetta

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Chi lo ha detto?

Chi lo ha detto che insegnare arte significa solo fargli usare acquarelli, tempere e pastelli? Non dico che non si debba fare, sia chiaro, ma una cosa mi ha colpita profondamente delle indicazioni nazionali, qualcosa che, vivendo appieno la mia passione per il tratto grafico, mi ha fatto pure dire “però han fatto proprio bene ste indicazioni nazionali, finalmente”.

“Le discipline artistiche sono fondamentali per lo sviluppo armonioso della personalità e per la formazione di una persona“

Non importa che si sappia o non si sappia disegnare, che ci sia talento o meno. E qui non ci piove, ognuno ha il suo talento, che sia più orientato per il disegno tecnico, rassicurante in quanto possiede regole fisse cui ci si può attenere e che possono creare una comfort zone, quanto quello libero che permette di stravolgere ogni regola.

Ma ancora l’alunno deve saper “Elaborare creativamente produzioni personali e autentiche per esprimere sensazioni ed emozioni; rappresentaree comunicarela realtà percepita“.

Senza nulla levare ai lavoretti che a volte invidio profondamente e che effettivamente possono costituire una parte utile dell’insegnamento (se non sono fatti dalle maestre ovviamente), mi sono posta la domanda sul “tratto grafico”. Prima ancora di incollare un’immagine su di un foglio per farne un collage o di piegare la carta per farne una rosellina da dare alla mamma, lavoro che alla fine rimane fine a se stesso visto che il 90% delle volte è fatto dalla maestra stessa, non è il caso di provare ad insegnare al bambino a migliorare il tratto grafico,rappresentare la realtà si, ma a modo suo? Dando loro basi di disegno, si danno loro più strumenti per dei lavori più soddisfacenti anche per l’occhio (per loro principalmente).

Da qualche tempo ho conosciuto, virtualmente ovvio e purtroppo non di persona, Danny Gregory, un artista che con poche semplici parole è riuscito a riassumere ciò che per me è l’arte.

“For me, art isn’t just something to sell in a gallery or hang on the wall. It’s a way of documenting the stories of my life and the beauty that surrounds me.“

“Per me l’arte non è qualcosa da vendere in una galleria o appendere al muro. Essa è un modo per raccontare le storie della mia vita e la bellezza attorno a me.“

Egli insegna anche nelle scuole, ed insegna a disegnare certo ma non come si può pensare, lui insegna ad esprimere se stessi, a raccontare la propria storia disegnando oggetti di uso comune, particolari di ciò che si presenta davanti a noi o anche solo se stessi, le proprie mani, i propri piedi, tutto racconta la nostra storia. Non in modo lineare come un diario ma decisamente più accattivante.

Non è forse quello che dobbiamo fare anche noi? Non è quello che ci chiedono le indicazioni nazionali? Non è il nostro compito primario dover formare dei futuri adulti certo, ma dare loro anche gli strumenti per poter raccontarsi e raccontare le loro storie usando strumenti grafici (primo tra tutti il proprio cervello)? E in quest’ottica non è forse il caso di mettere in secondo piano il lavoretto con i colori e insegnare loro ad osservare, e non semplicemente vedere, la realtà che li circonda e vedere la bellezza anche in un giornale piegato, una scarpa abbandonata o nel cestino della frutta sul tavolo della cucina? La bellezza nella mamma che gli prepara da mangiare o della pizza in famiglia? Giocare a disegnare quello che usualmente non si pensa nemmeno, come la propria immagine deformata dalla superficie di un cucchiaio?

Insegnare loro a disegnare le piccole cose quotidiane, osservandole e cercando di riprodurle a modo loro, non è forse più utile di mille lavoretti con tempere e pennelli?

Per carità non dico che non bisogna fargli fare pure quelli, ma penso che una volta che sanno apprezzare e disegnare a modo loro (mica devono riprodurre perfettamente la realtà no?) vorranno loro stessi colorare e lì avremo le porte del loro apprendimento spalancate e diventerà un vero piacere.

Questa è e rimane una mia personalissima opinione e riflessione, aperta a dibattiti in merito e sarei ben felice di poter discutere chi la pensa anche diversamente da me.

la vostra

Maestera Imperfetta

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ARTONAUTI – Album di figurine

Attenzione, questo album può nuocere gravemente all’ignoranza!

Album dell’anno scolastico 2019-20

Due anni fa ho comprato, per mia curiosità, l’album di figurine Artonauti! Il commento del mio compagno fu memorabile “alla tua età ti dai alle figurine?”

Non sono così vecchia (nemmeno così giovane in effetti), ma quello che mi ha incuriosita davvero di questo album è l’idea innovativa di coniugare storia dell’arte con l’attività di collezione e scambio di figurine tipico dell’infanzia. Invece dei soliti (e diciamolo inutili) calciatori con formazioni e cose così, una collezione di opere d’arte condito da un’avventura, quella di due bambini ed un cane, nella storia dell’umanità.

Spesso mi sono sentita dire “ma l’arte non serve a niente”, errore! Poesia, letteratura e musica sono arte, ma chi spara questa triste sentenza si riferisce unicamente alle arti visive. L’errore consiste nel non considerare che ogni opera d’arte ha valore se considerata nel contesto in cui è nata, nel suo tempo e luogo. Non si possono certo confrontare gli impressionisti con gli astrattisti nè paragonare un “bacio” di Rodin con un Adone e Afrodite del Canova o con una statua greca.

Ogni opera d’arte racconta almeno quattro storie:

La storia del periodo storico in cui è stata concepita e realizzata! Commissione? Da chi? Perché? Libera scelta? Moda del tempo, gusti e costumi.

La storia del pittore (o scultore), lo stile, la tecnica, perché e come ha concepito quel soggetto (basti vedere la differenza abissale tra il David di Donatello e quello di Michelangelo)

La storia del soggetto, sia esso un ritratto o un personaggio della bibbia, può essere anche un personaggio mitologico ma dietro c’è una storia (anche dietro ad un quadro come la colazione sull’erba).

La storia che vuoi leggerci tu.

Quest’anno sono riuscita ad avere gli album di figurine degli artonauti per le classi e l’argomento della seconda edizione è stato “l’arte del Novecento“.

In un viaggio nell’arte dai primi del Novecento con i Fauves, parlando poi dei Monuments men (parte di storia che trovo interessante affrontare con i bambini), ci presenta Munch, Marc, Klee, Kandinsky, Klimt, Mirò, Chagall, Picasso, Modigliani, Utrillo, Goncharova, arrivando ai futuristi attraverso le avventure dei nostri piccoli eroi già presenti nel primo album, con l’aggiunta del gatto WizArt.

Per chi conosce la storia dell’arte è divertente, per chi non la conosce lo è ancor di più! Lo ritengo un utilissimo strumento didattico che coniuga divertimento, gioco, scambio, attività di gruppo, offrendo mille spunti per attività didattiche che uniscano la storia alle attività laboratoriali.

Dietro alcune figurine vi sono foto di opere d’arte con la collocazione nel mondo. Il mio progetto era fare un planisfero dove attaccare queste foto per far vedere ai bambini dove si trovano le varie opere, con un impatto visivo immediato e divertente, ma l’emergenza Covid ha mandato in fumo, almeno temporaneamente, questo progetto. Conto di poterlo riprendere il prossimo anno.

In ogni pacchetto vi sono, oltre le figurine, anche una carta rigida che, se collezionata assieme alle altre, forma il gioco del memory con le opere d’arte.

Per concludere, i miei alunni ne sono rimasti entusiasti al punto che hanno scelto liberamente delle opere che a loro piacevano per poi riprodurle. Le ho incorniciate con cartoncino, simulato una targhetta con cartoncino giallo, e appese nel corridoio.

Maternità- Pablo Picasso – autore Samuele
Nudo Blu, Matisse- autore: Lucrezia
Alcuni Cerchi- E. Kreise- autore: Arsa
Alcuni Cerchi- E. Kreise- autore: Noemi
Gatto davanti ad un uccello- Picasso- autore: Sofia
Volpe Blu- Franz Marc- autore: Michele
Ritratto di Henri Matisse- Andrè De Rain- Autore: Darius
Improvvisazione III Kandinsky- Autore: Simone
Autoritratto- Tamara de Lempicka- Autore: Giada
Ritratto di Marie Therese Pablo Picasso- Autore: Alessia
Autoritratto Pablo Picasso- Autore : Emanuel
Icaro tavola VIII Henri Matisse- Autore: Hakim
Pesce Rosso, Paul Klee- Autore: Mattia
Polinesia, il mare – Henri Matisse- Autore: Sohaib
Autoritratto, Umberto Boccioni- Autore: Alison

Purtroppo il lockdown ha impedito di continuare questa attività e far fare a tutti i bimbi di entrambe le sezioni i quadri da loro scelti.

Il prossimo anno saranno sempre le opere d’arte ad accompagnarci nel mondo dei colori, delle forme e delle figure.

Ogni anno Artonauti offre alle scuole la possibilità di far avere ai bambini gli album gratis, il numero è limitato, ma se si arriva in tempo sono puntualissimi nelle consegne e offrono tante idee e spunti per attività didattiche diverse dal solito lavoretto, attività per promuovere lo studio della storia dell’arte, importante quanto la sperimentazione delle tecniche.

Consiglio vivamente di provare a prenotare o, se non si riesce, di consigliare l’acquisto.

Artistici saluti

Maestra Imperfetta

P.s. Al solito se volete scambiare pareri, esperienze, attività o lavori fatti, scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com