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Bando al perfezionismo: post motivazionale o riflessione?

Guardati allo specchio, sei lì? Vedi la tua immagine? Bene, non sei perfetto, non sei simmetrico, e se lo fossi saresti veramente sgradevole.

Stai ridendo? Ti ho strappato un sorriso? Ottimo, in fondo è l’attitudine giusta per affrontare l’argomento. Quelle asimmetrie ci rendono gradevoli! Lo stesso discorso non vale per vasi o altri oggetti. Stessa cosa vale per i comportamenti, di una persona cara ricordiamo con tenerezza quei difettucci che la caratterizzavano. Di una mia carissima zia ricordo ancora adesso le pizze dure come pietre e la sua totale incapacità in cucina, e darei qualsiasi cosa per mangiarmi un’altra delle sue pizze dure rischiando di spaccarmi i denti.

La buona notizia è che i difetti, le imprecisioni, quelli che chiamiamo errori, sono ciò che può rendere un disegno interessante. Puoi bellamente infischiartene se non fai il vaso perfettamente simmetrico, se la riga è un poco storta o se il cerchio non è da compasso, basta che funzioni.

Ho scoperto l’acqua calda sia chiaro, non è una novità, ma è il senso di liberazione che voglio condividere, perché è una sensazione che vorrei che accompagnasse chiunque desideri seguirmi in questo percorso grafico.

Come dice Danny Gregory “se ti fissi con la perfezione, non cominci mai”.

Il perfezionismo è la voce dell”oppressore, il nemico della gente. Ti terrà stretto e renderà folle la tua intera vita

Anne Lamott, Bird by Bird

Con questo non signfica che non devi cercare di dare il meglio, ma implica che devi farlo senza preoccupazioni nè ansie, d’altronde siam qui per disegnare e fare arte con la “a” e non con la “A” (Danny Gregory, Art Before Breakfast), quindi per rilassarci, raccontarci, raccogliere emozioni che magari un domani ci faranno sorridere e ci incanteranno, non per produrre per l’industria dell’Arte.

Questo pensiero, o forse sarebbe meglio chiamarlo “modo di vivere”, dovremmo insegnarlo ai bambini forse. Puntare a far le cose bene non è sbagliato di per sè, ma saper accettare le imperfezioni è ciò che di più difficile si possa fare, ed è questa la vera sfida della nostra esistenza, fare il meglio, puntando in alto, ma disposti ad accettare ciò che perfetto non è e, con buona probabilità, non lo sarà mai, ma proprio questo lo rende bello.

Un bacione perfetto dalla vostra

Maestra Imperfetta

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Autore:

Sono una giovane maestra (giovane come anni di insegnamento, non come età...ma è relativo). Insegno arte, musica, inglese e tecnologia, ma non posso escludere che in futuro non mi trovi ad insegnare altro. Ho trovato nella scuola dove insegno colleghi simpatici e collaborativi, un ambiente famigliare e attivo che continua a fornire stimoli culturali cui attingo a piene mani. La mia gratitudine è a loro ed a tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado che hanno contribuito e contribuiscono, senza saperlo, a rendermi quella che ritengo di essere oggi...una maestra consapevole.

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