Sempre alla ricerca di nuove idee per divertire i bimbi (purché imparino) ecco che incappo in Wordwall, letteralmente “muro di parole”.
Tadaaaa ecco qua, andiamo ad iscriverci con Sign up to start creating. Mi registro al solito con gmail, per comodità, e mi appare questa schermata.
Clicco sul tasto “Create your first activity now e…l’imbarazzo della scelta. Ecco cosa possiamo fare e ora sarà da ridere, ed anche un poco da rodere.
Un esempio di attività che si può creare con questo programma lo trovare sul canale “app per prof” da cui, ammetto, prendo a man bassa per esplorare il mondo meraviglioso delle app che probabilmente mai riusciremo ad usare date le magagne delle scuole, ma sono ottimista e ci voglio credere. in questo brevissimo video vi viene illustrato dalla Prof.ssa Angelozzi come fare un quiz.
Io volevo provare il crucipuzzle perché ho visto che diverte molto i bambini, ma ho optato per la ruota della fortuna, altra attività che sembra divertirli molto, specialmente quando devo interrogarli.
Come seleziono “ruota della fortuna” mi si apre questa schermata
Benissimo, devo solo decidere la materia e i contenuti (una bazzecola vero?). Ebbene io insegno anche tecnologia e su questo verterà questa ruota della fortuna.
Ho inserito alcune parti del computer e creato così un elenco di domande. In classe, sulla LIM, riprodurrò la ruota e risponderanno alla domanda.
Per essere più infida posso mettere anche un timer per la risposta. Basta andare in basso e selezionare “cronometro”
Ho messo due minuti, ed è anche tanto onestamente visto che c’è una sola risposta e non è risposta aperta. In realtà il timer andrà avanti indipendentemente, e in tal caso potreste proporre per ogni bambino o per squadra la gara a quante domande riescono a rispondere in 2 minuti. Il cronometro si può comunque aggiustare.
Una volta fatto, andate avanti e selezionate dalla lista la classe cui è destinato, l’ordine e la materia e, infine, vi apparirà questa schermata.
Come vedete è condivisibile sui social ma…incredibile, anche su classroom. Comodo vero? Potete creare quiz e giochi calibrati sui vostri alunni. La ruota della fortuna la vedo molto più da attività in classe onestamente, ma ci sono tante altre attività fattibilissime individualmente per ripasso o altro. A vostro estro insomma.
Come sempre, consiglio caldamente di sperimentare, smanettare, provare da soli per conoscere lo strumento. Concettualmente non è molto differente da Learningapps se non giusto per l’interfaccia e pochissimi elementi.
Questa volta proviamo con l’Attribuzione di elementi.
Per vedere qualche esempio possiamo selezionare tra quelli proposti o andare a vedere altre app create con questa modalità andando sul pulsante con i tre puntini bianchi vicino ad Esempio 3
Appariranno altre app create con questa modalità. Una molto carina
A noi interessa crearne una proprio con questo template chiamato “Attribuzione di elementi”, che consiste nel sistemare gli oggetti nel contenitore giusto.
Andiamo su “Crea App nuova”
Questa volta mi lancio sulla musica, che è nelle mie corde, ma ricordo che si può fare con qualsiasi materia.
Il titolo possiamo metterlo alla fine, quello che conta è decidere la materia e stabilire l’argomento trattato.
Ho deciso di fare qualcosa di molto semplice
Andiamo su “Seleziona immagine” e ci apparirà un menu come il seguente
Si può scegliere da wikipedia (a sinistra), da un link (al centro) oppure caricare dal proprio computer trascinando l’immagine dal pc allo spazio nella tratteggiatura blu.
Ho cercato “orchestra” e spulciato tra le pagine alla ricerca di un’immagine d’insieme di un’orchestra da teatro. Questa sarà lo sfondo di uno dei gruppi.
Clicco su “utilizza” a destra e procedo.
Adesso devo inserire gli elementi del gruppo, in questo caso strumenti musicali facenti parte dell’orchestra. Posso inserire solo testo, immagine, testo e parlato, solo il suono o addirittura un video. A me ora interessa l’immagine quindi procederò come prima.
Nel caso del testo basterà cliccare su “testo” ed inserire la parola.
Nel caso del video e dell’audio rimanderà a youtube.
Una volta inserita l’immagine del violino (il primo strumento che mi viene in mente) dovrò aggiungere altri strumenti quindi andrò su “Aggiungere elemento” in basso e procederò come per lo sfondo e l’elemento 1.
Notare bene che per il momento mi sto concentrando sugli elementi del gruppo 1. Attenzione in questa fase a non confondere ed abbinare elementi a sfondo.
Una volta abbinati gli strumenti dell’orchestra sinfonica passerò alla band rock (non complichiamoci l’esistenza andando con altri generi…non ora almeno, ma se ve la sentite.
Con il medesimo procedimento andiamo a mettere lo sfondo del gruppo 2 ed inseriamo gli strumenti di un’orchestra rock come fatto per il gruppo 1.
Una volta finito possiamo decidere di complicarci la vita ed inserire altre orchestre o band, in tal caso basterà andare su “aggiungi gruppo” e procedere come per i gruppi precedenti.
Adesso dobbiamo decidere come i nostri bambini visualizzeranno l’esercizio. Alla dicitura “visualizza mappe” possiamo scegliere tra due modalità.
Mostra mappa e classifica
In questa modalità i bambini vedranno uno strumento per volta e dovranno trascinarlo nel gruppo che ritengono corretto.
Visualizza tutte le carte per iniziare
In questa modalità come si può vedere i nostri studenti vedranno tutti gli strumenti sparsi. Secondo me è confusionario e rischia di non essere agevole per chi fa il gioco da smartphone essendo lo schermo più piccolo.
Ora possiamo decidere se mettere un messaggio di incoraggiamento, basterà scrivere nella casella “feedback” .
Mettiamo un aiuto, se lo riteniamo necessario, che loro potranno vedere andando sul pulsantino con il punto interrogativo in alto a sinistra.
Ora che tutto è deciso e i dati sono messi, possiamo salvare la nostra app e decidere se renderla pubblica o tenerla privata. Io l’ho resa pubblica!
L’app appena fatta la troverete al seguente QRCode, inquadrandolo col vostro smartphone ed un’app per leggere i qrcode (tutti i cellulari ne hanno una) oppure andando al seguente link: https://learningapps.org/view16701943
Spero come sempre di esser stata utile, segnalate pure i link delle app da voi create nel gruppo facebook “Gruppo di diario di una maestra” oppure scrivendomi a diariodiunamaestra@gmail.com così che possa promuovere e condividere le vostre creazioni (ricordatevi di mettermi il nome con cui siete registrati su learningapps).
Alcune scuole si sono dotate di Gsuite, la suite Google fatta appositamente per didattica ed altro. La mia scuola non è da meno e la povera animatrice digitale ha dovuto fare tutti gli account di tutti gli studenti di ogni ordine e grado della scuola…due minuti di silenzio per questa povera santissima e grande donna.
Ma cosa è Classroom?
La Classroom, per chi non sa l’inglese, è l’aula. Ogni cartella che creeremo è un’aula virtuale.
Possiamo definirlo come un armadio dove ogni materia può avere il suo raccoglitore nel quale il docente può inserire documenti che gli studenti possono visionare, compilare e quanto altro e poi caricare a loro volta in modo che vengano visionati e valutati. In termini più tecnici funziona come un cloud dedicato alla scuola.
Ma…esploriamolo assieme. Userò il mio account gmail, non quello della scuola, per vedere anche i limiti che il privato ha, ma le funzioni base ed i percorsi sono gli stessi tra Gsuite e privato.
Andiamo in alto sulla destra, vicino all’icona con il nostro profilo
andiamo su quelle file di puntini per aprire il menù.
Scorriamo il menù verso il basso fin quando non troviamo icona (e sotto questa dovrebbe esserci scritto classroom) che raffigura una lavagna verde con cornice gialla. Selezioniamola ed entriamo nell’ambiente.
Al primo accesso ci fa vedere questo…andiamo su “continua”
Come vedi è molto facile, ti guida il sistema in fondo. Andiamo avanti, clicchiamo sul “+” e vediamo che accade.
Sei un docente e quindi devi creare un corso, quindi andrai a cliccare su “crea corso”.
L’avviso ti dice solo che se sei presso una scuola e lo utilizzi è la scuola a doversi registrare con la Gsuite per fornire (dice) ulteriore privacy e sicurezza. In tal caso gli studenti dovranno avere il loro account della scuola e non potranno accedere a quello personale. Se la tua scuola è già iscritta, spunta la casella. Se ti stai interessando a Classroom suppongo la tua scuola sia registrata, lo consiglio vivamente. Farlo al di fuori della GSuite offre meno protezioni per la privacy per i minori.
Io sto creando un esempio che potrà servire per condividere il materiale con adulti consapevoli, pertanto spunterò la casella e andrò su “continua”.
Eccoci qui…
NOME CORSO…possiamo mettere qualsiasi cosa. Meglio sarebbe mettere il nome della materia volendo, ma se, per esempio, volete fare una “stanza” per un progetto, potete mettere il nome del progetto.
SEZIONE…A…B…C…non so quante sezioni, ma potete decidere se fare due classi assieme o fare una stanza per ogni sezione. Se io creo questo per la Sezione A delle mie due classi, metterò A.
Ecco qui la mia prima classe. Ma io voglio crearne un’altra, perché ci voglio mettere il materiale di arte, lezioni e video, link etc.
Allora vado in alto sulla destra sul “+” e ripeto il medesimo percorso fatto in precedenza.
Sotto il titolo c’è la scritta “Codice corso” seguita da un codice e da un quadratino.
Se clicchiamo sul quadratino ci appare questa finestra:
Potete
1- selezionare col mouse il codice e copiare, per poi incollarlo dove volete (mail, messageria, telegram etc) per comunicarlo ai vostri studenti
2- cliccare sull’icona vicino a “Copia link invito” e ve la copia direttamente per poi incollare dove volete voi come al punto 1.
Ma voglio invitare solo i miei studenti, come faccio? Ebbene si può!
In alto ci sono i menù “Streaming”, “lavori del corso” …noi andiamo su “persone” ed apparirà questa schermata.
Sarà sufficiente andare sull’icona dell’omino col + accanto e cliccare.
Digitate l’indirizzo email
Ecco che bisogna solo attendere che chi è stato invitato accetti.
Stesso procedimento andrà fatto se si vogliono aggiungere insegnanti al corso.
PERSONALIZZAZIONE
Io voglio cambiare però lo sfondo della classe, questo non mi piace. Andrò su “Seleziona Tema” e mi appariranno diversi sfondi tra cui scegliere:
Sono divisi per materie generiche. Io sono andata su “Arte” ed ho selezionato quello che mi sembrava più indicato.
Ma se non troviamo un tema che ci piace, possiamo sempre scegliere “carica foto”. Si sceglie la foto dal pc e si seleziona l’area della foto che si vorrà far apparire come sfondo. Si può cambiare in qualsiasi momento.
INIZIAMO A CONOSCERLO
Ecco la mia schermata principale. Come vedete, in alto, ci sono 4 voci. Esploriamole.
STREAM- è quella principale, per il momento non possiamo fare nulla eccetto mettere in condivisione qualcosa col corso. Andiamo in quest’area e clicchiamo vicino all’icona, come per scriver qualcosa.
Ci appare questa schermata
Come si può vedere è intuitivo. In alto a destra il nome del corso (a me appare la freccetta perché ho due corsi).
Vicino, a sinistra, c’è “tutti gli studenti”.
Sotto “Condividi con il corso” si deve mettere una spiegazione della consegna oppure l’argomento del materiale condiviso, o una raccomandazione per gli studenti. Si deve scrivere qualcosa o non apparirà la dicitura “pubblica”.
Dove c’è l’icona della graffetta con accanto “Aggiungi” si può aggiungere un file dal pc, un link o un video…o condividere qualcosa da google drive.
Apparirà la scritta “pubblica” selezionabile. Se si va sulla freccetta verso il basso, vicina alla scritta, appariranno altre scelte.
PROGRAMMA- se vogliamo che gli studenti vedano ed accedano da una determinata data.
SALVA BOZZA- se vogliamo salvare ma non rendere visibile ancora, per ritoccare il messaggio.
Nell’esempio sotto, ho inserito il file pdf creato introducendo il primo tutorial di scratch e l’ho condiviso. Ecco come appare la mia schermata.
Direi che per oggi è tutto. La prossima volta esploriamo altre funzionalità di Classroom.
Spero di esser stata utile e, se pure non è mai auspicabile una chiusura delle scuole, penso sia opportuno e doveroso come docenti non farsi trovare impreparate, anche perché questo strumento è molto utile ed efficace.
Sei arrivato fin qui senza mandarmi a quel paese? Ottimo, è un buon inizio. Man mano che vado avanti con queste lezioncine penso che effettivamente si possono applicare anche ai bambini. In fondo ogni disegno è fatto di righe, linee, punti, spazi pieni che compongono figure geometriche e non , ma che possono creare un …disegno!
Se ti dicessi di disegnare questo:
le reazioni possono essere due
Sei fuori di testa? Sono alla prima lezione!
2. Massì è facilissimo!
Nel secondo caso non c’è bisogno che prosegui se non ti va, ma nel primo la risposta è no, non sono fuori di testa. O meglio si lo sono, ma non come intendi tu. Proviamo a guardarlo…alla rovescia…
Osserva bene bene l’immagine e vedrai angoli, curve, punti, rette…si tratta solo di disegnarli in un certo ordine nemmeno troppo difficile, senza badare che sia perfettamente uguale identico.
Bene, dividi il tuo foglio in 2 cornici, della grandezza che vuoi tu, senza usare il righello (non barare), mi piace quel tocco artistico che dona l’imprecisione, e poi, dopo tutte le righe che hai tirato nelle precedenti lezioni, sicuramente saprai fare meglio di quanto credi.
In ciascun riquadro prova a copiare i seguenti disegni:
Di questo disegno con più figure puoi anche prendere solo una, due o quante ne vuoi, decidi tu se provare a disegnarle tutte o solo alcune.
Guarda bene, prova a disegnare le figure guardandole solo come un insieme di linee, righe, curve, angoli e nulla più.
Keith Haring è un artista le cui opere si prestano molto a questo lavoro anche con i bambini, puoi farli iniziare facendone stendere uno su un foglio grosso, assumendo magari una di queste posizioni, e facendo ripassare i contorni ai compagni con un pennarello nero, per esempio.
Le linee rette e curve che sono vicino alle figure conferiscono quella sensazione di movimento accentuandolo.
Hai fatto? Finito il lavoro? Vuoi dividere un foglio e farne altri? Perché no, divertiti e vedrai che più ne fai più ti verrà facile e divertente. Se poi vuoi riempire con del colore meglio ancora. Usa colori semplici, basilari, magari puoi usare colori complementari e l’effetto è assicurato.
Puoi anche fare più figure e colorarne una sola…perché no, lo scopo è divertirsi e questo è il tuo momento, nessuno deve disturbarti, nessuno deve giudicarti, sei solo tu e il tuo disegno (e Keith Haring).
Se vuoi mandarmi i tuoi esercizi sarò lieta di darti un mio parere e, solo se lo specifichi nella mail, pubblicarli su questo blog.
Alla prossima lezione con Keith Haring e la vostra…
Preparate matite, righelli, pastelli o pennarelli. In realtà non ci sono video tutorial per questo ma solo istruzioni scritte.
In una mattina in cui non ho pulizie da fare, mi son messa sul divano, col marmotto (ebbene sì ho un cane delle praterie a casa) addosso, in grado solo di disegnare dal tablet. Tuttavia il tablet ha giusto un’app che simula vari strumenti, dalle matite ai pastelli, dai pennarelli agli acquarelli e tempere (che caso)…e allora…via con la fantasia.
Pastello nero e righello
Ho fatto righe verticali per disegnare i palazzi e poi riempito con righe orizzontali o verticali come per il lavoro con i pattern, ma usando il righello.
Se avete possibilità di fotocopiare, va benissimo fare due fotocopie, diversamente potete appoggiare il foglio alla finestra, metterci sopra l’altro foglio su cui disegnare e con la matita ricalcare tracciando linee leggere. Una volta ricalcato ripassate con il pastello nero e il righello per aiutarvi a fare le linee belle dritte.
Avete fatto? Avete tre disegni uguali davanti a voi? Allora state procedendo bene.
Ora prendete i colori rosso, giallo e arancione e cominciate a colorare. Una riga di un colore e quella sotto o vicina di un altro, mi raccomando alternate i colori.
Il paesaggio con i colori caldi
Ci siete? Vi piace? Se si, continuiamo con una delle due copie che avete fatto. Questa volta useremo viola, azzurro ( anche blu) e verde. Io ci ho messo anche del verde ottenuto con un poco meno di blu e più giallo. Come prima, ogni riga un colore diverso da quella vicina o sopra e sotto
Finito? Vi piace? Benissimo, ora la parte più difficile.
I grigi! Il grigio si ottiene mescolando nero e bianco.
Se avete acquarelli avrete diversi grigi a seconda di quanta acqua mettete.
Con le matite colorate dipende dalla pressione della matita era sul foglio, ma potete usare anche quella per disegnare.
Se usate le tempere invece basterà variare la quantità di bianco. Più bianco mettete più chiaro sarà il grigio e viceversa, più nero e meno bianco vi farà venire un grigio scuro.
Come prima, ogni riga un colore diverso da quella vicina o sopra e sotto.
Ora che avete tutti e tre potete appenderli assieme, vicini, in orizzontale o in verticale, nell’ordine preferito.
Ricordate, e non fate come me, mettete la vostra firma come dei veri artisti e la data in cui avete fatto il lavoro (quella magari dietro il foglio). Raccogliete questi lavori e altri che farete, magari trovati in questo blog, in una cartellina e conservateli.
Quando li riguarderete saranno un bellissimo ricordo!
Come sempre, se volete mandarmi i vostri lavori li pubblicherò ben volentieri nella gallery del blog e in calce a questo articolo, basterà scrivermi a diariodiunamaestra@gmail.com
Se volete commentare, condividere le vostre esperienze, sentitevi liberi di commentare.
Insegnare ai bambini a disegnare un edificio, un palazzo o una chiesa, non è poi così difficile, specialmente se gli insegni prima le figure geometriche e tutte le figure che posso costruire con triangoli, rettangoli, quadrati e cerchi.
Il duomo fatto da me
Un trucchetto che usano gli urban sketcher, quegli strani individui che ogni tanto si vedono a disegnare rapidi e furtivi per le strade, è proprio abbozzare figure geometriche per aggiungere in seguito i particolari.
La suddivisione a sinistra, per far vedere ai bambini le figure geometriche che compongono il duomo.
Basandomi su questo, rendendo l’imprecisione e incertezza nel tratto un valore positivo, ho creato un videotutorial dove non devono usare righelli per nessun motivo e ogni tratto imperfetto rende il lavoro più carino.
Usando pastelli a cera per disegnare l’edificio e acquarello per lo sfondo, si ottiene un bellissimo effetto che unisce lo urban sketching al pittorico con risultati da grandi anche se fatto da bambini. Una gran soddisfazione per loro in primis (cosa che conta davvero) e fattibile anche da adulti che vogliono provare a cimentarsi con bei risultati senza dover sforzarsi troppo.
Il video pubblicato è stato registrato da Ipad e con un’app di simulazione dei pastelli e acquarelli.
Una delle bambine delle mie classi ha deciso di cimentarsi, mostrandomi il suo risultato. Ha ovviato, mancandole i colori richiesti, con quello che aveva, ma già questo lo ritengo un ottimo risultato. Apprezzo l’iniziativa.
Il primo lavoretto prodotto.
Per una bimba di sette anni lo ritengo un ottimo lavoro.
Come sempre, se avete fatto fare questo lavoro ai vostri figli e/o alunni, e vi va di condividere o di vederli pubblicati sul mio blog (specificatelo), contattatemi a diariodiunamaestra@gmail.com.
Siamo alla fine, agli sgoccioli si direbbe ed io, come tutti, mi sento prosciugata di energie. Per mesi nei podcast vari si sono spese parole sulla DaD ( gli acronimi sono meravigliosi), la famigerata Didattica a Distanza. Tra detrattori (tanti) e promotori (rari come una specie in via di estinzione) la DaD è entrata in punta di piedi, facoltativa perché tanto promuovevano tutti, per poi imporsi come obbligatoria anche per le famiglie, costringendo gli insegnanti a reinventarsi.
Ho atteso a farmi un’opinione chiara, netta, ben definita della DaD, ed ho atteso la fine di questo anno scolastico folle. Per quei bambini le cui famiglie hanno difficoltà economiche non è stato semplice ed hanno fatto sacrifici. Le regioni si son fatte belle promettendo contributi per l’acquisto di devices, ma chiedendo poi di anticipare dei soldi che le famiglie non potevano permettersi.
Dal MIUR sono arrivati dei contributi, ma non bastavano per tutti e si è dovuta fare una penosa cernita (penosa perché chi conosce le varie situazioni sa che inevitabilmente si escludono troppi). Quei bambini che hanno situazioni molto difficili in casa e traevano benefici dalla frequentazione in presenza, sono stati penalizzati.
Parliamo anche dei genitori? Massi dai! Ci sono stati genitori che suggerivano, che facevano i compiti dei figli (bravi eh, nessun errore, bella grafia…) dimostrando di capire bene le lezioni e facendomi meditare sull’insegnamento agli adulti (quasi quasi..). Ci sono stati genitori che non mandavano mai i compiti, quelli che li mandavano in ritardo, quelli che li mandavano la Domenica alle 21 quando avevi lezione la mattina seguente. I genitori che giravano in mutande, forse perché in fondo ci percepivano come di famiglia (voglio sperare sia così). Ci sono stati pure genitori che han fatto saltare lezioni perché il figlio non aveva voglia di seguire…
Le mie lezioni in DaD con Skype, scelto dai genitori perché dovevano già usarlo per altri figli.
Eppure…
Eppure io salvo la DaD! La salvo perché
1. Ho potuto lavorare in piccoli gruppi, che mi ha consentito di seguire quasi individualmente come non potevo in classe.
2. I bambini erano contenti, mi facevano vedere casa, mi raccontavano, intervenivano anche quelli che in classe tendono al silenzio.
3. Ci sono stati i genitori collaborativi, quelli sempre puntuali nell’invio, pazienti, rispettosi e comprensivi. Quelli che non hanno fatto saltare una sola lezione e con cui noi maestre abbiamo fatto squadra. Quei bellissimi genitori che hanno capito che non siamo nemici, siamo con loro, per loro, nell’interesse dei loro figli. a questi genitori meravigliosi un grazie è fin poco perché mi hanno fatto amare il mio lavoro.
4. Non tutti i bimbi erano entusiasti, come non capirli dal momento che non potevano uscire e giocare con gli amici, eppure il 90% ha mostrato dei miglioramenti nelle prestazioni. Erano divertiti dai contenuti interattiivi, dai giochini online creati per loro, dai tutorial che potevano fare quando volevano, rivederli se necessario e condividere con i compagni.
5.il mezzo digitale a loro piace! È accattivante e li interessa e poter apprendere nella loro casa permette di apprendere meglio perché inseriti in un ambiente familiare ed affettivo che la scuola, per quanto faccia molto, non può sostituire nè sopperire.
6. C’è da faticare più di quanto si possa pensare, ma per me ha significato poter sfruttare tutte le risorse della rete, dalle presentazioni power point, i giochini didattici interattivi ad hoc, spaziare assecondando le loro curiosità, mostrare loro come usare la rete, fargli visitare musei virtualmente…
7. Rafforzare i legami. Gli orari fissi, se pure ridotti, erano una routine e loro amano le routine, li rassicura. Come ha detto una mamma, gli sembrava un poco come a scuola.
8, I genitori hanno potuto vedere come noi maestre ci rapportiamo, come insegnano, come apprendono i loor figli e, soprattutto, quanto li difendiamo dall’impazienza naturale degli adulti per aiutarli a pensare.
9. I bambini sono entrati nella mia casa, hanno visto i miei animali, hanno parlato con mio marito, sono entrati nella mia vita ed in fondo era una loro curiosità.
10. I gruppi piccoli hanno creato un ambiente familiare e complice che ha favorito l’apprendimento, insegnando loor anche il rispetto dei tempi altrui. Non completamente, ma almeno più di prima.
MENZIONE D’ONORE, ultimo, non citato, ma non ultimo: il signor SILENZIO.
Non stiamocela a raccontare, dopo mesi di caos, urla, baccano in mensa, a ricreazione, in classe, qualche urlo e fintissima arrabbiatura (che però devi fingere sia vera), visite dall’otorino nel timore di essere sulla via della sordità, ecco una delle cose che ho amato (e amato è dir poco) della DaD. Alla fine della lezione potevo prendermi qualche minuto di silenzio. Qualche minuto solo perché poi si sa, non facciamo nulla quindi collegi docenti, riunioni per progetti, assistenza ai tablet forniti dalla scuola alle famiglie, i miei genitori che mi danno per dispersa “eh non ti fai mai sentire, abbiamo lavorato tutti” e coordinamenti con le colleghe…ma quei minuti di silenzio sono stati una boccata di aria fresca nonostante la clausura forzata. Mi hanno riportata a quelle ore stupende in un oasi di pace a gustarmi ostriche appena raccolte ed aperte ad un prezzo ridicolo nel porticciolo ostricolo di Gujan-Mestras in Acquitania, dove il rumore più forte erano i gabbiani perchè persino le gentilissime signorine che ti servivano parlavano sottovoce per non turbare la quiete, ed il silenzio e la pace eran tali che quei due bimbi che transitavano erano inibiti a qualsivoglia desiderio di alzare la voce.
Si può migliorare?
Si, certo, tutto si può migliorare. Sono mancati degli standard condivisi, tante piattaforme disponibili han fatto si che ogni team docenti scegliesse il proprio, spesso dettato dalle comodità delle famiglie, ma a discapito di un protocollo che prevedesse anche la sicurezza, la protezione della privacy. I server dei registri elettronici per le aule virtuali han creato non pochi problemi e non ovunque vi era copertura sufficiente. I supporti alle famiglie in difficoltà avrebbero potuto essere più consistenti, ma nel complesso non me la sento di bocciarla. Come tutti i sistemi tirati fuori dal cilindro all’ultimo minuto sono passibili di migliorie, ma ricordiamo, prima di esserne detrattori dittatoriali e rigidi, che non c’erano altre soluzioni per mantenere un minimo di continuità e contatto con i pargoli.
Una bambina mi ha chiesto “maestra ma possiamo fare arte così anche dopo la scuola?”
Ammetto che nonostante la stanchezza, la burocrazia che ci sommerge e nuova modulistica che ci appioppano ( perché vista l’emergenza…) il desiderio di dirle “si bella mia, la maestra ci sarà anche dopo” prevale e mi sta spingendo a nuovi tutorial di arte e forse qualche laboratorio estivo online, ma è tutto da vedere.
Se volete lasciare un vostro parere, critica o aprire una discussione, purché i toni rimangano pacati ed educati, invito a scrivermi o lasciare un commento.
Questa attività non ha previsto minimamente elaborati, lavoretti o disegni. Premetto che i bambini con cui ho fatto questo piccolo “esperimento” frequentano la seconda primaria.
Ogni quadro racconta una storia, che può essere la storia del pittore o la storia che il pittore vuole raccontarci. Una storia tratta dalla mitologia, dalla religione, dalla vita quotidiana, dalle idee e dalle ideologie di quel periodo storico in cui il quadro si inserisce. A volte racconta più storie, in una sola immagine. Ma che storia racconta a chi lo guarda?
Dopo aver raccontato la vita di Matisse, spiegato cosa sono i Fauves, le ideologie alla base e dato giusto un piccolo tutorial trovato su pinterest per farli disegnare come Matisse, ho fatto vedere il quadro “La Stanza Rossa” e chiesto loro che cosa stava succedendo nel quadro, cosa li colpiva, gli piaceva o no e perché.
Ed ecco le risposte dei miei piccoli critici d’arte. Alcune sono molto scarne, altre danno spiegazioni, altre ancora fanno sorridere forse, ma a loro è piaciuto molto ed ho ripetuto l’esperimento anche per i pittori affrontati dopo.
Sembra un paradiso, una strana cena
Vedo un prato
Secondo me sta preparando una cena romantica
La stanza è rossa
Sta mettendo a posto mentre cucina
Sta prendendo un frutto perché vuole mangiare
La sedia è grande perché la signora è grande
Il bianco fa sembrare gli alberi pieni di neve
Mi piacciono i cespugli perché sono difficili da disegnare.
La Signora sta sparecchiando
Ho fatto la medesima cosa per il quadro, sempre di Matisse, intitolato “La Dance”
Per questo quadro è venuta fuori una storiella unica da un brainstorming spontaneo dei bambini.
Le figure danzano sul mondo per dimostrare al mondo intero che hanno vinto e sono felici perché sono arrivate nello spazio con un razzo molto grande.
Se vi aggrada e se volete provare anche voi la medesima attività, o con modifiche a seconda della vostra classe o i vostri figli, e se volete condividere le vostre esperienze, lasciate un commento o scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com
Lezione fatta in Didattica a Distanza usando Skype
Viaggiando nella storia dell’arte siamo approdati agli astrattisti. Forse non lo si direbbe, ma insegnare storia dell’arte ai bambini è piacevole, rilassante e li coinvolge molto. Loro amano sentire storie, ne sono assetati e conoscere le storie dei pittori che hanno dipinto i quadri che facciamo loro vedere sembra dargli la sensazione di conoscere un amico, un compagno di classe, uno dei loro.
Dopo Mondrian e Van Gogh, Frida Khalo e Kandinsky, ecco a loro Klee, Paul Klee.
Ho chiesto loro quali sono i colori caldi e perché si chiamano così. I pareri sono stati tutti molto simili e quasi poetici “sono caldi perchè il rosso è il tramonto ed il tramonto mi piace, il giallo è il sole e il sole è caldo e poi l’arancione”.
Abbiamo affrontato i colori freddi ed evocato immagini con colori freddi che dessero la sensazione di fresco.
Ho presentato loro il quadro “Castello di metropolis e sole” e lasciato a loro la libera espressione dei propri pensieri.
Paul Klee- Castello di Metropolis e Sole – collezione privata
“La mia opinione è una bella idea del nome e mi sembra abbia colorato con impegno”
“Mi piacciono i quadrati e l’impegno. Io avrei usato un righello dai”
“Mi piace perchè con tutte quelle forme dà l’impressione di un grande castello e quel sole sembra tramontare e io adoro i tramonti”
“Non mi piace tanto perché ha sprecato il rosso e ora deve ricomprarlo. Però mi piace il castello e non ha usato il nero, per me il nero non ci sta bene nei quadri”.
L’attività di “analisi” del quadro ha occupato molto tempo, per cui ho dovuto lasciare loro il tutorial in video per l’attività legata a questo quadro. I bambini hanno gradito molto i laboratori in video e qualcuno mi ha subito mandato i suoi lavori la sera stessa della pubblicazione del video.
Ed ecco i primissimi lavori arrivatimi dai miei piccoli artisti.
Questo è un lavoro fatto da uno dei miei alunni che detesta colorare, eppure ha voluto mandarmelo subito, entusiasta e contento, chiedendomi altri video.
Come sempre, per pareri, consigli o semplicemente inviarmi i lavori dei vostri bambini (siano alunni o figli), scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com.
Se il mio video vi ha ispirato non esitare a dirmelo, sarà un piacere per me poter vedere e condividere le vostre idee sul mio blog.
Lezione fatta in Didattica a Distanza usando Skype
La DaD (Didattica a Distanza) ha creato non pochi problemi e scatenato critiche ferocissime, molti si sono scagliati contro. Nel mio piccolo personale percorso nel campo della didattica, iniziato tardi, sono stata ben felice, curiosa e poi entusiasta di poter sperimentare anche la DaD. In Arte mi ha permesso di risparmiare molto (in termini economici) e poterli mettere di fronte a quadri senza il problema dello schermo che va in risparmio energetico mentre passo tra i banchi o costose stampe di quadri. Di seguito una delle lezioni fatte ai miei bimbi di seconda (primaria) in questi mesi.
I miei bimbi hanno abbracciato con entusiasmo il quadro di Kandinsky “quadrati con cerchi concentrici”.
1. Ho presentato prima loro la vita di Kandinsky avvalendomi dei fumetti e del materiale utilissimo trovato su “Officina d’arte” di Antonella Mazzara, edizioni La Spiga.
2. Ispirandomi al libro “Imparare davanti a un quadro” di Giulia Orombelli (ed WizArt), ho cominciato a chiedere loro dei pareri sul quadro prima di tutto, questa attività l’avevo già iniziata con altri quadri. Ho fatto la premessa (dovuta e imprescindibile) che non c’è una risposta giusta o sbagliata, c’è solo quello che è bello per uno o per l’altro e non deve per forza piacere a tutti. Alcuni bambini erano smarriti, altri preferivano ripetere quello che dicevano i compagni, ma piano piano sono emersi i gusti personali e ne sono nati scambi interessanti in cui io maestra ero solo spettatrice e mediatrice laddove, nell’entusiasmo, alcuni non lasciavano spazio ad altri compagni.
Nell’opera “Quadrati con Cerchi concentrici” il pittore Kandinsky descrive un’indagine strutturata sugli effetti percettivi delle interazioni di colori e sulle lo qualità sensoriali. Lo studio verte su come vengono percepiti svariati accostamenti di colori e come interagiscono tra loro. Tecnica: Acquerello, gouache e pastello su carta. Monaco di Baviera, The Städtische Galerie im Lenbachhaus
“Mi piace ma ci avrei messo più impegno”
“Mi piace l’idea ma i cerchi non sono tutti ben fatti”
“Mi piace il quarto cerchio (in alto a partire da sinistra) ma doveva metterci più impegno, è colorato male. Il secondo dell’ultima riga (da sinsitra) sembra più un quadrato, ci doveva mettere più impegno perché i cerchi non sono perfetti.”
“Mi piace perché mi piacciono le cose che non esistono”
“Sembrano occhi spaventosi e belli”
“è allegro ed è disegnato molto bene”
“Mi piace ma possono farlo i bambini di tre anni”
Questi solo alcuni dei pareri usciti dai vari confronti. Posso solo dire che son state lezioni meravigliose dove tutti si sono divertiti. Loro a parlare ed io ad ascoltare.
3. Ho chiesto loro di riprodurre una cosa simile, ma scegliendo anche altre forme geometriche se gli andava, sul quaderno di arte usando le matite colorate (non avevano tutti i pastelli e gli acquarelli ed ho dovuto optare per questa soluzione).
I bambini stessi mi han riferito di essersi divertiti. Per coloro che invece avevano acquarelli e pastelli a casa, ho creato un videotutorial caricato poi sul mio canale youtube.
4. Facendo lezioni con Skype ho avuto la possibilità di far vedere a tutti i lavori dei compagni per valutarli, esprimere dei pareri civilmente e dare la possibilità a ciascuno degli artisti di spiegare le loro opere (a modo loro). Questo momento è stato molto bello per tutti, i bambini sono stati incredibilmente delicati nell’esprimere giudizi ragionati sulle opere dei compagni, attenti a non urtare la sensibilità, e questo ha dato loro una spinta a produrre dei propri elaborati in futuro.
Alcuni di loro mi hanno mandato i loro lavori fatti col tutorial e, ammetto, è stato per me commovente e soddisfacente sapere che si erano pure divertiti. Di seguito metto il tutorial fruibile gratuitamente sul mio canale per tutti i grandi e piccini.
Alcune delle opere dei miei bimbi (7-8 anni).
Al di là del gusto estetico individuale (possono piacervi o no), posso ritenermi soddisfatta di aver fatto divertire, e se è vero che molti non mi hanno mandato le foto, per quei pochi che lo hanno fatto mi sento invogliata a continuare su questa strada, ancor di più sapendo che molti genitori non hanno aiutato i figli in questo lavoro, pertanto questi prodotti sono assolutamente originali e bellissimi ai miei occhi.
Se questo lavoro è stato fatto da altri oppure è di ispirazione per altri colleghi sarebbe per me un piacere venirne a conoscenza e condividere impressioni e, perché no, anche le opere dei nostri piccoli artisti. Se sei un genitore capitato qui e ti va di provare a fargli fare questo lavoretto, sappi che sarò ben felice di ricevere l’opera di tuo figlio/a e, se lo desideri, pubblicarlo sul blog.
Se volete quindi condividere le opere dei bambini (siano alunni o figli) inviatele a “diariodiunamaestra@gmail.com“.